Secondo i dati ufficiali del Governo è coperto da banda larga il 98% della popolazione delle aree urbane, l’84% di chi vive in aree suburbane e il 46% di coloro che stanno in aree rurali. Circa sei milioni di cittadini non hanno copertura. (da Altroconsumo)ivan wrote: (a meno che e' cosi' sfigato da non avere copertura adsl...)
Sulla NFL devo dire che - come anche per tutti gli altri sport, eccetto il calcio - quando guardo la RAI ho sempre la sensazione che da un momento all'altro la partita, la gara, la tappa, l'assalto, il set improvvisamente svanisca e venga rimpiazzato da un documentario, interrotto dal tg, rimandato a dopo, sostituito da un altro evento, alternato ad altri programmi, spostato su un altro canale. C'è sempre questa incertezza di fondo, c'è sempre un'incertezza sull'orario di inzio, c'è sempre un qualcosa di leggendario sul collegamento, un che di tramandato, una tradizione quasi orale: "...dicono che ci sarà una diretta, ma...".
Mi spiace per i telecronisti che ci mettono tanta passione e sono i primi a vivere questa situazione precaria.
Quando SKy mollò il baseball ci dissero che era per soldi: sono una TV commerciale e fanno i loro conti. OK.
Ora Sky ha mollato la NFL, ma ha preso NASN, spero che NASN faccia qualche soldo...altrimenti ci perdiamo pure quello.
Ma per la RAI la NFL è una scelta diversa. La RAI deve fare soldi, ma, come tv pubblica, deve anche dare un servizio. Presumibilmente serio.
E può, tramite questo, iniziare a creare un pubblico di appassionati.
Io la NFL la seguo, in mille modi, dagli anni 80. Un modo lo trovo. Oggi ce ne sono cento diversi. Come diceva qualcuno: ho un mutuo e una famiglia, no? I salti mortali sono abituato a farli...
Ma quello su cui deve puntate la Rai è il ragazzino che non può comprarsi Sky o Gamepass e magari è anche già stufo del calcio nostrano...un po' di serietà e costanza per questi possibili futuri appassionati. Noi siamo diventati appassionati con la NBA, con la NFL in chiaro su canale 5, italia 1, capodistria, etc...forse si può creare una nuova nidiata di appassionati.
Trentacinque anni fa - come ieri, ormai l'altro ieri, era il 19 gennaio - Notre Dame (di Digger Phelps) in diretta nazionale TV - segna 11 punti negli ultimi tre minuti per fermare la striscia vincente di 88 partite di UCLA (di John Wooden). La partita fa esplodere la passione per il college basketball, che prima era importante, ma dopo quella partita diventa sport di massa negli USA. Ecco solo un esempio di che cosa può fare la Tv per uno sport.
Buon Superbowl a tutti.


