SafeBet wrote:
L'enciclica è stata letta e studiata, ma mancava il tempo per rispondere.
Era riferito a Gio. Pensavo di aver risposto prima a sta domanda. Ma evidentemente non sono stato chiaro nemmeno su questo punto. Ci ripasseremo.
SafeBet wrote:
A me pare che invece sia tu a non cogliere il senso della mia obiezione. E cioè che l'omosessualità, come dato biologico, non abbia niente a che vedere con la nostra società, con i nostri valori di riferimento, con la direzione che abbiamo (hanno?) scelto di intraprendere. E' una cosa naturale, pre-esistente alla società occidentale, e che verosimilmente sopravviverà ad essa.
Che quella visione del mondo, quella filosofia, siano funzionali alla denatalità, io non lo metto assolutamente in dubbio. Ma non vedo che legame ci sia con l'omosessualità, e nemmeno tanto con il riconoscimento sociale di tale condizione (perché è di questo che stiamo parlando). Gli omosessuali che non faranno figli dopo l'eventuale regolamentazione delle unioni gay, probabilmente non li facevano nemmeno prima. E se invece li facevano, di che famiglie stavamo parlando? Funzionali all'obiettivo, ma disfunzionali rispetto alla felicità dell'esistenza, credo. Cos'è meglio?
Ma infatti non è l'omosessualità in sè il
problema. E' la base culturale su cui si dovrebbe fondare un riconoscimento istituzionale di questo tipo di relazioni che non mi convince.
Si rifà tutto, purtroppo (e questo magari è un mio limite, però è la "mia" visione della società che sto cercando di spiegare) a ciò che dovrebbe guidare la nostra società. Perchè se dobbiamo ripartire da un lavoro per la natalità, per la rivalutazione della famiglia, della progenie etcetc, questo non può far altro che basarsi su concetti che automaticamente non contemplano questa opportunità. Del fatto che, volendo sviluppare un base teorica sociale e familiare solida sul concetto di Uomo come tale, il matrimonio omosessuale non ha ragione di esistere.
SafeBet wrote:
Ma è un discorso che condivido, figuriamoci se devi convincermi a questo proposito.
Tuttavia continuo a ritenere che la regolamentazione dell'unione gay possa essere slegata da questa deriva sociale e culturale. Riprendendo i punti che tu hai evidenziato: non contribuisce ad accrescere l'individualismo (anzi), non vuole svalutare il concetto di famiglia o l'importanza della prole (che permangono), non tiene conto solo dell'immediato e del desiderio. E' questo l'assunto che contesto, perché non ritengo che questo specifico tema sia integrabile (non completamente, perlomeno) in questo discorso condivisibile che stai facendo. Qui si parla di un unione basata sull'amore, sulla condivisione, sulla solidarietà anche. Non mi sembra nemmeno che perda il collegamento con quello che l'uomo è, sinceramente. Ma probabilmente, e a questo punto riprendo il post precedente di Gio, dobbiamo capire che cosa intendiamo per uomo.
Derive che hanno preso il via da quegli ideali lì, libertà e autodeterminazione. Parallele, non collegate alla questione di cui stiamo parlando, ma che hanno in comune l'origine.
In estrema sintesi, ad esempio, una società che li accettasse come tali avrebbe buon gioco e nessuna difficoltà ad appoggiare la legalizzazione delle unioni omosessuali. Ci siamo dentro. Ci sono i motivi. Anzi, facciamo fatica ad opporci. Perchè dovremmo opporci, per istinto? Mi pare un pò superficiale.
Però, questa stessa società sarebbe poi molto più in difficoltà a contrastare il consumo di droga. Il popolo non è scemo, il suo cervello gira, e la società, le istituzioni, sono responsabili della sua educazione. Se il metro di giudizio è il mio desiderio faccio quello che desidero. Punto. Perchè non dovrei drogarmi? Sulla base di che? Perchè io, uomo, non dovrei sposarmi col mio uomo? Perchè non posso farmi inseminare a sessant'anni? Perchè devo prendermi sulle spalle i miei figli? Sulla base di che?
Per l'idea che ho io (rieccoci) prendere quegli ideali lì acriticamente porta a questo. Comporta tutto questo, diritti civili e autodistruzione, libertà e disgregazione, perchè mancano le basi per un processo cultural-educativo adeguato. E senza basi del genere una società degenera. Per le basi che ho in mente io, l'essere vivente come specie blablabla, il matrimonio omosessuale è non coincidente. Non porta. Non c'entra. Però parlo per me, sia chiaro.
SafeBet wrote:
Dai Bizz, sto punto è insostenibile sociologicamente. Sono troppe le variabili di cui tenere conto. Se mi dici, di nuovo, che la società occidentale è funzionale alla denatalità, io lo sottoscrivo. Ma così è troppo netta come affermazione.
E comunque ritorno sul fatto che il riconoscimento sociale della coppia gay non sia necessariamente legato a queste tendenza della nostra società. Non credo nemmeno sia una novità storica.
Boh. Prendendo le comunità più varie dei più vari paesi si finisce sempre lì. Le comunità religiose, che siano in America, in Africa o nel medio oriente, sfornano a tutto andare. E'
chiaro che non è questo il motivo. Ma fa tutto parte di una stessa idea di uomo e quindi di società che, a quanto pare, almeno sul lungo periodo e soprattutto per quanto riguarda lo sguardo verso il futuro, funziona.