hispanico82 wrote:
E rinunciaci, perchè qui non possiamo pensare quello che pensi tu. Nè stiamo qui a giudicare le tue idee come stai facendo tu, che dici ci meritiamo Studio Aperto.
I soccorsi ci hanno messo lo stesso del tempo ad arrivare, e stiamo parlando di quelli della zona. Dal resto d'Italia ancora devono arrivare. Fatico a pensare che uno squadrone già in allerta ci metta il triplo del tempo ad arrivare in un'altra zona d'Italia di uno squadrone che deve essere chiamato, messo al corrente della situazione e fronteggiarla.
Poi poteva arrivare anche un maremoto in Campania (evento inaspettato), ma nel frattempo c'è stato un avvertimento in una zona che da Dicembre viveva una attività sismica intensa. Di tale avvertimento, come ho detto, si poteva fare tesoro, lo si approfondiva e si allertavano i soccorsi, senza evacuare nessuna città, perchè questo sarebbe risultato impossibile.
ovviamente stai mettendo su uno stesso piano cose che invece sono su livelli diversi.
la macchina dei soccorsi potrà pure essere lenta ed inefficente, personalmente non lo so. so quanto riportano i giornali on line e li sto seguendo così come stai facendo tu.
ma questo, ammesso sia vero, può fare rabbia e genrare indignazione e se veramente si accertano responsabilità in questo senso è giusto che si prendano provvedimenti (anche se avendo fatto parte per alcuni anni prima della PA e poi della PC in quel di pisa e conoscendo l'abnegazione di molte di queste persone che "lavorano" in questo settore mi riesce difficile pensare ad una loro compelta inefficenza).
però questo discorso c'entra ben poco con quello della prevenzione che poteva o meno essere fatta.
perchè la protezione civile non può impiegare mezzi e uomini sulla base di allarmi che non hanno una comprovata base scientifica e che quindi portino alla dichiarazione dello stato di emergenza prima che l'evento si verifichi (cosa che ad esempio potrebbe avvenire per fenomeni atmosferici o di tipo vulcanico).
tra parentesi leggevo proprio poco fa come fosse stato previsto un evento sismico per la fine di marzo dalle parti di sulmona (provincia dell'aquila ma interessata in maniera più parziale dal sisma). immaginiamoci cosa sarebbe successo se, fidandosi di queste previsioni difficilmente cirocoscrivibili sia da un punto di vista spaziale che temporale, per assurdo la parte più a rischio della popolazione di sulmona fosse stata presa ed evacuata dalle parti dell'aquila per metterla al sicuro.
che poi era un po' il discorso che facevo io se - sempre per assurdo - fossero stati spostati mezzi e uomini in abruzzo in attesa di un evento non circonstanziato e questi stessi eventi poi si verificano a migliaia di km di distanza, trovando quei luoghi più sguarniti della norma.
da parte della solita stampa si sta creando una polemica assurda e deleteria.