Patamunzo wrote:
Ma al Kirbys si trova
questa?
chissà chi è il genio del marketing che ha scelto il nome...
tra le FAQ del sito:
Domanda: Ma il nome poi! Ci sembra un pò volgare e inventato per far colpo.
Risposta: Pensatela come volete. Voi consumatori siete i nostri unici padroni e giudici. In verità il nome è nato per caso, perchè il titolo originario era "Fiori di Guaranà". Ma ci sembrò da subito troppo lungo e scontato come "brand". Allora abbiamo deciso di abbreviarlo cercando di utilizzare le iniziali di "Fiori di Guaranà". Il risultato era fi.GU'. Non ci sembrava soddisfacente nè interessante. Allora con un piccolo stratagemma abbiamo unito la primo e l'ultima lettera di "Fiori" (fi), con la prima e l'ultima di "Guaranà" (ga). Risultato "
fi.GÀ" (l'accento sulla A). Suonava bene, era corto ma ... c'era un dubbio! Chissà come lo avrebbero percepito i consumatori? Volgare, trash. E poi figuriamoci le battute. Poi abbiamo pensato: il prodotto è molto buono, il packaging particolarmente glamour ed elegante, perchè non rivolgersi direttamente al pubblico femminile? Anche perchè ci sembra che nel mercato delle bibite non ci sia nulla di specificatamente rivolto al mondo "donna". Beh... ci crediate o meno le donne ne sono rimaste divertite ed affascinate. Ne sono diventate le testimonials per eccellenza, anche nei confronti del pubblico maschile. Hanno intuìto immediatamente che la "volgarità" sta negli occhi di chi guarda, e che ordinare un fi.GÀ (l'accento sulla A) può invece essere un modo simpatico e divertente per affermare la propria personalità e autostima.
Domanda: Sì va bè! Ma che razza di strategia di marketing è quella di far leva sull'ambiguità del nome per vendere il prodotto. Non vi sembra che questo nasconda una mancanza di idee e una completa ignoranza dei meccanismi del marketing?
Risposta: È proprio così. Abbiamo deciso di non seguire nessuna "strategia di marketing". Ci siamo stancati dei tanti moderni "Guru": di stilisti che ci insegnano che cosa è l'eleganza, di "gastronauti" che ci dicono come, cosa, e dove dobbiamo mangiare, di "intellettuali" che ci suggeriscono cosa è bene leggere, quali mostre vale la pena visitare e magari quali "salotti bene" frequentare, di economisti che ci guidano negli investimenti più redditizi, salvo poi accorgersi che forse era meglio affidarsi alla classica "testa o croce" della monetina.
Ci siamo stancati pure, dei falsi perbenisti che si scandalizzano di fronte alla possibilità che un bambino possa pronunciare "la fatidica parola" mentre con assoluta naturalezza e civiltà naturalmente, i genitori magari si separano dopo feroci scontri davanti ai loro figli.
Non è forse più "volgare" lasciare i nostri bimbi per ore davanti al trasmissioni "demenziali", purchè ci lascino liberi di fare i nostri comodi?
Non è forse più "ipocrita" con la scusa della pubblicità, della notorietà, e della assoluta liceità, utilizzarli come burattini in spot pubblicitari, in film di cassetta e anche impegnati, in sfilate come finti e finte "baby mannequins"?
Tutto questo è demagogico? Può darsi. Ma lasciateci la libertà di pensarla diversamente, di sperare che il nome fi.GÀ continui pure a scandalizzare qualcuno, ad attirarci gli anatemi di molti (guai al prodotto che non attira critiche), ma che alla fine i consumatori lo giudichino per la sua qualità: buona o cattiva (speriamo mai così.....così).
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