hispanico82 wrote:
Mi permetto di rispondere perchè lavoro in una azienda di distribuzione e probabilmente vivo la crisi più di te.
Puoi citare tutti i dati che vuoi, io ti dico solamente che abbiamo una marea di clienti che non ci riescono più a pagare, in Italia (così come hanno fatto aziende come GE, Philips, Canon, Prysmian, ABB) stiamo tagliando centinaia di posti di lavoro. Per qualche cliente stiamo addirittura riprendendoci il materiale venduto, perchè non ci sono garanzie che ci riesca a pagare neanche tra diversi anni.
Leggi le grandi aziende quanti posti di lavoro stanno tagliando. Vai a spiegare che non c'è crisi a chi chiude la propria azienda di famiglia dopo 50 anni, a chi è mandato a casa in mobilità, a chi non viene rinnovato il contratto a tempo determinato, a chi era stato messo a fare il responsabile ed è stato "tagliato".
Scusate l'Off Topic, se la discussione va avanti apriamo un topic apposito.
Hispa, non c'entra niente. :D
Che ci siano aziende e persone in difficoltà non ho dubbi; ma i singoli casi specifici non sono interessanti per capire la situazione globaile.
Mica dico che non ci sia la crisi, ovvio che c'è, ma non è, come molti dicono, "la peggiore dal 1929".
GM dei Los Angeles Knights - Dinasty NBA
Owner dei Los Angeles Bruins - Dinasty MLB
IL Poz wrote:
Ma non fa audience e per 20 giorni la gente si è dimenticata della crisi e si è concentrata su un problema DECISAMENTE secondario rispetto ai problemi che l'Italia sta passando ora.
che sia DECISAMENTE secondario, è una tua opinione personale.
nella fattispecie, poi, non mi sembra che ci siamo dimenticati della crisi. basta fare un giro.
lele_warriors wrote:
mi auguro vi tirino sotto a voi senza motivo
shilton wrote:
Bravo Pap, di questo aspetto,cioè delle condizioni attuali di Eluana, nessuno ha mai detto mezza parola.
Chiediamoci se questa era vita.
Chissà quanto pagherebbero Porta a porta o Matrix per avere delle immagini... Perchè il tutto poi si riduce a speculare sulle morbosità della questione. Di Eluana non gliene fregava niente a nessuno.
Una voce "solista" nel coro della chiesa.
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Mons. Casale: «Io dico che Eluana ha finito di soffrire» di Roberto Monteforte
di Roberto Monteforte
Escludo che per Eluana si possa parlare di omicidio. Rifiuto questa lettura perché, come molti altri, ritengo che quando c’è la dichiarazione di volontà di rifiutare l’accanimento terapeutico, si rifiuta un intervento tecnico e si lascia che la natura faccia il suo corso. Come si può parlare in questo caso di eutanasia in questo caso?» È lineare il ragionamento di monsignor Giuseppe Casale, vescovo emerito di Foggia. Con serenità ribadisce il suo punto di vista sul caso Englaro. Un punto di vista molto diverso da quello di altre voci anche autorevoli della Chiesa, per le quali non vi sarebbe dubbio, quello di Eluana è stato omicidio, eutanasia.
Eppure nella Chiesa c’è chi si dice sicuro che la sospensione di alimentazione e idratazione sia eutanasia.. «Molti medici ritengono che l’idratazione e l’alimentazione forzata siano un medicamento. Non si tratta di un dar da magiare o da bere, ma di nutrire medicalmente con un sondino, con una miscela o altro che servono a tenere il corpo in vita. È alimentazione articificiale. Se uno la rifiuta, lasciando che la propria vita vada avanti secondo quello che è il pensiero di Dio, la sua volontà e la natura, allora quello che rifiuta è l’accanimento terapeuetico. Nel caso in cui non ci siano più prospettive o possibilità di una vita nuova, perchè ormai la lunga degenza esclude questa ipotesi, si tratta di affidarsi al corso della natura. Non è assolutamente eutanasia. Affermarlo è forzare le cose. È dare seguito ad interpretazioni politiche esasperate e unilaterali, forzate con questo vizio d’origine. Ci rifacciamo tanto alla natura e alle sue leggi e in questo caso ritieniamo che le sue leggi debbano essere violate? Diciamo che ci vogliono gli interventi tecnologici o biotecnici?».
Eppure la polemica monta nel paese. Non le pare che ci sia il rischio di una lacerazione profonda nella società? «Dobbiamo lavorare perché si crei una nuova mentalità. Davanti alla morte di questa giovane creatura dobbiamo essere indotti a riflettere. A liberarci dai pregiudizi e dagli interessi di parte. Se dovessi dire il mio pensiero chiederi al Signore di tenermi in vita finché è possibile. Mi affiderei alla sua bontà. Aspettando che mi chiami. Non rinuncerei a seguire le cure che i medici mi consigliano, ma non vorrei trovarmi nella condizione di essere affidato a delle tecniche che prolungano artificiosamente la vita. Vorrei viverla ricca almeno di un rapporto con gli altri. Ho assistito molti ammalati terminali. Sino al momento in cui vi è possibilità di comunicazione con lo sguardo, con un canto, con un tocco della mano allora sì che c’è una comunicazione, che c’è la vita. Ma non è questo il caso che stiamo esaminando...».
Il mondo cattolico protesta vivacemente... «C’è stata tutta questa mobilitazione. Io che sono uomo libero rifiuto di farmi mobilitare».
Lei è una voce fuori dal coro... «No. Sono nel coro che è la Chiesa cattolica. Sarò forse un solista. E i solisti mettono in evidenza alcuni aspetti della partitura. In questo coro io ho voluto mettere in evidenza un’aspetto: quello della libertà della persona, quello della vita che è vita quando è fatta di relazioni, quello del rispetto della volontà anche quando non è espressa con un atto formale, come è stato per questa giovane donna che lunedì sera ha concluso il suo cammino. Rifiuto qualsiasi forma di “intruppamento”, di mobilitazione, di crociata. Perché le crociate hanno lasciato brutti segni nella storia della Chiesa».
Come costruire il “dopo Eluana”? «Evitando di cadere nel tranello dei marpioni della politica sempre pronti a tirare l’acqua al loro mulino. Non è giusto usare strumentalmente un caso così drammatico per fini che non sono neanche politici, ma di rivincita di un gruppo sull’altro. Dobbiamo avere la dignità di uno sguardo nuovo della politica che rispetti le persone, che vada nella direzione della “polis”, la città al cui servizio noi siamo».
Come arrivare ad una legge sul testamente biologico che aiuti a definire il “fine vita”? «Attraverso un confronto che rispetti le etiche diverse e la libertà delle opinioni. In un regime democratico la libertà va costruita nel rispetto reciproco e nell’accoglienza delle varie esperienze. Soprattutto nel rispetto delle persone che soffrono. [glow=red,2,300]E non credo che Bettino Englaro abbia fatto quello che ha fatto senza passare attraverso una grossa sofferenza. Abbiamo il dovere di rispettarlo e lui ha il diritto al nostro rispetto e alla nostra amicizia»[/glow].
DrGonz0 wrote:
Come costruire il “dopo Eluana”? «Evitando di cadere nel tranello dei marpioni della politica sempre pronti a tirare l’acqua al loro mulino. Non è giusto usare strumentalmente un caso così drammatico per fini che non sono neanche politici, ma di rivincita di un gruppo sull’altro. Dobbiamo avere la dignità di uno sguardo nuovo della politica che rispetti le persone, che vada nella direzione della “polis”, la città al cui servizio noi siamo».
Questo è un punto fondamentale.
Avesse detto "tutti ricchioni col culo degli altri" avrebbe reso ancor meglio il concetto.
BruceSmith wrote:
che sia DECISAMENTE secondario, è una tua opinione personale.
mica scrivo per te infatti..:roll:
Quando vedrò la prima pagina di un giornale in cui c'è la faccia di un operaio morto in un cantiere con i politici che cercheranno di fare delle leggi in un nanosecondo per risolvere questo problema allora dirò che è giusto mettere la faccia di una ragazza che NON E' Eluana (la vera Eluana ha gli occhi sempre aperti, la lingua che passa da destra a sinistra come unico movimento, le orecchie rosse e sformate) in un momento come questo.
Per quanto riguarda il dibattito su vita e morte io penso che sia molto interessante cercare di capire dove sta il confine.
E’ una domanda profonda che ci facciamo tutti, al di la’ dei casi singoli.
Purtroppo vedo che come al solito ci sono due partiti: quelli con tanti dubbi, e quelli che non ne hanno. Questi ultimi di solito tendono ad applicare principi estremamente rigidi. Li applicano agli altri, naturalmente, non a se stessi.
Secondo me c’e’ una bella differenza qui: alla fine cosa e’ che ci definisce come esseri umani? Il farsi certe domande o il sapere gia’ le risposte?
Bonaz wrote:
Si è spenta la povera Eluana Englaro. Dopo anni di sofferenze è finita l'immane tragedia che ha seguito lei e la sua famiglia.
Eluana, abbiamo imparato a volerti bene senza averti mai conosciuta, hai unito e diviso allo stesso modo milioni d'italiani. E tu semplicemente dormivi. Mi auguro che tu abbia solo dormito. Un abbraccio. Riposa in pace.