tiro sù il topic (che stava per finire in terza pagina

) per parlare di un giovane scrittore sardo che fra l'altro è di un paese a pochi km dal mio: Flavio Soriga.
Quest'estate su consiglio di mia madre ho letto il suo terzo libro, Sardinia blues, storia di tre trentenni sardi in cerca di identità, che tra loro si chiamano per cognome, che si definiscono pirati e cazzoni, che rubano carte d'identità per poi rivenderle, vivendo alla giornata e senza un futuro certo tra le mani. Soriga descrive una Sardegna lontana dai soliti luoghi comuni che la vorrebbero o terra selvaggia popolata di pastori e agricoltori o luogo di incontro di yacth, vip e starlette. La Sardegna descritta da Flavio è la più vera che ci potrebbe essere, con tutta la sua bellezza e le sue contraddizioni, con il suo calore e il suo carattere schivo.
Il suo modo di scrivere è veloce, frenetico come una valanga, forsennato e pieno di ritmo, uno stile che sembra non concedersi mai pause e che forse non si può apprezzare al cento per cento se non si è sardi (non per altro ma ci sono certe espressioni prese direttamente dal sardo e italianizzate che da altre parti magari non si usano). E' vivo. E questo libro è davvero qualcosa di speciale.
Altro libro che consiglio, sempre di Soriga, è L'amore a Londra e in altri luoghi, che stavolta ho regalato io a mia madre. Stavolta una raccolta di racconti ambientati in Sardegna (mai nominata ma riconoscibilissima) o a Londra, tutti più o meno legati tra loro e che hanno come tema appunto l'amore in diverse forme. Specialmente i racconti Aprile, Autunno e Candele sono dei veri gioielli.
Da parte mia consigliatissimo, e non di certo per motivi campanilistici.