Fazz wrote:
A mio parere non è un problema di scelte, ma di caratteristiche. Forte, fortissimo, durissimo (parecchia gente sopra i 2m teme e subisce i contatti molto più di AI), ma troppo limitante a livello di chimica ed equilibri di squadra. Il fatto che sia arrivato in fondo solo con una squadra scarsa (ma meglio dire: piena di giocatori assolutamente completi, se si esclude la voce mettere la palla nel cesto) e in un est non troppo selettivo dimostra che è un giocatore troppo particolare per poter ambire a grandi traguardi.
Non è possibile costruire con lui una squadra di alto livello, perchè nessun attaccante (salvo forse quelle 2-3 super iper stelle) può con lui completarsi e rendere secondo talento.
Probabilmente è vero, anche se con un lungo buon passatore e valido nei pick & roll, come era un Webber purtroppo limitato da infortuni, in teoria avrebbe potuto funzionare.
In ogni caso oggi, 2009, è sicuramente un ottimo sesto uomo che esce dalla panchina per stravolgere gli equilibri, portare punti rapidi, portare scompiglio nella difesa avversaria e torna a sedersi prima di portare troppi scompigli nella propria squadra.
Non spessissimo, ma a volte squadre vincenti hanno avuto giocatori simili, non certo gli Spurs, ma ad esempio un ruolo alla Rider potrebbe averlo. Il punto è che non vuole, è andato a Memphis apposta per avere un ruolo ed un minutaggio da leader, ed io ancora non capisco cosa sia passato per la testa di Wallace per accordarglielo. A Memphis ci sono giocatori giovani non ancora maturi e con qualche problema di letture, tanti giocatori che vogliono palla in mano, come Mayo e Randolph, ottimi atleti che però vanno lanciati nei modi e nei tempi giusti, vedi Gasol e Gay (vabbè, Gasol capisce molto di basket e Gay ancora no, ma non sottilizziamo, il discorso è differente), un play giovane che avrebbe talento ma ancora non riesce a dimostrarlo del tutto sul parquet, Conley, un lungo lunghissimo ma tanto grezzo, che avrebbe bisogno di crescere con calma e ricevere palla in situazioni per lui facili, in modo da prendere fiducia, Thabeet... in tutto ciò potrebbe far comodo un Billups, per restare ad un paragone scomodo per Iverson, non certo The Answer. In questo contesto se ha la risposta è quella sbagliata.
mookie#22 wrote:
Ahia.. non sopporto quando si da del perdente a un giocatore solo perché non ha vinto il titolo (come pure tu, mi pare di capire). È una posizione che detesto, quindi urge precisazione.
Probabilmente l'espressione "meno vincente" può venire intesa in diversi modi. Dei giocatori nel tuo elenco alcuni hanno combinato ancora meno di Iverson, mentre altri hanno fatto TUTTO quello che potevano per vincere, vedi Stockton e Malone ad esempio.
Riguardo a trade e status di free-agent, come dici bene tu, Iverson è arrivato a 34 anni senza alternative!
Ma non credo che per questo si debba parlare solo di destino e sfortuna, a tal proposito il parallelo fatto con Rasheed mi è parso eloquente.
Ma si, fra atleti perdenti ed atleti che hanno perso c'è una differenza abissale. Alla fine dell'anno vince una sola squadra, in questi ultimi anni tendenzialmente Lakers o Spurs, non ha senso bollare tutte le altre squadre come una manica di perdenti. FOrse i Celtics due anni fa erano vincenti e lo scorso anno no? Sempre una squadra vincente era, solo che sono cambiate le condizioni (in primo luogo infortunio di Garnett) ed avversarie (i Magic ed i Lakers son cresciuti molto).
Per restare al tuo esempio non so davvero cosa si possa rimproverare ad uno Stockton. A Malone qualcosina, ma comunque di sicuro non è stato un perdente nemmeno lui. Son capitati nel periodo in cui i Bulls erano difficilmente battibili ed ad ovest avevano anche i Rockets di Hakeem, hanno perso, ma dopo aver dato il massimo, meritano comunque che li si ricordi come ottimi giocatori.
Allo stesso modo tanti altri di ieri e di oggi, il primo nome che mi viene in mente è Kidd.