Re: L'uomo è per natura un animale politico
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Toni Monroe
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Re: L'uomo è per natura un animale politico
Una volta era l'alchimia.
Una disciplina che fondeva (semplifico) l'aspetto esoterico con quello scientifico. Poi le due cose si son separate e adesso abbiamo scienziati e religiosi che ritengono di doversi fronteggiare per stabilire cose che non sono in grado di dimostrare inequivocabilmente. Anche certi passaggi scientifici richiedono una sorta di fede da parte di chi se li trovi davanti. I ciarlatani, poi, non mancano in nessuna delle due fazioni. Scienza e religione cercano fin dalla presitoria di spiegare a cose che l'uomo non smetterà forse mai di voler conoscere e le versioni attuali sono soltanto le ultime e più dettagliate (e adattate ai tempi, nel caso delle religioni), ma aspettiamoci sempre l'ultimo up grade. :D Il problema di fondo -a parer mio- è che molti si ostinano ancora ad affermare di aver trovato delle risposte definitive, quando di certo non c'è poi molto. Persino sulla definitività della morte c'è chi pone dei dubbi. E non sono (soltanto) i religiosi, signori miei, ma anche cultori della religione-scienza. Esempio illuminante possono essere quelle persone (una fu Walt DIsney) che si fecero criogenizzare con la speranza che un giorno la medicina raggiunga quella formula della vita eterna che al momento non esiste ancora.
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BruceSmith
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Re: L'uomo è per natura un animale politico
sulla questione sui lefebvriani è stata fatta un po' di confusione. il papa ha ritirato la scomunica (che è la punizione più grave per la chiesa cattolica) contro lefebvre e i vescovi da lui ordianti per «disobbedienza al Romano Pontefice in materia gravissima e di capitale importanza per l'unità della Chiesa». adesso, non saprei andare nel particolare, ma la scomunica è stato il risultato di una serie lunghissima di contrasti, di violazioni gravi del diritto canonico e di tentativi di mediazione. la questione vomitevole del negazionismo non ha niente a che fare con la scomunica, che viene usata solo in casi gravissimi: il papa ha perdonato l'ordinazione dei vescovi fatta contro il volere della chiesa, non le posizioni negazioniste (per cui non è prevista la scomunica).Toni Monroe wrote: La grande sconfitta di una dottrina religiosa sta nel non riuscire a farsi seguire dai propri fedeli. O qualcuno pensa che siano stati i soli voti degli atei a far passare il referendum sul divorzio e sull'aborto? Al giorno d'oggi i rapporti di forza tra il potere religioso e quello politico si sono rovesciati fino a poterci permettere di affermare che attualmente la religione ha un potere quasi insignificante in ambito politico. Ho seguito in tv i funerali di Luciano Pavarotti (rip) che in quanto divorziato non avrebbe dovuto ricevere quel sacramento. Le tante contraddizioni che emergono nei comportamenti della chiesa ne indeboliscono ogni affermazione. Fino ad arrivare al Papa che crea un incidente diplomatico con gli ebrei togliendo la scomunica ai lefebvriani, salvo imbattersi in posizioni negazioniste -sull'olocausto- che è ridicolo che fossero ignorate. Sulle disposizioni che vadano a fornire una guida etico-morale io non trovo nulla da ridire, solo che bisognerebbe prima essere abbastanza sicuri di poter controllare l'operato dei propri uomini. La chiesa sta subendo diversi attacchi (dai preti che si vogliono sposare, dagli omosessuali che chiedono di non venire discriminati, dagli abortisti, e chi più ne ha, più ne metta) ed accusa ogni colpo. Tuttavia riesce ancora a trovare delle sponde politiche in particolari circostanze e per questo sopravvive. Ma tutto questo potere occulto sulle masse di cui vanno cianciando alcuni laici io non so dove lo si possa vedere. La sponda politica di turno serve solo i propri interessi e non certo il bene superiore della giustizia Divina. La chiesa, quindi, viene più spesso usata di quanto non sia in grado -essa stessa- di usare.
per quel che so io, i divorziati non possono comunicarsi, ma hanno dirtto al funerale religioso.
per il resto concordo su quasi tutto
Last edited by BruceSmith on 14/02/2009, 15:57, edited 1 time in total.
lele_warriors wrote: mi auguro vi tirino sotto a voi senza motivo
IL Poz wrote: Ah se c'è Brusmit non vengo.
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Toni Monroe
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Re: L'uomo è per natura un animale politico
Sul boldato che riguarda i lefebvriani mi fido della tua ricostruzione, ma rimane una cosa imbarazzante che poi siano emerse quelle teorie negazioniste; molto meglio avrebbero fatto dal vaticano ad informarsi ed informare tutti al riguardo. La polemica con gli ebrei non sarebbe nemmeno sorta. Semplifico: la scomunica è stata tolta perchè le teorie negazioniste non hanno nulla a che fare con la scomunica stessa, ma quelle teorie non sono in alcun modo tollerate dalla chiesa cattolica. Immagino che un comunicato di questo tipo non avrebbe lasciato spazio ad interpretazioni.BruceSmith wrote: sulla questione sui lefebvriani è stata fatta un po' di confusione. il papa ha ritirato la scomunica (che è la punizione più grave per la chiesa cattolica) contro lefebvre e i vescovi da lui ordianti per «disobbedienza al Romano Pontefice in materia gravissima e di capitale importanza per l'unità della Chiesa». adesso, non saprei andare nel particolare, ma la scomunica è stato il risultato di una serie lunghissima di contrasti, di violazioni gravi del diritto canonico e di tentativi di mediazione. la questione vomitevole del negazionismo non ha niente a che fare con la scomunica, che viene usata solo in casi gravissimi: il papa ha perdonato l'ordinazione dei vescovi fatta contro il volere della chiesa, non le posizioni negazioniste (per cui non è prevista la scomunica).
per quel che so io, i divorziati non possono comunicarsi, ma hanno dirtto al funerale religioso.
per il resto concordo su quasi tutto
Sul secondo boldato, ricordo una notizia di cronaca di un prete di paese che venne quasi assediato dai fedeli perchè aveva negato i sacramenti funebri ad un divorziato. Tutti i compaesani (almeno quelli che andavano in chiesa) insorsero perché era un brav'uomo, il prete si difese dicendo che le disposizioni ricevute riguardo ai divorziati erano quelle. Forse neanche al proprio interno la chiesa ha una posizione sola. Ma questo -ovviamente- non è motivo di conflitto tra noi. :D Solo che continuo a sentirla da tempo questa canzone che sostiene che la chiesa fa questo e la chiesa fa quello e i laici si lamentano delle ingerenze e via così. E poi, di rimando, alcuni credenti si difendono con veemenza, ma all'atto pratico sono dei credenti (o presunti tali) che sparigliano le carte del mazzo, schierandosi ora da una parte, ora dall'altra (in base agli interessi del momento). Si discute, in questo ambito, sempre sulla tempesta nel solito bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto..
Edit. Qui c'è qualche chiarimento. Pare che chi ha subito la decisione di divorziare e non si sia fatto coinvolgere in altre unioni possa ricevere i sacramenti. Che non pare proprio il caso del nostro defunto tenore. Non viene però precisato se non rientrare nella casistica di chi li possa ricevere implica che NON li debba ricevere. C'è discrezionalità, evidentemente. Moviola in campo?
Last edited by Toni Monroe on 14/02/2009, 20:28, edited 1 time in total.
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Re: L'uomo è per natura un animale politico
Credo che sia interessante sentire cosa ha da dire, su Eluana, uno dei pochi che può farlo con cognizione di causa. Il suo neurologo.
http://www.adnkronos.com/IGN/Cronaca/?id=3.0.3018828078
http://www.adnkronos.com/IGN/Cronaca/?id=3.0.3018828078
Non commettere atti che non siano puri
cioè non disperdere il seme.
Feconda una donna ogni volta che l'ami
così sarai uomo di fede:
Poi la voglia svanisce e il figlio rimane
e tanti ne uccide la fame.
Io, forse, ho confuso il piacere e l'amore:
ma non ho creato dolore.
cioè non disperdere il seme.
Feconda una donna ogni volta che l'ami
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Re: L'uomo è per natura un animale politico
Lettura interessante. Purtroppo Eluana e il suo caso sono diventati terreno di scontro e le poche certezze in materia lasciano un margine ad interpretazioni che si basano più su convinzioni personali che su dati certi; perché col tempo la certezza di quegli stessi dati può venire rimessa in discussione.
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eden
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Re: L'uomo è per natura un animale politico
non sò se qualcuno ha già ripreso questo notizia, nel qual caso mi scuso
E’ ufficiale: l’Udeur si presenterà nelle liste del Pdl alle prossime Europee ed Amministrative in Campania. Ad annunciarlo il segretario nazionale del partito, Clemente Mastella.L’accordo è stato firmato giovedì a Roma alla presenza dei segretari regionali di Fi-Pdl Nicola Cosentino, di An-Pdl Mario Landolfi e dell’Udeur Antonio Fantini.
ma cosa dobbiamo fare per liberarci di questa gente?
la mancanza di vergogna mi sembra il minimo per gente di questa risma.
ripensandoci dovevo immaginarlo che prima o poi il pluritrombato mastella dovesse incassare la cambiale per la caduta del governo prodi.
certo è che sono proprio sono senza pudore, proclamano questo patto come uno che darà certezze di rinnovamento ai napoletani. ad maiora, è proprio il caso di dirlo.
E’ ufficiale: l’Udeur si presenterà nelle liste del Pdl alle prossime Europee ed Amministrative in Campania. Ad annunciarlo il segretario nazionale del partito, Clemente Mastella.L’accordo è stato firmato giovedì a Roma alla presenza dei segretari regionali di Fi-Pdl Nicola Cosentino, di An-Pdl Mario Landolfi e dell’Udeur Antonio Fantini.
ma cosa dobbiamo fare per liberarci di questa gente?
la mancanza di vergogna mi sembra il minimo per gente di questa risma.
ripensandoci dovevo immaginarlo che prima o poi il pluritrombato mastella dovesse incassare la cambiale per la caduta del governo prodi.
certo è che sono proprio sono senza pudore, proclamano questo patto come uno che darà certezze di rinnovamento ai napoletani. ad maiora, è proprio il caso di dirlo.
Last edited by eden on 14/02/2009, 23:20, edited 1 time in total.

è sempre più crisi inter
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Re: L'uomo è per natura un animale politico
Sui Lefevriani, io fatico a capire fino in fondo i motivi del ricongiungimento, anche perchè non mi pare abbiano combiato idea sul concilio Vaticano secondo, che era l'oggetto del contendere. In ogni caso, se avessero fatto marcia indietro su quello, la scomunica sarebbe stata tolta per quello e solo per quello. In effetti la comunicazione della Chiesa in tal caso è stata pessima, anche perchè i comunicati che si dissociavano dal negazionismo sono arrivati, ma in ritardo, come se tutti fossero stati colti di sorpresa.Toni Monroe wrote: Sul boldato che riguarda i lefebvriani mi fido della tua ricostruzione, ma rimane una cosa imbarazzante che poi siano emerse quelle teorie negazioniste; molto meglio avrebbero fatto dal vaticano ad informarsi ed informare tutti al riguardo. La polemica con gli ebrei non sarebbe nemmeno sorta. Semplifico: la scomunica è stata tolta perchè le teorie negazioniste non hanno nulla a che fare con la scomunica stessa, ma quelle teorie non sono in alcun modo tollerate dalla chiesa cattolica. Immagino che un comunicato di questo tipo non avrebbe lasciato spazio ad interpretazioni.
Sul secondo boldato, ricordo una notizia di cronaca di un prete di paese che venne quasi assediato dai fedeli perchè aveva negato i sacramenti funebri ad un divorziato. Tutti i compaesani (almeno quelli che andavano in chiesa) insorsero perché era un brav'uomo, il prete si difese dicendo che le disposizioni ricevute riguardo ai divorziati erano quelle. Forse neanche al proprio interno la chiesa ha una posizione sola. Ma questo -ovviamente- non è motivo di conflitto tra noi. :D Solo che continuo a sentirla da tempo questa canzone che sostiene che la chiesa fa questo e la chiesa fa quello e i laici si lamentano delle ingerenze e via così. E poi, di rimando, alcuni credenti si difendono con veemenza, ma all'atto pratico sono dei credenti (o presunti tali) che sparigliano le carte del mazzo, schierandosi ora da una parte, ora dall'altra (in base agli interessi del momento). Si discute, in questo ambito, sempre sulla tempesta nel solito bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto..
Edit. Qui c'è qualche chiarimento. Pare che chi ha subito la decisione di divorziare e non si sia fatto coinvolgere in altre unioni possa ricevere i sacramenti. Che non pare proprio il caso del nostro defunto tenore. Non viene però precisato se non rientrare nella casistica di chi li possa ricevere implica che NON li debba ricevere. C'è discrezionalità, evidentemente. Moviola in campo?![]()
Per quanto riguarda i divorziati il divieto di somministrare i sacramenti è valido solo per chi si unisce ad altre persone, non per chi divorzia e basta, ma anche per chi si unisce ancora le posizioni non sono così nette, ci sono anche li conservatori, rigorosissimi, e progressisti, che tendono a far finta di nulla e celebrare lo stesso i sacramenti.
Una posizione univoca sarebbe gradita, ma è al momento impossibile, dato che il Papato è rigoroso su questo, ma non può permettersi di impedire che partecipino alla comunione i divorziati e risposati famosi. Per fare qualche nome a caso, in Italia Berlusconi, Fini, Casini, Montezemolo, Tronchetti Provera.
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Re: L'uomo è per natura un animale politico
Leggo ancora troppo spesso di una religione che si contrappone alla libertà o addirittura alla scienza. Il vero oscurantismo è proprio questo.
Vedete: potete mettere in discussione che il feto o l'embrione sia vita umana, anche se pochi filosofi o scienziati (sia pure i più anticlericali) potrebbero sottoscrivere una simile teoria.
Ma se partite dal punto di vista che sono vita umana, come ritiene la Chiesa, non potete non essere d'accordo con la scelta di "limitare la libertà di abortire" perchè coincide con la scelta di "limitare la libertà di uccidere".
Non credo che nessuno sano di mente oserebbe criticare la legge che impedisce di uccidere un bambino dopo la nascita: anche questa è una limitazione della libertà della madre, ma è una limitazione necessaria e giuducheremmo tutti folle chiunque osassere metterla in discussione.
Quindi, siamo tutti d'accordo che la "libertà di uccidere" va limitata: porre limiti alla libertà è ciò che definisce lo stato di diritto.
La battaglia della Chiesa è una battaglia di civiltà, contro l'egoismo che uccide la vita. Se la Chiesa si tirasse indietro, allora commetterebbe un peccato contro lo Spirito. Imperdonabile.
Vedete: potete mettere in discussione che il feto o l'embrione sia vita umana, anche se pochi filosofi o scienziati (sia pure i più anticlericali) potrebbero sottoscrivere una simile teoria.
Ma se partite dal punto di vista che sono vita umana, come ritiene la Chiesa, non potete non essere d'accordo con la scelta di "limitare la libertà di abortire" perchè coincide con la scelta di "limitare la libertà di uccidere".
Non credo che nessuno sano di mente oserebbe criticare la legge che impedisce di uccidere un bambino dopo la nascita: anche questa è una limitazione della libertà della madre, ma è una limitazione necessaria e giuducheremmo tutti folle chiunque osassere metterla in discussione.
Quindi, siamo tutti d'accordo che la "libertà di uccidere" va limitata: porre limiti alla libertà è ciò che definisce lo stato di diritto.
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Toni Monroe
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Re: L'uomo è per natura un animale politico
L'aborto non può riguardare soltanto la madre, se capisco cosa intendi; tuttavia non si può non tener conto di circostanze particolari. Sicuramente oggi -chi non abbia mai vissuto prima questa esperienza- potrebbe pensare all'aborto come ad una sorta di contraccezione ritardata e non è certamente così. Solo che al giorno d'oggi è ritenuta una cosa normale, una delle cose che si possono scegliere di fare. Ma il percorso interiore che porta all'aborto non credo sia semplice da percorrere per nessuno. Questo indipendentemente dall'essere credenti o no, perché si tratta comunque di andare contro un istinto innato (la maternità) che non deve necessariamente essere fatto risalire a dettami religiosi. Personalmente non sarei favorevole ad ogni aborto, alla pratica quasi come consuetudine, ma non mi sento neanche di criticare ogni donna che arrivi a prendere una decisione come quella, perchè c'è caso e caso. E' un argomento complesso che va a toccare le coscienze e l'essere di ciascuno di noi. In passato la nostra società ha deciso di consentire una pratica che in segreto era comunque attuata (e da moltissimo tempo). Forse l'uomo -religioso o no- non è ancora cresciuto abbastanza per saper trovare una posizione unitaria su questi temi. Se un giorno la società dovesse sentire ed esprimere delle convinzioni diverse sarà senz'altro giusto modificare questa legge.
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Re: L'uomo è per natura un animale politico
Vero, la chiesa non si puo tirare indietro. Pero allora, perche llimtarsi solo a condannare, perche non usare le "vaste" risorse per fornire alternative alla scelta di abortire (discorso simile per la pena di morte .... ), perche non dire "invece di abortire, ci pensimo noi, tutto assicurato al bimbo nessun problema, nessuna domanda." E perche poi limitarsi solo al quinto, dove e` la battaglia e 'lindignazione' e lo Spirito per gli altri nove?Red wrote: Leggo ancora troppo spesso di una religione che si contrappone alla libertà o addirittura alla scienza. Il vero oscurantismo è proprio questo.
Vedete: potete mettere in discussione che il feto o l'embrione sia vita umana, anche se pochi filosofi o scienziati (sia pure i più anticlericali) potrebbero sottoscrivere una simile teoria.
Ma se partite dal punto di vista che sono vita umana, come ritiene la Chiesa, non potete non essere d'accordo con la scelta di "limitare la libertà di abortire" perchè coincide con la scelta di "limitare la libertà di uccidere".
Non credo che nessuno sano di mente oserebbe criticare la legge che impedisce di uccidere un bambino dopo la nascita: anche questa è una limitazione della libertà della madre, ma è una limitazione necessaria e giuducheremmo tutti folle chiunque osassere metterla in discussione.
Quindi, siamo tutti d'accordo che la "libertà di uccidere" va limitata: porre limiti alla libertà è ciò che definisce lo stato di diritto.
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Re: L'uomo è per natura un animale politico
Comprendo il dramma di tante donne, ma credo che il grande equivoco che nasce intorno alla questione dell'aborto deriva proprio dal voler adottare sempre e comunque il punto di vista della madre.Toni Monroe wrote: L'aborto non può riguardare soltanto la madre, se capisco cosa intendi; tuttavia non si può non tener conto di circostanze particolari. Sicuramente oggi -chi non abbia mai vissuto prima questa esperienza- potrebbe pensare all'aborto come ad una sorta di contraccezione ritardata e non è certamente così. Solo che al giorno d'oggi è ritenuta una cosa normale, una delle cose che si possono scegliere di fare. Ma il percorso interiore che porta all'aborto non credo sia semplice da percorrere per nessuno. Questo indipendentemente dall'essere credenti o no, perché si tratta comunque di andare contro un istinto innato (la maternità) che non deve necessariamente essere fatto risalire a dettami religiosi. Personalmente non sarei favorevole ad ogni aborto, alla pratica quasi come consuetudine, ma non mi sento neanche di criticare ogni donna che arrivi a prendere una decisione come quella, perchè c'è caso e caso. E' un argomento complesso che va a toccare le coscienze e l'essere di ciascuno di noi. In passato la nostra società ha deciso di consentire una pratica che in segreto era comunque attuata (e da moltissimo tempo). Forse l'uomo -religioso o no- non è ancora cresciuto abbastanza per saper trovare una posizione unitaria su questi temi. Se un giorno la società dovesse sentire ed esprimere delle convinzioni diverse sarà senz'altro giusto modificare questa legge.
Invece, bisogna ricordare sempre che si parla della vita di un essere umano, che assume la precedenza rispetto alle esigenze della madre.
Il punto è che se il feto è vita umana (come ritiene la maggioranza di filosofi e scienziati, anche non cattolici) l'aborto è a tutti gli effetti assimilabile all'uccisione di un neonato indesiderato.
Per questo occorre aiutare la società ad uscire dal letrago in cui è calata. Non possiamo attendere che la società inizi a "sentire ed esprimere delle convinzioni diverse". Dobbiamo impegnarci perchè ciò accada subito, come faremmo se oggi in Italia esistesse una legge che autorizza l'uccisione dei neonati fino al compimento del primo anno di vita.
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Re: L'uomo è per natura un animale politico
Talvolta si tratta anche delle esigenze del futuro bambino. Non è che la madre decida di abortire semplicemente perché vuole farsi gli affaracci suoi, magari si rende conto di non essere nelle condizioni per crescere ed educare un figlio in maniera appropriata, magari non ha nemmeno i mezzi per sostentare quel figlio. O peggio, magari il figlio che porta in grembo è il frutto di una violenza sessuale (con conseguenze psicologiche che io non so nemmeno immaginare). La decisione di un aborto è quasi sempre sofferta, dolorosa. Non banalizziamo il tutto con l'espressione "le esigenze della madre" (che sa tanto di egoismo, quando spesso questa è una componente secondaria).Red wrote: Invece, bisogna ricordare sempre che si parla della vita di un essere umano, che assume la precedenza rispetto alle esigenze della madre.
Fai bene a mettere il se, perché malgrado quanto tu sostenga, a me non pare affatto che ci sia opinione unanime sull'argomento, né in filosofia né in ambito medico-biologico. T'inviterei perlomeno a citare qualcuno tra coloro che sostengono la posizione in questione. A me viene in mente Tommaso D'Aquino, che invece ha una posizione radicalmente diversa, che fondamentalmente considera l'embrione come un vita di valore inferiore.Red wrote: Il punto è che se il feto è vita umana (come ritiene la maggioranza di filosofi e scienziati, anche non cattolici) l'aborto è a tutti gli effetti assimilabile all'uccisione di un neonato indesiderato.
L'auspicata (da te) tolleranza e apertura alle altrui idee, mi pare che qui decada in una crociata pro-vita che non tiene conto della legittimità delle altre posizioni. Poi fai benissimo a sostenere le tue idee, ma credo che ognuno possa formarsi sull'argomento un'opinione personale chiara e razionalmente sostenibile. Non si tratta di un letargo, si tratta della condivisione di una posizione diversa da quella che tu sostienei. Se tu vuoi impegnarti perché le cose cambino, sei libero di farlo (e tutelato dalla Costituzione in tal senso). Ma l'esortazione a che lo facciano tutti, perdonami (cristianamente), la puoi tenere per te.Red wrote: Per questo occorre aiutare la società ad uscire dal letrago in cui è calata. Non possiamo attendere che la società inizi a "sentire ed esprimere delle convinzioni diverse". Dobbiamo impegnarci perchè ciò accada subito, come faremmo se oggi in Italia esistesse una legge che autorizza l'uccisione dei neonati fino al compimento del primo anno di vita.
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Re: L'uomo è per natura un animale politico
Non sostengo che la madre decida l'aborto per futili motivi. So che in molti casi (alcuni dei quali purtroppo ho incontrato personalmente) la decisione è sofferta e dolorosa. Dico solo che - davanti alla vita - qualsiasi altra motivazione debba recedere. Altrimenti, tanto vale ammettere l'omicidio del bambino anche dopo il parto.SafeBet wrote: Talvolta si tratta anche delle esigenze del futuro bambino. Non è che la madre decida di abortire semplicemente perché vuole farsi gli affaracci suoi, magari si rende conto di non essere nelle condizioni per crescere ed educare un figlio in maniera appropriata, magari non ha nemmeno i mezzi per sostentare quel figlio. O peggio, magari il figlio che porta in grembo è il frutto di una violenza sessuale (con conseguenze psicologiche che io non so nemmeno immaginare). La decisione di un aborto è quasi sempre sofferta, dolorosa. Non banalizziamo il tutto con l'espressione "le esigenze della madre" (che sa tanto di egoismo, quando spesso questa è una componente secondaria).
Quindi il quesito è: il feto è vita umana? In caso di risposta positiva al quesito, non si può non opporsi all'aborto con la stessa energia con cui ci opporremmo all'omicidio di un neonato.
La citazione di San Tommaso non tiene conto che le teorie dell'Aquinate si basavano sulle concezioni biologiche del '200. Quindi, non sorprende che le sue idee possano essere "obsolete". Oggi si sa che l'embrione contiene già il patrimonio genetico completo della persona: è già vita e solo un evento traumatico potrà impedirgli di proseguire fino alla piena coscienza. Uccidere embrione o feto significa impedire alla vita di progredire. Su questo punto persino Emanuele Severino, filosofo anticlericale e non sospettabile di simpatie vaticane, ha dovuto ammettere che l'embrione è vita.Fai bene a mettere il se, perché malgrado quanto tu sostenga, a me non pare affatto che ci sia opinione unanime sull'argomento, né in filosofia né in ambito medico-biologico. T'inviterei perlomeno a citare qualcuno tra coloro che sostengono la posizione in questione. A me viene in mente Tommaso D'Aquino, che invece ha una posizione radicalmente diversa, che fondamentalmente considera l'embrione come un vita di valore inferiore.
Se espongo le mie idee, pur consapevole di essere in minoranza, è perchè credo alla dialettica anche con chi la pensa diversamente.L'auspicata (da te) tolleranza e apertura alle altrui idee, mi pare che qui decada in una crociata pro-vita che non tiene conto della legittimità delle altre posizioni. Poi fai benissimo a sostenere le tue idee, ma credo che ognuno possa formarsi sull'argomento un'opinione personale chiara e razionalmente sostenibile. Non si tratta di un letargo, si tratta della condivisione di una posizione diversa da quella che tu sostienei. Se tu vuoi impegnarti perché le cose cambino, sei libero di farlo (e tutelato dalla Costituzione in tal senso). Ma l'esortazione a che lo facciano tutti, perdonami (cristianamente), la puoi tenere per te.
La mia esortazione all'impegno naturalmente riflette le mie convinzione di fronte ad una realtà che ritengo drammatica.
Tu useresti toni diversi se in Italia il Parlamento approvasse una legge che autorizza l'omicidio dei neonati?
Sono sicuro che, di fronte ad una legge simile, qualsiasi coscienza laica sarebbe severamente critica contro chiunque rimanesse in silenzio.
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Gio
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Re: L'uomo è per natura un animale politico
.Red wrote: ...
Invece, bisogna ricordare sempre che si parla della vita di un essere umano, che assume la precedenza rispetto alle esigenze della madre.
Il punto è che se il feto è vita umana (come ritiene la maggioranza di filosofi e scienziati, anche non cattolici) l'aborto è a tutti gli effetti assimilabile all'uccisione di un neonato indesiderato.
.....
Beh, questa e` un po un esagerazione. Si puo discutere se un embrione o feto sia un essere umano, (e francamente non sono molto convito che la maggioranza degli scienziatio lo ritenga tale, ma vabbe`- ovviamente tutto dipende dalla definizione di "essere umano"), il ma il fatto o l'affermazione che assuma la precedenza sulle esigenze e diritti della madre e` un po difficile da accettare. Se si acetta il fatto che sia un essere umano, i suoi diritti e esigenze si fermano esattamente dove iniziono i diritti e esigenze della madre, non e` che uno e` piu "essere umano" dell' altro. Condannimo tutte le madri che fumano, bevono alcool o vanno in macchina o hanno qualsiasi altro comportamento che puo portare un danno al feto. E cosa succede con gli aborti naturali - la maggiorparte delle gravidanze .... si condanna la madre? Se la madre rischia di morire portando a termine la gravidanza? caso estremo ma neppure tanto. La madre non un essere umano anche lei? perche la sua vita (della madre) non deve essere protetta nella stessa maniera. La morte della madre quasi sempre vuol dire anche la morte del feto.
Insomma, non esagerimo in un senso o l'atro.
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Re: L'uomo è per natura un animale politico
Però, dire che ci sono casi particolari, violenze sessuali, bimbi malati o altro non ha senso con l'attuale legislazione sull'aborto, che lo consente in ogni caso si voglia.
Se citiamo casi particolari, allora diciamo che andrebbe modificata la legge sull'aborto in modo da permetterlo solo per quei casi.
Non ha troppo senso nemmeno parlare del cammino interiore e della pena delle madri, in quanto si permette in ogni caso sempre, sia a chi abbia preso una decisione conbattuta per motivi solidissimi e magari condivisibili come a chi magari solo ha mangiato male a colazione ed è di cattivo umore.
La discussione ha senso solo se portata su due argomenti:
1) Il feto è vivo o no? E se si quando lo diventa?
2) Il padre deve in qualche modo poter essere coinvolto nella decisione o no, quando sia conosciuto?
infine se vogliamo c'è un terzo spunto:
3) Prima di attuare un aborto, le strutture pubbliche dovrebbero pretendere l'intervento degli assistenti sociali o no?
Restiamo a questo. Se parliamo di una donna stuprata che non vuole il figlio del suo aguzzino o della madre di un bambino malato non andiamo da nessuna parte, come se parliamo d'altra parte di una ragazzina viziata che semplicemente non si sente di cambiare i pannolini o non vuole rovinarsi la linea.
Oggi con tutta evidenza, anche volendo, lo Stato non sarebbe in grado di evitare gli aborti, ed onestamente non mi piacerebbe vedere i carabinieri che smettono di dar la caccia ai mafiosi per seguire le donne che abortiscono, ma una discussione ragionata sui punti due e tre non credo sarebbe una limitazione della libertà personale o un'attacco al dovuto rispetto che meritano le donne.
Se citiamo casi particolari, allora diciamo che andrebbe modificata la legge sull'aborto in modo da permetterlo solo per quei casi.
Non ha troppo senso nemmeno parlare del cammino interiore e della pena delle madri, in quanto si permette in ogni caso sempre, sia a chi abbia preso una decisione conbattuta per motivi solidissimi e magari condivisibili come a chi magari solo ha mangiato male a colazione ed è di cattivo umore.
La discussione ha senso solo se portata su due argomenti:
1) Il feto è vivo o no? E se si quando lo diventa?
2) Il padre deve in qualche modo poter essere coinvolto nella decisione o no, quando sia conosciuto?
infine se vogliamo c'è un terzo spunto:
3) Prima di attuare un aborto, le strutture pubbliche dovrebbero pretendere l'intervento degli assistenti sociali o no?
Restiamo a questo. Se parliamo di una donna stuprata che non vuole il figlio del suo aguzzino o della madre di un bambino malato non andiamo da nessuna parte, come se parliamo d'altra parte di una ragazzina viziata che semplicemente non si sente di cambiare i pannolini o non vuole rovinarsi la linea.
Oggi con tutta evidenza, anche volendo, lo Stato non sarebbe in grado di evitare gli aborti, ed onestamente non mi piacerebbe vedere i carabinieri che smettono di dar la caccia ai mafiosi per seguire le donne che abortiscono, ma una discussione ragionata sui punti due e tre non credo sarebbe una limitazione della libertà personale o un'attacco al dovuto rispetto che meritano le donne.
