Bhè, dai, anche De Zan figlio e Saronni non erano malaccio...AgentZero wrote: Cavoli, mi spiace un sacco. Mi mancheranno i suoi "benvenuti in località ....", le sue "flammes rouges" e i suoi "paaaaaaaaaaolo bettiiiiiniiiiiiiiii"...ho iniziato a vedere il ciclismo quando avevo 10 anni con mio nonno, ed erano gli ultimi di De Zan se non sbaglio. Dopo la brutta parentesi Mediaset la voce del "mio" ciclismo è stata proprio la sua. Beh, che vi devo dire, mi mancherà.
Saronni un po saccente e parlava troppo della "sua" Lampre, però il lavoro lo conoscevano.
Sarà che io ho ancora in mente le telecronache anni '80, con De Zan padre e Giorgio Martino...
Le gare importanti di un giorno solo venivano in genere trasmesse solo per un ora al massimo, c'erano tante cose da dire e ti passava.
Il tour in diretta iniziò proprio verso la fine degli anni '80.
Una tappa del giro però non ti passava mai, almeno nel commento.
De Zan regolarmente intervistava almeno un paio di assessori, Cannavò, Beppe Conti ed Angelo Zomegnan, e se una volta o due potevano essere un diversivo, dopo 21 tappe non ne potevi più.
Poi lui e Martino iniziavano a parlare di cose che non c'entravano nulla con la gara, mentre sotto correvano, dicendo sempre le stesse citazioni. Vi avverto, se qualcuno dovesse usare la frase "una tappa che si concluda con una volata di gruppo è la lunga preparazione di una stilettata" non rispondo delle mie reazioni, Adriano la doceva ogni 10'.
Poi c'erano sempre i grimpeur con i loro rapportini, mentre Gaul e Bartali andavano su col rapportone, sennò la selezione non la fai, e c'erano sempre i rimandi al grande Moser che aveva rivoluzionato il ciclismo.
Nel 1994, quando Pantani si rivelò andando in fuga sul Mortirolo e mettendo in difficoltà Idurain, De Zan e Martino stavano parlando di quali bici sarebbero state usate nella cronoscalata, quando videro nel monitor il Pirata da solo pensarono che fosse in crisi, e De Zan, che di ciclismo ne capiva, anche se non era un gran telecronista, disse che però andava su bene, probabilmente era solo un momento di difficoltà già superato.
C'era quel poveraccio in motocicletta che avvicinava le macchine dei direttori sportivi per intervisarli, porgeva il microfono e mentre quelli parlavano Adriano continuava ad elencare i corridori inquadrati.
"Bene, quale sarà la vostra strategia?"
"Io credo che..."
"Peeeetitooooooooooooo!"
"e, di conseguenza....."
"Ghiiiiiiirotto!"
"Però credo che tutto ciò....."
"Caaaaassani!"
"Quindi in conseguenza..."
"Leaaaaali!"
"E spero ci vada bene"
""Grazie per l'intervista!"
Poi in un arrivo in volata non serviva in fotofinish, lui capiva al volo chi aveva vinto anche se di pochi centimetri, e ti diceva almeno i primi 15 dell'ordine d'arrivo, raramente sbagliando un nome.
Grandissimo esperto, uno dei migliori mai visti in circolazione, anche perchè aveva una rapidità che gli altri raramente hanno, Cassani è eccezionale, ad esempio, ma negli arrivi in volata non lo avvicina, però contrariamente a Cassani, non aveva i tempi della telecronaca, avrebbe dovuto essere affiancato da un bravo telecronista ed essere l'esperto commentatore, invece lo affiancava Martino.









