Senza la minima ombra di dubbio, la preoccupazione ci deve essere perchè 150 morti sono 150 morti. Ma bisogna capire bene quello che sta succedendo e il problema è che non lo si riesce a capire, almeno qui dall'Italia. Se ascoltiamo la stampa, sembra di trovarci di fronte a una nuova epidemia di peste. Non si capiscano quali possano essere le reali dimensioni della cosa. Di certo c'è che:ripper23 wrote: Queste cose non vanno prese con isteria ma nemmeno a cuor leggero. Se un virus causa 150 morti, finisse anche tutto domani, non credo sia molto corretto sostenere :"A me sembra la solita esagerazione giornalistico/folkloristica priva di fondamento.". Perchè i giornali possono anche esagerare (anzi sicuramente lo fanno, altrimenti non sarebbero giornalisti) ma si tratta comunque di una infezione mortale che ha causato morti e che ha causato e sta causando non pochi disagi. Quindi, non farsi prendere dal panico, cosa corretta, non vuol dire necessariamente sputare sentenze come quella senza che peraltro si abbiano le basi per farlo.
Venendo al post di Sberli, il punto è che il virus pare possa diffondersi da uomo a uomo. Questo è molto importante è potenzialmente anche molto grave. A differenza dell'aviaria, ad esempio, in cui il passaggio era solo animale-uomo, qui contenere una eventuale pandemia (eventualità comunque remota) potrebbe essere più complicato. In ogni caso bisognerebbe capire con quale frequenza muta questo virus e a che punto dello sviluppo del vaccino ci si trovi.
1) Il virus è potenzialmente letale
2) Si può trasmettere uomo/uomo
3) attualmente risponde a determinati tipi di farmaci
4) La zona più a rischio pare essere quella messicana, soprattutto per la letalità.


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