Condivido molte cose, tranne il paragone col calcio italiano perchè la situazione è ancora peggiore di quella che descrivi perchè nel nostro calcio non solo la gestione della squadra è pessima, ma anche la gestione della "franchigia" è orrenda. Qui invece siamo prettamente a livello tecnico e non mi sorprende la chiusura del mondo MLB. Ma sono fiducioso che le cose stiano cambiando, ci sono molte squadre che pian piano stanno acquistando una mentalità diversa a livello gestionale senza ripetere grossi errori. Hai parlato molto di culo, ma alla lunga i risultati dimostrano chi aveva ragione e chi no. Minaya, per tornare in topic, credo ne sia l'esempio: i Mets hanno fatto alla grande la stagione 2006, quella dell'hr di Molina in gara 7 (che ricordi...), ma poi hanno raccolto grandissime delusioni con crolli tragicomici.rene144 wrote: E' assurdo, ma negli anni la gente assurda ha iniziato a sparire, almeno in parte, perchè molti owners (non Wilpon) si stanno facendo furbi. Non ci voleva un genio per capire che offrire quel contratto a Perez fosse stupido. In questo forum non mi sembra che NESSUNO fosse favorevole. Neanche sui giornali, neanche quelli mainstream, che in genere sono popolati da qualunquisti che cercano di ingraziarsi i front offices. Eppure lui l'ha fatto.
L'approccio di base è sempre quello che un "insider" debba saperne di più di altri, ma non è necessariamente vero. Spesso si tratta di gente che arriva in cima quasi per caso o per fortuna, e non se lo merita. E questi sopravvivono per fortuna o per caso a loro volta. Colletti sta vivendo coi frutti dei draft dei Dodgers fatti prima di lui. Ora la farm è devastata, ma intanto il buon Ned ottiene applausi a destra e a manca perchè è la più forte squadra della NL. Gli affari principali che abbia fatto lui sono stati Ethier per Bradley (buon affare, più per la salute di Bradley che per la qualità dei giocatori, ma comunque buon affare), i contratti di Pierre, Schmidt ed Andruw Jones (brividi), la firma di Kuroda, il trade di Carlos Santana per Blake (ri-brividi), il trade di Manny Ramirez (buono, anche se gli è stato consegnato dalle circostanze, ma comunque buono).
Beh, con questo curriculum, lui non solo sopravviverà, ma verrà definito un ottimo GM, e chissà per quanto tempo potrà andare avanti. Gli Steve Phillips, gli Ed Wade, i Chuck LaMar, i Randy Smith, i Bill Bavasi, i Dave Littlefield, ci mettono tanto ad essere eliminati dal gioco. Poi in qualche maniera rientrano in gioco (vedi Wade, che comunque a Houston non sta facendo male adesso). Dusty Baker regge ancora.
Purtroppo è un mondo che funziona col nonnismo, col leccaculismo e chi più ne ha più ne metta. Quando sono andato a Phoenix per il draft, molti miei colleghi non hanno avuto problemi nel dirmi che se non fosse stato per diverse spinte (chi è figlio d'arte, chi aveva l'amico, chi questo e chi quello), non sarebbero mai arrivati a lavorare in MLB. E questo vale per tutti. Non se ne vergognavano, perchè hanno chiarito che non è la misura della bravura, ma a meno di situazioni estremamente particolari (tipo la mia, dall'Italia... ma già Mazzotti dopo essere stato lasciato dai Mariners è rientrato con gli Astros grazie alle conoscenze con Galante maturate durante il WBC '06... e questo non è per buttargli la croce addosso, ma è un dato di fatto ed a volte è semplice inevitabilità), se non hai amicizie, è un mondo nel quale non entri a prescindere dalla bravura. Poi è chiaro che alcuni dei raccomandati sono anche bravi. Molti però non lo sono. Ed alcuni riescono a tessere le loro tele con abilità ed a salire ai posti di comando accoltellando Tizio alle spalle, baciando il sedere a Caio ed avendo una botta di culo al momento giusto.
Purtroppo non è un mondo dove la meritocrazia funzioni con regolarità. In alcune squadre è così, per carità, ed in genere sono quelle che vengono gestite meglio. I Red Sox quando sono stati comprati da Henry sono entrati a far parte di questa categoria, gestiti da azienda e non da "squadra" ma prima erano qualcosa di ridicolo. Gli Yankees sarebbero ridicoli con l'influenza della famiglia Steinbrenner se avessero un budget basso (invece il budget alto comunque fa tappare alcuni buchi... ma i danni degli Steinbrenner negli anni passati sono stati spesso evidenti). Poi invece ce ne sono altre dove bisogna essere abili a manipolare gli altri. Questo è uno di quei casi. Noi possiamo romanzare il mondo americano, ma in certi casi le squadre sono gestite come squadre di calcio italiane (dove ci sono i presidenti - i presidenti!!! Ossia delle persone che hanno la stessa competenza del tifoso da strada, ma che si permettono di parlare ogni giorno come se fossero competenti, e spesso sopravanzano nelle trattative persone come il direttore generale o il direttore sportivo solo perchè hanno dei soldi), come giocattolini anzichè aziende che fatturano caterve di milioni.
A me dispiace per i Mets, ma in quale azienda seria un atteggiamento del genere verrebbe tollerato? In nessuna. Ormai stanno passando in territorio-barzelletta.
Sui proprietari...passi la completa mancanza di conoscenza del baseball, ma affidare tutto a un singolo uomo senza uno straccio di persona che gli dica che il lavoro è pessimo? Sono un po' sconcertato



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