Re: L'uomo è per natura un animale politico

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MavsMANIAC

Re: L'uomo è per natura un animale politico

Post by MavsMANIAC »

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Re: L'uomo è per natura un animale politico

Post by Hank Luisetti »

Mi citi Regan..beh scusami ma non è sicuramente l'esempio di buon presidente.. :gazza:

Su Arnold: la situazione economica californiana, mi spiace svelarvelo :D , non è diretta conseguenza di Arnold: la California già con un paio di legislature precedenti che avevano fortemente(e dico enormemente) indebitato lo stato, il pragmatico Schwarzi già salvò la California la prima volta che fueletto dalla bancarotta, con misure criticabili vero, ma necessarie. Che non sia poi ruscito a risollevarne le sorti,vero ma complici la crisi(non quella che sentiamo in It) ed una politica orientata verso il sociale.
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Re: L'uomo è per natura un animale politico

Post by Hobbit83 »

OnTheBizz wrote: Sì ma appunto. Era per buttar lì un esempio contro la classica sparata demagogica che ogni tanto ricapita da queste parti.

Arnold l'avevo saltato perchè è riuscito a portare sull'orlo dello scatafascio economico uno dei territori più ricchi del globo, coprendosi dal punto di vista dell'immagine personale con politiche ambientaliste come tira la moda del momento. Insomma, una figura il cui giudizio poteva essere anche poco univoco. Sul buon Ronald penso ci siano meno dubbi.

Ma comunque, siamo d'accordo eh :D
Reagan è ritenuto uno dei maggiori artefici dei disastri economici attuali, eh...

@Bruce. Inutile che lanci frecciatine, non so che farci se uno, qualunque sia il suo voto, risponde come rispondeva Schifani nel 2001 (e guarda dove l'ha portato ora... si vede che serve!)
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Re: L'uomo è per natura un animale politico

Post by Hobbit83 »

lele_warriors wrote: sinceramente io non posso votare ed esprimere preferenze su nessuno fino a prova contraria
Alle europee si, alle legislative no.
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Re: L'uomo è per natura un animale politico

Post by OnTheBizz »

Hobbit83 wrote: Reagan è ritenuto uno dei maggiori artefici dei disastri economici attuali, eh...
Mah, a dirla tutta il maggior supporter del modello di subprime che hanno prodotto questa crisi è stato Clinton e la sua politica di deregolamentazione per quanto riguardava la concessione di mutui..

Poi Reagan in che modo avrebbe delle responsabilità particolari? L'unica cosa che gli si può imputare è un aumento del debito pubblico a fronte di un'economia federale risollevata in maniera inaspettata. Debito pubblico che però è arrivato aumentato ai giorni nostri, e che lo stesso Obama sta continuando a innalzare.
Al massimo si può parlare di politiche economiche reaganinane, ma allo stesso modo con cui si parla di economie keynesiane.
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Re: L'uomo è per natura un animale politico

Post by OnTheBizz »

Hank Luisetti wrote: Mi citi Regan..beh scusami ma non è sicuramente l'esempio di buon presidente.. :gazza:

Su Arnold: la situazione economica californiana, mi spiace svelarvelo :D , non è diretta conseguenza di Arnold: la California già con un paio di legislature precedenti che avevano fortemente(e dico enormemente) indebitato lo stato, il pragmatico Schwarzi già salvò la California la prima volta che fueletto dalla bancarotta, con misure criticabili vero, ma necessarie. Che non sia poi ruscito a risollevarne le sorti,vero ma complici la crisi(non quella che sentiamo in It) ed una politica orientata verso il sociale.
Chiaramente Hank ti reputo una fonte credibile  :thumbup:
Su Arnold, negli ultimi sei anni non avrebbe potuto fare niente per evitare la situazione in cui la California è arrivata in questo momento?

Su Reagan poi, come mai? Nel senso, leggendo articoli, cercando su internet, non negli ultimi 5 minuti ma negli ultimi anni, almeno dal punto di vista economico m'ero fatto l'idea di un politico rivoluzionario che, nonostante le sue idee fossero criticabili e anche con alcuni lati oscuri, fosse riuscito a metterle in atto migliorando l'economia americana. Non è stato così? E che c'entrano queste con la crisi bancaria di questi giorni?
Last edited by OnTheBizz on 01/05/2009, 13:19, edited 1 time in total.
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Re: L'uomo è per natura un animale politico

Post by Hank Luisetti »

Asp, non mi riferivo in specifico al Regan economo, ma al Regan tutto tondo.
Come dici te, la politica economica di Regan, la possiamo definire efficace (lin breve,a sua politica di rilancio economico si basava sull'abbassamento della tassazione,questo però fece raddoppiare il deficit,diverso da quello di obama che incrementa il deficit per aumentare il lavoro e negli aiuti ai più poveri che invece Regan tagliò drasticamente.Comunque Efficace perchè rimise in moto il consumo.Insomma per dire che partiamo da basi diverse), e penso sia la definizione migliore.

Su Arnold..beh certamente in questo sua "secondo mandato" avrebbe potuto fare meglio. Il mio post non aveva nessuna valenza critica,così in regan, voleva solo ampliare: nel caso specifico di Arnold, si è trovato ad affrontare la prima volta eletto una California sll'orlo del fallimento, evitato grazie ad una serie di misure, molto favorevoli nel breve perido, ma che nellungo avevano bisogno di altri interventi ed overall di un sistema di crescita,che vedi crisi non c'è stata.Ecco il punto da cui colevo partire era la California disastrata che Schwarzy ha ereditato, e dei suoi meriti per aver ritardato la bancarotta(da puntualizzare inoltre il fatto che la bancarotta eventuale ha avto così risalto perchè le banche che nprmalmente erogavano prestiti allo stato, per via della crisi non lo hanno fatto.)
Last edited by Hank Luisetti on 01/05/2009, 14:19, edited 1 time in total.
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Post by Hobbit83 »

OnTheBizz wrote: Mah, a dirla tutta il maggior supporter del modello di subprime che hanno prodotto questa crisi è stato Clinton e la sua politica di deregolamentazione per quanto riguardava la concessione di mutui..

Poi Reagan in che modo avrebbe delle responsabilità particolari? L'unica cosa che gli si può imputare è un aumento del debito pubblico a fronte di un'economia federale risollevata in maniera inaspettata. Debito pubblico che però è arrivato aumentato ai giorni nostri, e che lo stesso Obama sta continuando a innalzare.
Al massimo si può parlare di politiche economiche reaganinane, ma allo stesso modo con cui si parla di economie keynesiane.
Perchè nonostante il "sistema" america abbia tratto dei vantaggi dalle sue politiche, il debito pubblico è cresciuto in maniera drammatica e la differenza di ricchezza tra ricchi e poveri è aumentata a dismisura. Se poi hai un debito pubblico ai limiti del sostenibile ( e per di più in buona parte in mano a una potenza straniera) finisci per avere anche grossi limiti di manovra in un periodo di crisi.
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Post by Peccio89 »

Hobbit83 wrote: Perchè nonostante il "sistema" america abbia tratto dei vantaggi dalle sue politiche, il debito pubblico è cresciuto in maniera drammatica e la differenza di ricchezza tra ricchi e poveri è aumentata a dismisura. Se poi hai un debito pubblico ai limiti del sostenibile ( e per di più in buona parte in mano a una potenza straniera) finisci per avere anche grossi limiti di manovra in un periodo di crisi.
più che al debito pubblico lasciato dall'amministrazione Reagan si può che la crisi si è scatenata a causa del forte indebitamento privato( concesso troppo ampiamente e a chiunque) a causa della politica espansiva della fed. E tra i responsabili sarebbe meglio citare Clinton, Bush figlio e Greenspan piuttosto che Reagan.

Il forte debito pubblico oltretutto non sembra stia frenando Obama nel suo piano anticrisi, anzi Barack ha iniziato a spendere e spandere in ogni caso.
Il problema debito pubblico americano lo vedremo probabilmente tra un paio d'anni quando questo debito dovrà essere pagato e c'è il rischio di ritrovarsi con inflazione a doppia cifra
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Re: L'uomo è per natura un animale politico

Post by Porsche 928 »

Peccio89 wrote: più che al debito pubblico lasciato dall'amministrazione Reagan si può che la crisi si è scatenata a causa del forte indebitamento privato( concesso troppo ampiamente e a chiunque) a causa della politica espansiva della fed. E tra i responsabili sarebbe meglio citare Clinton, Bush figlio e Greenspan piuttosto che Reagan.

Il forte debito pubblico oltretutto non sembra stia frenando Obama nel suo piano anticrisi, anzi Barack ha iniziato a spendere e spandere in ogni caso.
Il problema debito pubblico americano lo vedremo probabilmente tra un paio d'anni quando questo debito dovrà essere pagato e c'è il rischio di ritrovarsi con inflazione a doppia cifra
Guarda io ho la convinzione assoluta che ad Obama i creditori "hanno ben felicemente concesso" questo tipo di spesa, lo capiscono tutti che se non ripartono prima gli Usa la crisi diventerà un ristagnare sul fondo di consumi ai minimi, che ai creditori degli Usa non va affatto bene (Cina in primis).
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Post by Gio »

OnTheBizz wrote: Mah, a dirla tutta il maggior supporter del modello di subprime che hanno prodotto questa crisi è stato Clinton e la sua politica di deregolamentazione per quanto riguardava la concessione di mutui..

Poi Reagan in che modo avrebbe delle responsabilità particolari? L'unica cosa che gli si può imputare è un aumento del debito pubblico a fronte di un'economia federale risollevata in maniera inaspettata. Debito pubblico che però è arrivato aumentato ai giorni nostri, e che lo stesso Obama sta continuando a innalzare.
Al massimo si può parlare di politiche economiche reaganinane, ma allo stesso modo con cui si parla di economie keynesiane.
Giudicare Regan economicamente e` un po complicato, perche e` si vero che ha aiutato a rimettere in moto l'economia a suo tempo, ma e` altrettanto vero che ha gettato le basi per la "nuova" visione economica del partito republicano, che poi e` alla base del disastro attuale. E su questo punto pochi non sono d'accordo ..... e sono tutti a FOX news. Il debito publico americano ha avuto un andamento particolarmente altalenante durante le ultime presidenze, e` aumentato con Reagan e Bush primo, e`sceso e andando in positivo con Clinton 1 e 2 (ad essere onesti e` iniziato a scendere con il primo Bush perche il congresso controllato dai democratici gli ha messo la "Pay as you go rule" - in pratica ogni taglio, o incremento al budget federale deve essere accompagnato da tagli o incremeti in tasse e Bush Sr e` stato costretto ad aumentare le tasse .... cosa che gli e` costata la poltrona - Bush Jr - aiutato/consigliato da Cheney appena eletto ha cancellato questa regola bruciando il record surplus del budget e iniziando una spirale in negativo aiutato dalla guerra), e andato a remengo con Bush Jr 1 e 2 e per ora e` un disastroi con Obama.
Regan e` quello che ha iniziato ad applicare l'econimia alla riduzione delle dimensione del governo federale, cosa che e` sempre stata a cuore della base conservatrice del partito, il pratica ha teorizato che se si diminuiva gardualmente il budget federale grazie a tagli sulle tasse (per chi pagava di piu e.i. i piu ricchi) le dimensione del governo federale si sarebbero dovute adeguare, ovvero ridurre e i soldi risparmiati sarebbero rientrati nell economia (privata) ingrandendola e aiutare dove il governo non poteva piu internvenire (nel sociale). Paradossalmete questo sistema sulla carta ha funzionato soltanto sotto Clinton, la dimensione del governo federale e` diminuita e il budget aumentato e l'economia e` migliorata....ma principalemte per via della clausola "pay as you go" e perche aveva aumentato i "controlli" del governo sul settore economico in pratica controllando che i guadagni e risparmi fossero ri-investiti. Bush Jr. ha continuato su questa strada, ma con la differenza di eliminare subito la "pay as you go" ed eliminando piano piano tutti i controlli federali sul economia, vecchia idea di Regan - "l'economia si controlla da sola". Mentre faceva questo non ha fatto nulla per dimuniuire le dimendsione del governo ferderale, anzi grazie alle due guerre il sistema e` andato ad aumentare in maniera sproporzionata- la parte della sicurezza, pur constantemente diminuendo il budget, in piu il congresso (republicano), senza piu controlli, ha iniziato a spendere di suo grazie ad una econimia solia e in crescita. 
Alla fine l'economia senza controlli e senza vergogna (i profitti non venivano piu ri-investiti ma finivano nelle stasche dei privati) ha iniziato ad implodere cosi come il budget. La situazione attuale si puo dire che sia stata causata completamente dalla amministarzione Bush Jr, ma le idee che hanno applicato (male) erano quelle di Regan.
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Re: L'uomo è per natura un animale politico

Post by SULF6HC »

Interessante!


"Stampa, Freedom House declassa l'Italia "Non è più un Paese pienamente libero"
ROMA - La libertà di stampa si sta riducendo in tutto il mondo, e l'Italia non è esente da questa forma di degrado. Nel rapporto 2009 di Freedom House (organizzazione autonoma con sede negli Stati Uniti, che si pone come obiettivo la promozione della libertà nel mondo), infatti il nostro Paese viene declassato per la prima volta da Paese 'libero' (free) a 'parzialmente libero' (partly free), unico caso nell'Europa Occidentale insieme alla Turchia.

Le ragioni della retrocessione dell'Italia sono molteplici, spiegano gli estensori del Rapporto, che esamina la libertà di stampa in 195 Paesi da quasi 30 anni (dal 1980): "Nonostante l'Europa Occidentale goda a tutt'oggi della più ampia libertà di stampa, l'Italia è stata retrocessa nella categoria dei Paesi parzialmente liberi, dal momento che la libertà di parola è stata limitata da nuove leggi, dai tribunali, dalle crescenti intimidazioni subite dai giornalisti da parte della criminalità organizzata e dei gruppi di estrema destra, e a causa dell'eccessiva concentrazione della proprietà dei media".

Più in dettaglio, Freedom House riconosce che, in generale, in Italia "la libertà di parola e di stampa sono costituzionalmente garantite e generalmente rispettate, nonostante la concentrazione della proprietà dei media". Ma è proprio quest'ultimo il punto dolente. Certo, c'è la legge Gasparri, rispetto alla quale l'organizzazione avalla le critiche secondo le quali introduce norme che favoriscono l'attuale presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Ci sono i tanti processi per diffamazione a carico di altrettanti giornalisti, Freedom House ne cita alcuni tra i più eclatanti, tra i quali quelli a carico di Alexander Stille e di Marco Travaglio.

Ma il punto veramente dolente, a giudizio dell'organizzazione, è costituito "dalla concentrazione insolitamente alta della proprietà dei media rispetto agli standard europei". Berlusconi, affermano senza reticenze gli autori del rapporto, controlla attraverso il governo la Rai, e possiede Mediaset. E la crisi di La7 non ha certo giovato in questo panorama.

Tra i Paesi europei, anche la Grecia ha subito un significativo arretramento: precede infatti l'Italia di una sola postazione, e tuttavia mantiene la valutazione 'free', a differenza del nostro Paese. La quartultima posizione nell'Europa Occidentale è occupata dalla Grecia, preceduta, a parità di giudizio, da Malta, Francia e Cipro. Nella classifica generale l'Italia è al settantunesimo posto, a pari merito con Benin e Israele (tutti e tre primi 'partly free' della tabella).

I Paesi più liberi dell'Europa Occidentale sotto il profilo della libertà di stampa, sono, a giudizio di Freedom House, l'Islanda (primo), la Finlandia e la Norvegia (secondi), la Danimarca e la Svezia (quarti). Gli stessi Paesi sono anche in cima alla classifica generale. I primi Paese non europei nella classifica mondiale della libertà di stampa redatta da Freedom House sono la Nuova Zelanda e la Repubblica di Palau, all'undicesimo posto a pari merito con il Liechtenstein. Gli Stati Uniti arrivano solo al ventiquattresimo posto, a pari merito con la Repubblica Ceca e con la Lituania (rientrano ampiamente comunque tra i Paesi che godono di una libera stampa).

Ma la situazione europea, a parte il significativo deterioramento del clima in Italia, è decisamente positiva rispetto a quella di altre aree del mondo. "La professione giornalista è attualmente alle corde - denuncia Jennifer Windsor, direttore esecutivo di Freedom House - e sta lottando per rimanere in vita, stremata dalle pressioni dei governi e di altri potenti soggetti e dalla crisi economica globale. La stampa è la prima difesa della democrazia e la sua vulnerabilità ha enormi implicazioni per la sua tenuta, se i giornalisti non sono in grado di tener fermo il loro tradizionale ruolo di controllori dei poteri".

Poco più di un terzo dei 195 Paesi esaminati garantiscono attualmente la libertà di stampa: sono classificati 'free' solo 70 Stati, il 36% del campione. Sessantuno (il 31%) sono 'parzialmente liberi' e 64 (il 33%) sono 'non liberi'. Secondo l'indagine, solo il 17% della popolazione mondiale vive in Paesi che godono di una stampa libera.

La situazione è particolarmente peggiorata, oltre che in Italia, nell'Est asiatico, mentre per alcuni Paesi dell'ex Unione Sovietica, del Medio Oriente e del Nord Africa Freedom House parla di vere e proprie intimidazioni nei confronti della stampa libera. Un significativo passo in avanti è stato registrato dalle Maldive, passate dalla categoria 'not free' a quella 'free' grazie all'adozione di una nuova costituzione che protegge la libertà di manifestazione del pensiero, e al rilascio di un importante giornalista, detenuto in carcere.

Decisi peggioramenti si sono registrati in Cambogia ('not free'), Paese nel quale sono aumentate le forme di intimidazione e di violenza nei confronti dei giornalisti; Hong Kong ('partly free'), a causa delle eccessive forme di pressione esercitate dalla Cina, la stessa Cina e Taiwan; Bulgaria, Croazia, Bosnia e Russia; Israele, dove le pressioni sui giornalisti sono fortemente aumentate nel corso dell'ultimo conflitto a Gaza; Senegal e Madagascar; Messico, Bolivia, Ecuador, Guatemala e Nicaragua. (Repubblica)
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Re: L'uomo è per natura un animale politico

Post by lele_warriors »

Che tristezza...
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Re: L'uomo è per natura un animale politico

Post by dreamtim »

thom yorke wrote: permettimi di dubitare sul boldato, più di una volta hai collegato le mie idee ad una determinato schieramento politico.
Fortunatamente, riesco a partorire pensieri al di fuori di certe logiche.


mah io dubito di tutti, me compreso, figurati se è un problema. Di primo acchitto, mi hanno sempre odiato anche i genitori delle ragazze con cui uscivo  :lol2:
A maggior ragione sarebbe simpatico collegare quello che dici a margine, con quello che in concreto poi effettivamente posti.

Io posso essere anche vittima del personaggio, ma posto, argomento (altrimenti Bruce che farebbe tutto il giorno?), non mi trincero dietro la teoria del telecomando o di una sottile superiorità postando quello si e quello no.

Oppure ti garba ignorare quello che ti sta accanto, o non parlarne, che tanto l'essenziale è quello che si vota?

poi, ognuno ha le sue fisime, se sono un fan di Moretti, e questo mi riduce ad un macchietta (telecomandata?), chissefrega.

tutto qua.
Onore a Dreamtim. L'Ultimo prototipo di owner neanche preso in considerazione per una produzione di massa, troppo strano per vivere, troppo raro per morire (cit. Dr.Gonzo).
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Re: L'uomo è per natura un animale politico

Post by dreamtim »

Gio wrote: Giudicare Regan economicamente e` un po complicato, perche e` si vero che ha aiutato a rimettere in moto l'economia a suo tempo, ma e` altrettanto vero che ha gettato le basi per la "nuova" visione economica del partito republicano, che poi e` alla base del disastro attuale.
Alla fine l'economia senza controlli e senza vergogna (i profitti non venivano piu ri-investiti ma finivano nelle stasche dei privati) ha iniziato ad implodere cosi come il budget. La situazione attuale si puo dire che sia stata causata completamente dalla amministarzione Bush Jr, ma le idee che hanno applicato (male) erano quelle di Regan.
Mi permetto di dissentire, ma trovo affascinante il personaggio Reagan.
E' senza ombra di dubbio un fenomeno politico irrepetibile in un paese con un forte ricambio politico e uno spietata concorrenza (da noi non vale eh),
ha fatto un numero di gaffes e di errori talmente marchiani in pubblico da scrivere 3 o 4 libri. E al tempo stesso era un genio della strategia comunicativa.
Storicamente non sopportava granchè il confronto o le visite con fli altri pariroruolo esteri, faceva quello che il manuale diceva di non fare.

Eppure niente, era il presidente di "teflon", gli rimbalzava tutto addosso, aumentando nel comtempo la sua popolarità.

Si è inventato un sistema nuovo di fare politica, ha praticamente introdotto lui il moderno teatrino media-politica, ha riscritto il libro delle battute e delle massime per bucare lo schermo in tv. Infatti ancora gliele fregano tutti  :lol2:

in campo economico si è invantato il supply-side economics o "Reaganomics"; e nonostante un periodo storico comunque favorevole, con lui l'economia usa volava.

Io piuttosto punterei i riflettori su Clinton, che nonostante la provenienza democratica ha fatto politiche che avrebbero messo in imbarazzo il più conservatore dei repubblicani, i bush non sono mai arrivati a tanto.

Ricordo che nel mezzo dell'amministrazione Clinton hanno chiuso frabbriche in sudamerica e riaperte in america, perchè grazie a tutte le concessioni antisindacali di Clinton, il costo del lavoro costava meno che in Messico

Tu scrivi;
alla fine l'economia senza controlli e senza vergogna (i profitti non venivano piu ri-investiti ma finivano nelle stasche dei privati) ha iniziato ad implodere cosi come il budget. La situazione attuale si puo dire che sia stata causata completamente dalla amministarzione Bush Jr, ma le idee che hanno applicato (male) erano quelle di Regan.

A me pare il manifesto politico dei democratici, putroppo.
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