Assolutamente, ce lo rimandano qui a calci nel culo...però siccome a noi il caso umano ci piace, una seconda occasione gliela darei e ho la sensazione che Mourinho ci proverà poichè vorrà dimostrare (e me lo auguro) di non aver toppato alla grandissima.francilive wrote: Il Trivela mi pare abbia detto di non voler tornare all'Inter. E non capisco cos'abbia in testa, visto che anche al Chelsea non ha credo speranze di rimanere.
Re: F.C. Internazionale 1908 sempre a testa alta con l'inter nel cuore (cit.)
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Gilbertology
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Re: F.C. Internazionale 1908 sempre a testa alta con l'inter nel cuore (cit.)
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rodmanalbe82
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Re: F.C. Internazionale 1908 sempre a testa alta con l'inter nel cuore (cit.)
se avesse veramente voluto allontanare le varie voci su di lui, Adriano poteva fare come tutti quei giocatori di calcio (e ce ne sono, nonostante tutto) che:
a) se ne stanno a casa invece di uscire
b) escono, ma non si fanno fotografare ubriachi e con mille donne (vedi superpippo che in questo e un mago)
c) tiratela fuori voi :lol2:
ha fatto pochissimo per evitare le varie voci.
e sti cazzi che e pronto a rinunciare al contratto! cioe, questo nn fa un caxxo, sta in brasile e " e solo pronto a rinunciare"? bah
a) se ne stanno a casa invece di uscire
b) escono, ma non si fanno fotografare ubriachi e con mille donne (vedi superpippo che in questo e un mago)
c) tiratela fuori voi :lol2:
ha fatto pochissimo per evitare le varie voci.
e sti cazzi che e pronto a rinunciare al contratto! cioe, questo nn fa un caxxo, sta in brasile e " e solo pronto a rinunciare"? bah
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Paperone
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Re: F.C. Internazionale 1908 sempre a testa alta con l'inter nel cuore (cit.)
non capisco perché ESPN non abbia passato la notiziaSmall Ticket wrote: Adriano: "Per ora smetto"
capitolo chiuso.che grandissimo idiota,di quelli che non vogliono sfruttare le doti che la natura ha loro dato.
ah, perché non è Studio Sport :lol2:
seriamente, dispiace per il campione che ha dimostrato di essere e che troppe volte si è buttato via
PS: se Cruz non vi serve, mi posso dare l'indirizzo dove spedirlo. CAP: 40100
Giordan wrote: Menzione onorevole per Pap, che si è distinto per avere la stessa voce di Battiato e la peggior pronuncia anglo-americana ogni epoca!!!
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Re: F.C. Internazionale 1908 sempre a testa alta con l'inter nel cuore (cit.)
torna torna tranquilli, rivedremo il gel sui capellifrancilive wrote: Il Trivela mi pare abbia detto di non voler tornare all'Inter. E non capisco cos'abbia in testa, visto che anche al Chelsea non ha credo speranze di rimanere.
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Re: F.C. Internazionale 1908 sempre a testa alta con l'inter nel cuore (cit.)
D'accordo quasi si tutto:IL Poz wrote: Che noia, si parla delle solite cose, mi metto a fare un pagellone dell'Inter di Mou di quest'anno, con valutazione economica ed eventuale conferma
...........
15 confermati e 12 non confermati, sembra di essere decimi in campionato
- Maxwell lo cederei solo se si riuscisse a monetizzare e/o trovare un valido sostituto, altrimenti come unico terzino sinistro della rosa credo sia indispensabile.
- Materazzi lo terrei un'altra stagione. Come cambio di lusso potrebbe servire ancora
- Sul maghetto cileno sono d'accordo, ad inizio stagione Mourinho ne aveva parlato molto bene, se ora non lo ritiene adeguato a giocare evidentemente ha avuto segnali negativi in allenamento e nelle poche apparizioni. Peccato.
- Quaresma lo riconfermerei anche io, chissà che con meno pressione e con un anno in più di ambientamento possa dimostrare il suo reale valore.
Sulla frase finale: è normale che con l'arrivo di un nuovo allenatore ci siano profondi cambiamenti nella rosa, non è successo lo scorso ann, succederà ora. Inoltre è indispensabile ringiovanire la rosa con elementi che possano dare il loro apporto subito con garanzie di salute che certi giocatori non davano più.
Bravo Poz!
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anima_ardente
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Re: F.C. Internazionale 1908 sempre a testa alta con l'inter nel cuore (cit.)
Posso comunque ritenermi più che soddisfatto di come l'Inter si è comportata con Adriano, ha SEMPRE cercato di aiutarlo in tutti i modi possibili e se c'è qualcuno che ne esce sconfitto è proprio l'ex Imperatore. Spero almeno che questo lo riconosca. Peccato!
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Re: F.C. Internazionale 1908 sempre a testa alta con l'inter nel cuore (cit.)
io non credo si possa parlare di sconfitta, secondo me l'uomo ha dei problemi seri dal punto di vista psicologico che sia depressione alcool o quello ch evolete, non è mai facile vincere queste situazioni, l'unica cosa è cercare di spegnare le luci sul caso lasciare il ragazzo in pace e sperare che almeno l'uomo possa tornare! mi dispiace a 26 anni vedere una persona ridotta così soprattutto per le possibilità che ha avuto e quanto la vita gli ha offerto. in fondo alla sua età io sono ancora qui che mi sbatto a 0€ al mese sarebbe più giustificabile se io fossi schifato dalla situaizone e invece lotto e sudo per qualcosa, il ragazzo si è perso perchè ha avuto tanto troppo in fretta e il tutto condito da una testa fragilissimaanima_ardente wrote: Posso comunque ritenermi più che soddisfatto di come l'Inter si è comportata con Adriano, ha SEMPRE cercato di aiutarlo in tutti i modi possibili e se c'è qualcuno che ne esce sconfitto è proprio l'ex Imperatore. Spero almeno che questo lo riconosca. Peccato!
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Re: F.C. Internazionale 1908 sempre a testa alta con l'inter nel cuore (cit.)
RIO DE JANEIRO — Esiste una sola città al mondo dove nell’arco di una giornata
si può spendere una fortuna in un ristorante, sfasciare un’auto a 120 all’ora
sul lungomare, andare a trovare una vecchia zia che vive in un tugurio, bere
due casse di birra con gli amici narcotrafficanti lì a fianco, e in nottata
organizzare un’orgia con otto ragazze e un trans che di solito sfila sulle
passerelle d’alta moda: tutti allegramente sorvegliati da gorilla per tener
lontani i curiosi. Luoghi comuni terribili circondano Rio de Janeiro. Luogo
metafora dove tutto è possibile, tortuosa come gli enigmi nella testa di
Adriano, che qui è rifugiato da ormai tre settimane. E dove potrebbe restare
ancora a lungo: ieri pomeriggio in una conferenza stampa all’hotel Windsor
nel quartiere Barra da Tijuca, dove abita, ha annunciato che smetterà di
giocare a calcio: «Mi prendo una pausa perché giocare a calcio non mi dà più
allegria».
Quanto lunga, la pausa? «Può essere uno, due , tre mesi», ma anche di più. In
ogni caso niente cliniche: «La mia clinica sono la mia famiglia e il mio Paese.
Rinuncio anche ai soldi». Adriano ha detto di non avere problemi con l’alcol, di
non essere malato né depresso. Infine un pensiero per Massimo Moratti: è come un
padre, ma il legame non è abbastanza forte da spingerlo a lasciare il Brasile.
«È a casa da solo, nella villona di Barra», «No, è con gli amici di infanzia a
Vila Cruzeiro, a far baldoria ». Cambia poco, se l’ascensione al cielo ha
fatto di te un Garrincha e non un Pelé, un Edmundo invece che un Falcão. Un
piede ce l’hai sempre dove sei nato, e non solo per distribuire caramelle ai
bambini davanti alle telecamere, con lo sponsor buonista. Grappoli di ex
«fidanzate» che dicono di sapere tutto, per guadagnare un titolo, e
soprattutto una fotografia a corredo. Fa parte del gioco: se sei un calciatore
famoso, ti piacciono le donne che girano attorno ai calciatori famosi. Quelle
che tentano di fregarti nel motel, facendo evaporare i preservativi all’ora x:
non si sa mai che spunti una sorpresa in grado di sistemarti per la vita. Negli
anni d’oro di un altro centravanti nerazzurro di talento, a Rio si diceva che
«Ronaldinha» era una professione, non un nome. Scherzando, ma nemmeno troppo.
Adriano non è riuscito a evitare nulla del «purgatorio do caos », dolori
intensi e piaceri estremi, voglia di vincere e poi di distruggere tutto. A
partire dall’incubo di se stesso bambino, disperato alla vista del padre
colpito da una pallottola nella favela durante una sparatoria. Almir era un
omone forte, come il figlio, e sopravvisse per anni con il proiettile
conficcato nel cranio. Alla sua morte, avvenuta infine cinque anni fa, si fa
risalire l’inizio di tutti i problemi di Adriano, le lunghe depressioni,
affogate nella birra, nella nottate in discoteca a Milano (che a Rio poi
definisce mortalmente noiose), la voglia di tornare in favela a scherzare con
gli amici. Dove lo aspettano sempre Jadir, il gestore del chiosco a lato del
campetto in polvere di Vila Cruzeiro, oppure Mauricio detto l’archivista,
perché conserva tutti i ritagli dell’idolo, fino ad altri coetanei che nel
frattempo hanno risalito la scala del comando con altri mezzi che non fossero i
piedi. Non tutti: solo quelli sopravvissuti alla morte o alla galera. Luogo di
violenza inaudita, la favela, ma comunità forte e persino felice. Lecito e
giusto andarsene a vivere meglio, lungo l’oceano, imperdonabile è non tornare
mai. «Ragazzi, è arrivato Pipoca!». Significa popcorn, in portoghese, Adriano
ne mangiava così tanto da bambino — lo vendeva una zia con il carretto
ambulante — che ancora lo chiamano così quando arriva. Poi Adriano è anche il
ragazzone in bermuda e ciabatte fotografato ieri mattina sul lungomare mentre
comprava i giornali, forse per saperne di più sul suo suicidio professionale.
E quello che paga per tutti al ristorante Fratelli, il suo preferito vicino
casa. Tortelli con ripieno di pollo e noci in salsa rosa, sempre lo stesso
piatto, e mai più di un bicchiere di vino, assicura lo chef italiano Massimo
Torresan. «Timido e gentilissimo », racconta. Questo è l’Adriano familiare, con
la mamma, fratelli e cugini, mai una parola o un gesto fuori posto. Tavolata
di neri e mulatti, in un salone dove dominano i colori chiari della classe
agiata del quartiere di Barra da Tijuca.
Gli «emergenti », li chiamano a Rio: sognano la villa o il condominio
esclusivo, in un angolo della metropoli che sembra Miami e non ci sono
mendicanti perché nessuno gira a piedi. Nessun calciatore si sognerebbe mai di
vivere in un altro posto che non sia Barra. Eppure è proprio qui dove più è
difficile capire Adriano, peccatore della religione del successo e dissipatore
della sorte. «Va aiutato», dice il coro che arriva dall’Italia, calciatori,
allenatori, psicologi assortiti. «Faccia un po’ quello che gli pare », si
risponde dal Brasile pagano, dove lo scandalo ha un’altra accezione. La
«festinha» allegra ha indignato per un solo motivo: era alla vigilia del raduno
della Seleção, e poi si è pareggiato con l’Ecuador. Vergogna!
(Corriere della Sera)
E forza Adriano.
si può spendere una fortuna in un ristorante, sfasciare un’auto a 120 all’ora
sul lungomare, andare a trovare una vecchia zia che vive in un tugurio, bere
due casse di birra con gli amici narcotrafficanti lì a fianco, e in nottata
organizzare un’orgia con otto ragazze e un trans che di solito sfila sulle
passerelle d’alta moda: tutti allegramente sorvegliati da gorilla per tener
lontani i curiosi. Luoghi comuni terribili circondano Rio de Janeiro. Luogo
metafora dove tutto è possibile, tortuosa come gli enigmi nella testa di
Adriano, che qui è rifugiato da ormai tre settimane. E dove potrebbe restare
ancora a lungo: ieri pomeriggio in una conferenza stampa all’hotel Windsor
nel quartiere Barra da Tijuca, dove abita, ha annunciato che smetterà di
giocare a calcio: «Mi prendo una pausa perché giocare a calcio non mi dà più
allegria».
Quanto lunga, la pausa? «Può essere uno, due , tre mesi», ma anche di più. In
ogni caso niente cliniche: «La mia clinica sono la mia famiglia e il mio Paese.
Rinuncio anche ai soldi». Adriano ha detto di non avere problemi con l’alcol, di
non essere malato né depresso. Infine un pensiero per Massimo Moratti: è come un
padre, ma il legame non è abbastanza forte da spingerlo a lasciare il Brasile.
«È a casa da solo, nella villona di Barra», «No, è con gli amici di infanzia a
Vila Cruzeiro, a far baldoria ». Cambia poco, se l’ascensione al cielo ha
fatto di te un Garrincha e non un Pelé, un Edmundo invece che un Falcão. Un
piede ce l’hai sempre dove sei nato, e non solo per distribuire caramelle ai
bambini davanti alle telecamere, con lo sponsor buonista. Grappoli di ex
«fidanzate» che dicono di sapere tutto, per guadagnare un titolo, e
soprattutto una fotografia a corredo. Fa parte del gioco: se sei un calciatore
famoso, ti piacciono le donne che girano attorno ai calciatori famosi. Quelle
che tentano di fregarti nel motel, facendo evaporare i preservativi all’ora x:
non si sa mai che spunti una sorpresa in grado di sistemarti per la vita. Negli
anni d’oro di un altro centravanti nerazzurro di talento, a Rio si diceva che
«Ronaldinha» era una professione, non un nome. Scherzando, ma nemmeno troppo.
Adriano non è riuscito a evitare nulla del «purgatorio do caos », dolori
intensi e piaceri estremi, voglia di vincere e poi di distruggere tutto. A
partire dall’incubo di se stesso bambino, disperato alla vista del padre
colpito da una pallottola nella favela durante una sparatoria. Almir era un
omone forte, come il figlio, e sopravvisse per anni con il proiettile
conficcato nel cranio. Alla sua morte, avvenuta infine cinque anni fa, si fa
risalire l’inizio di tutti i problemi di Adriano, le lunghe depressioni,
affogate nella birra, nella nottate in discoteca a Milano (che a Rio poi
definisce mortalmente noiose), la voglia di tornare in favela a scherzare con
gli amici. Dove lo aspettano sempre Jadir, il gestore del chiosco a lato del
campetto in polvere di Vila Cruzeiro, oppure Mauricio detto l’archivista,
perché conserva tutti i ritagli dell’idolo, fino ad altri coetanei che nel
frattempo hanno risalito la scala del comando con altri mezzi che non fossero i
piedi. Non tutti: solo quelli sopravvissuti alla morte o alla galera. Luogo di
violenza inaudita, la favela, ma comunità forte e persino felice. Lecito e
giusto andarsene a vivere meglio, lungo l’oceano, imperdonabile è non tornare
mai. «Ragazzi, è arrivato Pipoca!». Significa popcorn, in portoghese, Adriano
ne mangiava così tanto da bambino — lo vendeva una zia con il carretto
ambulante — che ancora lo chiamano così quando arriva. Poi Adriano è anche il
ragazzone in bermuda e ciabatte fotografato ieri mattina sul lungomare mentre
comprava i giornali, forse per saperne di più sul suo suicidio professionale.
E quello che paga per tutti al ristorante Fratelli, il suo preferito vicino
casa. Tortelli con ripieno di pollo e noci in salsa rosa, sempre lo stesso
piatto, e mai più di un bicchiere di vino, assicura lo chef italiano Massimo
Torresan. «Timido e gentilissimo », racconta. Questo è l’Adriano familiare, con
la mamma, fratelli e cugini, mai una parola o un gesto fuori posto. Tavolata
di neri e mulatti, in un salone dove dominano i colori chiari della classe
agiata del quartiere di Barra da Tijuca.
Gli «emergenti », li chiamano a Rio: sognano la villa o il condominio
esclusivo, in un angolo della metropoli che sembra Miami e non ci sono
mendicanti perché nessuno gira a piedi. Nessun calciatore si sognerebbe mai di
vivere in un altro posto che non sia Barra. Eppure è proprio qui dove più è
difficile capire Adriano, peccatore della religione del successo e dissipatore
della sorte. «Va aiutato», dice il coro che arriva dall’Italia, calciatori,
allenatori, psicologi assortiti. «Faccia un po’ quello che gli pare », si
risponde dal Brasile pagano, dove lo scandalo ha un’altra accezione. La
«festinha» allegra ha indignato per un solo motivo: era alla vigilia del raduno
della Seleção, e poi si è pareggiato con l’Ecuador. Vergogna!
(Corriere della Sera)
E forza Adriano.
The rare occurence of the expected.
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Re: F.C. Internazionale 1908 sempre a testa alta con l'inter nel cuore (cit.)
Auguro all'uomo Adriano di riprendersi dai suoi evidenti e molteplici problemi psicologici,ma almeno ora è finita questa farsa all'Inter,questa presa per il culo ripetuta ciclicamente con la stessa frequenza delle stagioni (non calcistiche) condita con le promesse del bambino che spergiura di fare il buono per poter assicurarsi il giocattolo.
Ringrazia Dio,Adriano,che ti puoi permettere il lusso di smettere (ora ufficialmente...) e avere una vita agiata,mentre certi poveretti con i tuoi stessi problemi devono continuare a scorticarsi la pelle tutti i giorni,da mattina a sera,per poter continuare a campare.
Ti ringrazio,nonostante tu abbia rubato lo stipendio in tutti questi anni e nonostante i casini che hai combinato attorno ad un ambiente finalmente sereno,dopo anni bui...ti ringrazio,perchè oggi mi hai fatto vedere la luce fuori del tunnel:ti sei tolto dalle palle.
Grazie,ora credici e non ci ripensare. :gazza:
Tex
Ringrazia Dio,Adriano,che ti puoi permettere il lusso di smettere (ora ufficialmente...) e avere una vita agiata,mentre certi poveretti con i tuoi stessi problemi devono continuare a scorticarsi la pelle tutti i giorni,da mattina a sera,per poter continuare a campare.
Ti ringrazio,nonostante tu abbia rubato lo stipendio in tutti questi anni e nonostante i casini che hai combinato attorno ad un ambiente finalmente sereno,dopo anni bui...ti ringrazio,perchè oggi mi hai fatto vedere la luce fuori del tunnel:ti sei tolto dalle palle.
Grazie,ora credici e non ci ripensare. :gazza:
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Re: F.C. Internazionale 1908 sempre a testa alta con l'inter nel cuore (cit.)

Se la mia storia può avere un’influenza positiva su qualcuno, se qualcuno sta avendo gli stessi problemi che ho avuto io questi possono dire “Se Eddie ha avuto aiuto, anch’io dovrei chiedere aiuto, perché c’è ancora speranza” Mi vergogno per il mio passato, ma non di quanto ho fatto per correggere i miei errori. Sono orgoglioso di me stesso.
-Eddie Guerrero-
Addio Eddie...grazie di tutto.
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Re: F.C. Internazionale 1908 sempre a testa alta con l'inter nel cuore (cit.)
sempre triste e preoccupato (cit.) per adri (la cosa migliore per tutti, soprattutto per lui e che non se ne parli più...), vi faccio i più onesti auguri di buona pasqua.


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Re: F.C. Internazionale 1908 sempre a testa alta con l'inter nel cuore (cit.)
francilive wrote: sempre triste e preoccupato (cit.) per adri (la cosa migliore per tutti, soprattutto per lui e che non se ne parli più...), vi faccio i più onesti auguri di buona pasqua.
Anche a te Franci
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Re: F.C. Internazionale 1908 sempre a testa alta con l'inter nel cuore (cit.)
onesti auguri di pasqua, a tutti i frequentatori del topic degli onesti :figo:
da francilive » 10 ago 2012, 17:20
grande rissa, cosi!!!! giu' mazzate, spaccagli il culo!!!
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Re: F.C. Internazionale 1908 sempre a testa alta con l'inter nel cuore (cit.)
onesti auguri di buona pasqua

E mi dispiace ma non sempre riesci quando provi.
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