Gerry Donato wrote:
Per altro basterebbe mettere una banale regola non scritta, un codice d'onore, come nel caso del basket NBA.
Io credo che il primo vaffa istintivo debba e possa essere sempre perdonato. Poi ci sono sempre 5 secondi circa per sbollire la celeberrima "carica agonistica". Bene, allora la sanzione, come oltreoceano, deve arrivare solo se la protesta è reiterata e si perdura nel tempo.
Al primo vaffa: niente. Al secondo vaffa: cartellino giallo. Al terzo vaffa: rosso.
5 secondi di protesta: niente cartellino. Dai 5 ai 10 secondi: giallo. Più di 10 secondi: rosso.
Forse proprio perchè mi sembra così facile evidentemente non arrivo come al solito a capire la controindicazione.
Poi Tagliavento ha pennellato la cosa più orrenda che un arbitro può fare, come sottolineano Matt e Hispa: il cambio in corsa del metro arbitrale. Questa secondo me è la cosa più grave di tutte, anche di un rigore completamente ciccato.
Bè Gerry, se sulle proteste ti dò ragione, visto che a volte si vedono scene come quelle di Sculli di ieri o come Gattuso tutte le partite, io credo (se poi mi sbaglio correggimi) che i giocatori NBA non mandino affanculo l'arbitro perchè altrimenti vanno dritti sotto la doccia. Poi che l'arbitro non vede, è un'altra cosa.
Io faccio sempre un paragone con gli altri sport, dove ci sono diatribe sulla direzione di gara ma non così accentuate come nel calcio: se un cestista o un pallavolista manda l'arbitro a cagare, viene cacciato, punto e basta. Se protesta (e specie nel volley l'unico che può avvicinarsi all'arbitro è il capitano, cosa che in
teoria dovrebbe valere anche per il calcio, almeno per le proteste) in maniera reiterata, allora mi comporterei come hai illustrato tu.
Ti faccio un esempio di cosa mi fa ribrezzo nel calcio: ieri Contini ha fatto due falli da giallo, il primo punito il secondo no, e si è permesso addirittura di protestare. Nel calcio, ad occhio e croce, si protesta nel 70% delle decisioni arbitrali, e questo è francamente ridicolo.
Il vaffa va punito, la protesta va limitata. Altrimenti diventa un circo.