Playoffs NBA 2009: considerazioni complessive a posteriori
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- Joined: 29/06/2008, 16:42
Playoffs NBA 2009: considerazioni complessive a posteriori
Apro questa discussione per una riflessione a posteriori su questi PO appena conclusi. Sarò prolisso ma c'è molto da dire.
Innanzitutto complimenti ai Lakers e al loro15esimo titolo, complimenti a Jackson che conquista il trofeo per la 10ma volta, complimenti a quel campione straordinario che è Bryant, che per la quarta volta si alza sul tetto del mondo (e questa volta senza Shaq…) e infine complimenti a tutta la squadra lacustre nonché ai Magic.
Detto questo passo ad analizzare turno per turno i vari round di questi PO.
First Round:
Detroit 0 - 4 Cleveland:
Si era già capito da un po’ di tempo che nonostante i giocatori presenti nelle due squadre la sfida non sarebbe stata particolarmente avvincente… Molti (tra cui io) confidavano però che l’orgoglio Pistons evitasse quantomeno lo sweep. Bene, a quanto pare con la partenza di Billups dalle parti di Motown hanno completamente dimenticato il significato della parola “orgoglio” e il risultato è stato una serie quanto mai brutta, il cui mio unico interesse è andato ai numeri da circo di LBJ.
Chicago 3 – 4 Boston
Io sono tifoso di Chicago, quindi la mia imparzialità in questo caso rischia di venire un po’ meno, speriamo non troppo! Quando Chicago incontra i campioni uscenti spesso ne viene fuori qualcosa che verrà ricordato, chiedere a Miami per maggiori informazioni… tuttavia nessuno avrebbe potuto immaginare una serie del genere! Boston senza Garnett è un’altra squadra, ma comunque ottima, la presenza del n° 5 quasi sicuramente ci avrebbe negato il pathos della serie quindi forse meglio cosi. Si può discutere sul livello tattico non eccelso delle partite, su errori banali e su scelte discutibili, ma rimane il fatto che questa è stata la serie più emozionante e combattuta di tutti i PO. Non è mancato praticamente nulla, a partire dagli OT, passando per le performance individuali, episodi arbitrali, ribaltamento del fattore campo e ovviamente gara 7. La bilancia ha continuato a pendere leggermente verso Boston per tutta la serie, ma è innegabile che abbiamo assistito a 7 gare equilibrate e incredibilmente emozionanti e alla fine la squadra più esperta ha avuto la meglio. Purtroppo a mio avviso questa serie è stata un po’ l’eccezione.
Philadelphia 2 – 4 Orlando
Abbinamento deciso all’ultima giornata grazie ad un suicidio (premeditato???) di Chicago che perdendo l’ultima in casa con Toronto va verso i campioni uscenti, lasciando a Philadelphia il piacere di incontrare da vicino Howard e compagni. Anche qui il fattore campo finisce alla prima occasione e ne viene fuori ovviamente una serie molto combattuta, tuttavia emerge un dato che lega le gare a quelle di Chicago e Boston: quando la squadra più forte perde lo fa di pochissimo, quando vince lo fa con qualche punto in più. Orlando inizia con Lewis e il Turco acciaccati, il tiro da 3 stenta ad entrare ed Howard è costretto agli straordinari, aiutato da un insospettabile quanto decisivo Courtney Lee. Una combattutissima gara 4 probabilmente decide la serie, da lì Lewis ma anche il Turco, riprendono le redini della serie e la chiudono vincendone 3 di fila. A Phila mancava Brand e i Magic come sapete benissimo non vedranno Nelson fino alle finali e per me sarebbe stato il caso di non vederlo neanche li. Due buone squadre giovani e poco esperte a cui mancavano elementi importanti, ha vinto quella oggettivamente più forte.
Miami 3 – 4 Atlanta
Personalmente questa serie non mi è proprio piaciuta. Ho visto due squadre impegnarsi solo tra le mura amiche, già appagate dal fatto di aver raggiunto i PO e convinte sin da subito che comunque sarebbe andata, il turno dopo la vincitrice sarebbe sicuramente tornata a casa. Alla fine si è raggiunta gara 7, ma la gara in cui i punteggi sono stati più vicini si è chiusa con un +10. Miami dipendeva troppo da uno Wade stremato per la maratona di fine RS, Atlanta si è affidata al suo solito buon gioco equilibrato facendo il minimo indispensabile per passare il turno: vincere in casa, riposarsi in trasferta. Mi perdonino i tifosi delle rispettive squadre, ma se la sfida tra la 4a e la 5a classificata è questo, bisogna fare un po’ di riflessioni sul livello della lega.
Utah 1 – 4 LA
Parallelo perfetto della sfida 1-8 dell’est: una squadra forte sulla carta ma in profonda crisi, con diversi giocatori non in condizione, incontra una formazione che sembra in missione. L’unica differenza è che i Jazz sono messi un po’ meglio dei Pistons e riescono ad opporre qualcosa ai giallo viola, ma per il resto il copione è lo stesso, unica attrattiva vedere quanti ne segnerà Bryant e come. Serie bruttina e scontata, viste le due squadre era assolutamente legittimo aspettarsi qualcosa di più.
NO 1 – 4 Denver
Situazione anche qui già vista: una squadra in crisi contro una che sembra aver trovato la quadratura del cerchio. Unica partita combattuta fino alla fine è stata quella vinta dagli Hornets in gara 3, per il resto si è assistito allo show balistico delle pepite guidato da Melo e Billups e ai voli del Birdman. E’ vero che NO era reduce da molti infortuni (costante di quest’anno per la maggior parte delle franchigie), ma da una squadra che l’anno scorso ha mancato di pochissimo le finali, un minimo di opposizione oltre al one-man-show di CP3 era legittimo aspettarsela.
Dallas 4 – 1 SA
Surprise! Ma neanche tanto in realtà. La dinastia Spurs si ripresenta forte del 3° posto a est e della cabala degli anni dispari, ma questa volta c’è poco da fare. Dallas arriva da un ottimo periodo di forma e in 5 gare manda a casa i vecchi e malandati Speroni. Anche qui infortuni importanti da una parte e dall’altra, ma quella che pesa di più è l’assenza di Ginobili, che impoverisce di fantasia l’attacco di SA. Per la verità tutta la manovra offensiva dei nero-argento risulta lenta e macchinosa e anche quando le percentuali sono buone si vede chiaramente la fatica. In difesa Duncan da solo non può più fare miracoli e di certo non aiuta avere Nowitzki di fronte. Dallas nonostante sia calata negli ultimi anni rimane una buona squadra, San Antonio anche, ma non è più quella di un tempo e sta calando vistosamente.
Houston 4 – 2 Portland
La serie più bella dell’ovest è anche l’unica che non si ferma dopo gara 5. Ci si chiedeva quanto una squadra di talentuosi ragazzini potesse andare avanti ai PO senza la dovuta esperienza. La risposta è che hai PO senza esperienza non si va avanti, ma già dall’anno prossimo il fatto di aver giocato il primo turno potrebbe giovare e non poco. Houston (ovviamente senza T-Mac) rompe il tabù, grazie ad una difesa rocciosa, una squadra ben assemblata e uno Yao con il quale Portland fatica non poco. Serie molto gradevole, io avevo pronosticato una vittoria sicura dei razzi e non mi sono stupito troppo del risultato. Finalmente si è vista una squadra in ascesa (Portland) contro un’altra formazione che con qualche aggiustamento (I’m sorry Tracy) l’anno prossimo diventa una vera contender. E speriamo che il tanto discusso alto livello dell’ovest si manifesti anche ai PO.
Resume First Round:
Su otto sfide alla fine di belle ce ne sono state tre (Boston, Orlando e Houston) di cui una spettacolare oltre ogni previsione, e le altre equilibrate ed interessanti. A queste si potrebbe aggiungere Dallas – SA per l’esito finale imprevedibile (ok vittoria Mavs, ma in 5 era difficilmente pronosticabile!) ma avrei preferito vedere una – due gare in più. Delle altre serie, 3 sono state di una noia mortale e una, per quanto abbia portato a gara 7, è stata brutta in ogni singola partita.
Dal mio punto di vista primo round decisamente bruttino, che si ricorderà solo per i 7 overtime di Boston e Chicago, per il resto più sorprese in negativo (Detroit, Utah, NO e SA sottotono, la noia di Miami - Atlanta ) che squadre che hanno giocato sopra le loro possibilità. Insomma ci sono stati sicuramente i meriti per i vincitori ma assieme anche molti demeriti per i perdenti e per lo spettacolo ciò non è certo bene.
Semifinals:
Atlanta 0 – 4 Cleveland
Dal round precedente non mi aspettavo nulla di diverso se non una vittoria di orgoglio per gli Hawks in gara 3. Niente da fare! Da un lato Cavs che volevano dimostrare la loro assoluta superiorità, dall’altro lato Atlanta aspettava solo che fosse finita, già contenta di aver superato il primo turno. Ne esce una serie brutta, mai combattuta in nessuna gara, insomma un cattivo spettacolo per la lega, tanto più considerando che era una semifinale tra la 1a e la 4a.
Orlando 4 – 3 Boston
Alcune squadre hanno il gene della spettacolarità, altre sono in grado di rendere ogni sfida avvincente. Quando team del genere si incontrano lo spettacolo è garantito ed è quello che è successo in questa serie. Sette partite appassionanti, anche se ovviamente non tutte allo stesso modo, fattore campo spazzato via alla prima e sfida decisamente equilibrata. Con Garnett probabilmente finiva in modo diverso e oltre a questa numerose sono state le assenze da parte Celtica. Vero che dall’altra parte mancava anche Nelson, quindi due squadre senza i loro leader emotivi e non solo. Io avevo detto Boston in 7 per la mancanza di esperienza di Orlando (cosa che per ovvi motivi non dovrebbe accadere ai campioni), alla fine ho sbagliato di poco, ma chiunque fosse passato avrebbe a suo modo meritato, bella serie.
Dallas 1 – 4 Denver
Il risultato finale non rende giustizia per la sfida che si è vista, più volte decisa alla fine da episodi e da grandi campioni. Dallas aveva dalla parte sua l’esperienza, la foga di aver passato il turno e nient’altro da perdere. Denver ha avuto una dose di esperienza concentrata nell’arrivo di Billups, che con le sue doti ha chiuso il cerchio e una sana incoscienza. IL tiro di Melo in gara 3 ha dato una svolta decisiva alla serie, ma a conti fatti i Nuggets si sono dimostrati più forti nonché completi e hanno meritatamente passato il turno.
Houston 3 – 4 LA
Serie strana, diciamolo subito. Gli infortuni di Yao e Mutombo lasciano i Rockets sguarniti nel pitturato contro una delle squadre col miglior pacchetto lunghi della lega ed era legittimo aspettarsi 4-5 gare, non di più. Invece la grinta e la determinazione consentono a Houston di tenere sino a gara 7, spaventando più volte i futuri campioni NBA. Serie decisamente poco bella nelle singole partite (chi ha vinto solitamente lo ha fatto di tanto o senza rischiare), ma questo è stato causato dalla necessità per i Razzi di conservare le energie per i momenti chiave. Certo, per lo spettacolo non è un’attenuante. I Lakers hanno optato per la stessa tattica, con la differenza che mentre Houston è arriva a gara 7 con tutte le carte già giocate, per LA il discorso è stato ben diverso e al momento della verità nessuno si è tirato indietro. Alla fine i Texani sono stata la squadra che più ha messo in difficoltà i campioni, pur senza i suoi due uomini migliori, questo grazie ad una difesa arcigna e all’esperienza che, come abbiamo visto, punirà pesantemente Denver e Orlando nei turni successivi.
Resume Semifinals:
Due serie combattute (Orlando e LA) e due no. Due serie belle da vedere nelle varie partite (Orlando e Denver) e due no. Bilancio che segna 50 e 50, quindi soddisfacente? Insomma, io mi aspettavo qualcosa di meglio. Rispetto all’anno scorso ho la netta sensazione che il livello tra le grandi, e le altre, stia aumentando, soprattutto a causa di peggioramenti delle une più che di miglioramenti delle altre. Se una squadra come Atlanta arriva e fa quella fine contro dei Cavs che vengono spediti a casa la settimana dopo bisogna riflettere.
Conference Finals:
Orlando 4 – 2 Cleveland
Innanzitutto notiamo subito una cosa: i Cavs venivano da otto partite di allenamento, i Magic da 13 giorni di guerra. La principale domanda diventava dunque “LBJ e compagni hanno approfittato della pochezza degli avversari o sono in missione?”. Direi che abbiamo avuto la risposta. E’ vero che Cleveland ha pagato un mismatch particolarmente pesante, ma si è anche palesato quello che è stato per tutta RS il mio pensiero e quello di molti altri: offensivamente i Cavs nascono e muoiono con James. Costretti a correre dietro ai tiratori hanno perso l’efficacia della loro difesa impostata sull’affollamento dell’area e appena provavano ad adattarsi Howard puniva nel pitturato. L’unica possibilità di vittoria era dunque il one-man-show del Prescelto, ma complice Pietrus, la buona difesa dei Magic e quindi Van Gundy, la squadra ancora una volta ha avuto la meglio sul singolo. Devo ammettere che durante i PO quasi mi stavo convincendo della bontà di questi Cavs, ma avendo visto pochissime delle loro partite preferendo serie più avvincenti, ho mantenuto il mio giudizio. Del resto il Turco è rimasto nascosto per metà PO e la sua uscita al sole ha tagliato ogni residua possibilità ai Cavalieri. Serie tiratissima, punteggi ravvicinati e giocate decisive negli ultimi secondi, assieme a Chicago – Boston è stata la serie più emozionante dei PO. Delle tre “corazzate” dell’est la prima è caduta per aver perso il suo ammiraglio, la seconda perché si è resa conta di essere praticamente solo il suo ammiraglio e la meno quotata, con il suo uomo-squadra infortunato e senza esperienza, approda miracolosamente ma in modo assolutamente meritato alle Finals.
Denver 2 – 4 LA
La chiave di questa serie può essere definita con una sola parola: esperienza. Poca per i Nuggets e concentrata tutta nel nuovo arrivato Billups, tanta per i vice campioni del 2008 e spalmata su molti giocatori. Le singole gare sono state giocate quasi sempre alla pari, avvincenti, spettacolari. I temi tattici erano molto interessanti e i due attacchi favolosi, gli amanti dei punteggi alti non sono certo stati delusi. Io speravo in una spettacolare gara 7 che però non c’è mai stata, troppo svagati i Nuggets nei momenti cruciali delle partite e troppo esperti i Lakers che hanno punito a carissimo prezzo ogni errore degli avversari. Bryant e la sua fame di titolo naturalmente hanno fatto la parte del leone e non l’avesse fatta probabilmente La Finale sarebbe stata solo un sogno. Per me il potenziale delle due squadre era abbastanza pari, la differenza la potevano fare il talento e l’esperienza maggiori dei Lakers e cosi è stato. Comunque bella serie, peccato non aver visto quella che si preannunciava una folle gara 7, ma devo dire che dopo gara 6 tutti i miei dubbi sul fatto che LA meritasse il titolo sono stati spazzati via. Certo, prima di gioire bisognava vedere cosa pensavano i Magic…
Resume Conference Finals:
Belle, finalmente un round sicuramente positivo! Non ci sono state gare 7 ma poco importa, le serie sono state combattute, tutte e quattro le squadre erano lì per vincere e ci si è divertiti praticamente in ogni singola partita. Orlando mi ha parzialmente sorpreso per la sua determinazione nonostante la mancanza di esperienza e in realtà i Cavs non mi hanno deluso più di tanto, loro volevano almeno la finalissima, ma ancora una volta l’esperienza, o meglio la non esperienza, del loro secondo violino li ha condannati. I Magic, pur giovandosi dei loro singoli, sono stati più squadra. I Lakers mi hanno fatto più volte dubitare, sembravano delle comparse che aiutavano la star Kobe mentre cercava di vincere l’oscar con la miglior performance individuale, e visto il talento che permea tutta la squadra io ho gridato più volte allo scandalo. Fortunatamente l’ultima partita le comparse sono diventate attori di primo piano e hanno legittimato una finale su cui prima nutrivo molti dubbi di merito.
[...]
Innanzitutto complimenti ai Lakers e al loro15esimo titolo, complimenti a Jackson che conquista il trofeo per la 10ma volta, complimenti a quel campione straordinario che è Bryant, che per la quarta volta si alza sul tetto del mondo (e questa volta senza Shaq…) e infine complimenti a tutta la squadra lacustre nonché ai Magic.
Detto questo passo ad analizzare turno per turno i vari round di questi PO.
First Round:
Detroit 0 - 4 Cleveland:
Si era già capito da un po’ di tempo che nonostante i giocatori presenti nelle due squadre la sfida non sarebbe stata particolarmente avvincente… Molti (tra cui io) confidavano però che l’orgoglio Pistons evitasse quantomeno lo sweep. Bene, a quanto pare con la partenza di Billups dalle parti di Motown hanno completamente dimenticato il significato della parola “orgoglio” e il risultato è stato una serie quanto mai brutta, il cui mio unico interesse è andato ai numeri da circo di LBJ.
Chicago 3 – 4 Boston
Io sono tifoso di Chicago, quindi la mia imparzialità in questo caso rischia di venire un po’ meno, speriamo non troppo! Quando Chicago incontra i campioni uscenti spesso ne viene fuori qualcosa che verrà ricordato, chiedere a Miami per maggiori informazioni… tuttavia nessuno avrebbe potuto immaginare una serie del genere! Boston senza Garnett è un’altra squadra, ma comunque ottima, la presenza del n° 5 quasi sicuramente ci avrebbe negato il pathos della serie quindi forse meglio cosi. Si può discutere sul livello tattico non eccelso delle partite, su errori banali e su scelte discutibili, ma rimane il fatto che questa è stata la serie più emozionante e combattuta di tutti i PO. Non è mancato praticamente nulla, a partire dagli OT, passando per le performance individuali, episodi arbitrali, ribaltamento del fattore campo e ovviamente gara 7. La bilancia ha continuato a pendere leggermente verso Boston per tutta la serie, ma è innegabile che abbiamo assistito a 7 gare equilibrate e incredibilmente emozionanti e alla fine la squadra più esperta ha avuto la meglio. Purtroppo a mio avviso questa serie è stata un po’ l’eccezione.
Philadelphia 2 – 4 Orlando
Abbinamento deciso all’ultima giornata grazie ad un suicidio (premeditato???) di Chicago che perdendo l’ultima in casa con Toronto va verso i campioni uscenti, lasciando a Philadelphia il piacere di incontrare da vicino Howard e compagni. Anche qui il fattore campo finisce alla prima occasione e ne viene fuori ovviamente una serie molto combattuta, tuttavia emerge un dato che lega le gare a quelle di Chicago e Boston: quando la squadra più forte perde lo fa di pochissimo, quando vince lo fa con qualche punto in più. Orlando inizia con Lewis e il Turco acciaccati, il tiro da 3 stenta ad entrare ed Howard è costretto agli straordinari, aiutato da un insospettabile quanto decisivo Courtney Lee. Una combattutissima gara 4 probabilmente decide la serie, da lì Lewis ma anche il Turco, riprendono le redini della serie e la chiudono vincendone 3 di fila. A Phila mancava Brand e i Magic come sapete benissimo non vedranno Nelson fino alle finali e per me sarebbe stato il caso di non vederlo neanche li. Due buone squadre giovani e poco esperte a cui mancavano elementi importanti, ha vinto quella oggettivamente più forte.
Miami 3 – 4 Atlanta
Personalmente questa serie non mi è proprio piaciuta. Ho visto due squadre impegnarsi solo tra le mura amiche, già appagate dal fatto di aver raggiunto i PO e convinte sin da subito che comunque sarebbe andata, il turno dopo la vincitrice sarebbe sicuramente tornata a casa. Alla fine si è raggiunta gara 7, ma la gara in cui i punteggi sono stati più vicini si è chiusa con un +10. Miami dipendeva troppo da uno Wade stremato per la maratona di fine RS, Atlanta si è affidata al suo solito buon gioco equilibrato facendo il minimo indispensabile per passare il turno: vincere in casa, riposarsi in trasferta. Mi perdonino i tifosi delle rispettive squadre, ma se la sfida tra la 4a e la 5a classificata è questo, bisogna fare un po’ di riflessioni sul livello della lega.
Utah 1 – 4 LA
Parallelo perfetto della sfida 1-8 dell’est: una squadra forte sulla carta ma in profonda crisi, con diversi giocatori non in condizione, incontra una formazione che sembra in missione. L’unica differenza è che i Jazz sono messi un po’ meglio dei Pistons e riescono ad opporre qualcosa ai giallo viola, ma per il resto il copione è lo stesso, unica attrattiva vedere quanti ne segnerà Bryant e come. Serie bruttina e scontata, viste le due squadre era assolutamente legittimo aspettarsi qualcosa di più.
NO 1 – 4 Denver
Situazione anche qui già vista: una squadra in crisi contro una che sembra aver trovato la quadratura del cerchio. Unica partita combattuta fino alla fine è stata quella vinta dagli Hornets in gara 3, per il resto si è assistito allo show balistico delle pepite guidato da Melo e Billups e ai voli del Birdman. E’ vero che NO era reduce da molti infortuni (costante di quest’anno per la maggior parte delle franchigie), ma da una squadra che l’anno scorso ha mancato di pochissimo le finali, un minimo di opposizione oltre al one-man-show di CP3 era legittimo aspettarsela.
Dallas 4 – 1 SA
Surprise! Ma neanche tanto in realtà. La dinastia Spurs si ripresenta forte del 3° posto a est e della cabala degli anni dispari, ma questa volta c’è poco da fare. Dallas arriva da un ottimo periodo di forma e in 5 gare manda a casa i vecchi e malandati Speroni. Anche qui infortuni importanti da una parte e dall’altra, ma quella che pesa di più è l’assenza di Ginobili, che impoverisce di fantasia l’attacco di SA. Per la verità tutta la manovra offensiva dei nero-argento risulta lenta e macchinosa e anche quando le percentuali sono buone si vede chiaramente la fatica. In difesa Duncan da solo non può più fare miracoli e di certo non aiuta avere Nowitzki di fronte. Dallas nonostante sia calata negli ultimi anni rimane una buona squadra, San Antonio anche, ma non è più quella di un tempo e sta calando vistosamente.
Houston 4 – 2 Portland
La serie più bella dell’ovest è anche l’unica che non si ferma dopo gara 5. Ci si chiedeva quanto una squadra di talentuosi ragazzini potesse andare avanti ai PO senza la dovuta esperienza. La risposta è che hai PO senza esperienza non si va avanti, ma già dall’anno prossimo il fatto di aver giocato il primo turno potrebbe giovare e non poco. Houston (ovviamente senza T-Mac) rompe il tabù, grazie ad una difesa rocciosa, una squadra ben assemblata e uno Yao con il quale Portland fatica non poco. Serie molto gradevole, io avevo pronosticato una vittoria sicura dei razzi e non mi sono stupito troppo del risultato. Finalmente si è vista una squadra in ascesa (Portland) contro un’altra formazione che con qualche aggiustamento (I’m sorry Tracy) l’anno prossimo diventa una vera contender. E speriamo che il tanto discusso alto livello dell’ovest si manifesti anche ai PO.
Resume First Round:
Su otto sfide alla fine di belle ce ne sono state tre (Boston, Orlando e Houston) di cui una spettacolare oltre ogni previsione, e le altre equilibrate ed interessanti. A queste si potrebbe aggiungere Dallas – SA per l’esito finale imprevedibile (ok vittoria Mavs, ma in 5 era difficilmente pronosticabile!) ma avrei preferito vedere una – due gare in più. Delle altre serie, 3 sono state di una noia mortale e una, per quanto abbia portato a gara 7, è stata brutta in ogni singola partita.
Dal mio punto di vista primo round decisamente bruttino, che si ricorderà solo per i 7 overtime di Boston e Chicago, per il resto più sorprese in negativo (Detroit, Utah, NO e SA sottotono, la noia di Miami - Atlanta ) che squadre che hanno giocato sopra le loro possibilità. Insomma ci sono stati sicuramente i meriti per i vincitori ma assieme anche molti demeriti per i perdenti e per lo spettacolo ciò non è certo bene.
Semifinals:
Atlanta 0 – 4 Cleveland
Dal round precedente non mi aspettavo nulla di diverso se non una vittoria di orgoglio per gli Hawks in gara 3. Niente da fare! Da un lato Cavs che volevano dimostrare la loro assoluta superiorità, dall’altro lato Atlanta aspettava solo che fosse finita, già contenta di aver superato il primo turno. Ne esce una serie brutta, mai combattuta in nessuna gara, insomma un cattivo spettacolo per la lega, tanto più considerando che era una semifinale tra la 1a e la 4a.
Orlando 4 – 3 Boston
Alcune squadre hanno il gene della spettacolarità, altre sono in grado di rendere ogni sfida avvincente. Quando team del genere si incontrano lo spettacolo è garantito ed è quello che è successo in questa serie. Sette partite appassionanti, anche se ovviamente non tutte allo stesso modo, fattore campo spazzato via alla prima e sfida decisamente equilibrata. Con Garnett probabilmente finiva in modo diverso e oltre a questa numerose sono state le assenze da parte Celtica. Vero che dall’altra parte mancava anche Nelson, quindi due squadre senza i loro leader emotivi e non solo. Io avevo detto Boston in 7 per la mancanza di esperienza di Orlando (cosa che per ovvi motivi non dovrebbe accadere ai campioni), alla fine ho sbagliato di poco, ma chiunque fosse passato avrebbe a suo modo meritato, bella serie.
Dallas 1 – 4 Denver
Il risultato finale non rende giustizia per la sfida che si è vista, più volte decisa alla fine da episodi e da grandi campioni. Dallas aveva dalla parte sua l’esperienza, la foga di aver passato il turno e nient’altro da perdere. Denver ha avuto una dose di esperienza concentrata nell’arrivo di Billups, che con le sue doti ha chiuso il cerchio e una sana incoscienza. IL tiro di Melo in gara 3 ha dato una svolta decisiva alla serie, ma a conti fatti i Nuggets si sono dimostrati più forti nonché completi e hanno meritatamente passato il turno.
Houston 3 – 4 LA
Serie strana, diciamolo subito. Gli infortuni di Yao e Mutombo lasciano i Rockets sguarniti nel pitturato contro una delle squadre col miglior pacchetto lunghi della lega ed era legittimo aspettarsi 4-5 gare, non di più. Invece la grinta e la determinazione consentono a Houston di tenere sino a gara 7, spaventando più volte i futuri campioni NBA. Serie decisamente poco bella nelle singole partite (chi ha vinto solitamente lo ha fatto di tanto o senza rischiare), ma questo è stato causato dalla necessità per i Razzi di conservare le energie per i momenti chiave. Certo, per lo spettacolo non è un’attenuante. I Lakers hanno optato per la stessa tattica, con la differenza che mentre Houston è arriva a gara 7 con tutte le carte già giocate, per LA il discorso è stato ben diverso e al momento della verità nessuno si è tirato indietro. Alla fine i Texani sono stata la squadra che più ha messo in difficoltà i campioni, pur senza i suoi due uomini migliori, questo grazie ad una difesa arcigna e all’esperienza che, come abbiamo visto, punirà pesantemente Denver e Orlando nei turni successivi.
Resume Semifinals:
Due serie combattute (Orlando e LA) e due no. Due serie belle da vedere nelle varie partite (Orlando e Denver) e due no. Bilancio che segna 50 e 50, quindi soddisfacente? Insomma, io mi aspettavo qualcosa di meglio. Rispetto all’anno scorso ho la netta sensazione che il livello tra le grandi, e le altre, stia aumentando, soprattutto a causa di peggioramenti delle une più che di miglioramenti delle altre. Se una squadra come Atlanta arriva e fa quella fine contro dei Cavs che vengono spediti a casa la settimana dopo bisogna riflettere.
Conference Finals:
Orlando 4 – 2 Cleveland
Innanzitutto notiamo subito una cosa: i Cavs venivano da otto partite di allenamento, i Magic da 13 giorni di guerra. La principale domanda diventava dunque “LBJ e compagni hanno approfittato della pochezza degli avversari o sono in missione?”. Direi che abbiamo avuto la risposta. E’ vero che Cleveland ha pagato un mismatch particolarmente pesante, ma si è anche palesato quello che è stato per tutta RS il mio pensiero e quello di molti altri: offensivamente i Cavs nascono e muoiono con James. Costretti a correre dietro ai tiratori hanno perso l’efficacia della loro difesa impostata sull’affollamento dell’area e appena provavano ad adattarsi Howard puniva nel pitturato. L’unica possibilità di vittoria era dunque il one-man-show del Prescelto, ma complice Pietrus, la buona difesa dei Magic e quindi Van Gundy, la squadra ancora una volta ha avuto la meglio sul singolo. Devo ammettere che durante i PO quasi mi stavo convincendo della bontà di questi Cavs, ma avendo visto pochissime delle loro partite preferendo serie più avvincenti, ho mantenuto il mio giudizio. Del resto il Turco è rimasto nascosto per metà PO e la sua uscita al sole ha tagliato ogni residua possibilità ai Cavalieri. Serie tiratissima, punteggi ravvicinati e giocate decisive negli ultimi secondi, assieme a Chicago – Boston è stata la serie più emozionante dei PO. Delle tre “corazzate” dell’est la prima è caduta per aver perso il suo ammiraglio, la seconda perché si è resa conta di essere praticamente solo il suo ammiraglio e la meno quotata, con il suo uomo-squadra infortunato e senza esperienza, approda miracolosamente ma in modo assolutamente meritato alle Finals.
Denver 2 – 4 LA
La chiave di questa serie può essere definita con una sola parola: esperienza. Poca per i Nuggets e concentrata tutta nel nuovo arrivato Billups, tanta per i vice campioni del 2008 e spalmata su molti giocatori. Le singole gare sono state giocate quasi sempre alla pari, avvincenti, spettacolari. I temi tattici erano molto interessanti e i due attacchi favolosi, gli amanti dei punteggi alti non sono certo stati delusi. Io speravo in una spettacolare gara 7 che però non c’è mai stata, troppo svagati i Nuggets nei momenti cruciali delle partite e troppo esperti i Lakers che hanno punito a carissimo prezzo ogni errore degli avversari. Bryant e la sua fame di titolo naturalmente hanno fatto la parte del leone e non l’avesse fatta probabilmente La Finale sarebbe stata solo un sogno. Per me il potenziale delle due squadre era abbastanza pari, la differenza la potevano fare il talento e l’esperienza maggiori dei Lakers e cosi è stato. Comunque bella serie, peccato non aver visto quella che si preannunciava una folle gara 7, ma devo dire che dopo gara 6 tutti i miei dubbi sul fatto che LA meritasse il titolo sono stati spazzati via. Certo, prima di gioire bisognava vedere cosa pensavano i Magic…
Resume Conference Finals:
Belle, finalmente un round sicuramente positivo! Non ci sono state gare 7 ma poco importa, le serie sono state combattute, tutte e quattro le squadre erano lì per vincere e ci si è divertiti praticamente in ogni singola partita. Orlando mi ha parzialmente sorpreso per la sua determinazione nonostante la mancanza di esperienza e in realtà i Cavs non mi hanno deluso più di tanto, loro volevano almeno la finalissima, ma ancora una volta l’esperienza, o meglio la non esperienza, del loro secondo violino li ha condannati. I Magic, pur giovandosi dei loro singoli, sono stati più squadra. I Lakers mi hanno fatto più volte dubitare, sembravano delle comparse che aiutavano la star Kobe mentre cercava di vincere l’oscar con la miglior performance individuale, e visto il talento che permea tutta la squadra io ho gridato più volte allo scandalo. Fortunatamente l’ultima partita le comparse sono diventate attori di primo piano e hanno legittimato una finale su cui prima nutrivo molti dubbi di merito.
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Re: Playoffs NBA 2009: considerazioni complessive a posteriori
[CONTINUA]
The Finals:
Orlando 1 – 4 LA
Sono arrivato fino alla finale un po’ dubbioso sulla qualità di questi PO, ma se c’era una cosa che poteva farmi cambiare idea erano 6-7 partite belle, combattute e avvincenti sino alla fine! Non iniziamo bene: prima partita LA +25 e tanti saluti ai Magic rimasti in Florida. Dalle discussioni mi ero convinto che se LA vinceva le prime due era finita, altrimenti se ne poteva parlare, nonostante gara 1. E ovviamente i Lakers si portano a casa gara 2 e io piango già la mia bella finale. Questa volta però c’è stata partita e avesse vinto Orlando non ci sarebbe stato nulla da dire, Van Gundy le ha provate tutte ma alla fine sono stati i suoi giocatori a tradirlo nel finale. Adesso si torna ad est dove, si dice, i Magic cambiano totalmente faccia mostrando quella più radiosa. E la vittoria infatti arriva. Ma la cosa non mi rincuora più di tanto: Orlando spara con percentuali da fantascienza e nonostante questo vince all’ultimo secondo. Se ci aggiungiamo il fatto che Bryant ha fatto un insolito finale disastroso dopo un inizio superbo capiamo che le speranze per i Magic sono ridotte all’osso. Ma del resto gara 4 la si gioca in casa e una volta vinta si ritorna parti con un altro match tra le mura amiche. Tutto bene fino alla fine, o quasi: l’eroe inaspettato di questi PO, Courtney Lee, ridiscende sulla terra per quello che è, ossia un ottimo rookie, ma pur sempre un rookie. Due volte si mangia l’opportunità di pareggiare la serie ed entrare anzitempo nella storia e finita la partita tutti sapevano che qualunque reazione in gara 5 sarebbe stata ormai tardiva. Infatti i Magic entrano nervosi e sfiduciati, tengono un quarto e poi i lacustri mettono la freccia e ringraziano, andando meritatamente a prendersi il loro 15esimo titolo di campioni del mondo. Adesso sono loro i campioni, chi vuole sfidarli si faccia avanti!
Resume Finals e Po in generale:
Un 4-1 in finale non è un bel risultato, ma bisogna dire come non sia mancata la battaglia. Tolte gara 1 e 5, le altre sono state molto belle e avvincenti e sarebbero potute finire anche diversamente. Tuttavia il basket è un gioco meritocratico e se c’è un più forte che gioca bene molto spesso vince: qui i Lakers erano nettamente il più forte, sia dal punto di vista del talento, che dell’esperienza, che della fame di vittoria. Orlando si è trovata inaspettatamente in finale e gara 1 è stata esemplificativa della loro emozione, dopo di che hanno provato a reagire ma non c’è stato nulla da fare e il 4-1 appare ingeneroso nei loro confronti.
Sul cammino delle due finaliste parto da LA: la squadra che li ha messi più in difficoltà non è stata né la più talentuosa, né la più in forma, ma quella con più infortuni ed esperienza. Utah era si esperta, ma attraversava un bruttissimo momento e non aveva la giusta predisposizione psicologica, Denver aveva ottimi talenti e buon gioco, ma come esperienza era gravemente lacunosa e lo stesso dicasi per Orlando. Houston invece nonostante tutto ha fatto sputare sangue a Kobe e compagni, dosando le forze per combattere fino alla fine e arrendendosi per sfinimento solo in gara 7. Una volta raggiunta la finale niente poteva fermare LA.
Orlando si è sudata la finale dall’inizio alla fine, contro Phila l handicap di Lewis e Turkoglu fuori forma ha dato via ad una serie più equilibrata del previsto, ma alla fine i Magic ne sono usciti vincenti. Con Boston è stata guerra fino alla fine, importantissima è stata la tenuta fisica e dopo Chicago i Celtics erano già in debito di ossigeno. Quando sembravano aver detto ormai tutto, contro i Cavs è uscito il jolly che è valso le finals e sarebbe stato oggettivamente ingeneroso esigere di più dalla squadra.
L’anno è stato incredibilmente caratterizzato dagli infortuni e moltissime squadre importanti ne hanno risentito. Molto è cambiato anche tra squadre che hanno perso uomini decisivi senza riuscire a rimpiazzarli adeguatamente e squadre che lo hanno fatto. Io vedevo come finale la ovvia rivincita dello scorso anno, ma Garnett ha ben pensato di rovinarmi il pronostico. Rimanendo a est non so quanto l’assenza di Brand possa aver influito, ma sicuramente Phila preferiva averlo. Nell’altra costa San Antonio, New Orleans e la sfortunatissima Houston, tutte e tre accreditate come possibili contender, sono state colpite in modo durissimo da infortuni e cattiva condizione dei giocatori. Se guardiamo, infatti, alle quattro finaliste di Conference, troviamo 3 squadre che non hanno avuto infortuni per giocatori importanti e una che lo ha avuto ma ha anche trovato un buon rimpiazzo. Stagione particolare insomma, dove molte delle squadre più accreditate sono arrivate ai PO sottotono. Questo non significa ovviamente che il titolo dei Lakers non sia meritato, sono i più forti della lega assieme a Boston e lo hanno dimostrato per il secondo anno di fila, ma semplicemente spiega la mia parziale delusione per dei PO a mio modesto avviso un po' sottotono rispetto ad altri anni.
The Finals:
Orlando 1 – 4 LA
Sono arrivato fino alla finale un po’ dubbioso sulla qualità di questi PO, ma se c’era una cosa che poteva farmi cambiare idea erano 6-7 partite belle, combattute e avvincenti sino alla fine! Non iniziamo bene: prima partita LA +25 e tanti saluti ai Magic rimasti in Florida. Dalle discussioni mi ero convinto che se LA vinceva le prime due era finita, altrimenti se ne poteva parlare, nonostante gara 1. E ovviamente i Lakers si portano a casa gara 2 e io piango già la mia bella finale. Questa volta però c’è stata partita e avesse vinto Orlando non ci sarebbe stato nulla da dire, Van Gundy le ha provate tutte ma alla fine sono stati i suoi giocatori a tradirlo nel finale. Adesso si torna ad est dove, si dice, i Magic cambiano totalmente faccia mostrando quella più radiosa. E la vittoria infatti arriva. Ma la cosa non mi rincuora più di tanto: Orlando spara con percentuali da fantascienza e nonostante questo vince all’ultimo secondo. Se ci aggiungiamo il fatto che Bryant ha fatto un insolito finale disastroso dopo un inizio superbo capiamo che le speranze per i Magic sono ridotte all’osso. Ma del resto gara 4 la si gioca in casa e una volta vinta si ritorna parti con un altro match tra le mura amiche. Tutto bene fino alla fine, o quasi: l’eroe inaspettato di questi PO, Courtney Lee, ridiscende sulla terra per quello che è, ossia un ottimo rookie, ma pur sempre un rookie. Due volte si mangia l’opportunità di pareggiare la serie ed entrare anzitempo nella storia e finita la partita tutti sapevano che qualunque reazione in gara 5 sarebbe stata ormai tardiva. Infatti i Magic entrano nervosi e sfiduciati, tengono un quarto e poi i lacustri mettono la freccia e ringraziano, andando meritatamente a prendersi il loro 15esimo titolo di campioni del mondo. Adesso sono loro i campioni, chi vuole sfidarli si faccia avanti!
Resume Finals e Po in generale:
Un 4-1 in finale non è un bel risultato, ma bisogna dire come non sia mancata la battaglia. Tolte gara 1 e 5, le altre sono state molto belle e avvincenti e sarebbero potute finire anche diversamente. Tuttavia il basket è un gioco meritocratico e se c’è un più forte che gioca bene molto spesso vince: qui i Lakers erano nettamente il più forte, sia dal punto di vista del talento, che dell’esperienza, che della fame di vittoria. Orlando si è trovata inaspettatamente in finale e gara 1 è stata esemplificativa della loro emozione, dopo di che hanno provato a reagire ma non c’è stato nulla da fare e il 4-1 appare ingeneroso nei loro confronti.
Sul cammino delle due finaliste parto da LA: la squadra che li ha messi più in difficoltà non è stata né la più talentuosa, né la più in forma, ma quella con più infortuni ed esperienza. Utah era si esperta, ma attraversava un bruttissimo momento e non aveva la giusta predisposizione psicologica, Denver aveva ottimi talenti e buon gioco, ma come esperienza era gravemente lacunosa e lo stesso dicasi per Orlando. Houston invece nonostante tutto ha fatto sputare sangue a Kobe e compagni, dosando le forze per combattere fino alla fine e arrendendosi per sfinimento solo in gara 7. Una volta raggiunta la finale niente poteva fermare LA.
Orlando si è sudata la finale dall’inizio alla fine, contro Phila l handicap di Lewis e Turkoglu fuori forma ha dato via ad una serie più equilibrata del previsto, ma alla fine i Magic ne sono usciti vincenti. Con Boston è stata guerra fino alla fine, importantissima è stata la tenuta fisica e dopo Chicago i Celtics erano già in debito di ossigeno. Quando sembravano aver detto ormai tutto, contro i Cavs è uscito il jolly che è valso le finals e sarebbe stato oggettivamente ingeneroso esigere di più dalla squadra.
L’anno è stato incredibilmente caratterizzato dagli infortuni e moltissime squadre importanti ne hanno risentito. Molto è cambiato anche tra squadre che hanno perso uomini decisivi senza riuscire a rimpiazzarli adeguatamente e squadre che lo hanno fatto. Io vedevo come finale la ovvia rivincita dello scorso anno, ma Garnett ha ben pensato di rovinarmi il pronostico. Rimanendo a est non so quanto l’assenza di Brand possa aver influito, ma sicuramente Phila preferiva averlo. Nell’altra costa San Antonio, New Orleans e la sfortunatissima Houston, tutte e tre accreditate come possibili contender, sono state colpite in modo durissimo da infortuni e cattiva condizione dei giocatori. Se guardiamo, infatti, alle quattro finaliste di Conference, troviamo 3 squadre che non hanno avuto infortuni per giocatori importanti e una che lo ha avuto ma ha anche trovato un buon rimpiazzo. Stagione particolare insomma, dove molte delle squadre più accreditate sono arrivate ai PO sottotono. Questo non significa ovviamente che il titolo dei Lakers non sia meritato, sono i più forti della lega assieme a Boston e lo hanno dimostrato per il secondo anno di fila, ma semplicemente spiega la mia parziale delusione per dei PO a mio modesto avviso un po' sottotono rispetto ad altri anni.
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Re: Playoffs NBA 2009: considerazioni complessive a posteriori
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Re: Playoffs NBA 2009: considerazioni complessive a posteriori
Ottima analisi, due soli appunti:
1) Nonostante il massacro di gara6 io ritengo che la serie più tosta per i Lakers sia stata quella contro Denver.
Contro Houston infatti la sensazione è che i lacustri per perderla dovessero buttarsi dal ponte sparandosi allo stesso tempo.
Contro i Nuggets invece nella decisiva gara5 allo Staples a inizio quarto quarto erano avanti gli ospiti, che davano l'impressione di potersela giocare assolutamente alla pari così come avevano fatto nelle 4 partite precedenti. Lì Kobe & co. hanno finalmente girato due viti e non le hanno più allentate fino all'anello.
2) Un elemento che hai a mio avviso trascurato delle Finals, inoltre, è che Orlando era più stanca dei Lakers, essendo reduce da due guerre contro BOS e CLE che hanno comportato un maggiore dispendio nervoso.
Questo ha inciso a livello di lucidità nei finali punto a punto, ma soprattutto la consapevolezza di averne di meno dei rivali non solo quanto a esperienza e talento ma anche come energia per me ha reso i Magic meno efficaci e meno sicuri dei loro mezzi.
1) Nonostante il massacro di gara6 io ritengo che la serie più tosta per i Lakers sia stata quella contro Denver.
Contro Houston infatti la sensazione è che i lacustri per perderla dovessero buttarsi dal ponte sparandosi allo stesso tempo.
Contro i Nuggets invece nella decisiva gara5 allo Staples a inizio quarto quarto erano avanti gli ospiti, che davano l'impressione di potersela giocare assolutamente alla pari così come avevano fatto nelle 4 partite precedenti. Lì Kobe & co. hanno finalmente girato due viti e non le hanno più allentate fino all'anello.
2) Un elemento che hai a mio avviso trascurato delle Finals, inoltre, è che Orlando era più stanca dei Lakers, essendo reduce da due guerre contro BOS e CLE che hanno comportato un maggiore dispendio nervoso.
Questo ha inciso a livello di lucidità nei finali punto a punto, ma soprattutto la consapevolezza di averne di meno dei rivali non solo quanto a esperienza e talento ma anche come energia per me ha reso i Magic meno efficaci e meno sicuri dei loro mezzi.
Sì d'accordo free Magnus,
free Valpreda e tutti gli altri,
ma free anche mio cuggino.
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Contropelo
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Re: Playoffs NBA 2009: considerazioni complessive a posteriori
Veramente il complice Pietrus (se intendevi per la marcatura su James) non esiste proprio. 39 punti di media con il 49% non significa che l'attaccante è stato limitato molto. Casomai i meriti vanno per il 90% alla difesa di squadra, che ha imbavagliato il resto dei giocatori. Perchè se uno va per i 40 di media con 8 assist vuol dire che non si è riusciti propriamente a marcarlo. :DDODO29186 wrote: Orlando 4 – 2 Cleveland
Innanzitutto notiamo subito una cosa: i Cavs venivano da otto partite di allenamento, i Magic da 13 giorni di guerra. La principale domanda diventava dunque “LBJ e compagni hanno approfittato della pochezza degli avversari o sono in missione?”. Direi che abbiamo avuto la risposta. E’ vero che Cleveland ha pagato un mismatch particolarmente pesante, ma si è anche palesato quello che è stato per tutta RS il mio pensiero e quello di molti altri: offensivamente i Cavs nascono e muoiono con James. Costretti a correre dietro ai tiratori hanno perso l’efficacia della loro difesa impostata sull’affollamento dell’area e appena provavano ad adattarsi Howard puniva nel pitturato. L’unica possibilità di vittoria era dunque il one-man-show del Prescelto, ma complice Pietrus, la buona difesa dei Magic e quindi Van Gundy, la squadra ancora una volta ha avuto la meglio sul singolo. Devo ammettere che durante i PO quasi mi stavo convincendo della bontà di questi Cavs, ma avendo visto pochissime delle loro partite preferendo serie più avvincenti, ho mantenuto il mio giudizio. Del resto il Turco è rimasto nascosto per metà PO e la sua uscita al sole ha tagliato ogni residua possibilità ai Cavalieri. Serie tiratissima, punteggi ravvicinati e giocate decisive negli ultimi secondi, assieme a Chicago – Boston è stata la serie più emozionante dei PO. Delle tre “corazzate” dell’est la prima è caduta per aver perso il suo ammiraglio, la seconda perché si è resa conta di essere praticamente solo il suo ammiraglio e la meno quotata, con il suo uomo-squadra infortunato e senza esperienza, approda miracolosamente ma in modo assolutamente meritato alle Finals.
Che poi diciamolo, la difesa Magic è stata chiaramente quasi perfetta: ma i tiri di Williams (che è stato l'unico vero assente, l'unico che poteva fare e non ha fatto), entrati per tutta la RS (e un po' meno già nei due sweep...) sono magicamente, regolarmente RIMBALZATI SUL FERRO. E non perchè il simpatico play-guardia di 1.86 non veniva cercato da James (Williams, che in RS tirava 14 volte a partita e 5 volte da tre, contro Orlando ha tirato 16 a partita e 7 da tre), ma semplicemente perché s'è sciolto, oltretutto facendo una figura di merda pronosticando la vittoria Cleveland.
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rodmanalbe82
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Re: Playoffs NBA 2009: considerazioni complessive a posteriori
orlando è stata l'unica squadra nei playoff NBA nella storia a giocare contro 3 squadre che hanno vinto piu di 60 partite...stanchina sì
- lele_warriors
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Re: Playoffs NBA 2009: considerazioni complessive a posteriori
Bel post dodo,domani lo leggo con calma.
Se Marotta mi porta Lisandro ora e Llorente a luglio, giuro che non lo criticherò mai più ( Leather 23.01.13)
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la mano di dio
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Re: Playoffs NBA 2009: considerazioni complessive a posteriori
dai, dire che pietrus non ha difeso bene é fuori dal mondo.Contropelo wrote: Veramente il complice Pietrus (se intendevi per la marcatura su James) non esiste proprio. 39 punti di media con il 49% non significa che l'attaccante è stato limitato molto. Casomai i meriti vanno per il 90% alla difesa di squadra, che ha imbavagliato il resto dei giocatori. Perchè se uno va per i 40 di media con 8 assist vuol dire che non si è riusciti propriamente a marcarlo. :D
Che poi diciamolo, la difesa Magic è stata chiaramente quasi perfetta: ma i tiri di Williams (che è stato l'unico vero assente, l'unico che poteva fare e non ha fatto), entrati per tutta la RS (e un po' meno già nei due sweep...) sono magicamente, regolarmente RIMBALZATI SUL FERRO. E non perchè il simpatico play-guardia di 1.86 non veniva cercato da James (Williams, che in RS tirava 14 volte a partita e 5 volte da tre, contro Orlando ha tirato 16 a partita e 7 da tre), ma semplicemente perché s'è sciolto, oltretutto facendo una figura di merda pronosticando la vittoria Cleveland.
hai voglia di citare statistiche ma la veritá é che lebron (esclusa gara 1) si é sudato tutti i sui 40 punti.
specialmente nelle partite dove il francese giocava poco (= piú fresco nel finale) lebron faticava e, innegabile, ha pure avuto aiuti dalle zebre.
la sconfitta dei cavaliers é maturata dal fatto che attaccavano in 4(e non mi riferisco a mo...)
orlando in 5.
questo ad alti livelli fa la differenza.
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Contropelo
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Re: Playoffs NBA 2009: considerazioni complessive a posteriori
No no, non è che non ha difeso bene, mi spiego meglio.la mano di dio wrote: dai, dire che pietrus non ha difeso bene é fuori dal mondo.
hai voglia di citare statistiche ma la veritá é che lebron (esclusa gara 1) si é sudato tutti i sui 40 punti.
specialmente nelle partite dove il francese giocava poco (= piú fresco nel finale) lebron faticava e, innegabile, ha pure avuto aiuti dalle zebre.
la sconfitta dei cavaliers é maturata dal fatto che attaccavano in 4(e non mi riferisco a mo...)
orlando in 5.
questo ad alti livelli fa la differenza.
Il fatto è che James i suoi punti li ha sudati, sì, però ne ha messi comunque 39 di media. E sono 39, cacchio!
Chi è mancato è Mo Williams, ripeto. Lui aveva le armi tecniche e il tiro per segnare. Poi non si può chiedere a West (gran cuore) di mettere 20 punti a partita, nè a Ilgauskas di schiacciare all'indietro e posterizzare Howard, nè a Varejao di attaccare come non ha mai fatto. Si poteva legittimamente chiedere a Williams di giocare quantomeno al livello al quale ci aveva abituati e per il quale l'attacco Cavs ha speso un'intera stagione. Sì, 66 vittorie per l'attacco non più James dipendente ma finalmente multi-opzionale con un'altra bocca di fuoco. Bocca di fuoco che s'è subito chiusa quando la palla scottava sul serio, non quando si trattava di schiantare 44 punti contro i Suns.
- fabio88
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Re: Playoffs NBA 2009: considerazioni complessive a posteriori
Bè i cavs hanno perso principalmente per l'accoppiamento con orlando e per non un buon supporto da mo e west non penso potessero dare di più Ilga, varejao non parlo di wallace perchè per me è sulla via del tramonto. L'anno prossimo se sono fortunati nel scegliere un buon lungo secondo me il prossimo 16 giugno in questo momento staranno preparando la parata per l'anello.
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magorosso
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Re: Playoffs NBA 2009: considerazioni complessive a posteriori
@ cavs
i cavs han perso per williams. il prescelto ha fatto l' IMPOSSIBILE per vincerla ma se il tuo secondo tira il TRENTADUE % nelle prime 5 gare dove vuoi andare ???
se qualcuno poteva salvare lbj quello era mike brown ma ha capito poco e reagito tardi. west ha marcato tutti i giocatori che non fossero DH, james da 4 si e' visto tardi e poi non e' riuscito a trovare una soluzione a DH (dove per soluzione intendo spendere i 40 falli della sua panchina, almeno la palla non esce per i piazzati magic). ah, west avra' tirato male ma doveva portar palla e difendere spesso sul turco..... insomma eh.
le mancanze principali palesate : un lungo e un 3-3,5 che permetta di usare lbj da 4 o 2 tattico..... e non mi faccia piu' vedere west sulle ali e lbj vs alston....
@ magic
la squadra e' maturata. dai cazzoni della prima serie e mezzo ai guerrieri che han guadagnato la finale.
pietrus ha difeso alla grande ma un lbj tutelato dagli arbitri non lo si ferma senza (molti) raddoppi.
io tutta questa stanchezza non l' ho vista (se non su un giocatore)
per me e' stato un errore sconvolgere le rotazioni per quel nelson.....
e poi parliamo un po' delle 2 ali , croce e delizia magic.
il turco deve essere aiutato, non e' superman. fargli fare secondi tempi in cui deve : marcare KB, portar palla vs ariza, giocare il PnR, concludere o smazzare per me e' inutile e stancante... cmq grandi playoff per lui.
lewis si e' dimostrato un'arma fenomenale contro quelli che non han qualcuno in grado di marcarlo per poi ritrovarsi in difficolta' appena ha incontrato odom-gasol. male male, imho.
superman.... dh deve esser sempre coinvolto in giochi in movimento... solo cosi' e' un fattore SEMPRE.
peccato che questa squadra andra' a perder pezzi..... jj, lee , alston, gortat, anthony son una panca meravigliosa..
@ denver
anche pre me son andati molto vicini a far male ai lakers. purtroppo billups ha ceduto troppo presto.
cmq ..... e' mancata esperienza ??? l'errore piu' incredibile l'ha fatto martin con quella persa nel finale. se non e' esperto martin ... chi??
e cmq qualche apparizione ai po l'han fatta svariati giocatori delle pepite.
diciamo che denver ha pochi cervelli prima di tutto....
@ portland
anche qui per me non si e' arrivati al punto in cui l'esperienza conta. semplicemente portland :
- non ha mai difeso in RS e non puo' iniziare a farlo dal nulla
- ha mcmillian come coach che ogni volta combina qualche cazzata (passo lento vs yao, fuori fernandez e tripla per vincere a outlaw che era 0/4, ) ma in generale un coach che ha cannato la RS non creando una difesa, un gioco in post, un sistema che portasse gente al ferro ne' una squadra abituata a correre. perche' portland e' forte, fortissima ma un jumpshooting team dove vuoi che vada ??
@ dallas
dallas fregata da una scavigliatura, partiva cmq sfavorita.
aggiungiamoci un kidd stralunato (doppie, palleggi sui piedi, passaggi in tribuna??!!) e una squadra costretta a schierare un pessimo dampier e wright ( giocatore piu' stupido mai visto) non vedo come possa arrivare a 2 vittorie.
i cavs han perso per williams. il prescelto ha fatto l' IMPOSSIBILE per vincerla ma se il tuo secondo tira il TRENTADUE % nelle prime 5 gare dove vuoi andare ???
se qualcuno poteva salvare lbj quello era mike brown ma ha capito poco e reagito tardi. west ha marcato tutti i giocatori che non fossero DH, james da 4 si e' visto tardi e poi non e' riuscito a trovare una soluzione a DH (dove per soluzione intendo spendere i 40 falli della sua panchina, almeno la palla non esce per i piazzati magic). ah, west avra' tirato male ma doveva portar palla e difendere spesso sul turco..... insomma eh.
le mancanze principali palesate : un lungo e un 3-3,5 che permetta di usare lbj da 4 o 2 tattico..... e non mi faccia piu' vedere west sulle ali e lbj vs alston....
@ magic
la squadra e' maturata. dai cazzoni della prima serie e mezzo ai guerrieri che han guadagnato la finale.
pietrus ha difeso alla grande ma un lbj tutelato dagli arbitri non lo si ferma senza (molti) raddoppi.
io tutta questa stanchezza non l' ho vista (se non su un giocatore)
per me e' stato un errore sconvolgere le rotazioni per quel nelson.....
e poi parliamo un po' delle 2 ali , croce e delizia magic.
il turco deve essere aiutato, non e' superman. fargli fare secondi tempi in cui deve : marcare KB, portar palla vs ariza, giocare il PnR, concludere o smazzare per me e' inutile e stancante... cmq grandi playoff per lui.
lewis si e' dimostrato un'arma fenomenale contro quelli che non han qualcuno in grado di marcarlo per poi ritrovarsi in difficolta' appena ha incontrato odom-gasol. male male, imho.
superman.... dh deve esser sempre coinvolto in giochi in movimento... solo cosi' e' un fattore SEMPRE.
peccato che questa squadra andra' a perder pezzi..... jj, lee , alston, gortat, anthony son una panca meravigliosa..
@ denver
anche pre me son andati molto vicini a far male ai lakers. purtroppo billups ha ceduto troppo presto.
cmq ..... e' mancata esperienza ??? l'errore piu' incredibile l'ha fatto martin con quella persa nel finale. se non e' esperto martin ... chi??
e cmq qualche apparizione ai po l'han fatta svariati giocatori delle pepite.
diciamo che denver ha pochi cervelli prima di tutto....
@ portland
anche qui per me non si e' arrivati al punto in cui l'esperienza conta. semplicemente portland :
- non ha mai difeso in RS e non puo' iniziare a farlo dal nulla
- ha mcmillian come coach che ogni volta combina qualche cazzata (passo lento vs yao, fuori fernandez e tripla per vincere a outlaw che era 0/4, ) ma in generale un coach che ha cannato la RS non creando una difesa, un gioco in post, un sistema che portasse gente al ferro ne' una squadra abituata a correre. perche' portland e' forte, fortissima ma un jumpshooting team dove vuoi che vada ??
@ dallas
dallas fregata da una scavigliatura, partiva cmq sfavorita.
aggiungiamoci un kidd stralunato (doppie, palleggi sui piedi, passaggi in tribuna??!!) e una squadra costretta a schierare un pessimo dampier e wright ( giocatore piu' stupido mai visto) non vedo come possa arrivare a 2 vittorie.
- lele_warriors
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Re: Playoffs NBA 2009: considerazioni complessive a posteriori
penso di non essere d'accordo sul 90% di quello che hai scritto,riassumo alcuni punti in velocità:
-lebron da 2 tattico?
-lewis cmq ha fatto degli ottimi playoff
-non capisco lo sparare a zero contro mcmillan
-contesti il tiro di outlaw dopo un 0-4,e quello di fisher decisivo in gara 4 dopo uno 0-5 va invece bene?
-perchè wright giocatore piu stupido che hai mai visto?
-lebron da 2 tattico?
-lewis cmq ha fatto degli ottimi playoff
-non capisco lo sparare a zero contro mcmillan
-contesti il tiro di outlaw dopo un 0-4,e quello di fisher decisivo in gara 4 dopo uno 0-5 va invece bene?
-perchè wright giocatore piu stupido che hai mai visto?
Se Marotta mi porta Lisandro ora e Llorente a luglio, giuro che non lo criticherò mai più ( Leather 23.01.13)
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magorosso
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Re: Playoffs NBA 2009: considerazioni complessive a posteriori
1- oggi cleveland non ha flesibilita' tattica. se usa lbj da 4 deve mettere una batteria esterni scandalosa, idem se avesse necessita' di un quintettone con lbj da 2 non vedo un 3 adatto (ma e' una quisquilia, oggi non vedo una situazione in cui sia necessario ma non si sa mai).
2- lewis ottimi PO...quasi imho. troppo poco in finale per me. ( ma cmq buoni Po come tutta orlando).
3- diamo portland ad un altro (brown ) e arrivavano a gara 7 coi lakers minimo. seriamente mc e' un player coach che andrebbe bene in altri contesti ma non sa gestire quella massa di talento che ha a disposizione. gioco ? basilare. capacita' di andare al ferro della squadra (rapportata ll'atletismo)? scarsa? gioco in post? NO. difesa ? NO. poi intendiamoci, potevano perdere coi rockets per l' inesperienza e i falli di oden o perche' cmq i rossi eran superiori pero'...... se avesse insistito sulla difesa in rs, se avesse trovato un modo di non rendere il team cosi' dipendente da tiri da fuori..... aggiungiamoci che ci ha messo troppo tempo a capire come provare a metter in crisi yao sui 2 lati del campo...
4- ecco uno dei pochi casi in cui l'esperienza conta.... ma a parte quello sono i magic che han scelto di concedere quel tiro. se nelson porta il raddoppio e' chiaro che tira fisher. ma poi.... una squadra con roy-fernandez-blake .... di la' escluso kobe a cui han voluto forzare il passaggio tra walton -vujacic-fisher-brown -farmar... tra questi ci sta che metto fisher in campo. tra fernndez in gas e outlaw.... mi pare sciocco preferire il secondo.
poi sia chiaro, mcmillian... ha tutto il mio odio anche per come e' (imho ingiustamente) considerato.
5- falli stupidi al limite del ridicolo (non ultimo abbattere il difensore piantato a terra con una spallata dritta in petto...ridicolo), per non parlare del tiro di anthony..... e di un paio di infrazioni di passi che gli ho visto fare.
2- lewis ottimi PO...quasi imho. troppo poco in finale per me. ( ma cmq buoni Po come tutta orlando).
3- diamo portland ad un altro (brown ) e arrivavano a gara 7 coi lakers minimo. seriamente mc e' un player coach che andrebbe bene in altri contesti ma non sa gestire quella massa di talento che ha a disposizione. gioco ? basilare. capacita' di andare al ferro della squadra (rapportata ll'atletismo)? scarsa? gioco in post? NO. difesa ? NO. poi intendiamoci, potevano perdere coi rockets per l' inesperienza e i falli di oden o perche' cmq i rossi eran superiori pero'...... se avesse insistito sulla difesa in rs, se avesse trovato un modo di non rendere il team cosi' dipendente da tiri da fuori..... aggiungiamoci che ci ha messo troppo tempo a capire come provare a metter in crisi yao sui 2 lati del campo...
4- ecco uno dei pochi casi in cui l'esperienza conta.... ma a parte quello sono i magic che han scelto di concedere quel tiro. se nelson porta il raddoppio e' chiaro che tira fisher. ma poi.... una squadra con roy-fernandez-blake .... di la' escluso kobe a cui han voluto forzare il passaggio tra walton -vujacic-fisher-brown -farmar... tra questi ci sta che metto fisher in campo. tra fernndez in gas e outlaw.... mi pare sciocco preferire il secondo.
poi sia chiaro, mcmillian... ha tutto il mio odio anche per come e' (imho ingiustamente) considerato.
5- falli stupidi al limite del ridicolo (non ultimo abbattere il difensore piantato a terra con una spallata dritta in petto...ridicolo), per non parlare del tiro di anthony..... e di un paio di infrazioni di passi che gli ho visto fare.