Bhè, ma qui non fai che confermare quello che dicevamo:
1) Bulbarelli non è un genio del ciclismo, probabilmente ne capisce come uno qualsiasi di noi, solo che lo vive di più.
2) Non è neanche un deficente, seguendolo tanto un minimo di infarinatura ce l'ha, grandi errori non ne commette.
3) Ha senso della telecronaca, riesce a seguire e commentare quel che accade, a differenza di tanti.
In più quel che qui non si può capire, e cioè che è stato abbastanza intelligente ed umile da capire di avere vicino un grande commentatore e che da protagonista doveva trasformarsi in spalla. Negli Stanlio ed Ollio el ciclismo lui non poteva essere Stanlio, è diventato Ollio.
E qui si vede la "vendetta" in malafede di Grasso, dove dice che finalmente Cassani potrà tornare ad esprimersi. Cassani tanto spazio come con Bulbarelli prima non l'aveva, ed il buon Davide è stato sempre concentrato sul ciclismo, non ha fatto tante digressioni.
Poi sul "buonismo" concordo solo in parte, Bulbarelli eccedeva anche secondo me, però teniamo conto di due fattori:
1) Qua si parla di uno sport misto di squadra ed individuale, in cui nei grandi giri i più forti si sfidano (o dovrebbero sfidasi, visti i percorsi di quest'anno) su salite improponibili per gente normale, quindi un po di esaltazione e di "epica" servono, è connaturata al ciclismo.
2) Non puoi fare una telecronaca insistendo sempre sul doping, a parte che sai che palle sarebbe, poi svilirebbe il prodotto. Vince Di Luca? Devi dire grande Di Luca, poi magari se Auro avesse esagerato un po meno non avrebbe fatto male, ma il concetto è giusto.









