Re: L'uomo è per natura un animale politico

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BruceSmith
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Re: L'uomo è per natura un animale politico

Post by BruceSmith »

Spree wrote:
dopo il tuo post posso solo abbassare il livello della discussione.
complimenti.
Toni Monroe wrote: Tempo fa (ma parliamo di mesi, non di anni) è venuto fuori che il sindaco di Bolzano avrebbe uno stipendio più alto del cancelliere della germania. E l'assessore alla sanità di Bolzano avrebbe uno stipendio più alto del ministro della sanità tedesco. Se fosse vero ci sarebbe da chiedersi quali siano i reali costi della politica italiana. Da nord a sud..
attenzione, io facevo un discorso diverso: un conto sono i costi della politica (andrebbero abbassati, siamo tutti d'accordo), altro è la gestione di un comune (o di  una provincia, o regione).
la legge non impedisce che il sindaco di bolzano guadagnai il doppio del premier tedesco ma premia chi garantisce buoni servizi e chi gestisce il bilancio in maniera oculata.
Porsche 928 wrote: Bruce guarda che son d'accordissimo con quello che hai scritto qui, e` solo che non mi immagino uno scenario in Sicilia senza fondi pubblici, cioè me lo immagino ma e meglio che non accada mai.
ovvio che non verranno tolti i fondi pubblici, ci mancherebbe (edit. o perlomeno, io ho capito questo.  :D)
si cerca solo un modo per "punire" chi gestisce male la cosa pubblica.
Last edited by BruceSmith on 25/01/2009, 1:42, edited 1 time in total.
lele_warriors wrote: mi auguro vi tirino sotto a voi senza motivo
IL Poz wrote: Ah se c'è Brusmit non vengo.
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Re: L'uomo è per natura un animale politico

Post by OnTheBizz »

Sarà un caso che il partito di Lombardo becca il 10% in Sicilia e il nulla, o quasi, nelle altre regioni del sud, ma sto federalismo fiscale all'ex terra di Cuffaro non la sfiora.

Anzi, permetterà alla regione, per come è scritto adesso e per come pare dovrebbe rimanere, di tenersi buona parte dei soldi derivati dalla raffinazione della benzina. Che sarebbero, più o meno, 20 miliardi all'anno. All'anno. Roba da banchettare con caviale e champagne tutti i giorni.

Qualche notizia dalla Calabria e dalle altre terre deprecabili? La sensazione più grande è che siano rimaste senza copertura politica.
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Re: L'uomo è per natura un animale politico

Post by Porsche 928 »

BruceSmith wrote: dopo il tuo post posso solo abbassare il livello della discussione.
complimenti.

attenzione, io facevo un discorso diverso: un conto sono i costi della politica (andrebbero abbassati, siamo tutti d'accordo), altro è la gestione di un comune (o di  una provincia, o regione).
la legge non impedisce che il sindaco di bolzano guadagnai il doppio del premier tedesco ma premia chi garantisce buoni servizi e chi gestisce il bilancio in maniera oculata.

ovvio che non verranno tolti i fondi pubblici, ci mancherebbe (edit. o perlomeno, io ho capito questo.  :D)
si cerca solo un modo per "punire" chi gestisce male la cosa pubblica.
allora sono io che proprio non ci arrivo, il boldato che avevo fatto pochi post fa sulla nuova legge sul federalismo fiscale non diceva che le regioni meritevoli sarebbero premiate e quelle non meritevoli sarebbero stata sanzionate.
Io per sanzionare ho interpretato, ma lo ridomando perché sinceramente non ci ho capito molto, come una diminuzione di denaro pubblico, un chiudere i rubinetti del fiume di denaro che va in una regione.
Gia ci sono regioni al limite (parlo di qualita/quantita di servizi) che naturalmente sono le meno abbienti, se a quelle si levano i fondi su dei parametri standard (sempre a quello che ho capito) cosa succede.
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Re: L'uomo è per natura un animale politico

Post by Toni Monroe »

BruceSmith wrote: attenzione, io facevo un discorso diverso: un conto sono i costi della politica (andrebbero abbassati, siamo tutti d'accordo), altro è la gestione di un comune (o di  una provincia, o regione).
la legge non impedisce che il sindaco di bolzano guadagnai il doppio del premier tedesco ma premia chi garantisce buoni servizi e chi gestisce il bilancio in maniera oculata.
Verissimo, in effetti è probabile che i servizi siano anche buoni. Mi pare solo che dovrebbe destare perplessità in tutti noi che un comune come quello di Bolzano (quanti abitanti fa?) abbia un sindaco e un assessore che guadagnano più del cancelliere e del ministro della sanità tedeschi (quanti abitanti fanno?) la differenza di proporzioni dovrebbe essere sensibile. La questione morale vale solo in campagna elettorale? Sul federalismo fiscale non so come verrà attuato e non posso che sospendere il giudizio. Finchè se ne parla ogni argomento può sembrare ragionevole, son poi le applicazioni pratiche che lo rendono giudicabile. Ricordo che un mio collega di lavoro, croato, mi spiegava di come in Croazia ritenessero che con l'indipendenza le cose sarebbero finalmente migliorate per la Croazia dal punto di vista economico; ma a quanto pare se si eccettua la Slovenia (credo abbia detto grazie agli introiti dei casinò), non è che nelle altre repubbliche ci siano stati questi cambiamenti epocali. Insomma non vorrei che si creassero delle aspettative che poi finiscono per non poter essere rispettate. Io quando vedo le fermate del metrò con le scale mobili guaste un paio di settimane sì e un giorno no; le perdite d'acqua dai soffitti dei mezzanini; le condizioni di tante strade.. Insomma stiamo parlando di Milano, il cosiddetto motore economico d'Italia. Possibile che i soldi per mettere a posto queste cose manchino solo perchè vengon dati al governo? Perchè i comuni attorno a Milano hanno delle fermate dei bus migliori, più belle anche esteticamente (Monza, Cinisello, per dire)? Non danno anche loro i soldi delle tasse al governo? Poi leggo che l'ATM ha vinto un appalto per la metrò senza conducente in Svezia. I soldi per vincere quelle gare d'appalto dove li prende? Perchè se no io penso che risparmia qui (a scapito dell'utenza) e fa saltare fuori i soldi per vincere gare d'appalto fuori..
Last edited by Toni Monroe on 25/01/2009, 3:04, edited 1 time in total.
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Re: L'uomo è per natura un animale politico

Post by Dingo »

BruceSmith wrote: per come l'ho capita io, è un concetto un po' diverso.
perchè il comune X dovrebbe tirare la cinghia sapendo che può permettersi di sperperare visto che tanto poi il deficit viene coperto da altri?
perchè una amministrazione cittadina dovrebbe tagliare le spese (creando magari malcontento tra i cittadini) quando sa che può sforare il bilancio senza problemi?

visto che un comune non può fallire, è l'unico modo per cercare di imporre una gestione più saggia.
In realtà ci sono entrambi gli aspetti. Prima di procedere bisognerebbe almeno ridurre gli interventi della mafia nella gestione della cosa pubblica...
Ho paure che questa legge venga in un periodo così particolare che possa segnare la ripresa economica del nord e gli abissi più neri del sud.

Domanda da persona che ha studiato poco geografia: le regioni a statuto speciale godono già di alcuni benefici previsti dalla bozza del federalismo?
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Mo_Pete
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Re: L'uomo è per natura un animale politico

Post by Mo_Pete »

Dingo wrote: In realtà ci sono entrambi gli aspetti. Prima di procedere bisognerebbe almeno ridurre gli interventi della mafia nella gestione della cosa pubblica...
Ho paure che questa legge venga in un periodo così particolare che possa segnare la ripresa economica del nord e gli abissi più neri del sud.

Domanda da persona che ha studiato poco geografia: le regioni a statuto speciale godono già di alcuni benefici previsti dalla bozza del federalismo?
Nessuno in particolare..tranne per la Sardegna che godrebbe di un riconoscimento per la sua particolare posizione geografica...per la sua insularità...
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Re: L'uomo è per natura un animale politico

Post by SULF6HC »

Pronte le nuove scritte sugli ateo-bus. La Curia: "Non offende ma è opinabile"

Dopo la bocciatura dello slogan: "Dio non esiste", i razionalisti hanno modificato il messaggio pubblicitario e la concessionaria di pubblicità che aveva bloccato la precedente campagna ha dato il proprio via libera. "La buona notizia è che in Italia ci sono milioni di atei. L´ottima è che credono nella libertà di espressione"
di Stefano Origone
«Col nuovo messaggio diamo visibilità agli atei e riaffermiamo la libertà di espressione. Su Genova rilanciamo in questo modo e stiamo lavorando per poter far uscire il precedente slogan, quello rifiutato dalla concessionaria di pubblicità, in città dove la Igp Decaux non è presente», sottolinea il segretario nazionale dell´Unione degli atei, agnostici e razionalisti, Raffaele Carcano. «Il nostro messaggio è anche un invito a chi ateo non è, ed in particolare ai cattolici, a dimostrare di credere nella libertà di espressione. Noi non ci offendiamo se qualcuno scrive che Dio esiste. La Curia invece aveva chiesto che i bus non circolassero ed ha speso parole di soddisfazione dopo la bocciatura».

Intanto per la campagna pubblicitaria l´Uaar ha ricevuto 23.000 euro di donazioni da associati e simpatizzanti e su Facebook si è costituito il gruppo "Vogliamo autobus atei in tutta Italia" che ha già 4000 iscritti.

Una frase che non offende nessuno, un´affermazione opinabile che «non vale la pena commentare», commenta don Silvio Grilli, direttore del settimanale cattolico Il Cittadino. Quello che va messo in risalto nella vicenda del cambiamento della scritta, è che «avevamo ragione noi». «La prima («La cattiva notizia è che Dio non esiste. Quella buona è che non ne hai bisogno») non è stata accettata perché offendeva la sensibilità dei credenti». In merito alla nuova, ha spiegato che «ognuno potrà giudicare se si tratti di una buona o cattiva notizia ma nessuno contesta che la possano mettere. Che ci siano milioni di atei è un fatto opinabile e non possiamo saperlo né loro né noi».
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Re: L'uomo è per natura un animale politico

Post by Spree »

SULF6HC wrote: Pronte le nuove scritte sugli ateo-bus. La Curia: "Non offende ma è opinabile"

Dopo la bocciatura dello slogan: "Dio non esiste", i razionalisti hanno modificato il messaggio pubblicitario e la concessionaria di pubblicità che aveva bloccato la precedente campagna ha dato il proprio via libera. "La buona notizia è che in Italia ci sono milioni di atei. L´ottima è che credono nella libertà di espressione"
di Stefano Origone
«Col nuovo messaggio diamo visibilità agli atei e riaffermiamo la libertà di espressione. Su Genova rilanciamo in questo modo e stiamo lavorando per poter far uscire il precedente slogan, quello rifiutato dalla concessionaria di pubblicità, in città dove la Igp Decaux non è presente», sottolinea il segretario nazionale dell´Unione degli atei, agnostici e razionalisti, Raffaele Carcano. «Il nostro messaggio è anche un invito a chi ateo non è, ed in particolare ai cattolici, a dimostrare di credere nella libertà di espressione. Noi non ci offendiamo se qualcuno scrive che Dio esiste. La Curia invece aveva chiesto che i bus non circolassero ed ha speso parole di soddisfazione dopo la bocciatura».

Intanto per la campagna pubblicitaria l´Uaar ha ricevuto 23.000 euro di donazioni da associati e simpatizzanti e su Facebook si è costituito il gruppo "Vogliamo autobus atei in tutta Italia" che ha già 4000 iscritti.

Una frase che non offende nessuno, un´affermazione opinabile che «non vale la pena commentare», commenta don Silvio Grilli, direttore del settimanale cattolico Il Cittadino. Quello che va messo in risalto nella vicenda del cambiamento della scritta, è che «avevamo ragione noi». «La prima («La cattiva notizia è che Dio non esiste. Quella buona è che non ne hai bisogno») non è stata accettata perché offendeva la sensibilità dei credenti». In merito alla nuova, ha spiegato che «ognuno potrà giudicare se si tratti di una buona o cattiva notizia ma nessuno contesta che la possano mettere. Che ci siano milioni di atei è un fatto opinabile e non possiamo saperlo né loro né noi».
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Mah. Che ci siano milioni di atei è talmente evidente che non vale la pena di commentare. Quello che mi sfugge è su che base affermare "Dio non esiste è offensivo per i credenti" mentre affermare "Dio c'è" non è offensivo per gli atei. Forse perché costitutivamente più toleranti.
La scienza può solo aggiungere; davvero non vedo come e che cosa possa togliere.
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Re: L'uomo è per natura un animale politico

Post by SULF6HC »

Spree wrote: Mah. Che ci siano milioni di atei è talmente evidente che non vale la pena di commentare. Quello che mi sfugge è su che base affermare "Dio non esiste è offensivo per i credenti" mentre affermare "Dio c'è" non è offensivo per gli atei. Forse perché costitutivamente più toleranti.
perchè: "la legge di Dio prevale sulla legge degli uomini" come ha detto il simpatico cardinale Poletto.  :gazza:
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Re: L'uomo è per natura un animale politico

Post by rene144 »

Spree wrote: Mah. Che ci siano milioni di atei è talmente evidente che non vale la pena di commentare. Quello che mi sfugge è su che base affermare "Dio non esiste è offensivo per i credenti" mentre affermare "Dio c'è" non è offensivo per gli atei. Forse perché costitutivamente più toleranti.
Premesso che siano polemiche puerili, credo che la logica di fondo sia:

- Se qualcuno afferma che esista qualcosa in cui non credo, allora non dovrebbe farmi nè caldo nè freddo. Se domani io dicessi di credere nel Pollogigio, a nessun altro dovrebbe suonare come offensivo (ben altro sarebbe una costrizione nel credere nel Pollogigio).
- Se qualcuno afferma che non esista il Pollogigio, ed io ci credo, allora è offensivo verso i miei sentimenti ed i miei pensieri. Insomma, se non ci credi te lo tieni per te.

Tutto puerile, ripeto, ma sostanzialmente credo che il concetto di fondo sia che se non credi in qualcosa, è inutile che tu vada a sbandierarlo, cercando di non far credere neanche gli altri. Che ti cambia? Invece ai credenti cambia.
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Re: L'uomo è per natura un animale politico

Post by OnTheBizz »

SULF6HC wrote: perchè: "la legge di Dio prevale sulla legge degli uomini" come ha detto il simpatico cardinale Poletto.  :gazza:
Che con la questione c'entra poco. Ma anche se fosse, non mi pare scandalosa. Anzi.
Per un ateo, equivarrebbe a dire che "la propria morale prevale sulla legge degli uomini". Del tipo che se il tuo Stato ti obbliga (mettiamo) a far fuori  tutti gli ebrei, cosa che cozzerebbe, e molto, con la tua morale, allora è giusto che tu, in quanto persona con una serie di credenze/leggimorali/idee, non le segua. Poi sei te a vedertela col tuo Stato. Che non rappresenta il bene assoluto nè un soggetto granitico. Da lì riparte tutto. Può essere benissimo che quelle credenze/leggi/morali si ritrovino ad averle la maggior parte dei cittadini, e che questi facciano in modo, in vari modi, di farle divertare leggi, e quindi parti integranti, appunto, di quello stato con cui prima non andavi d'accordo.

Quando poi le istituzioni sono in aperto conflitto al loro stesso interno per mancanza di indirizzi precisi su certe questioni vuol dire che qualcosa è mancato. E la colpa è, ancora una volta, del legislatore.
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Re: L'uomo è per natura un animale politico

Post by Spree »

rene144 wrote: Premesso che siano polemiche puerili, credo che la logica di fondo sia:

- Se qualcuno afferma che esista qualcosa in cui non credo, allora non dovrebbe farmi nè caldo nè freddo. Se domani io dicessi di credere nel Pollogigio, a nessun altro dovrebbe suonare come offensivo (ben altro sarebbe una costrizione nel credere nel Pollogigio).
- Se qualcuno afferma che non esista il Pollogigio, ed io ci credo, allora è offensivo verso i miei sentimenti ed i miei pensieri. Insomma, se non ci credi te lo tieni per te.

Tutto puerile, ripeto, ma sostanzialmente credo che il concetto di fondo sia che se non credi in qualcosa, è inutile che tu vada a sbandierarlo, cercando di non far credere neanche gli altri. Che ti cambia? Invece ai credenti cambia.
Boh, sinceramente, non vedo la differenza. Il discorso è viziato dall'assunzione di fondo che il credere (in sè, come dici tu, non in qualcosa in particolare) abbia un qualche tipo di superiorità ontologic/sentimentale sul non credere. Non è così: non credere è una scelta consapevole, fatta di riflessioni e - perché no - di sofferenze, tanto quanto credere. Non è menefreghismo, come pare intuire dal "che ti cambia?". Sbandierare la Verità contro le mie convinzioni, bé, quantomeno non è gentile.Se tu affermi che una certa cosa che io ritengo non esista invece è assolutamente esistente, beh, mi dai del (a scelta): 1)Ignorante perché non conosco la Verità 2)Stupido perché conosco la Verità ma non la capisco 3)Schiavo del male perché conosco la verità e la capisco ma scelgo il lato oscuro della forza. In effetti., se ci si limitasse a dire "io/noi credo/crediamo" sarebbe un discorso, affermare che "Dio - o chi/cosa per lui) esiste" è ben altra.
E poi: oltre al fatto che mi sembra di avere mostrato come cambi, e parecchi, in linea teorica, a un a-qualcosa (nel caso di specie, ateo), sentire l'affermazionesicura e assoluta dell'esisenza, per tutti, di ciò in cui non si crede, ci sarebbe anceh un piano pratico, e cioè gli enormi e pervasivi vantaggi di cui gode il cristianesimo cattolico nel nostro paese, oltre al continuo proselitismo che invece - agli atei - è proibito. Dunque ammettiamo che il credente dica A (sorvolo sul fatto che ci siano talmente tante religioni che uno dice A1, uno A2, uno A3, eccetera. Con le sottodifferenze si potrebbe anche dire A1.I, A1.II, A3.III...), il non credente dica B. Ammettiamo anche che entrambi sono certi della loro idea, e credono che sia un bene per gli altri convincersene. Ora, perché il credente può urlare A a squarciagola, sparato nelle scuole, nelle televisioni pubbliche, finanziato per i luoghi di culto e non, e chi più ne ha più ne metta, e il non credente non può neanche ritagliarsi uno spazietto?
Misttero della fede.
Che con la questione c'entra poco. Ma anche se fosse, non mi pare scandalosa. Anzi.
Per un ateo, equivarrebbe a dire che "la propria morale prevale sulla legge degli uomini". Del tipo che se il tuo Stato ti obbliga (mettiamo) a far fuori  tutti gli ebrei, cosa che cozzerebbe, e molto, con la tua morale, allora è giusto che tu, in quanto persona con una serie di credenze/leggimorali/idee, non le segua. Poi sei te a vedertela col tuo Stato. Che non rappresenta il bene assoluto nè un soggetto granitico. Da lì riparte tutto. Può essere benissimo che quelle credenze/leggi/morali si ritrovino ad averle la maggior parte dei cittadini, e che questi facciano in modo, in vari modi, di farle divertare leggi, e quindi parti integranti, appunto, di quello stato con cui prima non andavi d'accordo.

Quando poi le istituzioni sono in aperto conflitto al loro stesso interno per mancanza di indirizzi precisi su certe questioni vuol dire che qualcosa è mancato. E la colpa è, ancora una volta, del legislatore.
Oddio me l'ero perso.
Concorso, trova gli errori.

1)l'equivalenza è errata. Implicito nel discorso del cardinale - sfido chiunque a negarlo - c'è un "la legge di Dio prevale su qualsiasi morale umana". Le leggi degli uomini sono solo un'estensione della morale degli uomini - almeno in democrazia, della maggioranza degli uomini, della volontà generale, ma non sono gli uomini a capire il Bene e il Male, è Dio. E, casualmente, quello che si è autodefinito l'interprete della sua volontà sulla terra, con tutte le diramazioni che ne conseguono. Quindi, non si tratta semplicemente di mettere la morale davanti alla legge, ma di mettere Dio davanti all'uomo. Non è esattamente la stessa cosa, e quindi le due frasi non si equivalgono per niente
2)Anche ammettendo che sia giusto che quando una legge dello stato cozza con la tua morale tu possa e deva non seguirla (e nonne sono del tutto certo. Viva Rousseau.), il punto focale è, che nella frase "la propria morale prevale sulla legge degli uomini" (che, insisto, non equivale per nulla a quella del cardinale) c'è quel la propria morale che salva il genere umano e la libertà dell'individuo. Proprio quella libertà tanto sbandierata quando si parla dell'uomo creato da Dio, che è poi spietatmente negata in quanto "le leggi di Dio" sono obbligatorie da seguire, non la tua morale. La morale di Dio, se volete, su cui tu non hai né parola in merito, perché è lui che te la dona, né, in fondo, diritto di comprendere (Abramo - Isacco, disegno provvidenziale, il male per un bene più grande, potrei continuare). Un po' diverso anche questo punto.
Last edited by Spree on 01/02/2009, 2:56, edited 1 time in total.
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Re: L'uomo è per natura un animale politico

Post by OnTheBizz »

Spree wrote: Oddio me l'ero perso.
Concorso, trova gli errori.

1)l'equivalenza è errata. Implicito nel discorso del cardinale - sfido chiunque a negarlo - c'è un "la legge di Dio prevale su qualsiasi morale umana". Le leggi degli uomini sono solo un'estensione della morale degli uomini - almeno in democrazia, della maggioranza degli uomini, della volontà generale, ma non sono gli uomini a capire il Bene e il Male, è Dio. E, casualmente, quello che si è autodefinito l'interprete della sua volontà sulla terra, con tutte le diramazioni che ne conseguono. Quindi, non si tratta semplicemente di mettere la morale davanti alla legge, ma di mettere Dio davanti all'uomo. Non è esattamente la stessa cosa, e quindi le due frasi non si equivalgono per niente
Processo alle intenzioni. Grazie. Dunque?
La democrazia è fondata sul popolo. Ergo, il popolo, nel pieno delle sue libertà di voto, pensiero, parola e quant'altro, è (dovrebbe essere, si spera che sia) sovrano. Metti caso che la maggioranza di sto popolo concordi nel fare in modo che certe leggi di Dio (non uccidere, giusto per fare un esempio iperbanalissimo) divengano leggi dello stato. E' legittimo che lo sia. O queste valgono meno delle leggi morali puramente laiche?
L'alternativa quale sarebbe? Il potere alle minoranze? Non mi pare nè giusto nè auspicabile.

Spree wrote: 2)Anche ammettendo che sia giusto che quando una legge dello stato cozza con la tua morale tu possa e deva non seguirla (e nonne sono del tutto certo. Viva Rousseau.), il punto focale è, che nella frase "la propria morale prevale sulla legge degli uomini" (che, insisto, non equivale per nulla a quella del cardinale) c'è quel la propria morale che salva il genere umano e la libertà dell'individuo. Proprio quella libertà tanto sbandierata quando si parla dell'uomo creato da Dio, che è poi spietatmente negata in quanto "le leggi di Dio" sono obbligatorie da seguire, non la tua morale. La morale di Dio, se volete, su cui tu non hai né parola in merito, perché è lui che te la dona, né, in fondo, diritto di comprendere (Abramo - Isacco, disegno provvidenziale, il male per un bene più grande, potrei continuare). Un po' diverso anche questo punto.
Gesù (appunto  :D), ma il libero arbitrio? Il concetto di peccato? Il credente sceglie di essere credente, e di seguire le leggi di Dio. Ma anche no. St'idea di autoritarismo per cui i cattolici sarebbero un gregge di pecore lobotomizzate è assolutamente macchiettistica. Non fosse altro che ci sono talmente tante religioni in giro per il mondo che se l'operato della Chiesa risultasse fuori dal proprio concetto di religiosità a un credente, questo ci si metterebbe un secondo a cambiare, anche solo all'interno del cristianesimo. E' sempre successo e continuerà a succedere. Hai detto niente..
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Post by Dingo »

Spree wrote: Mah. Che ci siano milioni di atei è talmente evidente che non vale la pena di commentare. Quello che mi sfugge è su che base affermare "Dio non esiste è offensivo per i credenti" mentre affermare "Dio c'è" non è offensivo per gli atei. Forse perché costitutivamente più toleranti.

Io continuo a ripetere, da non credente, che quello che c'è di offensivo in queste scritte non è il contenuto, ma la grossolanità con cui, nuovamente, viene espresso.
A parte che questo motto non ha nemmeno un nesso logico tra le due affermazioni, ma chi si credono, facendo così, di essere gli ultimi difensori della libertà di espressione? Sono un branco di buffoni, più bigotti dei cardinali: la libertà di espressione è altrove.
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Re: L'uomo è per natura un animale politico

Post by rene144 »

Spree wrote: Boh, sinceramente, non vedo la differenza. Il discorso è viziato dall'assunzione di fondo che il credere (in sè, come dici tu, non in qualcosa in particolare) abbia un qualche tipo di superiorità ontologic/sentimentale sul non credere
Esatto, è esattamente così che propongono la questione. Io non mi mostravo d'accordo, ma cercavo di spiegare la posizione.

La Chiesa spesso si mette su una specie di promontorio morale.

Ma comunque è davvero inutile fare discorsi del genere. La Fede è una cosa che bisognerebbe vivere nel proprio intimo, sia in un senso che nell'altro, a mio avviso, e tutti questi discorsi li trovo piuttosto infantili e spesso semplicemente procacciatori di pubblicità.
cioè gli enormi e pervasivi vantaggi di cui gode il cristianesimo cattolico nel nostro paese, oltre al continuo proselitismo che invece - agli atei - è proibito.
...
Ora, perché il credente può urlare A a squarciagola, sparato nelle scuole, nelle televisioni pubbliche, finanziato per i luoghi di culto e non, e chi più ne ha più ne metta, e il non credente non può neanche ritagliarsi uno spazietto?
Eh, vabbè, ma qui potremmo sbizzarrirci e potremmo espandere il discorso al fatto che il Papa sia più un politico che un religioso, ma credo che andremmo a finire in una giungla. Purtroppo le cose stanno in un certo modo, e dubito che cambino.
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