Fai 25 punti a partita? Io 30, sono più bravo...
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xandro24
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Fai 25 punti a partita? Io 30, sono più bravo...
E' da inizio anno che si parla, come ogni stagione, del trofeo di MVP. Tanti sono i fattori che concorrono a designare il candidato ideale: punti, assist, rimbalzi, palle rubate, stoppate, difesa, record di squadra...in gran parte statistiche, quindi. Spesso leggiamo o sentiamo dire frasi del tipo "ehi, quello è forte, ha fatto 30 punti a partita quest'anno", oppure "guarda Granger, prima non arrivava neanche a 20 punti segnati per partita e adesso ne fa 25!". I punti segnati da un giocatore per ogni partita...spesso è il dato che più balza all'occhio quando si va a studiare il profilo di un giocatore, ma è davvero così importante? Ci dà davvero un'idea di quello che è lo spessore di un giocatore?
All'inizio anche io guardavo molto a questa statistica, poi mi sono reso conto che sono altri i fattori che contano per un realizzatore e per un giocatore in generale. La percentuale dei tiri, la capacità di fare canestro quando conta...i punti segnati in una partita sono alla fine soltanto un indicatore. Secondo voi un discorso di questo genere è sensato? Nel senso: quando andate a vedere il numero di punti segnati in ogni partita da un giocatore, che dato ne traete?
All'inizio anche io guardavo molto a questa statistica, poi mi sono reso conto che sono altri i fattori che contano per un realizzatore e per un giocatore in generale. La percentuale dei tiri, la capacità di fare canestro quando conta...i punti segnati in una partita sono alla fine soltanto un indicatore. Secondo voi un discorso di questo genere è sensato? Nel senso: quando andate a vedere il numero di punti segnati in ogni partita da un giocatore, che dato ne traete?
- ShadowMosesHR89
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Re: Fai 25 punti a partita? Io 30, sono più bravo...
Quando guardo i punti di un giocatore dal box-score controllo i tiri tentati, la percentuale al tiro, contro quale difesa giocava e il punteggio complessivo (mi ricordo Phoenix che ne mise 140 di fila). È ovvio che se faccio 40 tentativi e gioco in Nba qualcosa debba pur andar dentro. E infini guardo se questi punti sono serviti: W or L.
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dunkman
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Re: Fai 25 punti a partita? Io 30, sono più bravo...
Per dare un giudizio sulla prestazione di un giocatore bisogna osservare tanti parametri, alcuni dei quali non visibili in un boxscore e soprattutto legati al tempo: fare certe cose in determinate situazioni è diverso che farne in altre.
Però è innegabile che la statistica più importante sia quella relativa ai punti segnati (congiunti al numero di tiri presi), perchè in nba vince chi fa più punti.
Però è innegabile che la statistica più importante sia quella relativa ai punti segnati (congiunti al numero di tiri presi), perchè in nba vince chi fa più punti.
- doc G
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Re: Fai 25 punti a partita? Io 30, sono più bravo...
Già valutare una partita dal tabellino è dura, sul tabellino non vengono scritti gli intangibles, la capacità di giocare con i compagni, la circolazione di palla, anche la difesa si evince con difficoltà. Palle recuperate e stoppate spesso sono infatti indici di una difesa rischiosa, giocata tutte sulle linee di passaggio e sulla giocata ad effetto, che se non riesce rischia di lasciare spazi enormi agli avversari.
Detto ciò, di partite in NBA ce ne sono molte ogni sera, spesso ad orari improponibili per chi lavora, quindi è inevitabile andare spesso di tabellini. In tal caso però bisogna leggere tutto, e magari dare una letta anche ai recap, per riuscire a capirci qualcosa.
Prestazioni da 50 punti con 35 tiri, ad esempio, pur essendo notevoli dal punto di vista statistico e difficili da realizzare per tutti, spesso finiscono per essere deleterie, in quanto quasi la metà dei tiri della squadra vengono presi da un singolo giocatore, sui possessi decisivi la difesa avversaria sa su chi concentrarsi ed i compagni dello scorer sono freddi come ghiaccioli.
A volte questo è necessario, analizzando le prestazioni di tutti i realizzatori che hanno giocato in squadre vincenti troviamo alcune partite in cui si sono dovuti prendere la squadra sulle spalle tirando sempre loro, ma questo è raro e dal tabellino il massimo che si può leggere sono pessime percentuali dei compagni.
Per una regola generale, quindi occorre valutare insieme i punti realizzati, il numero dei tiri e le percentuali, e magari anche il numero degli assist smazzati.
Non sempre gli assist sono indicativi, ad esempio il play di una squadra che gioca il pick & roll, tipo i Jazz o le squadre di D'Antoni, mettono per forza più assist dei giocatori di una squadra che giochi con la triangolo o la princeton, in quanto di solito lì ci sono più tiri in sospensione presi dopo una circolazione, se i giochi sono ben eseguiti, ed in linea di massima se la circolazione di palla è davvero buona gli assist diminuiscono, ma questo è molto difficile capirlo dai tabellini, si può provare analizzando la distribuzione dei tiri e le percentuali, ma in genere occorre leggere i recap.
Certo, se il Kobe, il Wade, il James della situazione (per restare ai tre candidati MVP, ma potremmo citare anche altri giocatori!) segna 50 punti di solito il recap strilla "Immenso Tizio che segna a ripetizione!", ma leggendo fra le righe spesso si capisce se questo segnare a ripetizione è avvenuto secondo le necessità della squadra o in preda ad un raptus realizzativo. Spesso nei recap molto è anche influenzato dalla fama del giocatore, ad esempio se Kobe tira più di 20 volte a partita si tende spesso a criticarlo oltre i demeriti, aspetto in cui io e te non facciamo eccezione nei nostri Lakers report, cosa che non avviene con Wade e James, i quali non hanno avuto annate tipo quella di Bryant nel 2004/2005.
Alla fine però se vuoi cercare di capire la prestazione di un giocatore che fa della realizzazione un punto di forza fondamentale, come quei tre, ma come anche un Iverson, un Melo, un Nowitzki, perchè no un Bargnani, anche se ovviamente a livelli minori, leggere il tabellino diventa quasi indispensabile.
Detto ciò, di partite in NBA ce ne sono molte ogni sera, spesso ad orari improponibili per chi lavora, quindi è inevitabile andare spesso di tabellini. In tal caso però bisogna leggere tutto, e magari dare una letta anche ai recap, per riuscire a capirci qualcosa.
Prestazioni da 50 punti con 35 tiri, ad esempio, pur essendo notevoli dal punto di vista statistico e difficili da realizzare per tutti, spesso finiscono per essere deleterie, in quanto quasi la metà dei tiri della squadra vengono presi da un singolo giocatore, sui possessi decisivi la difesa avversaria sa su chi concentrarsi ed i compagni dello scorer sono freddi come ghiaccioli.
A volte questo è necessario, analizzando le prestazioni di tutti i realizzatori che hanno giocato in squadre vincenti troviamo alcune partite in cui si sono dovuti prendere la squadra sulle spalle tirando sempre loro, ma questo è raro e dal tabellino il massimo che si può leggere sono pessime percentuali dei compagni.
Per una regola generale, quindi occorre valutare insieme i punti realizzati, il numero dei tiri e le percentuali, e magari anche il numero degli assist smazzati.
Non sempre gli assist sono indicativi, ad esempio il play di una squadra che gioca il pick & roll, tipo i Jazz o le squadre di D'Antoni, mettono per forza più assist dei giocatori di una squadra che giochi con la triangolo o la princeton, in quanto di solito lì ci sono più tiri in sospensione presi dopo una circolazione, se i giochi sono ben eseguiti, ed in linea di massima se la circolazione di palla è davvero buona gli assist diminuiscono, ma questo è molto difficile capirlo dai tabellini, si può provare analizzando la distribuzione dei tiri e le percentuali, ma in genere occorre leggere i recap.
Certo, se il Kobe, il Wade, il James della situazione (per restare ai tre candidati MVP, ma potremmo citare anche altri giocatori!) segna 50 punti di solito il recap strilla "Immenso Tizio che segna a ripetizione!", ma leggendo fra le righe spesso si capisce se questo segnare a ripetizione è avvenuto secondo le necessità della squadra o in preda ad un raptus realizzativo. Spesso nei recap molto è anche influenzato dalla fama del giocatore, ad esempio se Kobe tira più di 20 volte a partita si tende spesso a criticarlo oltre i demeriti, aspetto in cui io e te non facciamo eccezione nei nostri Lakers report, cosa che non avviene con Wade e James, i quali non hanno avuto annate tipo quella di Bryant nel 2004/2005.
Alla fine però se vuoi cercare di capire la prestazione di un giocatore che fa della realizzazione un punto di forza fondamentale, come quei tre, ma come anche un Iverson, un Melo, un Nowitzki, perchè no un Bargnani, anche se ovviamente a livelli minori, leggere il tabellino diventa quasi indispensabile.
- Ciombe
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Re: Fai 25 punti a partita? Io 30, sono più bravo...
Quoto, esempio lampante è stato Wade che segnò 50 punti contro i Magic, e passò in secondo piano il fatto che Miami perse.doc G wrote: Già valutare una partita dal tabellino è dura, sul tabellino non vengono scritti gli intangibles, la capacità di giocare con i compagni, la circolazione di palla, anche la difesa si evince con difficoltà. Palle recuperate e stoppate spesso sono infatti indici di una difesa rischiosa, giocata tutte sulle linee di passaggio e sulla giocata ad effetto, che se non riesce rischia di lasciare spazi enormi agli avversari.
Detto ciò, di partite in NBA ce ne sono molte ogni sera, spesso ad orari improponibili per chi lavora, quindi è inevitabile andare spesso di tabellini. In tal caso però bisogna leggere tutto, e magari dare una letta anche ai recap, per riuscire a capirci qualcosa.
Prestazioni da 50 punti con 35 tiri, ad esempio, pur essendo notevoli dal punto di vista statistico e difficili da realizzare per tutti, spesso finiscono per essere deleterie, in quanto quasi la metà dei tiri della squadra vengono presi da un singolo giocatore, sui possessi decisivi la difesa avversaria sa su chi concentrarsi ed i compagni dello scorer sono freddi come ghiaccioli.
A volte questo è necessario, analizzando le prestazioni di tutti i realizzatori che hanno giocato in squadre vincenti troviamo alcune partite in cui si sono dovuti prendere la squadra sulle spalle tirando sempre loro, ma questo è raro e dal tabellino il massimo che si può leggere sono pessime percentuali dei compagni.
Per una regola generale, quindi occorre valutare insieme i punti realizzati, il numero dei tiri e le percentuali, e magari anche il numero degli assist smazzati.
Non sempre gli assist sono indicativi, ad esempio il play di una squadra che gioca il pick & roll, tipo i Jazz o le squadre di D'Antoni, mettono per forza più assist dei giocatori di una squadra che giochi con la triangolo o la princeton, in quanto di solito lì ci sono più tiri in sospensione presi dopo una circolazione, se i giochi sono ben eseguiti, ed in linea di massima se la circolazione di palla è davvero buona gli assist diminuiscono, ma questo è molto difficile capirlo dai tabellini, si può provare analizzando la distribuzione dei tiri e le percentuali, ma in genere occorre leggere i recap.
Certo, se il Kobe, il Wade, il James della situazione (per restare ai tre candidati MVP, ma potremmo citare anche altri giocatori!) segna 50 punti di solito il recap strilla "Immenso Tizio che segna a ripetizione!", ma leggendo fra le righe spesso si capisce se questo segnare a ripetizione è avvenuto secondo le necessità della squadra o in preda ad un raptus realizzativo. Spesso nei recap molto è anche influenzato dalla fama del giocatore, ad esempio se Kobe tira più di 20 volte a partita si tende spesso a criticarlo oltre i demeriti, aspetto in cui io e te non facciamo eccezione nei nostri Lakers report, cosa che non avviene con Wade e James, i quali non hanno avuto annate tipo quella di Bryant nel 2004/2005.
Alla fine però se vuoi cercare di capire la prestazione di un giocatore che fa della realizzazione un punto di forza fondamentale, come quei tre, ma come anche un Iverson, un Melo, un Nowitzki, perchè no un Bargnani, anche se ovviamente a livelli minori, leggere il tabellino diventa quasi indispensabile.
Tra l'altro una partita virtualmente chiusa a fino 3° quarto con Wade che rimase in campo per fare cifre, tirando non ricordo quanto ma almeno una 35ina di volte, e i recap a parlare di Wade che ha segnato 50 punti e incredibile prestazione, ma losing effort.
Quella partita la vidi e mi lasciò perplesso l'atteggiamento di Wade, cosa che da un tabellino e nemmeno da un HL si può evincere, anzi, tendi a credere che abbia tirato fuori una prestazione incredibile.
- Chris Paul
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Re: Fai 25 punti a partita? Io 30, sono più bravo...
Wade gioco piu di un quarto di garbage time solo per rimpinguare le sue cifre...bene ma non benissimo ehCiombe wrote: Quoto, esempio lampante è stato Wade che segnò 50 punti contro i Magic, e passò in secondo piano il fatto che Miami perse.
Tra l'altro una partita virtualmente chiusa a fino 3° quarto con Wade che rimase in campo per fare cifre, tirando non ricordo quanto ma almeno una 35ina di volte, e i recap a parlare di Wade che ha segnato 50 punti e incredibile prestazione, ma losing effort.
Quella partita la vidi e mi lasciò perplesso l'atteggiamento di Wade, cosa che da un tabellino e nemmeno da un HL si può evincere, anzi, tendi a credere che abbia tirato fuori una prestazione incredibile.
Ammetto che anch'io quando ero piu piccolo guardavo la statistica punti e pensavo "Oh ma questo ne fa 20 a partita è proprio forte..."
Poi col tempo impari ad osservare tantissime altre cose come ad esempio : in che squadra gioca e che obiettivi ha la squadra,contro quale difesa giocava,chi marcava etc
Insomma le statistiche contano relativamente poco e col tempo noi conoscitori impariamo ad apprezzare il giocatore in sè per sè e non il giocatore in base alle statistiche
Un esempio? http://www.nba.com/playerfile/tayshaun_ ... index.html
Cifre statistiche decisamente non notevoli eppure sappiamo tutti quanto conta a Detroit
- Ciombe
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Re: Fai 25 punti a partita? Io 30, sono più bravo...
paradossalmente prendi Bosh o Amare... giocatori che dalla cifre legittimano il loro status di star, ma poi nel concreto sono inadeguati a rivestirlo davvero...Chris Paul wrote: Wade gioco piu di un quarto di garbage time solo per rimpinguare le sue cifre...bene ma non benissimo eh
Ammetto che anch'io quando ero piu piccolo guardavo la statistica punti e pensavo "Oh ma questo ne fa 20 a partita è proprio forte..."
Poi col tempo impari ad osservare tantissime altre cose come ad esempio : in che squadra gioca e che obiettivi ha la squadra,contro quale difesa giocava,chi marcava etc
Insomma le statistiche contano relativamente poco e col tempo noi conoscitori impariamo ad apprezzare il giocatore in sè per sè e non il giocatore in base alle statistiche
Un esempio? http://www.nba.com/playerfile/tayshaun_ ... index.html
Cifre statistiche decisamente non notevoli eppure sappiamo tutti quanto conta a Detroit
- Chris Paul
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Re: Fai 25 punti a partita? Io 30, sono più bravo...
Sul secondo nutro seri dubbi anch'io sull'effettivo valore del giocatore ma Bosh(nonostanto lo odio eh) ahimè mi sa che è davvero un bel giocatore che deve essere disciplinato tatticamente da un coach serio (ho detto Tom Thibodeau prossimo allenatore dei Raps?)Ciombe wrote: paradossalmente prendi Bosh o Amare... giocatori che dalla cifre legittimano il loro status di star, ma poi nel concreto sono inadeguati a rivestirlo davvero...
- Jamal Crawford
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Re: Fai 25 punti a partita? Io 30, sono più bravo...
La sfortuna di Bosh è stata di trovarsi a essere il miglior giocatore di una squadra in ricostruzione, cosa che l'ha automaticamente sbalzato al ruolo di star o presunta tale, in quanto volente o nolente qualcuno doveva prendersi più tiri e quant'altro.
Una volta modificata la percezione del tuo valore, in NBA raramente capita che ti rimettano al tuo posto sulla base di quanto visto in una squadra più competitiva...è più facile che tu cada direttamente sul fondo perchè non puoi più essere la stella che per un attimo si pensava potessi essere; però fare un semplice step-back potrebbe evitare di bruciare questi giocatori e far si di diventare più competitivi.
Tant'è che Bosh secondo me o finirà con un mostro vero, ove possa unanimemente essere riconosciuto come secondo (Lebron a NY nel 2010, per dire) o rischierà, prima o poi, di cadere direttamente tra i giocatori fantasma che nessuno vuole, visto che chiamerà ancora un sacco di soldi e nessuno gli vorrà più dare il ruolo di primo, quando magari basterebbe fargli fare il secondo violino o anche il terzo di lusso.
Mi viene in mente il caso di Joe Smith, preso come un messia, si è mostrato comunque un buon giocatore...eppure, non essendo il messia atteso, non solo non è stato semplicemente riconsiderato come secondo violino, ma automaticamente "ripudiato" (virgolette necessarie, non è che l'abbiano bandito dalla lega) e finito a ricoprire ruoli direttamente almeno 2 steps più indietro. E io credo che uno come lui, magari non ora che inizia ad avere un'età, ma fino a pochissimo tempo fa avrebbe potuto benissimo avere il doppio delle responsabilità che aveva...ma purtroppo una volta precipitate le potenziali stelle dal primo gradino, poi nessuno le rimette mai neanche al terzo, mi sembra veramente un peccato.
Ma un caso ancora più interessante è quello di Steve Francis, che è finito da stellina spettacolare a ex-giocatore anche prima dei 30 anni. Ma stiamo scherzando ? Mi sembra incredibile che nessuno abbia pensato di provarlo in ruolo semplicemente ridimensionato, sfruttando i suoi pro e senza però fargli trascinare la squadra come a Houston, evitando così di affidarsi a un giocatore con il suo tipo di pecche. Invece in breve è diventato un fantasma, neanche più una riserva di lusso...poi avrà anche avuto problemi fisici, ma se non mi sono perso qualcosa, la sua colata a picco mi è sembrata molto più figlia di un'etichetta ("stella fallita") che non degli infortuni, quando magari bastava appiccicarsi sopra una banale nuova etichetta con scritto "sesto uomo", per dire...
P.S. Su Francis c'era anche il discorso dello spacca spogliatoio a dire il vero, ma onestamente ne ho sentito parlare in maniera vaga e non ricordo un riferimento particolare, quindi tendo a diffidare, specie considerato che voci simili c'erano anche per il buon JC, fino a che l'evidenza ha mostrato che pasta d'uomo fosse, allontanando un brusio figlio di una constatazione per associazioni, probabilmente per via del modo di giocare un po' selvaggio, che non per reali fatti accaduti.
Una volta modificata la percezione del tuo valore, in NBA raramente capita che ti rimettano al tuo posto sulla base di quanto visto in una squadra più competitiva...è più facile che tu cada direttamente sul fondo perchè non puoi più essere la stella che per un attimo si pensava potessi essere; però fare un semplice step-back potrebbe evitare di bruciare questi giocatori e far si di diventare più competitivi.
Tant'è che Bosh secondo me o finirà con un mostro vero, ove possa unanimemente essere riconosciuto come secondo (Lebron a NY nel 2010, per dire) o rischierà, prima o poi, di cadere direttamente tra i giocatori fantasma che nessuno vuole, visto che chiamerà ancora un sacco di soldi e nessuno gli vorrà più dare il ruolo di primo, quando magari basterebbe fargli fare il secondo violino o anche il terzo di lusso.
Mi viene in mente il caso di Joe Smith, preso come un messia, si è mostrato comunque un buon giocatore...eppure, non essendo il messia atteso, non solo non è stato semplicemente riconsiderato come secondo violino, ma automaticamente "ripudiato" (virgolette necessarie, non è che l'abbiano bandito dalla lega) e finito a ricoprire ruoli direttamente almeno 2 steps più indietro. E io credo che uno come lui, magari non ora che inizia ad avere un'età, ma fino a pochissimo tempo fa avrebbe potuto benissimo avere il doppio delle responsabilità che aveva...ma purtroppo una volta precipitate le potenziali stelle dal primo gradino, poi nessuno le rimette mai neanche al terzo, mi sembra veramente un peccato.
Ma un caso ancora più interessante è quello di Steve Francis, che è finito da stellina spettacolare a ex-giocatore anche prima dei 30 anni. Ma stiamo scherzando ? Mi sembra incredibile che nessuno abbia pensato di provarlo in ruolo semplicemente ridimensionato, sfruttando i suoi pro e senza però fargli trascinare la squadra come a Houston, evitando così di affidarsi a un giocatore con il suo tipo di pecche. Invece in breve è diventato un fantasma, neanche più una riserva di lusso...poi avrà anche avuto problemi fisici, ma se non mi sono perso qualcosa, la sua colata a picco mi è sembrata molto più figlia di un'etichetta ("stella fallita") che non degli infortuni, quando magari bastava appiccicarsi sopra una banale nuova etichetta con scritto "sesto uomo", per dire...
P.S. Su Francis c'era anche il discorso dello spacca spogliatoio a dire il vero, ma onestamente ne ho sentito parlare in maniera vaga e non ricordo un riferimento particolare, quindi tendo a diffidare, specie considerato che voci simili c'erano anche per il buon JC, fino a che l'evidenza ha mostrato che pasta d'uomo fosse, allontanando un brusio figlio di una constatazione per associazioni, probabilmente per via del modo di giocare un po' selvaggio, che non per reali fatti accaduti.
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- jay jay okocha
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Re: Fai 25 punti a partita? Io 30, sono più bravo...
A tutte le cose giuste già dette, aggiungo che il numero delle squadre, troppe, favorisce la tendenza a trovare a tutti i costi la "stella", persino in contesti scadenti e perdenti.
Ogni squadra si trova costretta, anche mediaticamente, a trovare il giocatore più talentuoso nel proprio roster e ad affibiargli la patente di "franchise player", o comunque un ruolo spesso esagerato per la caratura del personaggio di turno.
Se poi pensiamo al draft, dove in diverse situazioni 20enni con tanti punti nelle mani e un ego già ampiamente montato sono finiti a giocare in realtà allo sfascio, e quindi costretti a recitare la parte di pietra miliare in una franchigia da ricostruire, si capisce come questa tendenza generale arrivi ad estremi anche dannosi per gli atleti coinvolti.
Non ci sono dubbi, infatti, che avere talento offensivo non equivale ad essere un trascinatore in momenti di difficoltà, così come avere carattere non si traduce necessariamente in una leadership costruttiva.
Oltretutto c'è spesso la visione "distorta" che il miglior giocatore della squadra sia anche il leader, emotivo come in campo. In realtà non sempre il giocatore con più attributi e capacità di gestire i compagni "psicologicamente" si rivela essere quello che scollina i venti punti di media, e qui torna il caso di Bosh, che appare un signor giocatore in attacco, ma vista l'età, non un leader naturale. Idem per Carmelo, ancora più forte offensivamente ma non un leader conclamato, al momento. Chiaro, a 24 anni non è scritto da nessuna parte che si debba giocare come dei veterani da mille battaglie, smaliziati e trascinatori, alcuni come Wade e Lebron ci riescono, altri no.
Se ci fossero 5-6 squadre di meno, diciamo 24 invece che 30, probabilmente emergerebbero con più facilità le vere stelle, ci sarebbe più competitività e il reale valore dei giocatori sarebbe testato in maniera più efficace.
Ogni squadra si trova costretta, anche mediaticamente, a trovare il giocatore più talentuoso nel proprio roster e ad affibiargli la patente di "franchise player", o comunque un ruolo spesso esagerato per la caratura del personaggio di turno.
Se poi pensiamo al draft, dove in diverse situazioni 20enni con tanti punti nelle mani e un ego già ampiamente montato sono finiti a giocare in realtà allo sfascio, e quindi costretti a recitare la parte di pietra miliare in una franchigia da ricostruire, si capisce come questa tendenza generale arrivi ad estremi anche dannosi per gli atleti coinvolti.
Non ci sono dubbi, infatti, che avere talento offensivo non equivale ad essere un trascinatore in momenti di difficoltà, così come avere carattere non si traduce necessariamente in una leadership costruttiva.
Oltretutto c'è spesso la visione "distorta" che il miglior giocatore della squadra sia anche il leader, emotivo come in campo. In realtà non sempre il giocatore con più attributi e capacità di gestire i compagni "psicologicamente" si rivela essere quello che scollina i venti punti di media, e qui torna il caso di Bosh, che appare un signor giocatore in attacco, ma vista l'età, non un leader naturale. Idem per Carmelo, ancora più forte offensivamente ma non un leader conclamato, al momento. Chiaro, a 24 anni non è scritto da nessuna parte che si debba giocare come dei veterani da mille battaglie, smaliziati e trascinatori, alcuni come Wade e Lebron ci riescono, altri no.
Se ci fossero 5-6 squadre di meno, diciamo 24 invece che 30, probabilmente emergerebbero con più facilità le vere stelle, ci sarebbe più competitività e il reale valore dei giocatori sarebbe testato in maniera più efficace.
- Ciombe
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Re: Fai 25 punti a partita? Io 30, sono più bravo...
Quoto ogni singola parola...Jamal Crawford wrote: La sfortuna di Bosh è stata di trovarsi a essere il miglior giocatore di una squadra in ricostruzione, cosa che l'ha automaticamente sbalzato al ruolo di star o presunta tale, in quanto volente o nolente qualcuno doveva prendersi più tiri e quant'altro.
Una volta modificata la percezione del tuo valore, in NBA raramente capita che ti rimettano al tuo posto sulla base di quanto visto in una squadra più competitiva...è più facile che tu cada direttamente sul fondo perchè non puoi più essere la stella che per un attimo si pensava potessi essere; però fare un semplice step-back potrebbe evitare di bruciare questi giocatori e far si di diventare più competitivi.
Tant'è che Bosh secondo me o finirà con un mostro vero, ove possa unanimemente essere riconosciuto come secondo (Lebron a NY nel 2010, per dire) o rischierà, prima o poi, di cadere direttamente tra i giocatori fantasma che nessuno vuole, visto che chiamerà ancora un sacco di soldi e nessuno gli vorrà più dare il ruolo di primo, quando magari basterebbe fargli fare il secondo violino o anche il terzo di lusso.
Mi viene in mente il caso di Joe Smith, preso come un messia, si è mostrato comunque un buon giocatore...eppure, non essendo il messia atteso, non solo non è stato semplicemente riconsiderato come secondo violino, ma automaticamente "ripudiato" (virgolette necessarie, non è che l'abbiano bandito dalla lega) e finito a ricoprire ruoli direttamente almeno 2 steps più indietro. E io credo che uno come lui, magari non ora che inizia ad avere un'età, ma fino a pochissimo tempo fa avrebbe potuto benissimo avere il doppio delle responsabilità che aveva...ma purtroppo una volta precipitate le potenziali stelle dal primo gradino, poi nessuno le rimette mai neanche al terzo, mi sembra veramente un peccato.
Ma un caso ancora più interessante è quello di Steve Francis, che è finito da stellina spettacolare a ex-giocatore anche prima dei 30 anni. Ma stiamo scherzando ? Mi sembra incredibile che nessuno abbia pensato di provarlo in ruolo semplicemente ridimensionato, sfruttando i suoi pro e senza però fargli trascinare la squadra come a Houston, evitando così di affidarsi a un giocatore con il suo tipo di pecche. Invece in breve è diventato un fantasma, neanche più una riserva di lusso...poi avrà anche avuto problemi fisici, ma se non mi sono perso qualcosa, la sua colata a picco mi è sembrata molto più figlia di un'etichetta ("stella fallita") che non degli infortuni, quando magari bastava appiccicarsi sopra una banale nuova etichetta con scritto "sesto uomo", per dire...
P.S. Su Francis c'era anche il discorso dello spacca spogliatoio a dire il vero, ma onestamente ne ho sentito parlare in maniera vaga e non ricordo un riferimento particolare, quindi tendo a diffidare, specie considerato che voci simili c'erano anche per il buon JC, fino a che l'evidenza ha mostrato che pasta d'uomo fosse, allontanando un brusio figlio di una constatazione per associazioni, probabilmente per via del modo di giocare un po' selvaggio, che non per reali fatti accaduti.
che poi è quello che ho sempre sostenuto anche io, a proposito di Bosh, ovvero che si è ritrovato ad essere la stella in un momento di transizione della franchigia in cui non era ancora maturo per esserlo e ora si denotano alcuni limiti attitudinali che con una gestione differente potevano non esserci (se gli avessero dato le chiave della franchigia non subito ma dopo un paio di anni in cui doveva prendere lezioni da un veterano ad esempio...).
Ma almeno Bosh in questo ultimo scorcio di stagione sta dimostrando maturità, sembra uscito da se stesso per guardarsi dall'alto, guidicarsi e poi rientrare in se stesso per cambiare modo di giocare, e il filotto di partite vinte dai Raptors con lui più propenso a dividere il pallone con il compagno di reparto Bargnani sta lì a dimostrarlo.
Chi mi lascia perplesso invece è Amare, che dopo aver fatto terra bruciata intorno a D'Antoni tramite Kerr, lo stesso Kerr lo ha messo alla prova cercando di progettare la squadra sul suo gioco.
Invece di dimostrare che le sue lamentale con il Baffo erano fondate (non voglio giocare da centro, voglio essere il primo violino ecc...) ha mostrato il contrario, ovvero limiti caratteriali che sembrano insormontabili.
Quindi da una parte è ingiusto affibiare un etichetta a un giocatore, ma è anche vero che in alcuni casi, un etichetta serve a fare "selezione", ovvero scremare quel nugolo di giocatori dal talento incredibile e selezionarli in base non solo ai numeri che fanno su un campo da basket ma anche a come li fanno...
poi ognuno fa caso a se, Francis probabilmente è diventato ex giocatore non perchè si aspettavano da lui che fosse un giocatore che spostava, ma perchè non ha saputo adattare il suo gioco a un certo contesto che non prevedesse lui come fulcro del sistema.
Nella sua seconda reincarnazione a Houston ad esempio sarà anche stato fermato da infortuni, ma gli avevano offerto la possibilità di esprimersi da gregario di lusso e lui non ha saputo adattare il suo talento al fatto di diluirlo in 15 minuti di impatto piuttosto che in 30 di non impatto.
Last edited by Ciombe on 14/04/2009, 15:40, edited 1 time in total.

