Hobbit83 wrote:
No. Ma...
Se tu dici che un cittadino, per il solo fatto di essere in una determinata "condizione personale", non può legalmente vincolarsi a un altro cittadino, per me lo stai discriminando. Cosa che non dovrebbe essere ammessa.
Anche se temo che se si volesse interpretare alla lettera, si potrebbe interpretare la costituzione in ogni modo.
secondo me ti sei risposto da solo. :D
se tu mi dici che limitare o negare la libertà di alcune persone significa andare contro la costituzione o i diritti dell'uomo, beh è inesatto.
se tu poi mi citi la costituzione per dimostrarmi che impedendo il matrimonio ad un omosessuale si va contro la costituzione stessa, beh io potrei portarti decine di esempi di limitazioni o negazioni della libertà di un uomo che, pur apparentemente andando contro l'articolo da te riportato, approveresti senza indugio.
poi ti dovevo una risposta.
riporto il mio personalissimo parere sulla questione e perchè secondo me la religione non c'entra nulla.
Hobbit83 wrote:
Se non ci sono problemi religiosi, su quali basi neghi la loro libertà a delle persone? Sulla base di non si sa bene quale "diritto di natura" malamente interpretato dai preti o cosa? (Visto che in natura si riscontra l'omosessualità)
Perchè io ho l'impressione che la maggior parte delle persone che dicono "non ho motivi religiosi ma no ai matrimoni gay" abbia, in realtà, una visione molto "religiosa" della cosa.
parto dal presupposto che se per matrimonio omosessuale si intende riconoscere alcuni e ben circonstanziati diritti alle coppie di fatto (che siano omosessuali o eterosessuali poco mi importa) sono d'accordo. ma allora è sbagliato a priori parlare di
matrimonio omosessuale ed è stato posto male il tema del contendere, volendo appunto dare una valenza ben precisa a quelle che invece sarebbe soltanto una corretta regolamentazione (di cui oggi siamo colpevolmente privi) della convivenza fra due persone, riconoscendone diritti e doveri. poi ripeto se queste coppie siano etereosessuali o omosessuali è la stessa identica cosa dal mio punto di vista.
quello su cui non concordo è il matrimonio
civile fra omosessuali, quello che in altre parole lo equipara in tutto e per tutto al matrimonio eterosessuale. semplicemente perchè a mio parere non possono avere in toto gli stessi diritti e di conseguenza gli stessi doveri.
e non si tratta di avere la capacità di procreare, discorso verso cui alla fine si è deviato (al giorno d'oggi in teoria anche questo problema sarebbe superabile), si tratta ad esempio di crescere un figlio.
ecco perchè il paragone con le coppie sterili non regge. queste non possono procreare ma possono ad esempio adottare, facendo oltretutto del bene. per me una coppia omosessuale non dovrebbe poter adottare. ma lo stesso discorso varrebbe dal mio punto di vista per il single (omo, etero è lo stesso) che da single vuole adottare un bambino.
io trovo che l'adozione sia per gli omosessuali un traguardo per raggiungere la completa accettazione da parte della società civile. ma è una traguardo in cui c'è una sorta di egoismo perchè non tiene conto del fatto che coinvolge altre persone... per la precisione bambini!
a questo proposito, diciamoci la verità... non so quanti di voi abbiano esperienze di adozione, ma la legge giustamente non è proprio immediata. non è che vai in un orfanotrofio ti scegli un bambino e te le porti a casa. bisogna avere un profilo adeguato, bisogna dare delle certezze, sostenere svariati colloqui, mettersi in lista... i bambini sono pochi e le coppie che vorrebbero adottare sono molte.
ora mi chiedo quale ente o istituto preferirebbe dare un bambino ad una coppia di omosessuali piuttosto che ad una coppia di eterosssuali che ha un profilo adeguato e tutte le carte in regola per adottare? nessuna, penso.
quindi praticamente diverrebbe una cosa difficilmente realizzabile. è giusto un mezzo di affermazione.
poi non mi va di dilungarmi sui perchè e sui per come a mio parere anche teoricamente non dovrebbe essere consentito l'adozione ad una coppia omosessuale, sulla psicologia di un bambino, le fasi che attravera, la figura maschile e femminile nella sua vita (di cui i genitori verosimilmente hanno usufruito), la complessità e le varie sfaccettature dell'infanzia.
sì, lo so che molti scienziati, veronesi in testa, ritengono che questi fattori non siano un problema, per contro ce ne sono parecchi che ritengono che un bambino non dovrebbe inconsapevolmente prescindere dai complessi di edipo e di elettra.
spree diceva che non esistono basi scientifiche per stabilire che un bambino che cresca all'interno di una coppia omosessuale diventi gay a sua volta. a parte che trovo assurdo e mi fa sorridere pensarlo sul serio (è come se dicessi che se i miei genitori fumano io crescerò sicuramente fumatore), ma poi fosse quello il problema... il problema è che gli adulti possono scegliere in quale contesto collocare la propria vita e bisogna rispettare la loro scelta, ma i bambini non scelgono!
poi per carità, nessuno mette in dubbio che quella coppia omosessuale nostra amica sarebbe capacissima di allevare un bimbo meglio di quanto farebbe una qulasiasi coppia etero, nessuno mette in dubbio che esistono single che hanno dimostrato e dimostrano di essere buoni genitori, migliori di molte coppie. nessuno mette in dubbio che molti bambini sono figli di genitori separati e crescono in un abiente non proprio ideale.
ma mi sembra ovvio che vada fatto un discorso generale di opportunità per una regolamentazione che in primis deve badare al bene del bambino e non all'affermazione dei diritti di una particolare categoria (che sia quella dei single, degli etero, dei gay).
poi, ripeto, non mi va di dilungarmi su questo aspetto. anche perchè sono discorsi molto delicati e personali e toccano la coscienza di ognuno di noi... quello che mi premeva sottolineare è che in questo mio discorso, a differenza di quanto diceva hobbit, credenze religiose o affini, non hanno minimamente ragion d'essere.
ciao. :D