Ragazze della Pennsylvania permettendo! :lol2: :lol2:Paperone wrote: io ne ho![]()
Re: Naufraghi 2.0
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Re: Naufraghi 2.0
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Re: Naufraghi 2.0
sono a Washington :Ddoc G wrote: Ragazze della Pennsylvania permettendo! :lol2: :lol2:
Giordan wrote: Menzione onorevole per Pap, che si è distinto per avere la stessa voce di Battiato e la peggior pronuncia anglo-americana ogni epoca!!!
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Re: Naufraghi 2.0
E cosa fanno le ragazze della Pennsylvania a Washington?Paperone wrote: sono a Washington :D
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Re: Naufraghi 2.0
Quando il gioco si fa duro bisogna (solo) renderlo più morbido.. Quello di Sidney era un sorriso amaro, quello di Billy -invece- era divertito, ma il sorriso di Isola era decisamente compiaciuto: alla sua prima partita aveva subito lasciato il segno nel torneo; oltre che nell'autostima di uno dei giocatori più violenti delle ultime tre edizioni, un intimidatore (e provocatore) che tutte le squadre temevano. Anche per questo Sidney era stato lieto che Isola si fosse proposto di andare a saltare per la palla a due contro quel duro, perché riteneva che tra tutti gli isolani lui fosse l'unico ad avere i nervi saldi e non sarebbe caduto in provocazioni. In quel bel mattino di sole dovette ammettere di non conoscerlo poi abbastanza. In seguito ci avrebbe pensato Speaker a mostrare l'accaduto, poiché aveva ripreso tutto con la sua piccola fotocamera digitale: nel consueto brusio che precede l'inizio delle partite l'arbitro si guardò intorno mentre Isola e il duro erano in posizione, pronti a scattare come molle quando la palla fosse stata alzata tra loro. Quel che accadde quando l'arbitro lanciò la palla per aria (e mentre -come era ovvio- la maggior parte degli sguardi ne seguiva la traiettoria) fu che Isola piantò un memorabile gancio d'incontro sul viso del duro, spedendolo giù -lungo e disteso- col naso sanguinante e verosimilmente fratturato. Uno degli organizzatori del torneo riscoprì la fede e si fece il segno della croce con devozione: il rischio di una mega rissa era altissimo. Ma le dinamiche di certi branchi son poi diverse e se il più duro di un branco viene ridotto a miti consigli è improbabile che gli altri componenti facciano qualcosa di più che mostrare i denti.
Quando il gioco si fa duro bisogna (solo) renderlo più morbido.. La sezione del tifo isolano era al tempo stesso sconcertata e divertita (pur avendo assistito ad un atto violento e gratuito di cui nessuno aveva colto dei segni premonitori); il vecchio si chiedeva se non avrebbe fatto bene pure lui -a suo tempo- a colpire certi avversari, ma gli unici che gli pareva lo meritassero eran quelli che lo battevano regolarmente a biliardo e in quel caso si sarebbe trattato di frustrazione, mentre Isola non poteva già essere frustrato dal momento che il torneo era appena iniziato. Che poi come torneo prometteva proprio bene, viste le premesse della partita inaugurale. Tanto che uno degli organizzatori -nel vedere il duro in terra sanguinante- s'era affrettato a farsi il segno della croce quasi con la stessa rapidità che aveva messo Isola nel colpire il suo famigerato avversario. Il vecchio era comunque abbastanza sicuro che non sarebbe successo niente; glielo suggeriva l'esperienza accumulata durante le sue nottate al chiuso di fumose sale biliardo, in cui aveva visto più volte deflagrare delle risse spaventose: ormai era in grado di fiutarne il sentore, e nessuno tra i compagni o gli amici del duro aveva l'aria di chi volesse passare a vie di fatto. E magari c'entrava anche un po' la serenità con cui Isola -sorridendo- cercava gli occhi di ciascuno di loro.
Quando il gioco si fa duro bisogna (solo) renderlo più morbido.. Speaker stava armeggiando con la sua piccola fotocamera digitale per rivedere il filmato del colpo che nessuno aveva potuto proibire a Isola, e allo stesso tempo stava spiegando all'Eroe che un comportamento del genere, per Isola, era assolutamente fuori dagli schemi e che proprio per questo -tutto sommato- bisognava aspettarselo. D'altra parte pare che qualche mese prima -durante una partita- il duro avesse fatto assaggiare i suoi gomiti all'Essenziale in modo del tutto gratuito: dopo aver catturato un rimbalzo aveva mulinato con i gomiti per difender la palla in modo da poter rifilare un colpo allo zigomo dell'Essenziale che aveva avuto solo il torto di trovarsi lì vicino ma non aveva nemmeno ipotizzato di contendergli la palla. Isola a quella partita non aveva assisitito, ma potevano anche averglielo riferito. E comunque il duro si portava appresso quella reputazione e pare addirittura che un allenatore avversario si fosse offerto di ricompensare chiunque avesse avuto il fegato di metterlo fuori gioco con qualche colpo proibito. Isola lo aveva fatto gratis perché era sempre stato un generoso. Come spesso accadeva Speaker aveva iniziato a parlare al suo interlocutore senza accertarsi che questo lo stesse ascoltando, se soltanto gli fosse venuto il dubbio e avesse guardato in direzione dell'Eroe avrebbe potuto notare che non aveva molta libertà di movimento: nel parapiglia che non era seguito all'atterramento del duro, la sorella di Isola aveva pensato bene di buttargli le braccia al collo e non pareva minimamente intenzionata a lasciarlo andare prima che l'Eroe le avesse dedicato le coccole rassicuranti di cui aveva bisogno..
Quando il gioco si fa duro bisogna (solo) renderlo più morbido.. La sezione del tifo isolano era al tempo stesso sconcertata e divertita (pur avendo assistito ad un atto violento e gratuito di cui nessuno aveva colto dei segni premonitori); il vecchio si chiedeva se non avrebbe fatto bene pure lui -a suo tempo- a colpire certi avversari, ma gli unici che gli pareva lo meritassero eran quelli che lo battevano regolarmente a biliardo e in quel caso si sarebbe trattato di frustrazione, mentre Isola non poteva già essere frustrato dal momento che il torneo era appena iniziato. Che poi come torneo prometteva proprio bene, viste le premesse della partita inaugurale. Tanto che uno degli organizzatori -nel vedere il duro in terra sanguinante- s'era affrettato a farsi il segno della croce quasi con la stessa rapidità che aveva messo Isola nel colpire il suo famigerato avversario. Il vecchio era comunque abbastanza sicuro che non sarebbe successo niente; glielo suggeriva l'esperienza accumulata durante le sue nottate al chiuso di fumose sale biliardo, in cui aveva visto più volte deflagrare delle risse spaventose: ormai era in grado di fiutarne il sentore, e nessuno tra i compagni o gli amici del duro aveva l'aria di chi volesse passare a vie di fatto. E magari c'entrava anche un po' la serenità con cui Isola -sorridendo- cercava gli occhi di ciascuno di loro.
Quando il gioco si fa duro bisogna (solo) renderlo più morbido.. Speaker stava armeggiando con la sua piccola fotocamera digitale per rivedere il filmato del colpo che nessuno aveva potuto proibire a Isola, e allo stesso tempo stava spiegando all'Eroe che un comportamento del genere, per Isola, era assolutamente fuori dagli schemi e che proprio per questo -tutto sommato- bisognava aspettarselo. D'altra parte pare che qualche mese prima -durante una partita- il duro avesse fatto assaggiare i suoi gomiti all'Essenziale in modo del tutto gratuito: dopo aver catturato un rimbalzo aveva mulinato con i gomiti per difender la palla in modo da poter rifilare un colpo allo zigomo dell'Essenziale che aveva avuto solo il torto di trovarsi lì vicino ma non aveva nemmeno ipotizzato di contendergli la palla. Isola a quella partita non aveva assisitito, ma potevano anche averglielo riferito. E comunque il duro si portava appresso quella reputazione e pare addirittura che un allenatore avversario si fosse offerto di ricompensare chiunque avesse avuto il fegato di metterlo fuori gioco con qualche colpo proibito. Isola lo aveva fatto gratis perché era sempre stato un generoso. Come spesso accadeva Speaker aveva iniziato a parlare al suo interlocutore senza accertarsi che questo lo stesse ascoltando, se soltanto gli fosse venuto il dubbio e avesse guardato in direzione dell'Eroe avrebbe potuto notare che non aveva molta libertà di movimento: nel parapiglia che non era seguito all'atterramento del duro, la sorella di Isola aveva pensato bene di buttargli le braccia al collo e non pareva minimamente intenzionata a lasciarlo andare prima che l'Eroe le avesse dedicato le coccole rassicuranti di cui aveva bisogno..
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Re: Naufraghi 2.0
Ehi Doc, il capitolo 5?
:D
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Re: Naufraghi 2.0
5
Un anno durarono le ricerche cabalistiche sul testo di Fulcanelli. Filippo ed il prof. Colonna trascorrevano le giornate insieme, mangiavano, dormivano, lavoravano sempre insieme, si dividevano solo in bagno. Mille tentativi fecero, e mille tentativi andarono a vuoto. Spesero centinaia di milioni in computer sempre più veloci ed in programmi sempre più efficienti, che poi riutilizzavano per l’erboristeria, che divenne in poco tempo la più avanzata tecnologicamente d’Italia; tutti si chiedevano il perché di investimenti che non sarebbero mai rientrati, ma il motivo lo conoscevano solamente i due alchimisti. Finalmente trovarono una chiave per interpretare la parte del testo di Fulcanelli che parlava dei labirinti iniziatici, e lì trovarono spunti preziosi; tutti i labirinti andavano proiettati in pianta ottagonale ed iscritti in un cerchio, come fece il misterioso architetto di Castel Del Monte nelle Murge, forse lo stesso imperatore Federico II, il nuovo re Artù, anche se ci sono prove certe di un suo intervento nell’edificio solamente per il pavimento.
Il cerchio è la figura che esotericamente simboleggia Dio, il quadrato simboleggia l’uomo, l’ottagono è il tramite, mediante un labirinto iniziatico di forma ottagonale si può assurgere ad un livello spirituale superiore, il motivo per cui gli alchimisti cercavano la pietra filosofale, il motivo per cui Federico II edificò Castel del Monte.
Si recarono a Barcellona, per studiare il labirinto presente nella Sagrada Familia, a Chartres, per vedere la Cattedrale, ed a Lione, per vedere la Cattedrale di Saint Jean.
Copiarono fedelmente i labirinti e ne esaminarono le piante alla luce di quanto affermato da Fulcanelli.
Misero in relazione i risultati ottenuti analizzando i labirinti delle tre cattedrali e trovarono delle analogie sorprendenti. Forse erano vicini alla soluzione. Dovevano però stare molto attenti: un errore nella proiezione poteva portare alla perdita della vita o, peggio, al fallimento.
Altri due anni durarono le ricerche; Filippo ed il Prof. Colonna interpellarono professori universitari di geometria non convenzionale e si fecero aiutare nelle proiezioni. Alla fine diventarono anche loro esperti di geometria.
I quattro angoli del quadrato iscritto nell’ottagono erano quattro ingressi, gli altri otto erano posti nei lato dell’ottagono. Come avveniva in Castel del Monte, occorreva percorrere l’intero ottagono, in senso orario, fino a giungere all’ambiente adiacente a quello d’ingresso, da cui si può passare al livello più interno.
Alla fine i due riuscirono a far combaciare esattamente la pianta dei tre labirinti e passarono alla seconda fase: trovare l’ingresso giusto.
La soluzione che trovarono fu abbastanza elementare, ma a loro parere era la più giusta: sfruttarono i concetti espressi nell’unico labirinto iniziatico giunto integro fino a noi, e cioè Castel del Monte; l’ingresso giusto era quello volto allo stesso punto cardinale, l’est, cui è rivolto l’ingresso di Castel del Monte.
Avevano la pianta, sapevano dove cercare, cioè le gallerie poste sotto la chiesa della Grande Madre di Dio a Torino, sapevano da dove entrare, l’ingresso ad est, sapevano che percorso seguire, cioè seguire l’ottagono, non restava che trasformarsi in novelli Indiana Jones e partire.
La prima cosa che inserirono nell’equipaggiamento fu il bel testo “Archeologia misteriosa” dell’italiano Fenoglio, poi prepararono pentacoli, medaglioni simbolici, scettri magici, testi esoterici, ed infine scelsero l’equipaggiamento puramente materiale, caschi, luci, abbigliamento ed altre cose simili.
Tutto era pronto, si procurarono anche delle piante delle grotte conosciute di Torino, occorreva andare nel capoluogo piemontese e scavare.
Un anno durarono le ricerche cabalistiche sul testo di Fulcanelli. Filippo ed il prof. Colonna trascorrevano le giornate insieme, mangiavano, dormivano, lavoravano sempre insieme, si dividevano solo in bagno. Mille tentativi fecero, e mille tentativi andarono a vuoto. Spesero centinaia di milioni in computer sempre più veloci ed in programmi sempre più efficienti, che poi riutilizzavano per l’erboristeria, che divenne in poco tempo la più avanzata tecnologicamente d’Italia; tutti si chiedevano il perché di investimenti che non sarebbero mai rientrati, ma il motivo lo conoscevano solamente i due alchimisti. Finalmente trovarono una chiave per interpretare la parte del testo di Fulcanelli che parlava dei labirinti iniziatici, e lì trovarono spunti preziosi; tutti i labirinti andavano proiettati in pianta ottagonale ed iscritti in un cerchio, come fece il misterioso architetto di Castel Del Monte nelle Murge, forse lo stesso imperatore Federico II, il nuovo re Artù, anche se ci sono prove certe di un suo intervento nell’edificio solamente per il pavimento.
Il cerchio è la figura che esotericamente simboleggia Dio, il quadrato simboleggia l’uomo, l’ottagono è il tramite, mediante un labirinto iniziatico di forma ottagonale si può assurgere ad un livello spirituale superiore, il motivo per cui gli alchimisti cercavano la pietra filosofale, il motivo per cui Federico II edificò Castel del Monte.
Si recarono a Barcellona, per studiare il labirinto presente nella Sagrada Familia, a Chartres, per vedere la Cattedrale, ed a Lione, per vedere la Cattedrale di Saint Jean.
Copiarono fedelmente i labirinti e ne esaminarono le piante alla luce di quanto affermato da Fulcanelli.
Misero in relazione i risultati ottenuti analizzando i labirinti delle tre cattedrali e trovarono delle analogie sorprendenti. Forse erano vicini alla soluzione. Dovevano però stare molto attenti: un errore nella proiezione poteva portare alla perdita della vita o, peggio, al fallimento.
Altri due anni durarono le ricerche; Filippo ed il Prof. Colonna interpellarono professori universitari di geometria non convenzionale e si fecero aiutare nelle proiezioni. Alla fine diventarono anche loro esperti di geometria.
I quattro angoli del quadrato iscritto nell’ottagono erano quattro ingressi, gli altri otto erano posti nei lato dell’ottagono. Come avveniva in Castel del Monte, occorreva percorrere l’intero ottagono, in senso orario, fino a giungere all’ambiente adiacente a quello d’ingresso, da cui si può passare al livello più interno.
Alla fine i due riuscirono a far combaciare esattamente la pianta dei tre labirinti e passarono alla seconda fase: trovare l’ingresso giusto.
La soluzione che trovarono fu abbastanza elementare, ma a loro parere era la più giusta: sfruttarono i concetti espressi nell’unico labirinto iniziatico giunto integro fino a noi, e cioè Castel del Monte; l’ingresso giusto era quello volto allo stesso punto cardinale, l’est, cui è rivolto l’ingresso di Castel del Monte.
Avevano la pianta, sapevano dove cercare, cioè le gallerie poste sotto la chiesa della Grande Madre di Dio a Torino, sapevano da dove entrare, l’ingresso ad est, sapevano che percorso seguire, cioè seguire l’ottagono, non restava che trasformarsi in novelli Indiana Jones e partire.
La prima cosa che inserirono nell’equipaggiamento fu il bel testo “Archeologia misteriosa” dell’italiano Fenoglio, poi prepararono pentacoli, medaglioni simbolici, scettri magici, testi esoterici, ed infine scelsero l’equipaggiamento puramente materiale, caschi, luci, abbigliamento ed altre cose simili.
Tutto era pronto, si procurarono anche delle piante delle grotte conosciute di Torino, occorreva andare nel capoluogo piemontese e scavare.
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Re: Naufraghi 2.0
Settimana incasinata, ero in ritardo anche con il report dei Lakers! :lol2: :lol2:
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Re: Naufraghi 2.0
Bien, anche il capitolo 5 è andato. :D
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Re: Naufraghi 2.0
l'unico che non procede sono io, ma fra le promesse di primavera n'è anche per voi :lol2:
Giordan wrote: Menzione onorevole per Pap, che si è distinto per avere la stessa voce di Battiato e la peggior pronuncia anglo-americana ogni epoca!!!
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Re: Naufraghi 2.0
Capisco che è un momento un po' del cazzo, ma.. è un piacere averti qui.. Nel pieno di una partita senza sorrisi (da parte sua) Isola fu come schiaffeggiato da quell'attestato di stima. Soprattutto in considerazione del fatto che al suo arrivo quella stessa persona lo aveva ammonito con un secco Non aspettarti sconti. Trovarsi in campo nonostante l'accaduto aveva una sua logica -sia pure incomprensibile per molti- ma rimaneva un fatto che nessuno avrebbe potuto affermare di aspettarsi che Isola sarebbe venuto. -La signora dei ghiacci ha scelto mio cugino stavolta- eran state le sue parole agli amici del campo; nell'universo di Isola la signora dei ghiacci era la morte e questo poteva anche essere un modo per spiegare -indirettamente- che siccome associava la mancanza di passione, di calore, alla freddezza e al gelo (e quindi alla morte) lui ne metteva in ogni cosa che faceva ed aveva un sorriso per ogni occasione. Ma proprio non gli era riuscito di trovarne uno adatto quando gli dissero che suo cugino era morto. Lo avevano ucciso ad un incrocio, mentre cercavano di rubargli la macchina. Isola era rimasto come in apnea mentre ascoltava un resoconto di cui non era rimasto nulla dentro le sue orecchie. In seguito avrebbe appreso che un poliziotto fuori servizio era intervenuto e che durante un conflitto a fuoco era riuscito a colpire l'assassino, la cui morte sul letto di una sala operatoria non poteva recare conforto a nessuno. A distanza di qualche giorno una squadra composta da ottimi giocatori di strada era scesa al campo davanti alla vecchia scuola in cerca di gloria o di chissà che altro. La city rep (la reputazione in ambito cittadino) degli Isolani stava crescendo ed erano ormai frequenti le visite di giocatori di altri quartieri che volevano misurarsi con loro. Ignari dell'accaduto quelli che erano arrivati al campo avevano lanciato una sfida che bisognava accettare, perché il vero sconfitto non è chi perde ma chi si sottrae al confronto. Anche se due dei migliori elementi mancavano gli altri scesero in campo, colmando i vuoti con altri due frequentatori. A partita in corso sarebbe poi arrivato Isola; radio ghetto aveva diffuso la notizia e lui non aveva potuto far altro che quello che doveva e indossati tuta e scarpette era andato al campo. Un cenno d'intesa aveva sancito l'ingresso ufficiale dell'Eroe tra gli Isolani che quindi schieravano l'Essenziale e il Ladro come guardie, l'Eroe all'ala piccola e sotto canestro Isola e il Giusto. All'arrivo di Isola la sua squadra era ancora in linea di galleggiamento, con sei punti da recuperare (grazie alle prestazioni del Giusto in difesa e del Ladro in attacco), ma quella si poteva ormai considerare un'altra partita. L'attestato di stima arrivò subito dopo che Isola segnò il punto del pareggio. L'azione nacque da una palla intercettata dal Ladro in difesa, passaggio all'Essenziale che -mostrando un'insolita avversione per il buonsenso che gli si riconosceva- si esibì in un passaggio schiacciato in terra tra due avversari, la palla giunse infine tra le mani di Isola che prima fintò un tiro immediato e poi -senza aspettare che il suo marcatore decidesse se cadere o no nella finta- andò in entrata effettuando una rotazione a 360 gradi che gli consentì comunque di lasciarlo sul posto a riflettere sull'universo, mentre lui andava a schiacciare (dopo essersi passato la palla tirandola contro il tabellone).
Capisco che è un momento un po' del cazzo, ma.. è un piacere averti qui.. Isola era ancora intento ad assimilare le parole del suo avversario quando l'Eroe gli si avvicinò e gli disse -Comunque sarebbero stati passi in partenza, se solo ci fosse stato un arbitro a chiamarli..- Isola lo guardò di traverso e gli rispose -ricordami di tirarti uno schiaffo quando finiamo di giocare. Che poi mica mi piace come non rifiuti di abbracciare mia sorella..-
Capisco che è un momento un po' del cazzo, ma.. è un piacere averti qui.. Isola era ancora intento ad assimilare le parole del suo avversario quando l'Eroe gli si avvicinò e gli disse -Comunque sarebbero stati passi in partenza, se solo ci fosse stato un arbitro a chiamarli..- Isola lo guardò di traverso e gli rispose -ricordami di tirarti uno schiaffo quando finiamo di giocare. Che poi mica mi piace come non rifiuti di abbracciare mia sorella..-
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Re: Naufraghi 2.0
lo attendevate da tanto tempo, e finalmente è arrivato...
Peppe e Geo Challenge
ovviamente ogni riferimento a luoghi o forumisti è puramente casuale :D
Erano più di due ore che Peppe se ne stava davanti al pc. Un solo tab aperto sul suo sempre up-to-date browser Google Chrome, ormai da qualche giorno era sempre così. Da quando si era iscritto a Facebook aveva totalizzato una amicizia interessante, una ragazza americana che lo trovava affascinante, e una infinità di inviti a battaglie e a lotte, a test e cause. Si era lasciato traviare da poche di queste, ma una applicazione ormai lo assorbiva completamente: Geo Challenge.
Ma come fa questo Miro ad aver fatto più di 47.000?, urlava quella mattina. Dopo l’ennesimo tentativo, concluso ancora una volta di poco sotto i quarantamila punti, il campanello suonò. Chi cazzo rompe alle 10 del mattino?, pensò l’internauta. Si alzò, sbuffando, e si avvicinò alla porta. Guardando dallo spioncino, vide un uomo, sulla trentina, con un paio di fogli in mano. E chi cazzo è questo? Sarà un altro venditore porta a porta…
Se vuoi tornare a giocare vai al post successivo, altrimenti vai qua.
Peppe e Geo Challenge
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Erano più di due ore che Peppe se ne stava davanti al pc. Un solo tab aperto sul suo sempre up-to-date browser Google Chrome, ormai da qualche giorno era sempre così. Da quando si era iscritto a Facebook aveva totalizzato una amicizia interessante, una ragazza americana che lo trovava affascinante, e una infinità di inviti a battaglie e a lotte, a test e cause. Si era lasciato traviare da poche di queste, ma una applicazione ormai lo assorbiva completamente: Geo Challenge.
Ma come fa questo Miro ad aver fatto più di 47.000?, urlava quella mattina. Dopo l’ennesimo tentativo, concluso ancora una volta di poco sotto i quarantamila punti, il campanello suonò. Chi cazzo rompe alle 10 del mattino?, pensò l’internauta. Si alzò, sbuffando, e si avvicinò alla porta. Guardando dallo spioncino, vide un uomo, sulla trentina, con un paio di fogli in mano. E chi cazzo è questo? Sarà un altro venditore porta a porta…
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Last edited by Paperone on 25/03/2009, 5:00, edited 1 time in total.
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Re: Naufraghi 2.0
Non ho voglia di scocciature, non gli apro. Prima di tornare al suo lavoro fece una capatina in cucina. Prese un bicchiere di succo d’arancia, spinse un paio di tasti sul forno e poi si avviò verso la sua postazione. Una veloce controllata alla posta, l’unica distrazione che si concedeveva, e poi si rimise sotto a studiare. Una veloce ripassata dell’atlante, vano tentativo di ricordare bandiere e forma degli stati, e soprattutto l’ubicazione delle città, la parte del gioco che gli riusciva peggio. All’improvviso un pensiero gli balenò nella mente: eppure mi sono dimenticato di fare una cosa…
Vuoi che Peppe controlli su Google Calendar i suoi impegni della giornata? Se sì vai al post successivo, altrimenti vai qua.
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Last edited by Paperone on 25/03/2009, 4:52, edited 1 time in total.
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Re: Naufraghi 2.0
Per fortuna che c’è Google Calendar, la mia memoria in questo momento è tutta occupata a memorizzare il Botswana e il Tagikistan!!! E infatti si era scordato che quello era l’ultimo giorno per pagare la bolletta dell’eletticità. Dopo 10 minuti di sbuffi, decise che forse era meglio andare in posta. Con calma si alzò, si vesti, prese la bolletta e si diresse verso la porta. Con l’ultimo sguardo veloce prima di uscire, vide che si era dimenticato di regolare il timer del forno. Ho evitato un arrosto di arrosto!, disse ridendo mentre scendeva le scale. Non tutte le bollette vengono per rapinarti, pensò mentre si incamminava all’ufficio postale, prima di essere fermato da 2 individui, rapinato di portafoglio, orologio e cellulare, che conclusero il tutto prendendolo a calci e pugni. Non una bella giornata per Peppe, a cui il giorno dopo staccarono anche la linea elettrica.
Se vuoi provare a creare una nuova storia, vai più sopra.
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Re: Naufraghi 2.0
Ci guarderò dopo, tanto non sarà niente di importante. Questo era quello che pensava prima di inizare a sentire un persistente odore di bruciato provenire dalla cucina. Cazzo, l’arrosto!!! Corse, ma era ormai troppo tardi. Entrando in cucina, fu accolto da una densa nube nera. Spento il forno e aperta la finestra, da cui il pollo spiccò uno splendido volo, ritenne che il suo lavoro era compiuto, e preferì tornare alla sua attività piuttosto che continuare a lasciarsi andare ad imprecazioni di cattivo gusto.
E fece bene, perché gli stava riuscendo la partita perfetta, quella dove tutto ti riesce. Mi manca poco e lo sorpasso, ci sono… grivada sempre più ad alta voce,
BUIO
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Re: Naufraghi 2.0
Vediamo cosa vuole, ho proprio bisogno di una pausa. Peppe aprì la porta e fece accomodare il seccatore. Buon giorno, sono Oliver Jack, di Deutsche Energy. Deutsche Energy? – pensò fra se e se l’accanito giocatore – mai sentita…. Sono qui per proporle un interessante contratto per la fornitura dell’energia elettrica. Se passa immediatamente alla nostra, ci sono forti sconti per lei!. Peppe si sedette e pensò al da farsi. Proprio oggi che scade la bolletta… è un chiaro segnale del destino! Però c’è qualcosa che non mi quadra…
Vuoi che Peppe passi alla nuova compagnia? Se sì vai al post successivo, altrimenti vai più sotto.
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Last edited by Paperone on 25/03/2009, 5:02, edited 1 time in total.
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