lephio wrote:
Che si dà dei buffoni quando Rickey è passato con il 94% dei voti. Praticamente un plebiscito!
No, e forse non hai letto abbastanza attentamente. O forse non mi sono spiegato sufficientemente bene, anche se mi sembra che tutti gli altri abbiano capito.
Si da' dei buffoni/incompetenti/giornalisti in malafede per altri motivi, ossia perchè i giornalisti non svolgono il proprio lavoro.
Quello che sarebbe giusto non solo chiedere, ma pretendere, da parte di persone onorate e pagate per questo lavoro, è la professionalità e la serietà di valutare i casi. Le cose che possiamo (e dobbiamo) pretendere:
- Che ogni caso venga accuratamente analizzato, valutato, studiando (statisticamente e non), ed ascoltando le campane opposte. Se un giocatore è lì, per l'immortalità sportiva, è l'onore ultimo, finale e più grande che ci possa essere. E' il momento forse che definisce autenticamente lo sport più ancora dei titoli, per quanto mi faccia male ammetterlo, il ringraziamento totale che possiamo dare a chi ci riempie le giornate, i pensieri e ci fa stare bene per certi versi. E'
intollerabile che un giocatore venga "dimenticato" (che sia una dimenticanza vera o fittizia per giudicare le proprie antipatie).
- Che si lascino fuori guerre personali, dispetti, ripicche, fastidi, e che si lasci spazio soltanto alla grandezza autentica del giocatore. Insomma, che non venga votato Nick Punto perchè ha un cognome simpatico e che venga votato Alex Rodriguez nonostante sia stato infedele a tifosi, moglie e quant'altro.
- Che i giornalisti facciano il proprio lavoro (alla fine i primi 2 punti si risolvono in questo).
- Che non vengano inventate cazzate belle e buone per supportare i propri casi! Dan Shaughnessy negli anni passati ha pompato il caso di Jim Rice dicendo che era così "feared" che gli davano IBB a basi cariche piuttosto che affrontarlo. Bene, il numero totale di IBB di Rice in carriera a basi cariche? Ovviamente zero. Questa è malafede, è violazione dell'etica professionale (inventare notizie di sana pianta, consapevoli di inventarle), è un'offesa a chi legge visto che dovrebbero essere i giornalisti a fornire delle informazioni precise e corrette.
- Che ci sia coerenza. Paul Molitor è stato "uno che ha sbagliato" con la cocaina, ed è stato votato e tutti hanno chiuso un occhio. Tim Raines invece è un ex-cocainomane che non può essere votato per molti, perchè fornirebbe un cattivo esempio ai giovani. Certo, c'è anche il piccolo particolare che il primo sia bianco ed il secondo nero. Dettagli, saremo malpensanti io,
Jay Jaffe,
Tom Tango e
Keith Law (sicuramente il discorso più interessante nella sua interezza). Molitor lo perdoniamo, Raines è un cocainomane. Molto bello.
- Che siano coerenti (seconda parte). Non esiste "punire" McGwire con un non-voto, ma parallelamente votare Matt Williams sulla
stessa scheda (non si può neanche dire che negli anni uno abbia cambiato opinione!). Il primo è stato sospettato come utilizzatore di steroidi. Il secondo... pure (nominato nel Mitchell Report).
- Che i giudizi vengano pubblicati con le proprie opinioni, ponderate ed articolate, come molti già fanno. Altri si limitano a dire "ehi, quando ero piccolo Jim Rice ha avuto un 1978 pazzesco e lo voto perchè mi ha lasciato ricordi da bambino indimenticabili". E magari si dimenticano di altri che sono sulla scheda, a testimonianza dell'attenzione che riservano al voto!
Insomma, si chiede soltanto che questa gente faccia il proprio lavoro in buona fede, con integrità morale, serietà, completezza e compostezza. E' qualcosa di scontato, è qualcosa che dovremmo poter pretendere da gente pagata per fare questo. Ma molti non lo fanno, non fanno attenzione al voto, non si curano di studiare i casi dei giocatori, non si curano dei loro obblighi e del loro lavoro.
Bene, ed è più strano che ci sia chi si scandalizza per tutto questo, piuttosto che il loro comportamento? Assurdo, davvero assurdo.
E quello che annoia, lephio, è che la gente non faccia il proprio lavoro e che non si impegni - non che si impegni e non gli venga bene. Non è un problema di opinione, ma è un problema di malafede, di personalismi. Non so come altro dirle le cose. Tu la butti sulla difesa delle opinioni. Qui le opinioni non c'entrano niente, ma si tratta di imperizia e noncuranza, di malafede (in certi casi
dichiarata come nel caso di Conlin, ma che devono fare di più per essere criticati?). Si tratta di non fare il proprio lavoro! E guai a non indignarsi, nel giornalismo come in qualsiasi ambito della vita, guai ad accettare l'imperizia e la noncuranza e la malafede. Bisogna chiedere sempre il meglio, ma soprattutto bisogna chiedere che la gente
faccia il proprio dovere! Non si può accettare un comportamento del genere e pure difenderlo... perchè? Perchè scoccia vedere la gente che si lamenta. Ed a me scoccia vedere la gente che non lavora, e trovo pazzesco che si difenda il presunto diritto che abbiano nel non fare il loro lavoro con professionalità. Sono disposto ad accettare persino un voto per Jack Morris, se adeguatamente ed articolatamente supportato (anche se non una volta ho visto una sua difesa di più di due righe con argomentazioni più serie di "I know an ace when I see one"). Ma che lo supportino! Che facciano vedere di aver analizzato il suo caso (anche sbagliando - nessuno è perfetto) e non di votare a simpatia. Che faremmo se i giudici di un tribunale decidessero in base alle proprie simpatie? Tanto è nella natura umana, e chi se ne frega, giusto? Ebbene, questo è baseball, quello è il loro lavoro, ed è richiesto molto meno impegno che ad un giudice. Che lavorino. Come se fosse una richiesta assurda, eh?
Pablets: la protesta di alcuni giornalisti contro gli steroidi è doppiamente fuori luogo, sia perchè la fa pagare a gente che non c'entra probabilmente, sia perchè non è compito loro decidere l'eleggibilità dei giocatori. Loro devono solo valutare se debbano entrare nella Hall. Il baseball (nella persona del Commissioner) ha estromesso gente come Joe Jackson o Pete Rose dalla Hall, ed il baseball si cura di tagliare i rami secchi. Se non estromette McGwire o Bonds o altri, allora non sono i giornalisti a doversi ergere a moralisti, soprattutto quando loro hanno molte meno prove del Commissioner e degli altri nel baseball, e soprattutto quando molti di loro per anni sono stati zitti pur vedendo quanto accadesse nelle clubhouses. E' ipocrisia purissima.