Alla fine di quella tournée [parlava di una tournée fatta nel 95 col Parma, tra USA e Canada]
, nell'ultima partita, vincevamo 5-0. In porta c'era Giovanni Galli. Mancavano dieci minuti alla fine. Tanti disse a Scala: "Fate giocare il ragazzino".
Erano entrati tutti, io ero rimasto praticamente da solo in panchina. E l'unico, nella tournée, che non aveva mai giocato.
Scala si voltò verso di me: "Scaldati".
Lo fissai con la mia faccia strafottente. "Eh sì, se mi scaldo pure finisce la partita".
"Fatelo entrare" ringhiò allora l'allenatore col tono più sprezzante possibile. Io, che ero esaurito da un mese di ritiro, presi due gol, feci una pessima figura e se la partita fosse durata altri dieci minuti probabilmente gli avversari avrebbero pareggiato.
Se quel giorno, all'uscita dal campo, mi avessero detto che quattro o cinque mesi dopo avrei esordito in serie A non solo non ci avrei creduto, ma avrei dato del pazzo a chi si fosse azzardato a immaginarlo.
Scorpyon wrote:
Vorrei sapere se è un libro nel vero senso della parola e non un "libraccio" come quello di Antonio
Sono arrivato a metà... il libro non è malaccio, racconta qualcosina di lui ed aiuta a comprendere di più la Persona che c'è dietro al Personaggio ed al Campione.
Mi pare sia però molto, troppo sbrigativo nel trattare le cose. E lo si capisce da subito, dal prologo: qui, infatti, Buffon parla del suo momento più nero, quello in cui tra il 2003 ed il 2004 cadde in depressione.
Beh, l'argomento è trattato in maniera davvero troppo, troppo sbrigativa. Se si decide di toccare un argomento del genere, secondo me, non lo si può liquidare poi così. Perché si entra
nell'intimità più intima di una persona.
Ma poi in linea generale, un po' tutto il libro sembra scritto di fretta... avrebbe dovuto, secondo me, raccontare più aneddoti ed arricchirli di particolari, invece che passare via così, veloce.
Avrebbe dovuto soffermarsi di più sui fatti che racconta.
Questo, ovviamente, può essere più colpa del giornalista che ha "aiutato" Buffon, che non di Gigi.
Magari è una scelta dettata dal fatto che pensano che il tifoso medio non avrebbe mai retto un libro più corposo... può essere.
Anzi, probabilmente è così, dato che in un paio d'ore lo si finisce 'sto libro. :D
Il libro in sè, comunque, non lo definirei una "porcata".
Semplicemente io l'avrei sviluppato molto diversamente, curando molto di più certi aspetti.
Tutto lì.
P.S.
E' probabile che il mio giudizio, comunque, sia ampiamente influenzato dall'ipercriticità che mi è propria, quindi prendilo per quello che è. :D