Re: Naufraghi 2.0

E' il luogo in cui potete parlare di tutto quello che volete, in particolare di tutti gli argomenti non strettamente attinenti allo sport americano...
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doc G
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Re: Naufraghi 2.0

Post by doc G »

8

Alcuni mesi dopo la morte del prof. Colonna, nel liceo dei Gesuiti, sito in campo dei Gesuiti a Venezia, un novizio avvisò il comandante che un uomo dall’aspetto strano voleva parlargli.
“Strano come?”
“Padre Rodolfo, non so come spiegarmi. Ha la barba non fatta, non ha la cravatta ed ha abiti sgualciti, ma di ottimo taglio e di buon tessuto, si è espresso con una proprietà che denota una grande cultura, ma si è limitato a bofonchiare che voleva parlare con lei; mi ha detto di averla conosciuta alcuni anni fa, in relazione alla ricerca di un certo libro, scomparso e poi ricomparso...”
“Forse ho capito. Lo faccia entrare.”
Padre Rodolfo si alzò dalla sua scrivania, avendo compreso chi lo cercava, e fece incontro ad un prof. Vonenami completamente diverso da come lo aspettava. Barba non rasata, camicia sgualcita, aspetto concitato rendevano quasi irriconoscibile il distinto studioso che aveva conosciuto anni prima.
“Prof. Vonenami.... professore, vero?”
“Si.”
“Quanti anni... cosa vuole? Sa, non credevo che l’avrei mai rivista.”
“Neanche io... sono venuto perché inequivocabilmente lei aveva ragione. Tutta la nostra frenesia ci ha portato solamente a sprecare la vita dietro ad un sogno blasfemo, senza amici ne amori. I nostri studi sfidavano Dio e la natura da Lui creata, e questo non avrebbe potuto condurci che alla perdizione. Colonna è morto ed io ho paura per la sorte della sua anima.”
“I disegni di Dio sono insondabili, l’uomo non si spinga a volerli comprendere. Non faccia lo stesso errore che ha commesso nel resto della sua vita ed apra il suo cuore.”
Il prof. Vonenami cominciò a raccontare tutta la propria vita, parlando per ore ed ore all’attento gesuita.




9


Una calda mattina d’estate due giovani entrarono nella biblioteca dei Gesuiti di Venezia e chiesero di parlare con il bibliotecario. Pochi minuti dopo un maturo religioso in abito nero venne a riceverli.
“Lei è il bibliotecario?”
“Si, lo sono.”
“Piacere, mi chiamo Pierfilippo Maria Ludovisi, e questo è il mio amico Giulio Cesare Rambaldi. Stiamo effettuando delle ricerche per la nostra tesi di laurea.”
“Qual è l’argomento?”
“Siamo studenti della facoltà lettere presso l’università di Roma La Sapienza, discuteremo la tesi presso la cattedra di storia medioevale ed il titolo è “Rapporti fra letteratura, cabala ed alchimia nella multiforme cultura di Ezzelino da Romano, influenza di tali conoscenze sulla sua attività bellica e politica”. Ci servono alcuni testi e dobbiamo chiedere il suo aiuto.”
“Fate bene. Avete scelto un argomento molto pericoloso: durante la mia vita secolare, prima di indossare questo abito, io ero un professore universitario, presso la vostra università, facoltà di Farmacia, e mi chiamavo Filippo Vonenami. Ho rischiato la perdizione per la mia eccessiva passione verso questi diabolici argomenti. Per mia fortuna Nostro Signore, nella Sua infinita misericordia e per i Suoi imperscrutabili disegni, mi volle donare una nuova possibilità di salvezza, rendendomi un suo umile servitore. L’unico consiglio che posso darvi è questo: non accostatevi a queste diaboliche astrusità senza un’adeguata assistenza spirituale. Io non sono certo degno di aiutarvi in modo sufficiente, ma posso suggerirvi un confessore pio, saggio ed in odore di santità.”



FINE
Toni Monroe
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Re: Naufraghi 2.0

Post by Toni Monroe »

:piango:  :notworthy:
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Re: Naufraghi 2.0

Post by Paperone »

non c'è una faccina che vada bene
:notworthy:
Giordan wrote: Menzione onorevole per Pap, che si è distinto per avere la stessa voce di Battiato e la peggior pronuncia anglo-americana ogni epoca!!!
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Re: Naufraghi 2.0

Post by doc G »

Addirittura! Grazie!
Ora a Giugno inizierò a postare l'ultimo racconto che ho pronto, cioè "Cavoli illirici", invero piuttosto lungo (e se lo dico io.....)
Per settembre dovrei aver terminato "Il velocista più pistola del west", che di comicità demenziale oltre al titolo ha poco, è un giallo a tinte fosche, che sto cercando di alleggerire. Però ho scritto la scaletta e sono poco oltre la metà... per ora so come continuare, solo che essendo un divertimento puro lo scrivere aspetto un po più di voglia! :lol2: :lol2:
Domani o dopo tornerò a farmi qualche domanda ed a rispondermi, a contestare le mie risposte ed a sedare le contestazioni, ma c'è tempo per farlo! :lol2: :lol2: :lol2: :lol2: :lol2: :lol2:
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Re: Naufraghi 2.0

Post by Sine »

Dicono che un movimento insignificante ed impercettibile come il battito d'ali di una farfalla possa scatenare, per effetto di un'infinità di reazioni a catena, un uragano dall'altra parte del globo. The butterfly effect, lo chiamano. Non so se sia vero o meno, francamente per quello che ne posso sapere mi sembra una cazzata, quello che però so per certo è che per me il battito d'ali di una farfalla non è insignificante ed impercettibile. Tutt'altro. Posso sentirlo distintamente a metri di distanza. E' delicato, quasi elegante. Non come il ronzio di un'ape, fastidioso, rumoroso e privo di qualsiasi tipo di poesia. Mi piacerebbe poterla vedere una farfalla, se esiste una corrispondenza tra suono e bellezza dev'essere davvero meravigliosa. Purtroppo non potrò mai vederla, a meno di non essere una delle poche prove viventi di qualche tipo di miracolo. Cecità congenita la chiamano, semplicemente non ci vedo un'acca da quando son nato, nessun tipo di incidente o sventura, son proprio nato sbagliato. Tutto qua. Nessuna tragedia però, nessuna compassione, sono un uomo come un altro, che ride, scherza, dice parolacce e a volte fa pure lo stronzo. Ho solo un mondo diverso dal vostro nella testa. Altre immagini, altre figure. Ma ci vedo molto meglio di quanto pensiate. Certo, non so cos'è il verde, il rosso, il rosa, il nero, ma a mio modo ci vedo lo stesso. Posso vedere una persona attraverso la sua voce, il suo respiro, il suo corpo, se ho la fortuna di poterlo toccare, attraverso tutti gli altri sensi che voi molto spesso trascurate. Credete per esempio che non possa rendermi conto di quanto bella possa essere una donna? Qualche giorno fa ho conosciuto, se così si può dire, una ragazza. Ero con un mio amico vedente e lei faceva la cameriera nel ristorante in cui stavamo mangiando. Nel momento in cui è venuta a chiederci le ordinazioni ho sentito che c'era qualcosa di particolare, aveva una voce così gentile e musicale che mi ha riempito di tante di quelle sensazioni che non ho potuto fare a meno di dirglielo. Ho potuto vedere, o meglio, sentire, il suo sorriso al mio complimento, sono abbastanza sicuro che dalla voce stesse quasi per mettersi a piangere. La prima cosa che mi ha detto il mio amico era che avevo appena fatto un complimento ad una ragazza di almeno 100kg, ricoperta di brufoli e con la faccia da cavallo. Pensa quel cazzo che vuoi, gli ho detto, per me rimane bellissima
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Toni Monroe
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Re: Naufraghi 2.0

Post by Toni Monroe »

Una lezione che val sempre la pena di impartire ed imparare: che la bellezza non è solo quella che si vede (che rimane soggettiva), ma qualcosa che si può percepire. Ad esser capaci di farlo. Fortunatamente ci sono istinti che -seppur sopiti- a volte riescono ad emergere e capita che anche i vedenti sappiano riconoscere la bellezza. Nel momento in cui chiudono gli occhi, magari. Ma a parte l'analisi -di cui magari non si sentiva il bisogno- salutiamo il ritorno dell'autore in questo topic :'stotopicaspiettattè: :forza:
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Re: Naufraghi 2.0

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Toni Monroe wrote: Una lezione che val sempre la pena di impartire ed imparare: che la bellezza non è solo quella che si vede (che rimane soggettiva), ma qualcosa che si può percepire. Ad esser capaci di farlo. Fortunatamente ci sono istinti che -seppur sopiti- a volte riescono ad emergere e capita che anche i vedenti sappiano riconoscere la bellezza. Nel momento in cui chiudono gli occhi, magari. Ma a parte l'analisi -di cui magari non si sentiva il bisogno- salutiamo il ritorno dell'autore in questo topic :'stotopicaspiettattè: :forza:
Ahaha, perdonate la mia perdurante assenza in questo topic, ma il tempo a disposizione è sempre meno e ultimamente non ho avuto spunti interessanti. Quando riesco però il topic continuo a leggerlo, non sono scomparso :gogogo:
Anche quello che ho appena scritto è stata più una riflessione estemporanea che un racconto vero e proprio. Anzi, credo che come forma sia abbastanza pessimo, per la verità, però non so come ma ieri mi sono soffermato un attimo sul concetto di bellezza, che volenti o nolenti condiziona tutta la nostra vita, dalla nascita alla morte. Concetto che sì, è soggettivo, ma fino ad un certo punto, spinto soprattutto dai canoni di moda nell'epoca in cui viviamo (nel '700 per dire le donne in carne erano il massimo della sensualità, perchè rappresentavano la fertilità), concetto che si basa soprattutto sull'aspetto esteriore, sul quale possiamo intervenire relativamente, se nasci in un certo modo puoi farci poco. E l'ho sempre considerata una cosa molto poco democratica ed in fondo ingiusta. Pensiamo una donna molto brutta che difficoltà ha nella vita, e non parlo soltanto di rapporti sentimentali, ma per qualsiasi cosa faccia, anche a livello di lavoro. E sto parlando delle due fette più grosse della vita di una persona.
Per un cieco la questione è completamente stravolta, non esiste nulla di quello che noi abbiamo davanti, è un altro mondo. La vista è il senso che usiamo più di tutti e che più di tutti ci permette di interagire con il mondo in cui viviamo. Un cieco vive letteralmente in altro mondo. E per un cieco la bellezza è tutta un'altra cosa rispetto a come la vediamo noi. Non è migliore o peggiore, è solo diversa.
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Post by Toni Monroe »

Sono molto d'accordo con le considerazioni sulla bellezza e sul fatto che il cieco vive in un mondo diverso dal nostro. Cosa che poi ci dimostra come il nostro mondo -quello dei vedenti- non è il solo possibile, nè l'unico in cui valga la pena vivere. Con questo non è che voglia invitare qualcuno a privarsi della vista, semmai ad usarla meglio (o a usare anche gli altri sensi). La vista è il senso che usiamo di più e che -probabilmente- usiamo peggio. Mi viene in mente -ma potrebbe essere una forzatura- che in fondo un motivo c'è se la bravura di un fotografo la si valuta anche attraverso i suoi B/N: l'assenza del colore, l'assenza -cioè- di qualcosa che serve soltanto a catturare l'attenzione, rende più semplice il focalizzarsi sull'insieme. Poi è ovvio che con un sapiente uso del chiaro-scuro si riesce ugualmente a sottolineare qualcosa, ma in generale credo che il B/N sia più sincero. Un modo diverso di guardare. Il mondo dei ciechi è poi diverso anche all'interno della comunità che non usa gli occhi per guardare. Dipende se si è ciechi dalla nascita (e quindi non si ha neanche un'idea di cosa sia un colore) o se lo si è divenuti in seguito (serbando almeno dei ricordi).
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Re: Naufraghi 2.0

Post by Sine »

Condivido quello che hai scritto, e mi vorrei soffermare su questo
Toni Monroe wrote: Un modo diverso di guardare. Il mondo dei ciechi è poi diverso anche all'interno della comunità che non usa gli occhi per guardare. Dipende se si è ciechi dalla nascita (e quindi non si ha neanche un'idea di cosa sia un colore) o se lo si è divenuti in seguito (serbando almeno dei ricordi).
perchè nella riflessione precedente la prima cosa che avevo cercato di fare era stata quella di immedesimarmi sia in un cieco genetico che in uno che lo fosse diventato in seguito, che sia per incidente o altre cause. Ovviamente per quanto uno possa immedesimarsi in una situazione che non conosce. Ho scelto di parlare di quello cieco dalla nascita perchè per assurdo credo che sia il più fortunato dei due, il più vergine. Non avendo una minima idea di quello che lo circonda si è probabilmente creato una realtà indipendente ed in quella credo che riesca a vivere con relativa serenità. Uno che abbia avuto la possibilità di vedere intorno a sè credo che difficilmente possa ricrearsi qualcosa nella propria mente, che non sia inquinato da quello che già conosceva, rischiando di vivere più nel ricordo che nell'esperienza. E, ovviamente le mie sono tutte ipotesi, credo che come situazione sia molto più drammatica dell'altra. Proprio perchè volevo mettere le parole in bocca ad una persona serena ho preferito prendere l'altro caso.
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Re: Naufraghi 2.0

Post by Toni Monroe »

Sì, infatti la distinzione finale era un di più che ho inserito nel discorso. Sinceramente non so dire se sia meglio non aver mai visto -e quindi non poter provare rimpianto- o aver potuto vedere. Gradi diversi di consapevolezza. Anche questi sono un mondo a parte..
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Re: Naufraghi 2.0

Post by doc G »

Sine wrote: Ahaha, perdonate la mia perdurante assenza in questo topic, ma il tempo a disposizione è sempre meno e ultimamente non ho avuto spunti interessanti. Quando riesco però il topic continuo a leggerlo, non sono scomparso :gogogo:
Anche quello che ho appena scritto è stata più una riflessione estemporanea che un racconto vero e proprio. Anzi, credo che come forma sia abbastanza pessimo...
Sarà pessimo nella forma se lo dici tu, a me non pare, comunque una bella riflessione effettuata con una leggerezza disarmante, parlando di altro, apparentemente senza toccare l'argomento. Fino all'ultimo ti chiedi dove cazzo si voglia andare a parare.
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Re: Naufraghi 2.0

Post by Sine »

doc G wrote: Sarà pessimo nella forma se lo dici tu, a me non pare, comunque una bella riflessione effettuata con una leggerezza disarmante, parlando di altro, apparentemente senza toccare l'argomento. Fino all'ultimo ti chiedi dove cazzo si voglia andare a parare.
No, pessimo in effetti no, ora che lo rileggo, diciamo che però l'ho scritto di botto ieri notte e non ho fatto caso alla forma. Nonostante tutto credo si veda :D

Comunque ripescando tra i miei vecchi documenti ho tirato su questo. Nulla di che, credo che all'epoca non lo volessi postare per motivi miei.



Torna bambino per un secondo.
Hai una macchinetta radiocomandata. Bella eh? Pensa alla tua gioia quando te l'hanno regalata.
Per un periodo la usi allo sfinimento, ci dormi, ci parli, la accarezzi, ti diverti come un matto. Poi tutt'un tratto, un po' per colpa tua un po' per caso, si rompe.
Il motivo non ha importanza, può capitare che nemmeno tu lo sappia. Spesso è così. Magari una botta improvvisa, o qualsiasi altro problema.
Del resto non è una novità che più la usi, più tempo ci passi insieme, più energie le dedichi, più possibilità hai che qualcosa vada storto.
Panico. Non puoi farne a meno, hai passato giorni, mesi, sereno come non ti capitava da tempo grazie a lei. Non può rompersi tutto così, senza una spiegazione logica.
Cosa fai?
Provi ad aggiustarla, è ovvio.
Ma, diciamolo, ti muovi un po' ad occhi chiusi. Non sei un esperto, non ancora, e non capisci bene se quello che stai facendo ha una sua utilità oppure non farà altro che peggiorare la situazione. Non ti possono accusare di accidia, in ogni caso, ti stai facendo in quattro per aggiustare quel fottuto giocattolino. Passi giorno e notte cercando di capire cosa si possa fare per risolvere qualcosa.
Alla fine, dopo tempo, fatica e sudore, pensi di essere riuscito ad aggiustarla. Hai fatto un po' di tutto, compresi diversi danni più che tangibili e probabilmente irreparabili, ma sembra che basti. Funziona, incredibile!
Pensate la vostra soddisfazione dopo aver aggiustato un giocattolo con il quale vi eravate sempre divertiti e la cui riparazione ha portato via tempo ed energie. Un trionfo, andresti in giro a raccontarlo a tutti.
Qual è il problema?
Sì beh, l'hai aggiustata, ma è proprio la stessa cosa? Non scherziamo, già tanto se va la metà di quanto andasse prima. Gira male, ogni tanto si impalla. Funziona indubbiamente peggio, anche se provi a far finta di nulla, perchè in fondo hai messo del tempo per rimetterla in sesto e ci tieni troppo. Vuoi davvero credere che sia come prima. Ma non lo è.
Per tacere della fragilità. Se prima si sarebbe rotta con un tornado, ora uno starnuto la mette in crisi.
Colpa dei casini che hai combinato nel metterla a posto, ma non solo. Un cerotto può reggere una goccia d'acqua, ma con due già fa più fatica, finchè arriva il momento che cede definitivamente.
A quel punto rimetterla in sesto diventa qualcosa di utopico. Se anche riuscissi a farla funzionare andrebbe ancora meno di prima, sarebbe ancora più fragile e ricostruirla diventerebbe degno delle fatiche di Ercole. Entra in un circolo vizioso dal quale non puoi uscire se non abbandonando la tanto amata automobilina a se' stessa, mettendola in uno scatolone oppure su una mensola, a ricordo dei momenti in cui poteva sfrecciare per la casa felice e senza problemi.
Puoi evitare tutto questo? No.
O meglio.
Puoi sperare che non succeda, perchè è possibile, ma raramente dipende dalla tua volontà.
Certo puoi usarla con parsimonia, puoi stare attento a quello che fai quando ci giochi, ma i risultati non sono garantiti, e poi cazzo, ti diverti un casino, vattelo a spiegare che per non dover rimpiangere un giorno il tuo ludismo devi uccidere la tua energia, la tua vitalità.
Non scherziamo, che garanzie hai che a limitarti le cose possano andare diversamente? Conosci un solo modo per affrontare la situazione ed è quello di non risparmiarti. Sai che le possibilità che, prima o poi, finisca male sono alte ma non ti interessa, vai avanti finchè dura, sperando ogni volta che sia quella buona.
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Re: Naufraghi 2.0

Post by Toni Monroe »

Qui si torna alla consapevolezza (acquisita a posteriori) che spesso cerca di invaderci -come fosse un virus- anche se poi molti di noi cercano di combatterla in ogni modo possibile. Il fatto di sapere che un giorno la nostra adorata macchinina potrebbe rompersi renderebbe ogni momento in cui la usiamo agro-dolce. Se andrà tutto bene ci divertiremo ma per tutto il tempo saremo pronti a sussultare per ogni botta improvvisa, per ogni improvviso calo di potenza. :D Ma è vera la considerazione finale: finchè c'è si dà il massimo o non ci si divertirebbe. Una volta un avversario cercò di far ragionare Larry Bird, che fin dagli esordi nella lega giocava con un'intensità estrema ed era prontissimo a tuffarsi in mezzo al pubblico per recuperare una palla vagante, dicendogli che se continuava in quel modo la sua carriera non sarebbe stata lunga; il Buon Larry rispose che non conosceva proprio un altro modo di giocare. Considerando le emozioni che ci ha dato è un bene che non abbia seguito l'indicazione di quell'avversario.  :notworthy:
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:gazza:
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Re: Naufraghi 2.0

Post by Sine »

Ma si può sapere cosa stai facendo?

Non lo vedi da te cosa cazzo sto facendo? Sto rompendo il vetro di un'auto. Ma se non ti bastasse posso aggiungere che non lo faccio per semplice gloria personale. La mia intenzione, la mia speranza più recondita è quella di far partire questa fottutissima macchina e possibilmente rivenderla a qualcuno di fiducia. Ti basta o vuoi che cominci un lungo monologo fatto di infanzie infelici, di potenzialità inespresse e carenze d'affetto?

Me lo farò bastare, grazie. E per quel che vale, sei un coglione. E ancora di più lo sono io che ti permetto di farlo.

La solita, trita e noiosa storia di sempre. Da una parte c'è A che fa le cazzate, dall'altra B che non fa altro che farlo notare e che finisce poi per diventarne complice rassegnato. Neanche fossero una coppia sposata.

Muoviti a salire! E non farmi dire un'altra bestemmia che oggi ho già esaurito il mio bonus almeno tre o quattro volte!

Dammi altri cinque minuti in cui aspetto fiducioso che passi qualcuno, che ti veda e che magari abbia anche la voglia di chiamare la polizia. Ti farebbe un bene enorme!

Forse ti è sfuggito il particolare che in questo momento tu sei di fianco ad un tuo amico che sta rubando una Mercedes. Non sarei l'unico a finire nella merda.

A me la prigione non fa nè caldo nè freddo, lo sai.

Vaffanculo.

Ti voglio bene anch'io

Il motore si accende, i fari illuminano la strada, completamente deserta. Dentro la Mercedes qualcuno esulta, fuori qualcuno impreca. Sembra che anche stasera vada tutto liscio, purtroppo.

Ma dai, non puoi essere così schifosamente fortunato! Stai rubando una macchina di sabato sera in un quartiere frequentato da studenti. E' come girare con il sedere di fuori durante il gay pride!

E quale sarebbe il divertimento, altrimenti?

Non mi è ancora arrivato l'ultimo mensile che m'informa dei tuoi dubbi gusti sessuali, ma neppure con tutta la vodka e la buona volontà di questo mondo riesco a pensare al girare nudo in mezzo a milioni di omosessuali come un'attività divertente.

Io parlavo della macchina.

Questo lo credi tu.

Stai cominciano a stufarmi, muovi quel culo.

La macchina entra in strada, quando in lontananza si comincia ad udire un suono sinistro, fin troppo familiare. Un suono sempre più vicino e sempre meno rassicurante.

Puttana, lo sapevo che per colpa tua ci beccavano!

Prima cosa, tecnicamente non ci hanno ancora beccato. Non essere impreciso. Secondo, non eri te quello che parlava di divertimento?

Ma vai a cagare!

In questo momento mi sento combattuto. Vorrei consigliarti di accelerare per evitare di essere pecorizzato dagli agenti, ma al tempo stesso mi piacerebbe abbassare il finestrino ed urlare ai poliziotti dove abiti, e magari lanciargli anche la tua carta d'identità.

Ma mi spieghi quale sarebbe il tuo problema, oltre al fatto che sei un finocchio?

Il mio problema? Il mio problema sei tu, pezzo d'idiota. Ho conosciuto comodini meno ottusi di te. Ruberesti un auto anche se fosse gratis.

Non mi metterò a discutere con te su cosa sia giusto e cosa sia sbagliato. C’è una cosa che so fare dannatamente bene, ed è rubare le auto. Fine della storia.

Io sono un drago a ruttare, ma non per questo ho pensato di costruirci una carriera.

Il suono è tanto vicino che si può sentire l’odore di poliziotto fino dentro la macchina. Esce qualche parola da un megafono, ma nessuno le ascolta. Tanto sono sempre le stesse.

Non vorrei sembrarti pessimista, ma entro cinque minuti ti ritroverai per terra, con un uomo grassoccio e sudato che ti infila uno sfollagente su per il retto.

No, tranquillo, non mi sembri pessimista. Non più del solito almeno. Stronzo.

Ma tu hai mai conosciuto un modo non volgare per esprimerti? Ti fai cattivo sangue così, lo sai?

Se non avessi a che fare con uno stronzo tutto il giorno non dovrei usare la parola stronzo così spesso, non trovi?

La tua logica è stringente, per la miseria, avresti potuto avere una carriera come avvocato a difendere pezzenti come te.

La volante è ormai dietro la Mercedes. Si toccano una volta. Si toccano due volte.
Alla terza la ruota esplode, la macchina sbanda. Un uomo viene catapultato fuori dal finestrino. Incredibilmente, illeso. Nonostante la confusione in testa, si sente distintamente un “Fermo bastardo, sei in arresto!”


Alla fine ho vinto io, ma non te lo farò pesare. Sono un gentiluomo. Non lo puoi vedere, ma te lo dico io, lo sbirro è evidentemente sovrappeso. Dagli tempo di fare qualche altro metro e sarà anche sudato. Buon Natale.

Un giorno di questi te la farò pagare, lo sai.

E cosa vorresti fare, dire al mondo che sei pazzo?

E’ un’idea, magari risolvono il problema.

Problema? Non hai mai capito una sega bello mio. Senza di me sei finito.

Potresti aver ragione. Ed è per questo che sei ancora più stronzo.

Un uomo corpulento si avvicina armato di manette.

Fermo tu! Mani bene in vista. E smettila di parlare!

Stavo parlando con il mio amico agente.

Quale amico? Sei da solo!

Probabilmente se lo è mangiato lei, che dice?
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