Ormai siamo al paradosso. La Repubblica, nella foga di attaccare la Rai a favore di Sky -avendo sposato la causa di Rupert Murdoch - confeziona unarticolessa per sostenere come il criptaggio dei programmi della tv di Stato sulla piattaforma satellitare di Sky (ovvero loscuramento dei programmi coperti dai diritti, ma visibili su analogico e digitale terrestre) stia facendo perdere ascolti a Rai Due e Rai Tre, finendo con lo smentire se stessa.
Sì, perché il quotidiano diretto da Ezio Mauro, sparando cifre come fossero le noccioline che si danno allelefante dello zoo, sostiene che «Rai tre perde l1,4% e Rai Due lo 0,8%», mentre «Rai Uno aumenta del 2,9%», per giunta proprio in prima serata. Dovè, dunque, il problema? Il problema è che non cè problema, tanto che a viale Mazzini, dopo aver letto larticolessa, si sono messi a ridere. «Forte di questi dati», afferma un alto dirigente Rai che chiede lanonimato, «possiamo presentarci agli investitori a testa alta. Rai Uno che guadagna quasi tre punti percentuali significa un aumento della pubblicità». Evidentemente a Repubblica, nella foga di ingraziarsi Murdoch, sono andati oltre se stessi. Se poi si vuole spaccare il capello in due, laffondo di Repubblica è lì a dimostrare come il calo di Rai Tre, stimato nell 1,4% nella fascia che va dalle 21 alle 23, non è dettato dal criptaggio, ma dal palinsesto. Evidentemente lofferta estiva della terza rete della Rai non trova il gradimento dei telespettatori. E così, dopo lauto smentita, cè anche il fuoco amico.
Cifre alla mano, al di là del satellite o del digitale terrestre, i dati degli ultimi giorni parlano di una Rai si è aggiudicata la prima serata con «Il gioco della vedova nera», che su Raiuno ha totalizzato 3 milioni 083 mila spettatori e il 20.25% di share. Con «Pianeta terra gli abissi dellOceano», la seconda serata di Raiuno è stata vista da 1 milione 78 mila persone con l11.27%. Il «Supervarietà» di Raiuno, invece, si è aggiudicato la fascia del cosiddetto «pre serale» con 3 milioni 878 mila telespettatori e il 24.24% di share. Bene anche «Reazione a catena» che, nel preserale, ha raccolto una platea, nella prima parte, di 2 milioni 482 mila persone con il 24.52% di share, e nel quiz finale di 3 milioni 260 mila con il 26.64%. Insomma, viale Mazzini regge, nonostante gli affondi e il valzer degli ascolti. «Il problema è che Sky inizia ad avere delle difficoltà», ribadisce lalto dirigente Rai, «che prova a mascherare con questi dati. Il calo degli abbonati è una dato di fatto, tanto che lofferta cinema non è allaltezza della situazione». Il perché è presto detto. Il 60% del mercato cinematografico televisivo è controllato dalla Universal, Medusa, Warner e O1 (cioè Rai). Sky ha perso lofferta sia della Universal che di Medusa, dunque del 40% del mercato. Puntare sul cinema, a questo punto, rischia di rivelarsi una corsa in salita, irta di ostacoli. Resta il calcio, certo, anche se la concorrenza si sta attrezzando per offrire ai propri utenti pacchetti mirati. Insomma, «rompere con Sky», come sostengono molti esponenti di sinistra orfani di una Rai asservita ai voleri del partito, non è stato affatto danno. Anzi rischia di tonificare viale Mazzini.
Fonte:libero news
questo articolo mi sembra un pò "di parte"




