La tecnica del Baseball

Il Punto d'incontro dei Fans MLB di Play.it USA
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Jackson9
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Re: La tecnica del Baseball

Post by Jackson9 »

Boh .. sembra quasi uno che cerca di dire forzatamente qualcosa di diverso.
Approcciare una palla lateralmente da sempre più margine di errore rispetto ad una approcciata frontalmente.
Addirittura andare ad approcciarla lateralmente per poi prenderla frontalmente ,mi sembra strano.

Sul secondo ,anche qui va controcorrente soprattutto se si parla di fondamentali sui giovani, perchè si parla sempre di fare tenere le mani vicine (più vicine possibili), la logica importante è che il ragazzo tutte le volte che fa giocate che prevedono l'impiego del guanto abbia entrambe l mani nei intorno della palla sia su rimbalzante che per presa su tiro (o volata in sicurezza), deroghe per giocate in estensione o in back hand ...comunque tutto quello che anche su esercizio fa allontanare la mano di tiro dai paraggi...a mio parere è fortemente negativo.

Sul guanto a terra, potrei anche essere d'accordo che in un giocatore evoluto non debba essere "spiaccicato" al suolo...dà infatti più mobilità alle mani. Quando parliamo di giovani però ,il fatto che venga tenuto interamente a terra,ha soprattutto un valore propedeutico.
Su una palla che per mille motivi arriva ad un livello diverso da quello ipotizzato ,è più facile andarla a cercare facendo salire il guanto rispetto a farlo scendere. In Italia è obbligatorio insistere molto su questo fatto ,specialmente nella categoria ragazzi.
I ragazzi giocano con la palla Kenko (palla pazza che strampallazza) e visto che rimbalza più o meno dove vuole, hanno già normalmente la tendenza a tenere il guanto alto, facendo aumentare enormemente le palle che passano sotto le gambe nelle categorie superiori.

"caricare" la palla su certe battute e quando opportuno, è vitale per un buon interno(per un terza base può essere addirittura una discriminante)
Spesso può rappresentare una " valida interna" in meno ,talvolta anche un errore addizionale in meno (perdendo aggressività spesso si ritarda la giocata e si ha meno tempo per un tiro in sicurezza....)
Rientra in quel contesto di aumentata velocità del baseball moderno, capita sempre più spesso di trovarsi di fronte a corridori che non lasciano tempo di fare arrivare la palla e di giocarla in sicurezza
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Re: La tecnica del Baseball

Post by dicmod »

Condivido in pieno, la maggior parte anche a me sembrano forzature cosa che io odio nel baseball.Anzi penso che nel modo di insegnare di oggi ci siano spesso un po' troppe forzature mentre manca la ricerca del comfort nella giocata (ovviamente dove non va a discapito della tecnica).
Piccolo esempio, in battuta avete mai visto che esercizi ridicoli spesso si vedono proposti per impostare la posizione? Magari fai 15 minuti legato con corde, i piedi inchiodati, elastici elmetti bloccati e poi 2 minuti di BP. Poi ci chiediamo perchè un'isola dove si gioca con il manico della scopa e i tappi di sughero sforna tanti campioni.
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lephio
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Re: La tecnica del Baseball

Post by lephio »

Per alcune cose quest'uomo verrebbe picchiato in Italia
purtroppo credo tu abbia ragione. ma questo per chiusura mentale nostra, purtroppo. alla convention mi è piaciuto molto Mazzotti che all'inizio del suo intervento ha voluto sottolineare che quello era il suo punto di vista (pur essendo un manager e scout di grande valore) e che non bisogna prendere per oro colato tutto quello che si sente dai relatori. questa premessa la fanno molto spesso anche gli americani.

non mi ricordo bene chi mi raccontava che in america ci sono convention da 2/3 giorni con tre sale, dove centinaia di persone ascoltano e discutono le opinioni di alcune decine di relatori. in questi casi i punti di vista sono talmente tanti che non c'è nessuno che "ha ragione" o che "ha torto". mi si diceva che, mediamente, l'atteggiamento dell'americano è piuttosto critico, perchè sono abituati ad ascoltare tutto/tanto e poi a dover "selezionare".

un esempio può essere Jeremy che si preoccupava spesso di dire "questo è quello che faccio io e che sento che va bene per me. so che altri lanciatori non fanno così".

purtroppo invece noi italiani patiamo molto l'ipse dixit. Ma solo per questione di atteggiamento: quando parla un relatore italiano c'è sempre il maleducato di turno che fa la battuta ad alta voce oppure che esce dalla sala.
mentre manca la ricerca del comfort nella giocata (ovviamente dove non va a discapito della tecnica).
devo dire però che Jim Hendry ha fatto un intervento tecnico sulla presa in cui diceva di non tenere il guanto basso in fase di attesa della palla, ma di tenere i due pollici verso l'alto perchè è una posizione più naturale.
tornando al discorso di prima, sono quasi sicuro che se questa cosa l'avesse detta un italiano ci sarebbe stato un mezzo boato in sala..  :nono:
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Paolo54
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Re: La tecnica del Baseball

Post by Paolo54 »

In effetti c'è molta ricerca del comfort ultimamente. Ad esempio dalle nostre parti puntiamo molto al movimento sia durante l'attesa che nel momento della presa. Questo metodo di avvicinamento laterale ti permette una presa in movimento con prosecuzione corretta in direzione del tiro ed inoltre ti fa affrontare la palla con meno paura. Ricordo anch'io anni fa che si puntava molto sul guanto spiacciccato a terra. Questa cosa ora molti non la insegnano più prediligendo una posizione rilassata delle due mani. Ad esempio sempre dalle mie parti ai ragazzini non insegnamo più la presa al volo con due mani; fino a ieri avrei gridato allo scandalo, oggi non più. Come giustamente ha scritto Lephio dovremmo dare meno cose per scontate sia quelle vecchie che quelle nuove e cercare di costruire un po di più una nostra cultura. Ad esempio non è assolutamente vero che in Italia non sappiamo insegnare i fondamentali, anzi forse li stiamo insegnando anche troppo tralasciando invece la costruzione dell'atleta che è molto più importante.
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Re: La tecnica del Baseball

Post by Jackson9 »

Paolo54 wrote: In effetti c'è molta ricerca del comfort ultimamente. Ad esempio dalle nostre parti puntiamo molto al movimento sia durante l'attesa che nel momento della presa. Questo metodo di avvicinamento laterale ti permette una presa in movimento con prosecuzione corretta in direzione del tiro ed inoltre ti fa affrontare la palla con meno paura. Ricordo anch'io anni fa che si puntava molto sul guanto spiacciccato a terra. Questa cosa ora molti non la insegnano più prediligendo una posizione rilassata delle due mani. Ad esempio sempre dalle mie parti ai ragazzini non insegnamo più la presa al volo con due mani; fino a ieri avrei gridato allo scandalo, oggi non più. Come giustamente ha scritto Lephio dovremmo dare meno cose per scontate sia quelle vecchie che quelle nuove e cercare di costruire un po di più una nostra cultura. Ad esempio non è assolutamente vero che in Italia non sappiamo insegnare i fondamentali, anzi forse li stiamo insegnando anche troppo tralasciando invece la costruzione dell'atleta che è molto più importante.
Per gli esterni se sei in sicurezza o se per uomini in base puoi dovere affrettare un tiro, le mani nei pressi mi pare vadano bene(lo fanno stabilmente tutti anche in MLB) è chiaro che tenere le mani vicine non deve pregiudicare uno sforzo in estensione su una palla più difficile.
In quel caso una mano sola anche distante dal corpo, le due giocate andrebbero allenate diversamente.

Circa il guanto a terra ,sono veramente convinto che si potrebbe cambiare l'approccio nei ragazzi ,cambiando il tipo di palla.
Negli adulti proprio per quanto hai detto non lo fa praticamente nessuno, per me ha un valore meramente propedeutico.

Circa l'approccio laterale per garantirsi un angolo di tiro migliore , lì non sono convinto , anche perchè se puoi partire prima ed arrivarci frontalmente , con l'avanzamento laterale o parti dopo per prenderla più indietro o devi anticipare ripetto alla norma perchè la distanza che andrai a percorrere è maggiore , poi rimani sempre laterale con il rischio che se valuti male la palla non puoi difenderla con il corpo.
L'angolo di tiro ,soprattutto per l'interbase (che ha il tiro più lungo e normalmente gioca profondo avendo meno tempo) è abbastanza buono anche per presa frontale e tiro in prima (giocata più frequente).
Sulla presa frontale se il giocatore è in posizione atletica e sull' avanpiede rimanendo basso , non perde mai la visione della palla fino al guanto ...la paura dipende più dalla capacità di governare la giocata e di non farsi governare da questa.

Poi ci sono millecinquecento teorie e versioni(sempre centrale per tutti,su piede dx per 3B e SS per facilitare i DP...chi più ne ha ne metta), ha ragione Lephio a dire che ci vuole una mente aperta e cercare di mettersi sempre in discussione, ma spesso comincio ad avere la sensazione che ci sia anche una logica di differenzazione della scuola per motivi commerciali (sto guardando molti siti tecnici americani e noto che per le cose base sono per la maggior parte uniformati e cambiano in alcune cose meno fondamentali) , non dimentichiamoci che in America su questo c'è chi ci mangia... 

Veniamo a noi... quando si deve creare un movimento che abbia una impronta di scuola , è necessario valutare bene fino in fondo anche le modifiche ed i cambiamenti ,che devono essere importanti e strutturali, cioè poco soggetti a mode del momento o ad interessi commerciali.
Quando una società ha una direzione tecnica , devono esserci paletti e uniformità di insegnamento ...poi questo non significa che il tutto debba essere vetrificato , ma i cambiamenti anche minimi devono essere soppesati bene e ritenuti sicuramente migliorativi, per il bene e l'interesse del gruppo.
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Re: La tecnica del Baseball

Post by Paolo54 »

Jackson9 wrote:

Veniamo a noi... quando si deve creare un movimento che abbia una impronta di scuola , è necessario valutare bene fino in fondo anche le modifiche ed i cambiamenti ,che devono essere importanti e strutturali, cioè poco soggetti a mode del momento o ad interessi commerciali.
Quando una società ha una direzione tecnica , devono esserci paletti e uniformità di insegnamento ...poi questo non significa che il tutto debba essere vetrificato , ma i cambiamenti anche minimi devono essere soppesati bene e ritenuti sicuramente migliorativi, per il bene e l'interesse del gruppo.
Concordo! infatti è un errore continuare a cambiare e non avere una linea anche se a volte cambiare aria per un ragazzo significa nuovi stimoli. Come dicono molti coach americani l'importante è insegnare. Il guaio è quando si lasciano i ragazzi a se stessi senza dire nulla oppure quando si seguono i giovani con noiosissimi allenamenti fatti di dieci giri di mazza e tre palle al volo.
Alberto, alla CC abbiamo appena avuto tempo di salutarci. Speriamo di rivederci con calma. Ciao
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Re: La tecnica del Baseball

Post by Paolo54 »

Jackson9 wrote: ........ ma spesso comincio ad avere la sensazione che ci sia anche una logica di differenzazione della scuola per motivi commerciali (sto guardando molti siti tecnici americani e noto che per le cose base sono per la maggior parte uniformati e cambiano in alcune cose meno fondamentali) , non dimentichiamoci che in America su questo c'è chi ci mangia... 
Rileggendo il post di Jackson9 volevo dire la mia su questo concetto: Credo sia un grave errore demonizzare il lato "commerciale" dell'istruzione. Lo sport ha fatto molti progressi quasi esclusivamente per motivi commerciali. La ricerca infatti anche in campo sportivo è quasi sempre stata mossa dal denaro, oppure da interessi e quindi dal guadagno indiretto.
Per quanto riguarda accademie e quindi istruzione a pagamento, visto che nel mio piccolo ho iniziato questa strada e che mi sento di difenderla, credo che chi insegna dietro compenso, anche se piccolo, sia obbligato ad un continuo aggiornamento. Concludendo se il mercato richiede istruzione a pagamento, ben venga.
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Re: La tecnica del Baseball

Post by kalle »

secondo me la differenza e una e insormontabile:

in america si allenano ragazzi che hanno l'istinto del baseball (l'istinto ad esempio per capire dove attckare the ball, per intenderci), che giocano tutti i giorni.

i ragazzi italiani, per la maggior parte, giocano solo agli allenamenti, è necessario avere un approccio più conservativo, che lasci meno spazio all'arbitrio del giocatore e quindi all'errore

i ragazzi italiani fanno tutti i dribbling che fa (faceva?) ronaldinho, perchè lo vedono in tv, e provano nelle piazze nelle strade tutti igiorni.

nel baseball in italia, penso, è diverso non puoi dare per scontato niente, che approcciando lateralmente la palla la lettura del ragazzo sia quella giusta, che non abbassando il guanto la sua coordinazione oculo-manuale sarà poi in grado di fare gli aggiustamenti necessari, e così via..

ci sono miei compagni di squadra di basket che giocano da 20 anni ma non sanno cose (mi riferisco a tecnica e tattica) che un atleta di scuola americana conosce per "default", perchè in italia non si respira basket, magari non guardano neppure la tv...e lo stesso vale per il baseball.

cosa ne dite?
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Re: La tecnica del Baseball

Post by Jackson9 »

Paolo54 wrote: Rileggendo il post di Jackson9 volevo dire la mia su questo concetto: Credo sia un grave errore demonizzare il lato "commerciale" dell'istruzione. Lo sport ha fatto molti progressi quasi esclusivamente per motivi commerciali. La ricerca infatti anche in campo sportivo è quasi sempre stata mossa dal denaro, oppure da interessi e quindi dal guadagno indiretto.
Per quanto riguarda accademie e quindi istruzione a pagamento, visto che nel mio piccolo ho iniziato questa strada e che mi sento di difenderla, credo che chi insegna dietro compenso, anche se piccolo, sia obbligato ad un continuo aggiornamento. Concludendo se il mercato richiede istruzione a pagamento, ben venga.
Paolo quando mi riferivo a cose commerciali e allo sfruttamento commerciale del coaching sul mercato americano , mi riferivo soprattutto al discorso dei siti internet , a dvd, corsi on line...
Poi ci sono delle realtà private consolidate, fra le quali ,quella che fa capo a te è sicuramente una delle migliori e più serie.
Non è un caso che lo scorso anno, avevo un ragazzo adeguato da mandare a un camp estivo,l'ho mandato da voi e non ad altri....
Perchè su un certo tipo di scuola e di persone ho fiducia... risultati ,personaggi e bibliografie ,sono li a dimostrarlo.
Però ,mi sembra di vedere che in altri lidi ,anche se americani, esista improvvisazione e sfruttamento dell'interesse di un mercato molto più grande del nostro.
Viaggiando un po' a destra e manca si nota che il livello delle proposte e di preparazione, sia estremanente variegato.
Vi sono infatti  parecchie strutture LL tecnicamente molto peggio della maggior parte delle società Italiane , e contemporaneamente altrettante tecnicamente a livello professionale in tutti i luoghi ed a tutte le età.
L'offerta tecnica da parte loro , sembrerebbe altrettanto duplice ...passando da "veri professionisti" a "venditori dell'elisir di lunga vita".
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Re: La tecnica del Baseball

Post by Ammasso »

Guardando le partite del WBC Cina-Giappone e Korea-Taipei, ho notato come di consueto che gli orientali sfoggiano un buon numero di lanciatori sottomarini. Questo particolare tipo di rilascio mi ha sempre affascinato, quindi ho qualche domanda.
L'efficacia di questi lanciatori è dovuta solamente alla desuetudine dei battitori ad affrontare una palla con questo particolare punto di partenza ed effetto?
Si tratta di una tecnica in uso in oriente magari per compensare una velocità minore?
Presumo sia un tipo di caricamento logorante, dato che il loro ruolo è prevalentemente di rilievi: mi pare di ricordare solo Byung Hyung Kim fare il partente recentemente. Già sidearmer ne ho visti di più come partenti. E' così?
Infine, ma qui sfociamo nel pitching coaching, secondo voi come fa un allenatore ad accorgersi che il giocatore può essere sviluppato in questo modo? Sarà magari il giocatore che sentendosi a proprio agio con un rilascio laterale, prova questa difficile posizione?
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Re: La tecnica del Baseball

Post by rene144 »

Ammasso wrote: L'efficacia di questi lanciatori è dovuta solamente alla desuetudine dei battitori ad affrontare una palla con questo particolare punto di partenza ed effetto?
Anche.
Hanno una GB% elevatissima (quindi è difficile battere HR contro di loro) ed hanno molta "deception" (sono molto ingannevoli nel movimento).
Presumo sia un tipo di caricamento logorante, dato che il loro ruolo è prevalentemente di rilievi: mi pare di ricordare solo Byung Hyung Kim fare il partente recentemente. Già sidearmer ne ho visti di più come partenti. E' così?
No. Guarda i platoon splits, il motivo è quello. Se rilasci più in basso, chi batte dal tuo lato farà fatica ad inquadrare la palla. Chi batte dal lato opposto invece sarà facilitato. Alcuni career platoon splits di sidearmers e sottomarini:

Bradford vs. RHP: .576 OPS
Bradford vs. LHP: .847
Mike Myers vs. LHP: .637
Mike Myers vs. RHP: .875
Ziegler vs. RHP: .492
Ziegler vs. LHP: .800
Masterson vs. RHP: .572
Masterson vs. LHP: .787 (miglior platoon split della lista, ma è anche quello che si abbassa di meno - ed è comunque uno split notevole)
Kim vs. RHP: .640
Kim vs. LHP: .833

Da rilievi possono essere messi nelle condizioni ideali di affrontare battitori dello stesso lato. Da partenti devono affrontare chiunque e rischiano di essere uccisi. Anche Quisenberry ed Eckersley, i due più grandi sidearmers/sottomarini della storia, hanno avuto platoon splits notevolissimi (Quiz circa .120 punti, Eckersley circa .160).

In realtà lanciare dal lato o da sotto dovrebbe essere meno faticoso anzi. Personalmente sento meno fatica a gomito e spalla anche solo palleggiando lateralmente, ma magari sono solo io. Rimane il fatto che siano soggetti a meno infortuni.
Infine, ma qui sfociamo nel pitching coaching, secondo voi come fa un allenatore ad accorgersi che il giocatore può essere sviluppato in questo modo? Sarà magari il giocatore che sentendosi a proprio agio con un rilascio laterale, prova questa difficile posizione?
Nel caso di quasi tutti i giocatori sopra citati, si è trattato del giocatore stesso. La storia di Chad Bradford è dettagliata in Moneyball. Credo che uno faccia esperimenti... poi a volte funziona, a volte no. In Arizona abbiamo un ragazzo di nome Houston Summers (nome straordinario) che era un C che non batteva. In allenamento si è messo a lanciare una knuckleball per ridere ed è stato convertito in partente. Sono cose che succedono suppongo.
Però penso anche che in caso di ridotta velocità, magari bassa statura e totale inefficacia, un pitching coach possa suggerire al pitcher di trasformarsi in rilievo ed abbassare il punto di rilascio.
Last edited by rene144 on 07/03/2009, 1:38, edited 1 time in total.
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Re: La tecnica del Baseball

Post by ItalianBlueJay »

Esatto, per gli infortuni il rilascio, ad esempio, di un Okajima è profondamente più dannoso alla spalla, ecco poi dipende da giocatore a giocatore, perchè, ultimamente, Neshek s'è rotto, Chad stesso s'è rotto, ma sono due casi un po limite, Pat perchè a venire il mal di mare a vederlo lanciare da quanto è "strano" il suo movimento, e Bradford lancia quasi tra le gambe, e ha la sua bella età....
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Re: La tecnica del Baseball

Post by Dreamer »

Parlando di tattica e di strategie offensive alcuni team fanno lo small ball cioe' la tattica di fare punti conquistando le basi a poco a poco con aggressivita' sulle basi e facendo di continuo rubate, hit and run, sacrifici, BB...il contraltare dello small ball dovrebbe essere il big ball (lo chiamo io cosi' ma non so se e' il termine corretto) cioe' fare i punti di potenza con HR, tripli e doppi...insomma con tutto l'extra base che sia possibile fare.
La domanda che voglio farvi e' la seguente: mentre lo small ball implica delle scelte tattiche che dovono essere fatte al momento...nel mezzo della situazione...tipo se conviene fare in quel preciso istante una rubata o un Hit and Run o un sacrificio...nel big ball...oltre a mettere gli slugger che ti sei comprato in offseason nel mezzo del lineup...che scelte si fanno (se se ne fanno) durante il game?
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Re: La tecnica del Baseball

Post by rene144 »

Dreamer wrote: che scelte si fanno (se se ne fanno) durante il game?
Si fanno molte meno scelte. Si fanno giocare i giocatori.
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Re: La tecnica del Baseball

Post by Dreamer »

rene144 wrote: Si fanno molte meno scelte. Si fanno giocare i giocatori.
Quindi se ho ben capito i team che fanno "big ball" giocano col pilota automatico....e per capire...riferendomi alla tua risposta...i giocatori che fanno small ball non giocano? (domanda volutamente provocatoria)
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