theanswer wrote: Da nessuna parte.
Loro volevano,Oh come se volevano...
Anche ORA lo vorrebbero,Oh se lo vorrebbero.
Alle loro IMPOSSIBILI condizioni,pero'.
Ergo ripianare i LORO debiti,non tutti derivati dalla gestione della As Roma come la presidentina ci vorrebbe far credere(vedi aeroporti di Roma,vedi depositi di Civitavecchia,vedi depositi di Gioia Tauro),e vivere SERENI per le prossime sei generazioni.
E'ovvio che nessuno potrebbe garantire questo miraggio,per una societa'che non ha piu'un marchio,si allena in un centro sportivo in affitto,ha un progetto stadio piu'fumoso dell'aria di Woodstock "first edition".
Sulla vicenda Soros,aggiungo che oltre alla loro "ingordigia",si e' assistito ad un trattato di incapacita',degno di dilettanti allo sbaraglio.
Cioe',Rosetta e l'azzeccagarbugli che provano a giocare con il topo senza accorgersi che quello li' e',invece, un leone abituato a ben altri antagonisti.
Strategicamente neanche un bimbo di tre anni alle prese con la sua prima partita di Risiko sarebbe capace di tanto(poco).
Versus Soros ti "presenti"al tavolo "finale"ciarlando di arabi, e delle loro fantomatiche offerte da 400 mln,col solo scopo di spillare piu'soldi,malgrado un offerta gia'congrua(Uncredit docet).
Poi e'ovvio che il tutto ti si rigiri contro,lasciando la presidentina ed il suo avvocatino con un leggero bruciore allo stomaco,e NOI tifosi con uno ben piu'fastidioso da un'altra parte.
Postilla finale.
La parte che TI dovrebbe far riflettere e'un'altra:
per quale motivo una societa' quotata in borsa,quindi obbligata alla piu'totale trasparenza,con i suoi comunicatini SMENTI'qualunque trattativa con gli uomini di Soros ??
Trattasi di reato penale,e bene fa'la Consob ad andare a fondo su questa storia.
Ma tralasciando questo,con quale spirito,da oggi,potrete(io,nemmeno mi metto nel calderone,perche'alla signorina da un milione di euro,NON HO MAI CREDUTO)ritenere credibili le sue parole ??
In appena due giorni,ho avuto la conferma di quanto ho sempre pensato:
il padrino,tal Pippuccio Marra e'un laziale,la figlioccia,tal Rosella "Via col vento" Sensi,una bugiarda.
E vissero tutti felici e contenti.
Tifosi a parte,naturalmente.
PS.
Sensi,quello vero,quello innamorato di questi colori,promise di dare la Roma solo a facoltosi personaggi.
La Sensi,quella farlocca,quella innamorata del suo stipendio(e quello del marito e delle sorelle),ha fatto l'esatto opposto:
ci ha privato di un'occasione STORICA,per i suoi interessi.
Leggittimo,ci mancherebbe,ma almeno LO DICESSE.
Senza pistolotti sul suo amore per la squadra,senza quelle grottesche lacrime da Giuda in gonnella.
Come ho detto altre volte,puo' disporre di questo giocattolino come meglio crede,ma evitando,almeno,di paracularci.
Io ho questo di testo:
"...Si arriva così all’ultimo atto. Questa volta non è Roma, Piazza Venezia, ma Milano. Piccola filiale di una banca del gruppo Unicredit. Attorno ad un tavolo diverse persone. Alcune già note: Steve Horowitz, Phil Hall, Gian Roberto De Giovanni, Mauro Baldissoni. Altre un po’meno, per questa storia, come il numero due di Unicredit Paolo Fiorentino.
Un meeting di sette ore. Interminabile. Una riunione fiume dove vengono esaminati tutti i passaggi dell’operazione. Serve fare in fretta. La banca chiede agli americani di accelerare le procedure d’acquisto, di essere flessibili con la due diligence. Di non perdere ulteriore tempo. Loro faranno la loro parte con la famiglia Sensi. La Inner documenta, dialoga, precisa, sottolinea e alla fine l’accordo è sul tavolo.Basta la firma. Quella dei Sensi questa volta c’è. La penna gliela sta porgendo Unicredit. Manca l’ultima parola. L’ultimo tassello. Una telefonata dall’altra parte del mare.
I due manager del Soros Fund Management dicono sì, ma serve il via libera, la luce verde del cliente finale: Soros. Da Milano compongono il numero. Risponde uno dei figli del magnate ungherese. Vengono spiegati gli ultimi sviluppi. “Lasciateci qualche istante per pensare”. Passano uno, due, tre interminabili minuti. Poi solo tre parole: “We are out”. Il sogno Soros finisce il 21 Maggio...."
Dal libro 'I russi, i russi... gli americani' di Catia Augelli e Alessandro Catapano. Edizioni Dinamo Italia.



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