theanswer wrote:
Siamo in ostaggio.
Di Unicredit,dei debiti della fam.Sensi,del famoso Progetto,di un milione(di euro)di motivi.
Mi spiego meglio:
ma dove si e'vista una banca che vanta un simile credito aspettare con cosi' tanta pazienza,posticipare le rate,e mettersi all'angolo elemosinando almeno il (loro ,sacrosanto)diritto di essere informati ??
Altro punto:
voi rinuncereste ad uno stipendio milionario,e ad un ruolo che ti garantisce una notorieta' sensazionale ??
Io no,la Sensi,purtroppo,nemmeno.
Progetto Stadio:
ma con quali denari,acquisizione del terreno annessa,possiamo portare a termine questa magnifica idea ??
Chi sta' a Villa Pacelli crede sul serio che arrivi il benefattore che per una quota di minoranza si prende la briga di costruire il tutto,rimanendo nell'ombra con la sua percentualina all'interno della societa' ??
Gli scemi NON ESISTONO,che qualcuno se ne faccia,a breve,una ragione.
O accetti un ruolo di pura rappresentanza,oppure ti porti a casa le conseguenze della tua testardaggine(e del tuo narcisismo),vivacchiando con la tua squadra in serie A,con l'affitto del (solito)Olimpico.
Basta chiacchiere,basta comunicati,basta parole al vento.
E'la verita'a rendere liberi.
Ed almeno quella,noi tifosi ce la meriteremmo.
La verità serve, non ci sono dubbi, ma una trattativa fatta sui giornali non ha speranze di conclusione, per concludere qualcosa le trattative devono essere riservate, non ci sono alternative.
Non so cosa stia facendo l'Unicredit e perchè, ma ti garantisco che è impossibile, e sottolineo impossibile, e ripeto impossibile che le cose stiano come dici tu.
Le banche creditrici mettono bocca sul consiglio di amministrazione e sulle politiche aziendale di FIAT e Telecom, società un pochino più grandi e potenti della Roma, e si accontentano di leggere ogni tanto un articolo sui giornali per quanto riguarda la Roma? Non è credibile. Forse l'Unicredit ha un approccio morbido perchè ha garanzie e vede possibiità di rientro, oppure, più probabilmente, non vede possibilità di rientro del debito direttamente dal cliente ma vede le possibilità di gestire la vendita del bene, la Roma, "in bonis", minimizzando le perdite.
Che tu ci creda o no, capita spesso. Capita che un debitore di una banca, impossibilitato per il momento a rifondere un debito garantito da beni, trovi un accordo con la banca stessa, che intanto pazienta, non avvia procedure esecutive e cerca di evitare notizie negative nelle centrali rischi, ed affida il bene a qualche professionista di fiducia per la vendita.
Cosa che credo stia avvenendo per la Roma.
Ostaggi del debito? E ci mancherebbe pure che una banca quotata in borsa lo abbonasse o non si tutelasse. Vogliamo una Lehmann Brothers italiana? E poi non è più tempo di banche che spendono nello sport come proprietarie, l'unica è il Montepaschi, che però ha un legame forte con Siena, cosa che l'Unicredit non ha con nessuna città italiana, dato che è l risultato di fusioni ed acquisizioni che comprendono il Credito Italiano, la Banca di Roma, la Cassa di Risparmio di Verona, la Cassa di Risparmio di Torino, il Banco di Sicilia, tanto per dare i primi nomi che mi vengono in mente. Perchè acquistare un squadra a Roma e non a Milano, Verona, Torino, Palermo? Non lo faranno mai.
Il difficile è trovare qualcuno che oggi, 2009, sia disposto a spendere qualche centinaio di milioni di euro per entrare nel calcio ed altrattanti per un paio di anni per rinforzare la squadra e puntare in alto. Quei pochi che hanno queste possibilità e volontà ultimamente si sono orientati sul calcio inglese. Anche a Madrid alla fine Florentino Perez probabilmente non avrà oppositori.
Chi sono stati negli ultimi anni gli investitori entrati nel calcio? O che hanno cambiato squadra? Gente con disponibilità ed ambizioni?
Occorre risalire a De Laurentis, Della Valle e Preziosi.
E tutti e tre hanno acquistato la società in tribunale, spendendo poco, e si sono presi i loro tempi, partendo da serie minori.
Per quanto riguarda lo stipendio di Rossella Sensi, se il bilancio della Roma non è negativo non vedo quali problemi ci siano. Che non si investe? Ma che i Sensi non possano e non vogliano più investire nella Roma si sa da anni.
D'altra parte io nel benefattore che caccia centinaia di milioni l'anno per una squadra sportiva, qualsiasi essa sia, non ho mai creduto e tutt'ora non ci credo. Vuoi spendere per un po per farti pubblicità o toglierti uno sfizio? Fai lo sponsor, e quando vuoi stacchi la spina, non ti compri la squadra.
Di solito chi spende per quale motivo lo fa?
Dimentichiamo i motivi illeciti, che pure ci sono.
1) Abbattere gli utili e pagare meno tasse.
2) Ottenere visibilità.
3) Ottenere ritorni "politici" e poter realizzare qualcosa di altrimenti complicato.
Oggi il gruppo Sensi non ha utili tali da dover cercare di abbatterli, ha tutta la visibilità che vuole e non può certo pensare a grandi progetti, se non alla realizzazione dello stadio. Dunque non ci saranno investimenti.
Quale giudizio farvi della vicenda e della famiglia Sensi decidete voi, alla fine poco me ne tange, diciamo che una certa consapevolezza può essere utile nel formarvi un giudizio.