Kennedyno - Q.re Baggio - MILANO
Ecco le foto dei roster ufficiali:
NATIONAL LEAGUE PLAYIT ALL STAR TEAM

In piedi da sinistra: Orix MI,Lloydfree MI,Commicioner MI,Louis LO (manager),Gary Larson BO,Sberl BS,Pelato TO,Phillies LO,MarcRVD ROMA
Seduti da sinistra: Milano1946ultra MI,Tisiano MI,Pablets SV,Kalle GE
In DL Sheasmylove TO
AMERICAN LEAGUE PLAYIT ALL STAR TEAM

In piedi da sinistra:Lephio GE,Bambinazo LC,Pixi GE (MVP),Shark GE,Ivers TO,Jocker PC
Seduti da sinistra: IBJ PV,joesox UD (manager),Webba TO,figlio joe,Hobbit RN
In DL Tasco BZ
Prima della partita...
425,350
Qui invece trovate il box score con tutte le stats della partita:
ASG 2009
E qui potete vedere tutte le foto :
http://www.playitusa.dreamhosters.com/foto/main.php?g2_itemId=6149
Anche sul sito di Lephio c'è una pagina dedicata all'evento che verrà
aggiornata con eventuali news:
http://www.lephio.org/box/tiki-index.php?page=asg09
E qui il link al blog di Milanoultrà1946 che ha scritto un bel pezzo sul meeting :
http://milanostrikeout.blogspot.com/2009/04/taca-la-baleta-aprile.html
Ricapitolando in qualità di organizzatore (ebbene si me la tiro un po'...
è andato tutto davvero alla perfezione ed è stata davvero una magnifica giornata!
Vi rimando per i vari commenti e resoconti anche alle ultime pagine di questo topic!
E qui vi quoto il bellissimo racconto della giornata del nostro grande Joesox in una puntata
davvero speciale e indimenticabile di "profondo softball" (cit.Kalle):
joesox wrote: Incipit dall'ultimo Profondo Baseball
Buonasera gente del baseball
Internet…una chat room persa nell’immenso etere.
Allora va bene, ci vediamo a casa mia, cucinerò per voi, il mio indirizzo è …
il mio numero di telefono è …
prometti di non rivelarlo a nessuno.
A nessuno.
- Ok, Rich, don’t worry.
- Patriots-Steelers on TV.
- Ok, cool
Prendiamo la T e scendiamo.
Allston.
Materassi abbandonati sui marciapiedi.
Dozzine di paia di scarpe di ginnastica con le stringhe allacciate una all’altra ed appese penzolanti ai fili della luce o ai rami degli alberi.
Abbandonate.
Sembrano strani frutti, magari qualche esperimento.
Un’altra strada, un’altra fila di case tutte uguali.
Eccola, il numero è giusto.
La porta è spalancata.
Le scale.
Al piano terra i coreani, al primo piano una famiglia americana qualsiasi.
Silenzio.
Sull’ultima rampa accatastati lungo il muro, un frigorifero, un armadio, una lavatrice rotta.
Fuori dalla porta, anche questa aperta, una serie di ripiani.
Scatole, lattine, barattoli, roba varia ed in mezzo… la sega elettrica.
Un falegname?
Per il giardinaggio?
Un serial killer.
Voce dall’interno:
- Come in!
- Joe, ma dove cavolo mi hai portato?
- Tranquillo, siamo in due. Alla peggio lo meniamo.
Pavimenti in legno scuro.
Il salone.
Nel mezzo un enorme tavolo altrettanto legnoso ed altrettanto scuro.
Sopra, un gran vassoio ovale.
Dentro, cento, duecento, forse anche mille lecca-lecca.
Per i bambini scomparsi, ovviamente.
Siamo in una pagina di un libro di Stephen King.
Lo scrittore preferito di Tony.
Fidarsi degli sconosciuti trovati su internet.
Il meeting finalmente.
Finalmente non c’è uno schermo tra di noi, ma strette di mano, occhi, sguardi, braccia, gambe, voci, parole, sorrisi e risate.
Finalmente ci sono delle facce da attaccare a quei nomi ridicoli che ci siamo dati.
Anche se forse saremo tutti sempre un po’ doppi, mezzo nick, mezzo nome.
Le cose non saranno più come prima.
Saranno migliori.
E col meeting arrivò l'All Star Game...
Most Valuable Pixi
Sette su otto al piatto, sette runs, sei RBI, 3-run homer che spacca in due la partita, cinque inning di rilievo in cui le caldissime mazze della National League vengono messe in congelatore (concede solo sei valide) e che gli regalano pure la W come lanciatore.
Cose del genere io le ho viste fare solo a Babe Ruth.
Batte, lancia, batte di potenza, corre, scivola, è coperto di terra rossa dopo un terzo di inning da vero dirt dog, non ruba casa solo perchè l’esclusiva l’abbiamo data a Jacoby. Rimane ad un triplo dal cycle, triplo battuto dal “gemello” Lephio, che lo tormenta incessantemente con uno stimolante trash talking.
Trash che ha solo l’effetto devastante sugli avversari.
Il talking lo fa la sua mazza.
La parabola del fuoricampo (che sorvola l’alta recinzione di sinistra sfiorando mamma con bimbo in braccio…una preghiera di ringraziamento per quel metro in più...) è un arco perfetto, osservato l’ultima volta nel soffitto di Notre Dame de Paris.
Un Ken Griffey destro.
Arriva a casa e già sorride sotto i baffi. Baffi che quella faccia pulita di bambino entusiasta ed emozionato, non può ancora avere e non avrà mai.
Ma siamo tutti di schiena. Il doveroso silent treatment!
E poi giù le botte sull’elmetto.
Aveva aperto proprio lui, Pixi, la partita dopo il parallelo ceremonial first pitch.
Onore riservato a Tisiano organizzatore supremo che ha dipinto, come il grande pittore di cui porta il nome, un meeting che è il primo (spero di una lunga serie) ma che resterà indimenticabile ed onore riservato ad un commosso joe più figlio.
Non so come ringraziarvi tutti.
Circondati da alti palazzi, da bassi condomini colorati, da prati disseminati di mini calciatori, da una casa diroccata dalla quale sopraggiungono di tanto in tanto nitriti di cavalli, da recinzioni, da una tribunetta in legno in fondo al campo sinistro.
Le panchine, coperte dalla pioggia che non verrà, sono difese da reti, come in un film americano, e poi arachidi, semi di girasole e pistacchi.
Il sole splende alto e ci regala un pomeriggio delizioso.
Primo at bat di Pixi, primo lancio di Pelato.
Nick Punto è dentro tutti noi, siamo tutti superMario Chiarini, siamo tutti major leaguers per quattro ore.
Pelato deve affrontare 1-thru-5: Pixi, Lephio, IBJ, Hobbit, Shark, impresa non facile, andranno tutti insieme 25-38 .658 in cima al lineup dell’American League. Se la cava alla grande, concedendo due soli punti, lasciando la palla ad Oscar dopo due inning, per andare a governare la prole.
Tutt'altra salsa nell'altro dugout.
Dopo due inning infatti la National League è avanti 8-2.
Il meeting sul monte con me stesso ha uno che parla incavolato ed uno che ascolta umiliato (mi viene in mente Tom Glavine che in un ASG, 1992 o 1993 o 1994 – non controllo neppure – dura solo 1/3 di inning concedendo una marea di punti).
“Ehi, non stai giocando a bocce!”
Non ho la forza e la coscienza di obiettare.
“Sai, il tuo strikeout pitch è l'eephus...”
La mia ERA si misura in km.
Supera perfino i 34 del magnifico tratto a quattro corsie tra Bergamo e Milano.
Dopo aver concesso 8 valide, 5 atroci basi su ball ed 8 punti ed aver lanciato la mia squadra in un pozzo profondo scavato alla perfezione mi appendo da solo al gancio e telefono al bullpen.
Altro che rally monkey, qui per recuperare ci vuole l’Esercito delle dodici scimmie!
Con Lephio, uomo mai domo, decidiamo di applicare il piano B.
Hobbit passa dalla seconda ad esterno destro, Bambinazo appare in campo sinistro.
Ivers in terza, mossa logica, no? Direttamente dal topic delle somiglianze.
IBJ finisce in prima, poi in seconda, poi in terza ed infine all'interbase. Come un ebreo errante. Italian Big Jolly, paradigma dell'utility man, copre tutto l'interno e finisce pure a chiudere dal monte. Io mi sbatto all'esterno centro, più lontano possibile, dal monte di lancio.
Il messaggio B è chiaro: Swing for the fences!
Ma soprattutto la mossa chiave: Webba finisce dietro al piatto e diventa Victor Martinez. Di nome, di maglia, di fatto. È la mossa chiave. Il professore ricevitore ci guida con astuzia per un'infinità, otto inning inginocchiato. Chiama l'intenzionale e viene overruled, first guessed. Aveva ragione lui!
E mette pure giù una smorzata da manuale.
“Webba, pssst…fai un bunt…”
“Ma non l’ho mai fatto! Come si fa?”
“Non ne ho idea, io non l’ho mai chiamato (la sabermetrica me lo impedisce, ma questa volta voglio infrangere le regole, voglio sniffare per scoprire come ci si sente dopo!)”...e solo per sfortuna non facciamo neppure un punto.
Quattro punti nel quarto e quattro nel quinto riportano avanti la American League.
L’Old Circuit pareggia nel sesto. Dopo sei inning lo scoreboard dice 10-10.
Per la bellezza della giornata si potrebbe chiudere qui, ma i sei inning sono davvero volati, è presto, c'è ancora tanta luce, ci stiamo divertendo e lo spirito competitivo sta prendendo un pochino il sopravvento. Anche se la sportività è sempre regina!
L'high five più bello infatti lo regalo a Louis che infilza con il guanto un missile al volo proprio quando è sul monte.
Ma prima dell'azione vincente qualche nomination.
Nel senso che voglio nominare tutti.
AL
Lephio, 5 su 8, due doppi, un triplo, sette RBI! L'anima, la voce, il suggeritore di prima, di terza, di difesa (“Dimmi tu dove devo tirarla, quando e soprattutto se la prendo”), il direttore, il cronista, l'uomo solo al comando. Numero due del lineup, colui che crea, il cuore, il polmone, il fegato, gli occhi, le orecchie, ma soprattutto il cervello.
Shark, il nostro rookie, che va 5 su 7 e trova l'unica volata di sacrificio della giornata, ce ne sarebbe stata un'altra, ma il signor Lephio si addormenta in terza.
Jocker va 3 su 7 e – per motivi sconosciuti – si porta la mazza in prima, forse per menare il gigante che fa la guardia al primo sacchetto. O forse per difendersi?
Eccellente in difesa.
Bambinazo, minaccioso, coordinato, ho il piacere di vederlo al piatto ben cinque volte, osservandolo dalla prima o dalla seconda base. Ed ogni volta mi fa avanzare, termina con la terza miglior OPS della squadra.
IBJ ed Hobbit, the Toronto boys, vanno entrambi 4 su 8. IBJ braccio cannone, il cappello è una storia nella storia. Hobbit flexi-man, flessibile ed adattabile.
NL
Ho sempre amato la National League, perchè il DH non mi piace. Perchè il baseball doveva restare puro.
Sberl, ricevitore, è bellissimo andare a battere e sapere che c'è il grande Sberl a ricevere. Mi dice che si sente Varitek (ma finisce 4 su 5!), ed io penso a Yadier Molina. E a Johnny Bench, il catcher per eccellenza. Così bardato ha qualcosa di antico, protetto da quel carapace, superbo difensore, resiste anche lui inning dopo inning. Resiste anche alla home plate collision nella quale segno, ma ho la peggio. Il ginocchio è ancora sbucciato, come quando avevo nove anni e volavo in bicicletta.
Marco RVD, dopo l'estenuante viaggio dalla capitale, trova ancora la forza di giocare per undici inning. Entusiasmo alle stelle, ma anche buon occhio, termina con 3 BB e 2 SO. Veste Red Sox, ma tiene ai Mets, dei quali si dice abbia la t-shirt. Rappresenta alla perfezione l'essenza di questa partita, poichè viene da lontano e porta i colori di tutti, dell'Al e della NL.
Orixbw, è lui, l'uomo del Giappone, anche se oggi Ichiro lo abbiamo noi. Lo vedo ottimo in difesa. Attento al piatto. Lo distraggo con lanci assurdi che finiscono ovunque e non ottengono nulla.
Kalle, Trash talking waiting to happen. La battuta esce a raffica, scivola tra noi mortali e ci abbatte. “Fermatelo, ha la caviglia insanguinata!” “Siete una squadra di m.... ma si scherza, eh!” e tante, tante altre. Ci voleva un registratore.
L'unassisted double play ci mostra che è un uomo di sport. La prima base è territorio suo. Mancino, al piatto fa paura. Mi sposto di venti passi a sinistra e gli rubo un meritatissimo doppio. Nasce così il Kalle Shift.
Gary Larson, ascolta Caterpillar e già qui andiamo d'accordo. Va 1 su 4 con 2 RBI. Ma restano negli occhi le due giocate difensive della partita, la presa in scivolata in seconda base e la presa alla volo su una battuta lunga, ma lunga. Il tuffo è da cineteca (noi lo abbiamo visto e chi non c'era può anche non crederci).
Pelato, detto delle presenze sul monte, ha 1 GS, 1 GF, ma, impossibilità statistica non ha il CG, si difende anche al piatto, infila un RBI ed andando 1 su 3.
Tisiano. Basta con i complimenti, ma il posto per la cena a me è garbato da morire, tantissimo. Cibo, spazi, pareti, gente, tutto. Ma il baseball è altrettanto indovinato, e che legnate, 3 su 4, 3 RBI, finisce con la seconda miglior media e la terza OPS di squadra.
Pablets. Cubs. Tre BB e due RBI, ma maledetta non arriva la valida. Ok, non vado avanti, forse non parlo per tutti, ma quando gli orsetti di Wrigley Field finalmente vinceranno le World Series, saremo in tanti contenti per te.
Milano1946, un figo, non ho altre parole, sembra pure un po' Mike Piazza. Ha la casacca del nuovo idolo, Jason Bay. Ma fa come il vecchio Johnny Damon, arriva all'ultimo minuto, va 1 su 3, gioca in difesa, arbitra, chiama gli strike come i veri uomini blù e fa piegare dal ridere pure le signore a 100 metri di distanza. E poi, più veloce di Rickey Henderson, scompare, alla James Bond.
Phillies, sorriso contagioso, entusiasmo alle stelle, una storia d'amore partita da Philadelphia, salti di gioia per il singolo che era foul. Ma poi il singolo che è singolo, oppure no?
Con Louis completa un out 4-3-4 che ci tiene tutti col fiato sospeso per tre secondi.
Forumista da poco – mi pare – ma lascia il segno. “Gli uomini vengono e vanno, ma i Phillies ci sono dal 1883 e ci saranno per sempre!” Il suo scouting forum report sta cambiando mentre scrivo.
Louis, due su tre, due doppi, due RBI e tutto quel sacrificarsi dal monte negli inning finali. Ha il carisma di Joe Torre, raduna la squadra e stende la tattica. Se poi non ubbidiscono non è colpa sua! Un saluto alla signora louis dalla signora joe.
Oscar, l'unico che di softball ne capiva davvero qualcosa. Grazie di tutto.
“Comicioner” Enzo, non legge il forum, ma lo ringraziamo anche perchè aveva la casacca giusta! Batte un gran doppio.
Lloyd Free. Un abbraccio, aveva la maglia di uno dei mitici 25, di quando giocava nei Reds. Totale rispetto. Ed un doppio pure per lui.
Dovremmo essere tutti.
Spero di non aver perso nulla di importante per strada.
Il coniglio!
Come potevo dimenticarmi dei pigiamini.
Non c'era nessuno a rappresentare gli Yankees.
Ed allora è apparsa una creatura.
Mi fermo per non suscitare polemiche.
Momento decisivo.
Parte alta del settimo, con due uomini in base tocca a Pixi sparecchiare la tavola. Bomba da tre punti e vantaggio American League per 13-10, che diventa 14-10 nella parte alta del nono. Ivers si scopre Papelbon e lancia due inning decisivi. Entrano tre punti nella parte bassa, ma con nessun out ed uomini in prima e seconda riesce a tenere il vantaggio. La National League non arriva a far entrare quel 14.
Il 14-13 per l'AL sarebbe il risultato finale dopo nove inning, ma si continua, se potessimo andremmo avanti all'infinito. Per il momento i muscoli non fanno ancora male.
E' evidente che la NL non ha bullpen e per l'ennesima volta nella storia del baseball, di questo meraviglioso gioco succede un qualcosa che non era mai successo prima: un partente ritorna sul monte dopo essere stato sostituito e diventa rilievo di se stesso. Pelato rileva Louis, che aveva rilevato Lloyd Free che aveva rilevato Oscar, che aveva rilevato lo stesso Pelato. Ed ancora una volta se la cava benissimo e chiude l'emorragia.
Louis, vera anima della National League, si era sacrificato quando in un disperato, ma coraggioso tentativo di rimonta si decide di giocare decimo ed undicesimo inning.
Ma nulla importa, siamo qui per divertirci.
L'American League ha ormai tracimato, il punteggio non conta, un'inezia numerica.
L'ultimo out lo fa Sberl, paradosso, l'unica volta in cui non batte valido.
E' ora di far giocare ragazze e bambini. Quelli piccoli per davvero.
Gli assenti ampiamente giustificati: dicmod, Tasco, sheasmylove, shilton, Fede_, kromfel, all3n, Jeremy...
La prossima volta vi vogliamo.
Forse altri?
Come detto è sempre tutto aperto a tutti.
Prossima volta...abbiamo messo qualcosa in cantiere.
Si parla di Bologna o dintorni, autunno 2009 oppure primavera 2010.
Pranzo, nel pomeriggio la partita, cena, chiacchierata fino a notte tarda e domenica colazione e arrivederci.
Magari con pernottamento per tutti in qualche rifugio, monsatero, centro sociale, asilo dell'infanzia?
E' solo un'idea.
Intanto
Un grazie di cuore a tutti.
GO MEETING GO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
E per finire una bella foto di gruppo di tutti i Play.it All Star Game Players!!!!!








