Re: L'uomo è per natura un animale politico

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Contropelo
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L'uomo è per natura un animale politico

Post by Contropelo »

Olè, ecco il nuovo, prego i moderatori di chiudere il vecchio.
Non c'è da riprendere alcuna discussione, in quanto si era soltanto accennato al caso Englaro di cui parlavano a Otto e Mezzo, mentre per il resto calma piatta.
Last edited by Contropelo on 22/01/2009, 19:12, edited 1 time in total.
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Dingo
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Re: L'uomo è per natura un animale politico

Post by Dingo »

Si, e io avevo chiesto qual'era il paragone di Socci comunque facciamo finta di niente :gazza:
:lol2:
Hank Luisetti
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Re: L'uomo è per natura un animale politico

Post by Hank Luisetti »

Federalismo, via libera dal Senato
Bossi: «Con la sinistra abbiamo fatto un lavoro importante». berlusconi in aula Pd e Idv si astengono. Il provvedimento passa ora alla Camera. Berlusconi: «Le tasse caleranno»

ROMA - Via libera dell'aula di Palazzo Madama al federalismo fiscale. Il disegno di legge è stato approvato con 156 voti a favore e 6 contrari; 108 i senatori astenuti, tra i quali quelli del Partito democratico e dell'Italia dei valori. Hanno votato sì, invece, Pdl, Lega e Mpa. Il provvedimento passa ora alla Camera. Il ddl fissa i punti cardine in base ai quali il governo è delegato poi ad attuare, attraverso i decreti legislativi, la riforma dell'autonomia finanziaria di regioni, province e comuni (qui le novità previste nel disegno di legge-->vedi sotto).

LE REAZIONI - Al momento del sì del Senato, c'è stata grande esultanza tra i banchi della Lega. Significativo l'abbraccio tra Umberto Bossi e Roberto Calderoli, che hanno seguito passo passo l'iter del provvedimento. Per il ministro delle Riforme, si tratta di «un passaggio storico». «L'hanno approvata e anche bene - ha affermato Bossi, evidentemente soddisfatto - erano tutti d'accordo. Alla fine la verità viene a galla, perché era una buona legge su cui nessuno ha sparato a zero: è stata una cosa importante». Lasciando l'aula, il premier, SilvioBerlusconi, ha assicurato: «È una riforma importante che porta l'Italia a essere uno stato moderno e federale, come la Gran Bretagna, la Germania e il Belgio. La pressione fiscale non deve aumentare e non aumenterà». Secondo il premier, questo provvedimento agevolerà anche la lotta all'evasione fiscale che, a suo avviso, potrà diminuire «del 22%». In precedenza, il presidente del Consiglio aveva smentito le presunte frizioni con il Senatùr: «Problemi con la Lega sul federalismo? Ma quando mai...». Il ministro per la Semplificazione, Roberto Calderoli, ha spiegato che «questo è un tassello di una riforma complessiva. Dobbiamo intervenire sulla Costituzione e credo che nel giro di un anno, un anno e mezzo porteremo a compimento il federalismo fiscale, la riforma costituzionale e la Carta delle autonomie».

ASTENSIONE - Proprio sul ddl si è riaperto il confronto tra maggioranza e opposizione: il Pd si è infatti astenuto dal voto finale, così come l'Italia dei Valori. La decisione, presa dall'assemblea del gruppo, è stata annunciata dal segretario, Walter Veltroni: «Una scelta giusta di una forza che assume la responsabilità» del dialogo «e che ha cambiato il testo originario facendo passare molte proposte». Veltroni ha avvertito però che l'atteggiamento dei democratici, nel corso dell'iter parlamentare, potrebbe cambiare: «La maggioranza deve sapere che il banco di prova saranno la copertura finanziaria del provvedimento e l'attuazione del pacchetto Violante di riforme istituzionali - ha spiegato Veltroni - in particolare sulla riduzione dei parlamentari e sul Senato federale». La decisione sull'astensione è stata presa, come ha spiegato la capogruppo Anna Finocchiaro, a «larghissima maggioranza». Da quello che si è appreso, alcuni senatori si sono pronunciati per il no, a partire da Marco Follini.

BOSSI - Il Pd ha incassato il plauso di Bossi, che però ha sottolineato: «Dopo tutte le loro proposte che abbiamo accettato, non potevano proprio votare contro». Il Senatùr ha rivolto poi una critica a Pier Ferdinando Casini: «Proprio non lo capisco: già è al lumicino, se vuole fare il difensore del Sud, la battaglia antifederalista che è persa in partenza, chissà dove finirà...». Il ministro delle Riforme ha smentito inoltre di aver inviato una lettera al ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, per sollecitare la presentazione dei costi del federalismo fiscale.

IDV - Astensione anche da parte dell'Italia dei valori. «Molto resta nebuloso in questo provvedimento - dice il capogruppo, Felice Belisario - soprattutto per quel che riguarda i conti e la quantificazione finanziaria. Permangono norme che non ci convincono e la delega è troppo generica. Siamo a favore del superamento della spesa storica però abbiamo necessità di capire se avverrà in una misura uguale in tutto il territorio nazionale. Ma il nodo resta la determinazione dei costi standard. Idv però a deciso di dare il suo voto di astensione che vuole essere un segnale di fiducia nei confronti della riforma».


22 gennaio 2009

Queste in sintesi le novità della riforma:

- Costo standard: per garantire l'autonomia di entrate e spesa a regioni ed enti locali e decidere i livelli di perequazione si passerà in maniera progressiva dal criterio della spesa storica a quello del costo standard per garantire che i servizi fondamentali costino e siano erogati in maniera uniforme sul territorio nazionale. Il costo standard consentirà di determinare, per ciascun livello di governo, il fabbisogno di cui necessita un'amministrazione e quindi l'eventuale trasferimento perequativo cui avrà diritto in caso di entrate fiscali insufficienti a garantire i servizi.

- Tetto alla pressione fiscale: si punta a un calo complessivo della pressione fiscale. Con i decreti attuativi dovrà essere 'garantita la determinazione periodica del limite massimo della pressione fiscale, nonché del suo riparto tra i vari livelli di governo'. Con un ordine del giorno di Mario Baldassarri (Pdl) il governo si è impegnato a fare in modo che con i decreti attuativi non si superi il livello massimo di pressione fiscale fissato nel Dpef e che entro i due anni successivi alla data in vigore dei Dlgs questa non superi il 42% e il 40% nei tre anni che seguono il primo periodo.

- Contrasto a evasione: è stabilito il 'coinvolgimento dei diversi livelli istituzionali nell'attività di contrasto dell'evasione fiscale'.

- Sistema premiante e sanzioni: arriva un 'sistema premiante' per regioni e enti territoriali che a fronte di un alto livello dei servizi garantisce una pressione fiscale inferiore alla media degli enti del suo livello. Previste invece sanzioni fino al commissariamento per regioni e enti non virtuosi.

- Tetto a compartecipazioni: al fine di garantire i servizi, le autonomie possono fare ricorso al fondo perequativo e alla compartecipazione a tributi erariali e tributi propri. Per i comuni è previsto un mix di compartecipazione a Iva e Irpef. Viene però previsto limite delle compartecipazioni alle sole spese per garantire le funzioni essenziali.

- Funzioni comuni e province: nel ddl vengono definite le funzioni essenziali per comuni e province, in attesa della carta delle autonomie che sarà portata al consiglio dei ministri la prossima settimana.

- Roma capitale e città metropolitane: vengono specificate le funzioni amministrative che spettano al comune di Roma, oltre a quelle attuali. Il comune sarà competente, tra l'altro, sulla valorizzazione dei beni storici, artistici, ambientali e fluviali, sull'edilizia e la protezione civile.

- Patto di convergenza: il governo, dopo un confronto in sede di Conferenza unificata, individua un percorso di convergenza su costi e fabbisogni standard detto 'patto di convergenza' che sarà presentato con il Dpef alle Camere e che gli enti sono tenuti a rispettare. In caso di mancato raggiungimento degli obiettivi lo Stato accerta le motivazioni degli scostamenti e stabilisce le conseguenti azioni correttive. Meccanismo simile sarà attuato anche per il settore infrastrutture.

- Bicamerale per l'attuazione: a dare il parere sui decreti attuativi sarà una commissione bicamerale, composta da 15 deputati e 15 senatori nominati dai presidenti delle camere. Il governo, se non intende conformarsi ai pareri della commissione come di quelle economiche che saranno investite di questo compito, deve rimettere i testi alle camere ma dopo 30 giorni dalla nuova trasmissione può comunque adottare i decreti in via definitiva.

- Tempi di attuazione: il primo decreto attuativo della delega va emanato entro un anno e gli altri dlgs entro due anni dall'entrata in vigore del testo. La riforma entrerà a regime al massimo entro nove anni dall'entrata in vigore
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Re: L'uomo è per natura un animale politico

Post by Porsche 928 »

Hank Luisetti wrote:
22 gennaio 2009

Queste in sintesi le novità della riforma:

- Costo standard: per garantire l'autonomia di entrate e spesa a regioni ed enti locali e decidere i livelli di perequazione si passerà in maniera progressiva dal criterio della spesa storica a quello del costo standard per garantire che i servizi fondamentali costino e siano erogati in maniera uniforme sul territorio nazionale. Il costo standard consentirà di determinare, per ciascun livello di governo, il fabbisogno di cui necessita un'amministrazione e quindi l'eventuale trasferimento perequativo cui avrà diritto in caso di entrate fiscali insufficienti a garantire i servizi.

- Tetto alla pressione fiscale: si punta a un calo complessivo della pressione fiscale. Con i decreti attuativi dovrà essere 'garantita la determinazione periodica del limite massimo della pressione fiscale, nonché del suo riparto tra i vari livelli di governo'. Con un ordine del giorno di Mario Baldassarri (Pdl) il governo si è impegnato a fare in modo che con i decreti attuativi non si superi il livello massimo di pressione fiscale fissato nel Dpef e che entro i due anni successivi alla data in vigore dei Dlgs questa non superi il 42% e il 40% nei tre anni che seguono il primo periodo.

- Contrasto a evasione: è stabilito il 'coinvolgimento dei diversi livelli istituzionali nell'attività di contrasto dell'evasione fiscale'.

- Sistema premiante e sanzioni: arriva un 'sistema premiante' per regioni e enti territoriali che a fronte di un alto livello dei servizi garantisce una pressione fiscale inferiore alla media degli enti del suo livello. Previste invece sanzioni fino al commissariamento per regioni e enti non virtuosi.

- Tetto a compartecipazioni: al fine di garantire i servizi, le autonomie possono fare ricorso al fondo perequativo e alla compartecipazione a tributi erariali e tributi propri. Per i comuni è previsto un mix di compartecipazione a Iva e Irpef. Viene però previsto limite delle compartecipazioni alle sole spese per garantire le funzioni essenziali.

- Funzioni comuni e province: nel ddl vengono definite le funzioni essenziali per comuni e province, in attesa della carta delle autonomie che sarà portata al consiglio dei ministri la prossima settimana.

- Roma capitale e città metropolitane: vengono specificate le funzioni amministrative che spettano al comune di Roma, oltre a quelle attuali. Il comune sarà competente, tra l'altro, sulla valorizzazione dei beni storici, artistici, ambientali e fluviali, sull'edilizia e la protezione civile.

- Patto di convergenza: il governo, dopo un confronto in sede di Conferenza unificata, individua un percorso di convergenza su costi e fabbisogni standard detto 'patto di convergenza' che sarà presentato con il Dpef alle Camere e che gli enti sono tenuti a rispettare. In caso di mancato raggiungimento degli obiettivi lo Stato accerta le motivazioni degli scostamenti e stabilisce le conseguenti azioni correttive. Meccanismo simile sarà attuato anche per il settore infrastrutture.

- Bicamerale per l'attuazione: a dare il parere sui decreti attuativi sarà una commissione bicamerale, composta da 15 deputati e 15 senatori nominati dai presidenti delle camere. Il governo, se non intende conformarsi ai pareri della commissione come di quelle economiche che saranno investite di questo compito, deve rimettere i testi alle camere ma dopo 30 giorni dalla nuova trasmissione può comunque adottare i decreti in via definitiva.

- Tempi di attuazione: il primo decreto attuativo della delega va emanato entro un anno e gli altri dlgs entro due anni dall'entrata in vigore del testo. La riforma entrerà a regime al massimo entro nove anni dall'entrata in vigore
Domanda sul boldato per chi conosce meglio di me questa legge, ma non si corre il rischio di allargare la forbice ancor di piu tra il "ricco nord" e il sud?
Situazioni come la Campania o la Sicilia in questo momento se la legge cominciasse oggi, come sarebbero messe?

Sinceramente non lo so e non voglio creare inutili campanilismi
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Thug Lord
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Re: L'uomo è per natura un animale politico

Post by Thug Lord »

Porsche 928 wrote: Domanda sul boldato per chi conosce meglio di me questa legge, ma non si corre il rischio di allargare la forbice ancor di piu tra il "ricco nord" e il sud?
Situazioni come la Campania o la Sicilia in questo momento se la legge cominciasse oggi, come sarebbero messe?

Sinceramente non lo so e non voglio creare inutili campanilismi
A mio avviso la legge sul federalismo fiscale sarà di una vastità che è impossibile dire adesso cosa è giusto e cosa è sbagliato. Gli stessi ministri non hanno al momento un idea chiara dei soldi che bisognerà muovere(o meno).
Per quanto riguarda il tuo dubbio, io credo che in un primo momento potrebbe allargarsi questa forbice, perchè in meridione le cose continueranno ad andare come ora, i soldi spariranno nelle tasche dei mafiosi e dei politici, ma quando poi i rubinetti verranno chiusi che succede? Io spero che si deteriori il legame tra politica locale e mafia, perchè se la prima porta soldi e appalti alla seconda, la seconda porta appoggio e voti alla prima, nel momento in cui il politico(coi soci) che fa male il suo lavoro viene silurato dallo stato per aver buttato nel cesso i soldi, il gioco non conviene più al politico, ma neanche alla mafia che si ritrova i rubinetti chiusi.

Io non so se per la gente comune la situazione migliorerà o peggiorerà, però il problema del meridione è uno dei più antichi e gravi da quando c'è l'italia come nazione, e credo che un tentativo di svolta diverso dal solito sia da provare visto che finora non è cambiato niente.
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Dingo
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Re: L'uomo è per natura un animale politico

Post by Dingo »

Porsche 928 wrote: Domanda sul boldato per chi conosce meglio di me questa legge, ma non si corre il rischio di allargare la forbice ancor di piu tra il "ricco nord" e il sud?
Situazioni come la Campania o la Sicilia in questo momento se la legge cominciasse oggi, come sarebbero messe?

Sinceramente non lo so e non voglio creare inutili campanilismi
Anch'io ho questo dubbio. Più che altro non capisco due aspetti:
-al momento in cui entra in vigore la legge, le regioni si trovano ad offrire una serie di servizi di partenza. Mettiamo che dopo un anno si valuti i servizi offerti in proporzione alla pressione fiscale. Comunque sia chi aveva più servizi all'inizio, immaginando inoltre che una regione con più difficoltà al massimo potrà offrire nello stesso tempo un numero di servizi pari a quello offerto da una che ne ha di meno, avà più servizi alla fine. Quello che voglio dire: questo rapporto servizi/tasse viene valutato sottraendo la situazione dopo un anno a quella iniziale oppure a partire da quella iniziale? Non ho ben capito.
-la legge dovrebbe innnescare una spirale per cui chi ha di più offre di più e chi offre di più ha di più e che ha di più offre di più... Se si utilizzasse lo stesso criterio con i paesi del terzo mondo sarebbero spacciati. Certo sempre meglio del decreto sull'Università, per cui si è definita "virtuosa" l'università che produce più ricchezza invece quella che rende lo studente più competente su scala nazionale (e internazionale).
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Re: L'uomo è per natura un animale politico

Post by BruceSmith »

Dingo wrote: -la legge dovrebbe innnescare una spirale per cui chi ha di più offre di più e chi offre di più ha di più e che ha di più offre di più... Se si utilizzasse lo stesso criterio con i paesi del terzo mondo sarebbero spacciati.
per come l'ho capita io, è un concetto un po' diverso.
perchè il comune X dovrebbe tirare la cinghia sapendo che può permettersi di sperperare visto che tanto poi il deficit viene coperto da altri?
perchè una amministrazione cittadina dovrebbe tagliare le spese (creando magari malcontento tra i cittadini) quando sa che può sforare il bilancio senza problemi?

visto che un comune non può fallire, è l'unico modo per cercare di imporre una gestione più saggia.
lele_warriors wrote: mi auguro vi tirino sotto a voi senza motivo
IL Poz wrote: Ah se c'è Brusmit non vengo.
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Re: L'uomo è per natura un animale politico

Post by iL_jAsOne »

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io voglio questa maglia !
scusate l' OT , buono scazzo  :01:
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Re: L'uomo è per natura un animale politico

Post by doc G »

Porsche 928 wrote: Domanda sul boldato per chi conosce meglio di me questa legge, ma non si corre il rischio di allargare la forbice ancor di piu tra il "ricco nord" e il sud?
Situazioni come la Campania o la Sicilia in questo momento se la legge cominciasse oggi, come sarebbero messe?

Sinceramente non lo so e non voglio creare inutili campanilismi
Potrebbe accadere, e potrebbe accadere anche in zone limitrofe che i servizi di una regione siano migliori rispetto a quelli di una regione vicina e le differenza si acuiscano.
Nella mia Umbria, ad esempio, la sanità è molto migliorata negli ultimi anni, ma a costi forti, tanto che siamo fra le regioni penalizzate con l'addizionale ICI.
Poi il comune di Terni è proprietario di un'ASM che gestisce lo smaltimento rifiuti ed è proprietaria di un'inceneritore vetusto, costruito negli anni '60, che può smaltire anche sostanze tossiche. Che tipo di affare gigantesco sia credo lo sappiate tutti. Eppure l'ASM ha oltre 60 milioni di euro di debito ed ha bilanci costantemente in perdita.
Facile immaginare che i servizi in Umbria ed a Terni in particolare non miglioreranno, anzi.
Però come fai ad imporre una gestione finanziaria oculata agli enti locali?
Altro modo non mi viene in mente.
Una regione penalizzata dall'incapacità o dalla malafede dei propri politici, difficilmente li rinnoverà, anche se casi come quello della Campania non fanno sperare benissimo, e nei casi più gravi si arriverà allo scioglimento imposto dal centro, una cattiva gestione non conviene più nemmeno ai politici, salvo forti legami con la criminalità, non solo Mafia e Camorra.
Poi chiaramente dipenderà tutto da come verrà strutturato questo controllo e da come saranno create sanzioni e premiazioni, ma purtroppo non ci sono altri sistemi. Come può lo stato bacchettare una regione su come gestisce la sanità, chi sono i dirigenti ed i primari? Sarebbe una interferenza. Però sulla gestione finanziaria i dati sono oggettive ed è facile distinguere una gestione buona da una cattiva, se gli enti di controllo funzionano potrebbe essere l'unico modo per regolare il sistema.
La Corte dei Conti in questo ha avuto un ruolo insufficiente e spesso è arrivata tardi e male, ma ha colpito senza troppi condizionamenti politici dove doveva colpire, semmai salvando a volte i grandi comuni al di la dei demeriti, potenziarla ed affidarle ulteriori compiti potrebbe essere un buon inizio e potrebbe essere un modo per sottrarre il tutto alla politica, almeno in parte.
Purtroppo ad oggi, come dice il tipo dell'IDV, è tutto ancora molto nebuloso e difficile da valutare. Si vedrà più avanti, ad ora si può solo riservarsi il giodizio più avanti.
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Re: L'uomo è per natura un animale politico

Post by Porsche 928 »

doc G wrote: Potrebbe accadere, e potrebbe accadere anche in zone limitrofe che i servizi di una regione siano migliori rispetto a quelli di una regione vicina e le differenza si acuiscano.
Nella mia Umbria, ad esempio, la sanità è molto migliorata negli ultimi anni, ma a costi forti, tanto che siamo fra le regioni penalizzate con l'addizionale ICI.
Poi il comune di Terni è proprietario di un'ASM che gestisce lo smaltimento rifiuti ed è proprietaria di un'inceneritore vetusto, costruito negli anni '60, che può smaltire anche sostanze tossiche. Che tipo di affare gigantesco sia credo lo sappiate tutti. Eppure l'ASM ha oltre 60 milioni di euro di debito ed ha bilanci costantemente in perdita.
Facile immaginare che i servizi in Umbria ed a Terni in particolare non miglioreranno, anzi.
Però come fai ad imporre una gestione finanziaria oculata agli enti locali?
Altro modo non mi viene in mente.
Una regione penalizzata dall'incapacità o dalla malafede dei propri politici, difficilmente li rinnoverà, anche se casi come quello della Campania non fanno sperare benissimo, e nei casi più gravi si arriverà allo scioglimento imposto dal centro, una cattiva gestione non conviene più nemmeno ai politici, salvo forti legami con la criminalità, non solo Mafia e Camorra.
Poi chiaramente dipenderà tutto da come verrà strutturato questo controllo e da come saranno create sanzioni e premiazioni, ma purtroppo non ci sono altri sistemi. Come può lo stato bacchettare una regione su come gestisce la sanità, chi sono i dirigenti ed i primari? Sarebbe una interferenza. Però sulla gestione finanziaria i dati sono oggettive ed è facile distinguere una gestione buona da una cattiva, se gli enti di controllo funzionano potrebbe essere l'unico modo per regolare il sistema.
La Corte dei Conti in questo ha avuto un ruolo insufficiente e spesso è arrivata tardi e male, ma ha colpito senza troppi condizionamenti politici dove doveva colpire, semmai salvando a volte i grandi comuni al di la dei demeriti, potenziarla ed affidarle ulteriori compiti potrebbe essere un buon inizio e potrebbe essere un modo per sottrarre il tutto alla politica, almeno in parte.
Purtroppo ad oggi, come dice il tipo dell'IDV, è tutto ancora molto nebuloso e difficile da valutare. Si vedrà più avanti, ad ora si può solo riservarsi il giodizio più avanti.
Ma infatti senza polemica, pensavo ad una Sicilia (esempio a caso eh)che nel 2010 avesse i fondi al 50% (cifra a caso), la situazione sarebbe catastrofica e insostenibile.
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Re: L'uomo è per natura un animale politico

Post by BruceSmith »

Porsche 928 wrote: Ma infatti senza polemica, pensavo ad una Sicilia (esempio a caso eh)che nel 2010 avesse i fondi al 50% (cifra a caso), la situazione sarebbe catastrofica e insostenibile.
tanto per fare un esempio, la sanità siciliana costa il 30% in più della sanità di tutta la finlandia, ha un dipendente regionale ogni 280 abitanti (1 su 1600 per il veneto, tanto per fare un paragone) e nel triennio 05-07 gli stipendi degli assessori regionali regionali sono aumentati del 114%.

ora, siccome le denunce a mezzo stampa sono carta straccia (prova a fare un giretto per la rete, ne troverai a vagonate. ma risultati zero) potrebbe essere un modo per dare una regolata ai governanti.
lele_warriors wrote: mi auguro vi tirino sotto a voi senza motivo
IL Poz wrote: Ah se c'è Brusmit non vengo.
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Re: L'uomo è per natura un animale politico

Post by Spree »

Devo dire che, per quanto questo federalismo mi sembri abbastanza malfatto dal poco che ho letto, ormai i miei tentennamenti profederaliemo sono sempre più forti. Non è possibile che si continui con la situazione com'è.
Posto anche qui un intervanto che, in linea teorica, rispecchia abbastanza la mia posizione in merito:

D’altro canto, non poca è la preoccupazione della mia anima libertaria davanti al bivio che tradizionalmente si palesa innanzi ad ogni sogno indipendentista, ossia la doppia faccia della medaglia secessionista e federalista. Se, infatti, come dice Dino Colafrancesco "la destra è apologia del radicamento, la sinistra dell'emancipazione", ogni ipotesi di separazione da un aggregato nazionale, regionale o d’altro genere può esser letto attraverso ognuna delle due lenti citate. In un’ottica proudhoniana, di “federalismo delle differenze”, la scissione da più ampie entità rappresenta l’emancipazione e, in quanto tale, la modernità. In questa concezione, il federalismo si coniuga con l’autonomizzazione, non solo di settori di territorio, ma soprattutto degli individui che lo calpestano. E’ la pratica dell’autogestione che si realizza mediante libere associazioni e liberi contratti. Una dinamica questa che investe ogni aspetto, da quello economico a quello giuridico, e che parte dalla sicurezza che l’armonia nasce dalla complessità, dalla differenziazione e non, come spesso si crede, dall’unità indifferenziata. In tal senso, di questo processo non può che far parte anche il decentramento. Accanto a tale visione, però, è facile constatare l’esistenza di una opposta concezione in cui il decentramento non è più un mezzo per l’individuazione e la differenziazione, bensì il fine ultimo in una logica di salvaguardia proprio di una unità indifferenziata cui si danno connotati etnici. Questa corrente di pensiero è inquadrabile nella cosiddetta “nuova destra” ed è perfettamente rappresentata in Italia dalla Lega Nord. La nuova destra, i cui ideologici vengono spesso incomprensibilmente vezzeggiati da certa ultra-sinistra (?) anarchica (?), si caratterizza per il rigetto della modernità intesa quale luogo del livellamento di un ordine mondiale basato sugli ideali universalisti e ugualitari post-illuministici. Lungi dal produrre un pensiero centrato sull’autonomia dinamica degli individui liberamente arrangiati, il federalismo neo-destro vede il suo perno nel radicamento, nella premoderna stasi della comunità organica, della antica Gemeinshaft in cui la cesura fra dentro e fuori era netta e corrispondente alla coppia amico-nemico. Il meccanismo di esclusione che si determina nella psicologia dello pseudo federalismo legaiolo è stata spiegata da Gianfranco Miglio: “le differenze tra il Nord, il Centro e il Sud, alla base della proposta di tre macroregioni all'interno di un'Italia confederale, si giustificherebbero in un diverso modo di comportarsi, ragionare, vivere, e anche se vi sono - annota Miglio - perfino biologi che sostengono la permanenza di elementi genetici, come quelli etruschi e celti, alla base delle differenti identità, "quello che conta è individuare delle aree in cui gli abitanti sentano coloro che stanno al di fuori come estranei: la conflittualità amicus-hostis". Insomma, secondo un catechismo che deve ben poco a Proudhon e Cattaneo, ma molto a De Benoist, Evola e Faye, i popoli minacciati è solo radicalizzando i loro progetti indipendentisti, facendo leva sull'etnonazionalismo, che potranno contrastare quella modernità che si fonda su quei diritti dell'uomo che cancellerebbero le abitudini culturali e il senso di appartenenza alla comunità. Il nemico, insomma, è ogni forma di liberalismo e libertarismo. Il fine è la riproposizione di vere e proprie piccole nazioni su base etnica, le heimet della tradizione germanica.

Infine, mi permetto di aggiungere una nota comica a questo post:

Il vescovo di Albany, Howard J. Hubbard, presidente della commissione Giustizia e Pace della Conferenza episcopale americana, sottolinea che la Chiesa cattolica ha sempre condannato l'uso della tortura che va rifiutata come "fondamentalmente incompatibile con la dignità della persona umana"

Grosse risate sul boldato.
La scienza può solo aggiungere; davvero non vedo come e che cosa possa togliere.
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Re: L'uomo è per natura un animale politico

Post by Toni Monroe »

BruceSmith wrote: tanto per fare un esempio, la sanità siciliana costa il 30% in più della sanità di tutta la finlandia, ha un dipendente regionale ogni 280 abitanti (1 su 1600 per il veneto, tanto per fare un paragone) e nel triennio 05-07 gli stipendi degli assessori regionali regionali sono aumentati del 114%.

ora, siccome le denunce a mezzo stampa sono carta straccia (prova a fare un giretto per la rete, ne troverai a vagonate. ma risultati zero) potrebbe essere un modo per dare una regolata ai governanti.
Tempo fa (ma parliamo di mesi, non di anni) è venuto fuori che il sindaco di Bolzano avrebbe uno stipendio più alto del cancelliere della germania. E l'assessore alla sanità di Bolzano avrebbe uno stipendio più alto del ministro della sanità tedesco. Se fosse vero ci sarebbe da chiedersi quali siano i reali costi della politica italiana. Da nord a sud..
"Orgoglioso di non essere uno di loro." Paolo Maldini
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Post by Paperone »

Toni Monroe wrote: Tempo fa (ma parliamo di mesi, non di anni) è venuto fuori che il sindaco di Bolzano avrebbe uno stipendio più alto del cancelliere della germania. E l'assessore alla sanità di Bolzano avrebbe uno stipendio più alto del ministro della sanità tedesco. Se fosse vero ci sarebbe da chiedersi quali siano i reali costi della politica italiana. Da nord a sud..
io lessi al riguardo un articolo dove si diceva che alcuni governatori Usa prendono di assessori di alcune regioni, e che Swarzy prende meno di alcuni presidenti di regione

credo che siano questi i dati
http://www.magdiallam.it/node/7746
http://www.corriere.it/politica/08_nove ... aabc.shtml

tra l'altro mi ha dato modo di scoprire che Magdì Cristiano Allam correrà alle elezioni europee. o almeno ci prova :roll:
Last edited by Paperone on 25/01/2009, 1:07, edited 1 time in total.
Giordan wrote: Menzione onorevole per Pap, che si è distinto per avere la stessa voce di Battiato e la peggior pronuncia anglo-americana ogni epoca!!!
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Porsche 928
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Re: L'uomo è per natura un animale politico

Post by Porsche 928 »

BruceSmith wrote: tanto per fare un esempio, la sanità siciliana costa il 30% in più della sanità di tutta la finlandia, ha un dipendente regionale ogni 280 abitanti (1 su 1600 per il veneto, tanto per fare un paragone) e nel triennio 05-07 gli stipendi degli assessori regionali regionali sono aumentati del 114%.

ora, siccome le denunce a mezzo stampa sono carta straccia (prova a fare un giretto per la rete, ne troverai a vagonate. ma risultati zero) potrebbe essere un modo per dare una regolata ai governanti.
Bruce guarda che son d'accordissimo con quello che hai scritto qui, e` solo che non mi immagino uno scenario in Sicilia senza fondi pubblici, cioè me lo immagino ma e meglio che non accada mai.
Last edited by Porsche 928 on 25/01/2009, 1:22, edited 1 time in total.
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