Eclipse612 wrote:
Sono d'accordo sui casi particolari, non si può generalizzare senza conoscere i dati precisi. Non puoi negare però che il "sistema calcio" per anni si sia basato sui debiti e squadre in costante perdita erano viste come aziende di successo; le società sane si contavano sulle dita di una mano. E' una distorsione del mercato assolutamente inaccettabile nei confronti di chi i conti li tiene a posto, che è stata solo parzialmente corretta (con il classico colpo di spugna all'italiana) e che è presente anche in altri campi diversi dallo sport.
In realtà per decenni, e la cosa si spiega rapidamente.
Tu hai un utile di 1.000 euro.
Ne metti 200 in una squadra sportiva.
Gonfi le fatture e fai vedere che ne hai spesi 400.
Non hai messo un euro, la squadra te la paga lo stato ed hai ritorni pubblicitari.
Oggi fra studi di settore, redditometri, le nuove regole bancarie con l'applicazione di Basilea 2, il fatto che le squadre hanno fine di lucro e sono controllate la cosa non è più così automatica, perciò in molti sono attenti ad essere in ordine con i conti.
Questo però vale in tutti gli sports, anche se ovviamente i ritorni pubblicitari che offre il calcio è difficile ottenerli altrove.
bruno capelli wrote:

ottimo discorso

guarda che del calcio nessuno a mai pagato per tutti questi fallimenti,infatti
nessuna grande squadra fallita a mai ricominciato dai dilettanti come meritava,a parte la Fiorentina che dalla
C/2 e andata direttamente in B

in Italia hanno colpito solo squadre come Spezia,Lucchese e
Messina non certo Roma,Lazio,Torino ecc...non mi pare che ci sia una grande giustizia.poi per non far fallire
il sistema calcio in generale hanno fatto delle leggi porcate tipo il spalma debiti sino' altro che Roma e Lazio
sarebbero fallite tutte le squadre di calcio.Doc se Pesaro non avesse avuto un altra squadra in B1 con qui
se fusa,e se la Virtus Bologna non avesse avuto Castelmaggiore in lega due queste due squadre da dove
ricominciavano?non certo dalla lega due o dalla B1,ma dal campionati dilettanti come e successo a tante
gloriose squadre di basket,questa e la differenza fra calcio

e basket.
Non vedo tantissimo da ridere. Roma e Lazio non sono fallite, giusto o sbagliato che sia, ed il perchè te l'ho spiegato. Se hai un debitore unico e grande e gli offri una transazione, in genere questo accetta, altrimenti diventa difficilissimo riscuotere.
Lotito è andato dall'ufficio delle entrate, con cui la Lazio era indebitatissima, e gli ha fatto un discorso simile, dicendo che il suo debito andava frazionato in tenpi lunghi, altrimenti la Lazio sarebbe fallita e lo Stato non avrebbe preso il becco di un quattrino, ha offerto le garanzie ed ha ottenuto la rateizzazione. La differenza con altre aziende è che la rateizzazione è stata molto lunga, ma anche il debito era elevato. In precedenza l'ufficio non è intervenuto perchè la società era in mano ai liquidatori del gruppo Cirio e prima di intervenire si aspettava, come per tutte le società del gruppo Cirio, di conoscere esattamente la situazione. Nessuna delle società di Cragnotti che ha trovato un acquirente, per la cronaca, è fallita. a cosa è stata possibile perchè prima i liquidatori hanno trattato con giocatori, tecnici ed altri dipendenti pagando o ottenendo la spalmatura del debito, qundi non c'erano altri debiti conosciuti.
La Roma, come tantissime altre aziende, ha un debito con una banca e sta trattando con la banca per valutare la vendita della società stessa in modo da ripianare il debito. In tali casi le banche aspettano sempre, qualsiasi sia la società interessata, intervengono subito solo se la società non tratta o non ha beni tali da poter rimborsare almeno una parte importante del debito.
Ci fossero stati debiti con giocatori o tecnici le due squadre sarebbero fallite. Non commento se sia giusto o meno, ma succede ogni giorno con tantissime aziende diverse. Senza far nomi, un mio cliente ha una azienda che fa impianti elettrici industriali, ha un debito di € 300.000 con una banca fra le prime 10 in Italia, con sede in un'altra regione, sta trattando, come la Roma, e la banca è un anno e mezzo che attende e non l'ha neanche messo in centrale rischi. In un'altra situazione da me conosciuta bene sempre per motivi di lavoro un costruttore ha un debito di oltre due milioni con un altra banca nazionale, questa gli ha finanziato altri € 500.000 per terminare i primi lotti del lavoro e poter iniziare a vendere. Il debito è aumentato, il costruttore già non pagava, ma ora finirà qualcosa, potrà iniziare a vendere ed a rimborsare qualcosa mentre prima c'era un'area edificabile costruita a metà e di fatto invendibile.
Termino qui perchè la cosa sta diventando stucchevole, mi limito a dire che gli esempi del fallimento di Torino e Napoli non sono paragonabili a quello della Fiorentina (o della Virtus Bologna o, magari, di Pesaro) perchè nel frattempo è uscito il lodo Petrucci, che fa si che una squadra sportiva che abbia una determinata storia ed abbia sede in una città con certe dimensioni possa ripartire da una serie sotto a quella in cui si trovava quando è fallita.
Se a Torino, ma anche a Perugia, Pisa (ahimè, adesso nella stessa situazione), Avellino e quasi tutte le città con una squadra di calcio in tali condizioni si trova rapidamente un investitore pronto a ripartire da una serie più in basso, in tante realtà del Basket, come Roseto, ad esempio, no, c'è poco da protestare.
Per esempio anche a Napoli solo ora ci sono reali interessi per riportare il Basket, e devono pensarci persone provenienti da altre città; non mi pare che lo scorso anno ci fosse la fila in federazione per chiedere l'affiliazione.