Re: Ti Te Dominet. Perchè i colori restano...
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shilton
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Re: Ti Te Dominet. Perchè i colori restano...
il giorno del raduno vi date al revival?


Shilton meglio di Buffon (Pap)Raramente in vita mia ho visto dal vivo compiere interventi simili (Dazed)
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Re: Ti Te Dominet. Perchè i colori restano...
Mi sembra di assistere alla collezione Panini "Pippero d'Oro"... :gazza:
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Robin
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Re: Ti Te Dominet. Perchè i colori restano...
il merito va diviso con Desailly che :fischia:sfracello la faccia a Pagotto in uscitaSberl wrote: Però segno il gol decisivo nella prima vittoria di quella stagione ad Empoli...di naso se non ricordo male :)
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- Teo
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Re: Ti Te Dominet. Perchè i colori restano...
Il problema non è il suo entusiasmo e come ne parla (benissimo), ma la realtà della squadra che dovrà allenare.Gerry Donato wrote: Io l'ho vista e francamente sentire parlare Leonardo ed assaporare il suo entusiasmo è un vero piacere.
COmunque Galliani è diventato veramente inascoltabile, al pari di Berlusca. Sembra sempre che credano di parlare ad una manica di idioti, come se la gente si bevesse tranquillamente tutte le stronzate che dicono.
Last edited by Teo on 07/07/2009, 9:18, edited 1 time in total.
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Sberl
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Re: Ti Te Dominet. Perchè i colori restano...
L'ho sentito anche io e davvero sembra che voglia dare una svolta. Il problema, come tu e tanti altri sottolineate (e mi ci metto anche io), è appunto questa squadra. Dalle prime parole di Leonardo sembra che dovrà essere un Milan aggressivo, in grado di fare un possesso palla non finalizzato a sè stesso con un notevole movimento senza palla, che è stato il grosso tallone di Achille in questi due anni. Per fare questo ovviamente bisogna correre e aver voglia di correre e mi chiedo quanta gente ci sia che voglia farlo e che sia in grado di farlo continuativamente.Teo wrote: Il problema non è il suo entusiasmo e come ne parla (benissimo), ma la realtà della squadra che dovrà allenare.
Personalmente quest'anno vorrei semplicemente vedere una squadra che gioca con il cuore, che lotta su ogni pallone senza mai mollare visto che siamo consci di essere un gradino sotto alle altre. Sarà un anno di transizione salvo miracoli, speriamo che sia un anno dove si ritrovi il cuore, la voglia di lottare e lo spirito battagliero in ogni singola partita.
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predu17
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Re: Ti Te Dominet. Perchè i colori restano...
Ma il signore in occhiali che "contesta" è il famoso Barone?



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Re: Ti Te Dominet. Perchè i colori restano...
Yep, proprio lui, sempre in mezzo
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- The Closer
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Re: Ti Te Dominet. Perchè i colori restano...
Invece di scassare la minchia in questo modo fuori dai cancelli...ma andare a lavorare, no?!
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Sberl
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Re: Ti Te Dominet. Perchè i colori restano...
Si sn presi il giorno di ferie....The Closer wrote: Invece di scassare la minchia in questo modo fuori dai cancelli...ma andare a lavorare, no?!
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Re: Ti Te Dominet. Perchè i colori restano...
Ti sei mai chiesto qual'è il vero lavoro di un capo ultras? :gazza:The Closer wrote: ma andare a lavorare, no?!
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- Alicon
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Re: Ti Te Dominet. Perchè i colori restano...
Ma questo famoso barone (che ad antenna 3, un mese fa mostrava addirittura sms di kakà..Teo wrote: Yep, proprio lui, sempre in mezzo
Mi spiego: sono un capo Ultras, la società per la quale tifo mi paga 1.000 euro al mese (ipotesi puramente casuale) ...il minimo sarebbe NON contestare e cercare di mediare. No??
Se un uomo fa esattamente quello che una donna s'aspetta da lui, ella non se ne fara' una grande opinione. Bisognerebbe sempre fare quello che una donna non s'aspetta e dire quello che lei non puo' capire. (O.Wilde)
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Re: Ti Te Dominet. Perchè i colori restano...
Più che altro mi domando cosa non fa la giustizia davanti a sti criminali.Jakala wrote: Ti sei mai chiesto qual'è il vero lavoro di un capo ultras? :gazza:
Alicon, Barone andava a braccetto con Galliani. Da quando il pelato ha chiuso i rubinetti a lui e i suoi simili, ecco che nasce la contestazione e il fatto che il pelato debba girare scortato.
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Re: Ti Te Dominet. Perchè i colori restano...
Faceva il ferroviere, da tempo fa l'imprenditore, il tifoso e l'amico dei VIPs.Alicon wrote: Ma questo famoso barone (che ad antenna 3, un mese fa mostrava addirittura sms di kakà..) ...che fa nella vita? e se , CASUALMENTE, fosse pagato dalla società Milan...che cazzo contesta?
Mi spiego: sono un capo Ultras, la società per la quale tifo mi paga 1.000 euro al mese (ipotesi puramente casuale) ...il minimo sarebbe NON contestare e cercare di mediare. No??![]()
Riceveva anche dividendi dalle tessere cuorerossonero.
Perchè contesta se è ammanicato coi vertici? Perchè resta comunque legato alla base e perchè tiene al suo status di capopolo. E' vero che è stato citato in giudizio da Galliani, ma poi con lo stesso ci andava a cena...insomma, un vero paraculo professionista.
- Alicon
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Re: Ti Te Dominet. Perchè i colori restano...
Hai ragione. Dopo aver fatto la domanda, ho indagato un pò..ecco cosa ho trovato.The Closer wrote: Più che altro mi domando cosa non fa la giustizia davanti a sti criminali.
Alicon, Barone andava a braccetto con Galliani. Da quando il pelato ha chiuso i rubinetti a lui e i suoi simili, ecco che nasce la contestazione e il fatto che il pelato debba girare scortato.
(lo posto perchè credo che tutti i milanistidebbano sapere...tralasciando il fatto che io sia Interista da sempre)
Seguono 3 articoli presi da Repubblica (in 3 post diversi
Ma che bel personaggione
Ascesa e caduta del Barone il leader di casa in via Turati
Repubblica — 23 maggio 2007 pagina 2 sezione: MILANO
I maligni lo chiamano il Barone rampante. Per tutti, da sempre, è il Barone. Quel soprannome, per Giancarlo Capelli, suona come un segno di rispetto per chi si porta sulle spalle anni e anni di curva. Cinquantanove anni, look casual, capelli grigi azzimati, quattro figli, un tempo tranviere Atm vicino al sindacato Cisnal, simpatie destre ma senza eccessi, della curva milanista Capelli non è solo uno dei capi. è anche un bel pezzo di storia. Dopo aver fondato la Fossa dei Leoni, trasloca prima nei Commandos Tigre (il capo è il suo amico Ricky, detto il Professore) e poi nelle Brigate rossonere, di cui assume il comando. Un curriculum che ne alimenta l' ascesa, il peso specifico e - è stata questa la sua vera fortuna - le entrature in via Turati. I viaggi in trasferta per Capelli sono in aereo con squadra, ospite della società (soprattutto negli anni del Milan stellare). Un capo ultrà di professione. Astuto e diplomatico fino ad aprire un negozio di abbigliamento da curva in società con Franco Caravita dei Boys interisti. «Con la società ci pensa il Barone», sentivi dire nelle riunioni dei direttivi della Sud milanista. Quando c' è qualche problema con la curva, quando ci sono piccole e grandi questioni da dirimere, Capelli sa come rivolgersi al Milan e il Milan sa come rivolgersi a Capelli. Ma nell' ordinanza del gip Federica Centonze c' è di più. «Alleato» del leader dei Guerrieri Ultras Giancarlo "Sandokan" Lombardi, Capelli si spendeva con «pressioni dirette e indirette» nei confronti del Milan «affinché il gruppo dei Guerrieri ottenesse legittimazione». E poi i biglietti. Il Barone dalla società ne riceveva pacchetti consistenti: anche a 1000-1500 a partita. Di questi tagliandi, secondo i giudici, il capo delle Brigate rossonere ne riservava un centinaio al bagarino Salvatore Basile. Adesso, con Capelli agli arresti domiciliari, si dice ora che il vero passo falso il "Barone rampante" l' ha commesso tenendo bordone ai Guerrieri Ultras nel loro spregiudicato muro contro muro con via Turati. Con un atteggiamento «ambiguo»: paciere agli occhi della società, complice dei Guerrieri nel tentativo di legittimarli. (p.b.)
Last edited by Alicon on 07/07/2009, 12:04, edited 1 time in total.
Se un uomo fa esattamente quello che una donna s'aspetta da lui, ella non se ne fara' una grande opinione. Bisognerebbe sempre fare quello che una donna non s'aspetta e dire quello che lei non puo' capire. (O.Wilde)
- Alicon
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Re: Ti Te Dominet. Perchè i colori restano...
Ricattavano il Milan, arrestati 7 ultrà
Repubblica — 23 maggio 2007 pagina 59 sezione: SPORT
MILANO - Un curva affamata di business, ma anche con regole in perfetto stile mafioso da fare rispettare. Pronta anche a gambizzare un compagno di tifo che aveva osato troppo. Ecco lo spaccato delle 34 pagine di ordinanza firmate ieri mattina dal gip di Milano Federica Centonze che ha portato agli arresti sette capi della curva milanista. Accuse pesantissime che parlano di associazione a delinquere finalizzata alla estorsione, violenze, minacce. In manette anche Giancarlo Lombardi fondatore dei «Guerrieri Ultras», ai domiciliari Giancarlo Capelli, conosciuto con lo pseudonimo di «Barone», leader delle Brigate, intimo della squadra con cui viaggiava spesso nelle trasferte. Entrambi considerati i «capi» indiscussi della curva. Ufficialmente l' A. C. Milan è parte lesa, vittima di tentativi di ricatti per ottenere benefit: dai biglietti gratis «alle attività di contorno, legate alle cene con i giocatori, le magliette, gli autografi, tutti accessori - sostiene il gip di Milano nel suo provvedimento - che determinano un notevole ritorno economico». Una combriccola, stando all' accusa, che avrebbe attuato i propri piani fino a poche ore fa, per cercare di arrivare ai biglietti per vedere la finale di stasera ad Atene. Di fronte al rifiuto da parte del Milan di fornire tagliandi gratis, ecco la minaccia. Lombardi, lo scorso 10 maggio dopo un incontro nella sede milanese di via Turati, non avendo ottenuto quello che aveva chiesto, «manifestava il suo disappunto lasciando trasparire che avrebbero potuto intraprendere possibili contromisure». Mentre il «barone» riferiva «di non essere più in grado di tenere buoni i ragazzi della curva». In altre occasioni, a dicembre, durante Milan-Torino e Milan-Lille di Champions, invece, le minacce si erano concretizzate. Niente biglietti: ecco i disordini. Dalla curva parte la contestazione contro la dirigenza rossonera. Prima con cori, poi con un lancio di bengala che rischia di fare sospendere la partita e di far condannare la società alla squalifica del campo. Ma il Milan in questa vicenda è una parte lesa quanto meno anomala perché, si evince dall' inchiesta del pm Luca Poniz, almeno fino allo scorso anno la società avrebbe sostenuto i capi supporter rossoneri, anche i più violenti, foraggiandoli con ogni tipo di agevolazione. Di più: a un certo punto la società avrebbe anche ostacolato le indagini che, a dicembre hanno trovato non poche difficoltà: «Determinate - scrive ancora il gip - dalla diffusione della notizia che i telefoni possano essere sotto controllo. E' lo stesso Taveggia (ndr, Paolo, responsabile del settore giovanile) a riferirlo a Capelli». Ed è lo stesso Taveggia a spiegare «quantomeno ingenuamente, di aver agito così convinto della buona fede di Capelli e di non aver compreso che vi potesse essere un indagine in corso» (sono sempre le parole dell' ordinanza). Solo con l' arrivo in via Turati del manager Daniela Gozzi, la linea sarebbe cambiata. A spiegarlo è stato lo stesso Capelli, in un verbale del 10 gennaio. «Fino allo scorso anno - ha ricordato il «barone» - io ritiravo anche 100 tessere a titolo gratuito, per ogni gruppo organizzato, che venivano consegnate per un servizio di "security" all' interno della curva... Il guadagno sulla rivendita di biglietti riguarda principalmente il fatto che noi non paghiamo i diritti e quindi rivendendoli c' è un minimo di guadagno di 2 euro o anche di più. Per le partite di cartello possiamo guadagnare sino a 4\5000 mila euro...» Contro il barone anche l' accusa di aver rivenduto biglietti a un bagarino napoletano. «È vero - ammette Capelli - conosco questo Salvatore (...) presumo che faccia il bagarino in quanto gli ho venduto blocchi di 100/200 biglietti». L' amministratore delegato rossonero, Adriano Galliani, sentito a verbale come teste si è limitato a dire di «non aver mai avuto alcun tipo di rapporti diretti con il tifo organizzato». Un' inchiesta, quella che ieri ha portato ai 7 arresti, nata da un episodio di criminalità pura, avvenuta a ottobre a Sesto San Giovanni. Davanti a un supermercato, un tifoso del Milan il 17 ottobre scorso è stato gambizzato. Per riparare un torto fatto proprio nella curva sud di San Siro, durante Milan-Siena. Per questo episodio, si legge nelle carte della procura, sono indagati Lombardi e un suo complice, anche lui finito in carcere ieri, Mauro Diana. Tutto questo rientra in un «programma criminoso ben preciso», sostiene la procura. «Infatti, il progetto di ottenere un riconoscimento all' interno della curva milanista, per Lombardi e i suoi fidati, non ha nulla a che vedere con il tifo organizzato. La costituzione del gruppo dei "Guerrieri ultras", non è infatti altro - secondo il gip - che un pretesto per stabilire una posizione di egemonia che prevede la commissione di una serie indeterminata di delitti anche gravi e che consenta la gestione degli affari che ruotano intorno allo stadio». - EMILIO RANDACIO
Repubblica — 23 maggio 2007 pagina 59 sezione: SPORT
MILANO - Un curva affamata di business, ma anche con regole in perfetto stile mafioso da fare rispettare. Pronta anche a gambizzare un compagno di tifo che aveva osato troppo. Ecco lo spaccato delle 34 pagine di ordinanza firmate ieri mattina dal gip di Milano Federica Centonze che ha portato agli arresti sette capi della curva milanista. Accuse pesantissime che parlano di associazione a delinquere finalizzata alla estorsione, violenze, minacce. In manette anche Giancarlo Lombardi fondatore dei «Guerrieri Ultras», ai domiciliari Giancarlo Capelli, conosciuto con lo pseudonimo di «Barone», leader delle Brigate, intimo della squadra con cui viaggiava spesso nelle trasferte. Entrambi considerati i «capi» indiscussi della curva. Ufficialmente l' A. C. Milan è parte lesa, vittima di tentativi di ricatti per ottenere benefit: dai biglietti gratis «alle attività di contorno, legate alle cene con i giocatori, le magliette, gli autografi, tutti accessori - sostiene il gip di Milano nel suo provvedimento - che determinano un notevole ritorno economico». Una combriccola, stando all' accusa, che avrebbe attuato i propri piani fino a poche ore fa, per cercare di arrivare ai biglietti per vedere la finale di stasera ad Atene. Di fronte al rifiuto da parte del Milan di fornire tagliandi gratis, ecco la minaccia. Lombardi, lo scorso 10 maggio dopo un incontro nella sede milanese di via Turati, non avendo ottenuto quello che aveva chiesto, «manifestava il suo disappunto lasciando trasparire che avrebbero potuto intraprendere possibili contromisure». Mentre il «barone» riferiva «di non essere più in grado di tenere buoni i ragazzi della curva». In altre occasioni, a dicembre, durante Milan-Torino e Milan-Lille di Champions, invece, le minacce si erano concretizzate. Niente biglietti: ecco i disordini. Dalla curva parte la contestazione contro la dirigenza rossonera. Prima con cori, poi con un lancio di bengala che rischia di fare sospendere la partita e di far condannare la società alla squalifica del campo. Ma il Milan in questa vicenda è una parte lesa quanto meno anomala perché, si evince dall' inchiesta del pm Luca Poniz, almeno fino allo scorso anno la società avrebbe sostenuto i capi supporter rossoneri, anche i più violenti, foraggiandoli con ogni tipo di agevolazione. Di più: a un certo punto la società avrebbe anche ostacolato le indagini che, a dicembre hanno trovato non poche difficoltà: «Determinate - scrive ancora il gip - dalla diffusione della notizia che i telefoni possano essere sotto controllo. E' lo stesso Taveggia (ndr, Paolo, responsabile del settore giovanile) a riferirlo a Capelli». Ed è lo stesso Taveggia a spiegare «quantomeno ingenuamente, di aver agito così convinto della buona fede di Capelli e di non aver compreso che vi potesse essere un indagine in corso» (sono sempre le parole dell' ordinanza). Solo con l' arrivo in via Turati del manager Daniela Gozzi, la linea sarebbe cambiata. A spiegarlo è stato lo stesso Capelli, in un verbale del 10 gennaio. «Fino allo scorso anno - ha ricordato il «barone» - io ritiravo anche 100 tessere a titolo gratuito, per ogni gruppo organizzato, che venivano consegnate per un servizio di "security" all' interno della curva... Il guadagno sulla rivendita di biglietti riguarda principalmente il fatto che noi non paghiamo i diritti e quindi rivendendoli c' è un minimo di guadagno di 2 euro o anche di più. Per le partite di cartello possiamo guadagnare sino a 4\5000 mila euro...» Contro il barone anche l' accusa di aver rivenduto biglietti a un bagarino napoletano. «È vero - ammette Capelli - conosco questo Salvatore (...) presumo che faccia il bagarino in quanto gli ho venduto blocchi di 100/200 biglietti». L' amministratore delegato rossonero, Adriano Galliani, sentito a verbale come teste si è limitato a dire di «non aver mai avuto alcun tipo di rapporti diretti con il tifo organizzato». Un' inchiesta, quella che ieri ha portato ai 7 arresti, nata da un episodio di criminalità pura, avvenuta a ottobre a Sesto San Giovanni. Davanti a un supermercato, un tifoso del Milan il 17 ottobre scorso è stato gambizzato. Per riparare un torto fatto proprio nella curva sud di San Siro, durante Milan-Siena. Per questo episodio, si legge nelle carte della procura, sono indagati Lombardi e un suo complice, anche lui finito in carcere ieri, Mauro Diana. Tutto questo rientra in un «programma criminoso ben preciso», sostiene la procura. «Infatti, il progetto di ottenere un riconoscimento all' interno della curva milanista, per Lombardi e i suoi fidati, non ha nulla a che vedere con il tifo organizzato. La costituzione del gruppo dei "Guerrieri ultras", non è infatti altro - secondo il gip - che un pretesto per stabilire una posizione di egemonia che prevede la commissione di una serie indeterminata di delitti anche gravi e che consenta la gestione degli affari che ruotano intorno allo stadio». - EMILIO RANDACIO
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