SafeBet wrote:
Onestamente non vedo come il presentarsi alla conferenza possa dare legittimazione internazionale a regimi politici che fanno quotidianamente strage di diritti umani a casa loro e che non hanno le carte in regola neppure in materia di razzismo essendo noti campioni di propaganda antisemita.
Se vai lì per esprimere chiaramente la tua posizione, che per forza di cose (venendo da un Paese occidentale) deve condannare questi comportamenti, non legittimi assolutamente niente. Anzi, rendi palese il fatto che ci siano persone che la pensano diversamente, posizione che non può essere palesata se non ti presenti. Non a caso la Chiesa Cattolica (che è abituata a dire la propria, a prescindere dal contesto in cui si trova) presenzia, via Vaticano. Per me, se l'idea era quella di formare un un blocco compatto dei Paesi occidentali a difesa di principi per essi irrinunciabili, ha sbagliato chi non si è presentato.
Peraltro, a mio modo di vedere, chi scrive questo articolo non chiarisce in maniera esaustiva un punto fondamentale. Delle due l'una:
- o i diritti umani sono connotati e situati culturalmente, dunque mutevoli;
- o sono esclusivamente quelli della tradizione occidentale, per cui chiunque provi a darne un'accezione diversa, ha semplicemente torto.
Non si può dire che nei Paesi islamici (quali poi? l'Iran? i Paesi del Maghreb? l'Arabia Saudita? o è tutto un grande calderone indistinto?) fanno strage di diritti umani, se si ammette che la loro concezione di diritti umani possa essere differente da quella prevalente nei Paesi occidentali.
Buoni buoni, ho già letto un po' troppe "imprecisioni" per i miei gusti, per cui ora riporto un po' d'ordine con fatti circostanziati. Quoto il post di Safe non per controbattere specificamente a lui ma perchè credo che riassuma tutti i nodi fondamentali, che provo a spiegare di seguito il più sinteticamente possibile:
Premesso che le conferenze internazionali contano il giusto - cioè NIENTE - dal momento che il diritto internazionale non ha assolutamente niente in grado di redenrlo coercitivo e quindi di far rispettare trattati&co. a me invece sembra palese che anche solo andare ad una conferenza legittimi almeno in parte quello che da quella conferenza si tira fuori.
(Ndr: Non è un caso che gli USA siano rientrato solo nel 2003 nell'UNESCO dopo esserne usciti negli anni '80. Usciti perchè? Perchè dopo il fallimento del NOEI e della Conferenza di Cancun dell'81 le Organizzazioni Internazionali diventano ostaggio dei PVS e delle risoluzioni ideologizzate da loro proposte ed approvate in quando detentrici della maggioranza numerica dei voti in Organizzazione che non hanno il voto ponderato. Qui il concetto è lo stesso.)
Tornando ai Diritti Umani è importante sapere che il percorso che ha portato al riconoscimento dei diritti umani è stato molto lungo e solo dal secondo dopoguerra ha iniziato a farsi largo la teoria della tutela delle persone in quanto tali, un cambio di filosia importante rispetto a quanto avvenuto fino a quel momento adal momento che in precedenza (già dalle Conferenza dell'Aja 1 e 2 del 1899/1907) c'era solamente una tutela dei diritti derivanti dall'appartenza ad un determinato stato.
E la spinta decisiva alla concenzione odierna dei Diritti Umani fu data da Roosvelt con il suo discorso sulle quattro libertà di Roosvelt (libertà di parola ed espressione, di culto, libertà dal bisogno e dalla paura) tanto che la stessa first lady ebbe un ruolo importantissimo nello scontro che avvenne in seno all'Assemblea Generale dell'ONU quando all'interno della neonata Commissione sui Diritti Umani - inizialmente composta come organo sussidiario dell'ECOSOC e poi dal 2005 trasformata in HRC, organo sussidiario dell'AG da Kofi Annan nel quadro della creazione di un "terzo pilastro" delle Nazioni Unite - ci fu un forte scontro tra il blocco occidentale e quello sovietico sulla Dichiarazione dei diritti dell'Uomo, che fu approvata (ma tanto anche questa ovviamente NON è vincolante) con l'astensione sovietica dopo che tutte le loro proposte al riguardo vennero rigettate perchè tese solamente a far diventare la Dichiarazione uno strumento di propaganda.
E da qui, nonostante il fatto che la Dichiarazione non fosse vincolante, è partito un processo che ha attraversato vari Patti e Convenzioni ma cha ha vuto soprattutto una grande importanza: ha fatto sì che con il tempo si affermassero tutta una serie di norme consuetudinarie in tema di diritti umani che hanno preso la qualità di DIRITTO COGENTE perchè universalmente riconosciute.
Ecco dunque perchè:
A) No a Durban II
B) Si, i diritti umani - universalmente riconosciuti - sono quelli di stampo prettamente occidentale
Ed ora passo alla seconda questione, che è ancora più "divertente".
Innanzitutto si, tutto i paesi islamici sono nello stesso calderone; questo perchè sono tutti stati confessionali che si basano sulla
Sharia, la legge islamica, che è unica e lascia molti pochi spazi di manovra. Poi ci sono diversi tipi di
Siyasa Sharr'iyya - che in poche parole può essere tradotta come le norme ed i principi di applicazione pratica della legge islamica - ed ogni comunità ha diversi tipi di
Hiyal (stratagemmi giuridici) ma a rigor di Corano gli stratagemmi ovviamente non dovrebbe esistere nè tantomeno la Siyasa dovrebbe erodere le regole sciaraitiche ma solamente andare a determinare le questioni non considerate nella legge islamica.
Questo perchè per la religione musulmana è praticamente BLOCCATA a circa il 1200; da lì in avanti si sono chiuse le porte dello sforzo interpretativo (igtihad) visto che tutto era stato spiegato ed è iniziato il periodo, in cui ancora siamo attualmente del taqlid, vale a dire un periodo in cui i giuristi musulmani si devo semplicemente limitare ad applicare alla dottrina derivante dal sistema perfetto già creato in precedenza.
E come se non bastasse il passaggio da una scuola coranica all'altra è favorito, e non osteggiato; per cui si, unico calderone.
Poi passo all'ultima cosa, mi spiegate quale sarebbe la concezione islamica dei diritti umani? Possono avere una concezione di diritti umani dopo che chi non è musulmano non ha capacità giuridica ed anzi è solo un
ahl al-kitab (i popoli del libro) o un ahl al-awtan (popoli degli idoli) e con cui i musulmani l'unico rapporto che possono avere è quello di
gihad, ovvero guerra santa? Oppure vogliono parlare di diritti umani dopo che la schiavitù - come anche l'incapacità degli handicappati e delle donne, o il matrimonio che è un contratto assimilato alla compravendita ed ha per oggetto il pagamento da parte dell'uomo di una somma per il godimento fisico della donna - nell'islam è minuziosamente regolata dalla Sharia?