theanswer wrote:
Siamo in ostaggio.
Di Unicredit,dei debiti della fam.Sensi,del famoso Progetto,di un milione(di euro)di motivi.
Mi spiego meglio:
ma dove si e'vista una banca che vanta un simile credito aspettare con cosi' tanta pazienza,posticipare le rate,e mettersi all'angolo elemosinando almeno il (loro ,sacrosanto)diritto di essere informati ??
Altro punto:
voi rinuncereste ad uno stipendio milionario,e ad un ruolo che ti garantisce una notorieta' sensazionale ??
Io no,la Sensi,purtroppo,nemmeno.
Progetto Stadio:
ma con quali denari,acquisizione del terreno annessa,possiamo portare a termine questa magnifica idea ??
Chi sta' a Villa Pacelli crede sul serio che arrivi il benefattore che per una quota di minoranza si prende la briga di costruire il tutto,rimanendo nell'ombra con la sua percentualina all'interno della societa' ??
Gli scemi NON ESISTONO,che qualcuno se ne faccia,a breve,una ragione.
O accetti un ruolo di pura rappresentanza,oppure ti porti a casa le conseguenze della tua testardaggine(e del tuo narcisismo),vivacchiando con la tua squadra in serie A,con l'affitto del (solito)Olimpico.
Basta chiacchiere,basta comunicati,basta parole al vento.
E'la verita'a rendere liberi.
Ed almeno quella,noi tifosi ce la meriteremmo.
Innanzitutto quoto vittoliam. Respect :applauso:
Purtroppo pero' non e' colpa di noi comuni mortali che a quanto pare non dobbiamo sapere. Molti signori si sono appropriati del diritto di poter parlare, spesso a vanvera, di quello che succede nel panorama calcistico della capitale. Finche' non sono stampa ce po' pure sta, basta saperli ignorare.
Ma quando e' la stampa a farlo la cosa mi fa abbastanza ribrezzo. Le radio, i giornali, che dovrebbero fare da tramite tra le societa' e i tifosi, spesso e volentieri si comportano ne piu' ne meno come i tifosi piu' sfegatati. Quelli che "e' record!", quelli che "questo lo vole er madrid quinni e' forte". Ultimamente va di moda il complotto.
Poi il bello e' che con entrambe le societa' in mutande, da voi pare che va tutto bene e che sono rose e fiori, da noi pare che invece va sempre tutto male, fino a che non serve far abboccare i piu' fessi. E allora prima era Henry, poi Eto', poi Podolski. Con noi invece hanno cominciato solo ultimamente, limitandosi ovviamente perche' non possono passare da 0 a mille in una volta sola. Infatti hanno cominciato con Van Bommel, poi Maxi Rodriguez. L'ultimo nome nemmeno me lo ricordo, se non ricordo male era Mascherano :lol2: :lol2:
Di Macheda che se ne va perche' non gli hanno voluto dare la stanza per dormire a Formello come avevano chiesto i genitori, per evitare tutti i giorni il traffico romano per poterlo portare ad allenarsi, o Petrucci che se ne va (qua non so i motivi), non se ne parla. Fino a che, nel caso di Macheda, non e' venuto fuori. E allora sotto con i processi.
Se ci fate caso, sul quotidiano sportivo piu' letto del centro Italia si e' parlato di piu' della crisi del Valencia che di quella della Roma, non e' per voler infierire, ma so quanto si tenga alla propria squadra nella capitale. Pero' e' giusto essere informati su tutto, sia il bello che il brutto. A me per esempio Lotito non sta sulle palle perche' non spende o perche' e' il laziale piu' simpatico ai romanisti. Mi sta sulle palle quando dice che arriveranno i grandi traguardi, poi andiamo in Champion's comprando Del Nero, Vignaroli e Meghni. Quest'anno esordi' con un bel "io come Cragnotti", mo per una finale di Coppa Italia s'e' gia' bagnato tutto.
La mia paura piu' grande e' che gli attuali capi di entrambe le societa' romane abbiano questa grande idea di fare lo stadio per una sola ragione: andarsene e vivere di rendita. Pensateci bene. Chi glielo vieta di farsi mettere lo stadio a proprio nome e poi vendere la societa' e andarsene magari a Londra o a New York dove si sta un pochino meglio? (anche se personalmente gli consiglierei il Canada :thumbup:).
Scusate l'intrusione, ma i tifosi si devono prendere per il culo tra di loro, non devono essere presi per il culo dalle proprie societa' (che contribuiscono a far andare avanti) ne tantomeno dalla stampa.