Pixi89 wrote:
Un closer gioca al massimo due inning ed entra per chiudere la partita in quanto miglior rilievo. Se lo metti al settimo e poi si stanca chi ti chiude la partita?!?
Giorgio magari spiega le cose con poche chiarezza, ma non mi sento di dargli torto in senso generale nel concetto di "usa il tuo miglior rilievo nel momento più delicato".
Far entrare Rivera al secondo inning, o anche al quinto, sarebbe stupido. Punto. Al settimo, non troppo...
E' il concetto del relief ace. Ovvio che se Rivera entra nel settimo poi farà fatica a completare la partita. Però non è necessario.
E' un vecchio concetto di Bill James. I Red Sox lo impiegano dal 2003. Nel 2003 non avevano un closer vero, ed usavano il "comitato", usando il rilievo più adatto a seconda delle circostanze. Dopo aver perso nell'ALCS, vennero randellati perchè parte della stampa ritenne che il fallimento di Grady Little (che lasciò un Pedro bollito a morire sul monte) fosse stato propiziato dal non avere una gerarchia precisa.
Quindi i Sox hanno LIEVEMENTE cambiato strategia. Hanno preso un closer vero, ma per gli altri IP di rilievo hanno continuato ad usare un "relief ace". Nel nono hanno impiegato Foulke nel 2004, con Timlin da relief ace. Nel 2007 e nel 2008 hanno usato Papelbon da closer, con Okajima relief ace. Infatti Okajima, pur essendo il setup primario, è spesso entrato nel settimo, lasciando magari l'ottavo a Delcarmen (che sarebbe dietro di lui nelle gerarchie), per fare un esempio.
L'esempio più lampante di questo concetto di Bill James è stato l'utilizzo proprio di Papelbon in gara 5 dell'ALCS 2008, con Papelbon dentro nel settimo inning a chiudere la porta, propiziando la rimonta dei Red Sox.
Tutto nasce da una domanda che James si fece tanti anni fa vedendo una partita dei Braves, quando Smoltz era closer. Il telecronista disse "se Kevin Gryboski riuscirà ad uscire da questa
marmellata con le basi cariche ed un punto di vantaggio, nel nono John Smoltz potrà chiudere contro la parte bassa del lineup".
Beh, che senso ha utilizzare Gryboski con un punto di vantaggio e le basi cariche contro il numero 5 del lineup? E poi utilizzare il miglior rilievo nel nono a basi vuote (e potenzialmente con un vantaggio più ampio) contro il 6-7-8 del lineup avversario?
Non ha più senso logico utilizzare Smoltz per 4 out? O semplicemente anche solo per un out, ma appunto nell'ottavo col numero 5 del lineup, per poi lasciare la palla a Gryboski per effettuare 3 out a basi vuote?
Insomma, il miglior rilievo non va utilizzato per chiudere con 3 punti di vantaggio (quanti rilievi riescono a difendere 3 punti di vantaggio?!?!?), ma nel momento più delicato, che a volte può esserci nell'ottavo ed altre volte anche nel settimo.
I manager in MLB hanno il terrore di questa idea, perchè per qualche motivo il pubblico ed i giornalisti tendono a perdonare una partita bruciata al settimo col closer a guardare dal bullpen, ma non a perdonare una partita bruciata al nono perchè hai usato il closer al settimo. I Red Sox hanno ovviato (o hanno cercato di ovviare) tenendo 2 closer a tutti gli effetti nel bullpen. Oakland ha fatto lo stesso, se vogliamo, "creando" dei closer che poi altrove si sono sciolti come neve al sole (perchè hanno accumulato salvezze facili), come sta facendo adesso lo stesso Huston Street in Colorado (mai prendere un pitcher da Oakland). Squadre sabermetriche, non a caso, ma anche Detroit lo ha fatto con la coppia Zumaya-Todd Jones. Il primo a fare il bullpen (o relief) ace, il secondo a fare il closer. (Nota: i Cubs non lo stanno facendo, perchè Gregg non è il secondo miglior rilievo della squadra, quindi lì è un discorso diverso).
Gli Yankees possono permetterselo? Forse no, perchè dietro a Rivera c'è il nulla (anche se ora Bruney non sta andando male). Ma forse si, perchè Sizemore è il miglior hitter degli Indians ed effettivamente una situazione più delicata delle basi cariche col miglior hitter al piatto è difficile che si verifichi. Poi se uno batte al settimo, è possibile che non torni più a battere.
Allora Girardi avrebbe dovuto usare Rivera? Dobbiamo guardare alcune cose:
1) Nessun manager in MLB, neanche uno appartenente ad una squadra sabermetrica, utilizza il proprio closer prima dell'ottavo in Regular Season. Ed anche quelli che lo usano all'ottavo, in genere lo fanno sperando di strappare 4 o 5 out e non certo con l'idea di inserirlo per sostituirlo.
2) Sizemore è arrivato al piatto con le basi cariche già sul 5-1 per gli Indians. Se fossero stati sull'1-1, Giorgio avrebbe avuto, da un punto di vista sabermetrico, inequivocabilmente ragione. Ma usare il proprio closer sotto 5-1 ha senso solo se il closer ha "bisogno di giocare" (ossia se non lancia magari da diverse partite) e non certo per bloccare il punteggio. Alla fine anche se Girardi avesse messo Rivera e se quest'ultimo avesse chiuso l'inning senza subire altri punti, gli Yankees avrebbero finito per perdere 5-2 anzichè 10-2. Nessuna differenza, quindi.
Insomma, la filosofia di giorgio di inserire il closer anche prima del tempo è giusta, anche se questo inserimento deve avvenire nel settimo o nell'ottavo. Nel caso specifico però io non lo avrei fatto per il punteggio che era già maturato (e senza dimenticare che dopo Rivera, Damaso Marte sarebbe in teoria l'arma migliore degli Yankees per eliminare un battitore mancino) e perchè gli Yankees avevano già usato 4 rilievi (Rivera sarebbe stato il quinto). I problemi, se ci sono stati, sono stati prima di quel turno di battuta di Sizemore. Il disastro vero è successo coi primi 3 battitori dell'inning: BB, doppio e doppio. Quello che è successo dopo ha ampliato il distacco, ma a quel punto era già 3-1, e quando un rilievo (nello specifico Veras) combina disastri in 3 turni di battuta consecutivi (ed in 12 lanci totali, 4 BB, doppio sul primo lancio e poi un AB da 7 lanci a Peralta), c'è molto poco tempo per il manager di fare qualcosa. Insomma, nello specifico l'errore più grande potrebbe essere stato quello di inserire Veras.