Re: L'uomo è per natura un animale politico (ma deve automoderarsi)

E' il luogo in cui potete parlare di tutto quello che volete, in particolare di tutti gli argomenti non strettamente attinenti allo sport americano...
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rodmanalbe82
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Re: Re: L'uomo è per natura un animale politico (ma deve automoderarsi)

Post by rodmanalbe82 »

bah.

sempre con il massimo rispetto per il mondo animale (concepisco anch'io l'idea della durezza della morte di un cane/gatto/compagno animale), penso che pubblicare dopo la notizia su una guerra in corso, un comunicato sulla morte del gatto di famiglia sia francamente imbarazzante.

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Paperone
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Re: L'uomo è per natura un animale politico (ma deve automoderarsi)

Post by Paperone »

niente di diverso da quello che pubblica Studio Aperto. :D

è il presidente di tutti gli americani, e lui (o lei) era parte della famiglia presidenziale, è giusto che abbia questo risalto.
Giordan wrote: Menzione onorevole per Pap, che si è distinto per avere la stessa voce di Battiato e la peggior pronuncia anglo-americana ogni epoca!!!
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Jakala
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Re: Re: L'uomo è per natura un animale politico (ma deve automoderarsi)

Post by Jakala »

Direttamente dall'economist

The left in Italy

Scuola di scandalo
A sad lesson that scandal is not the preserve of the right


WALTER VELTRONI, leader of Italy’s main opposition Democratic Party (PD), asserted recently that his was a “party of good people”. Mesmerised by the spectacle of a prime minister, Silvio Berlusconi, whose political career has been lived one step ahead of the courtroom, most non-Italians have been prepared to take such remarks at face value. Italy’s centre-left may be a bit dull and worthy, and somewhat tarnished by the communist past of many of its leaders (including Mr Veltroni). But, give or take a rotten apple, it has always seemed fundamentally honest.

Yet in little more than a month, that benign view has been swept away in a slew of prosecutors’ warrants and summonses. On January 5th the centre-left mayor of Naples, Rosa Russo Iervolino, unveiled a new and reshuffled city administration. There were six new faces in her 16-strong team. Four of their predecessors had been arrested on suspicion of taking part in what prosecutors claim was a plan for the “systematic looting” of public funds. A fifth had committed suicide after he too came under investigation for corruption and other alleged offences.

The scandal in Naples, which revolves around a €400m ($545m) public-services contract, is the most substantial but by no means the only one to have assailed the opposition. Since the end of November, centre-left politicians have been put under suspicion, or even arrest, in seven other cities and regions.

The PD was created by a merger between a party composed of former communists who had disowned Marxism and another that provided a home for the more progressively inclined Christian Democrats, whose movement collapsed in a welter of graft allegations in the early 1990s. The Christian Democrats were known for their cronyistic, patronage-based style of politics. Now it seems that old practices die hard, and that they have infected parts of the PD like a cancer.

The devastating impact of corruption allegations on the opposition was highlighted in mid-December, when Mr Berlusconi’s party swept to victory in an election in Abruzzo. The vote had been forced by the resignation in July of the PD’s regional governor after he was arrested and jailed, accused of taking a €6m bribe. The PD’s share of the vote plunged from 35% three years ago to less than 20%. A rival opposition party, the Italy of Principles party, increased its share of the vote fivefold to 15%.

Italy of Principles is led by Antonio Di Pietro, a former prosecutor who leapt to national prominence when he tried to nail Mr Berlusconi in court in the so-called “clean hands” anti-corruption drive of 1992-94. Since his old adversary was returned to power last April, he has been more vigorous in opposition than Mr Veltroni, and was gaining on the PD leader even before the Abruzzo poll. But Mr Di Pietro too has now had his wings clipped. His son, Cristiano, a provincial lawmaker, quit the party after he was caught up in the Naples sleaze inquiry. Transcripts were leaked of telephone conversations in which he seemed to be asking for jobs and advancement for his friends.

The sole beneficiary of the scandals is Mr Berlusconi, who has found himself in the novel position of being able to talk reproachfully and credibly of a “moral issue” facing his rivals. Their embarrassment offers him more than a short-term advantage. He has signalled that his main initiative in 2009 will be a reform of the judiciary that critics fear will hobble the magistrates who have pursued him for more than 15 years. To push through such controversial changes, Mr Berlusconi needs to stake out the moral high ground. Thanks to the left, for perhaps the first time in his long and tempestuous political career he may now be able to do so



Le ultime due righe secondo me segnalano bene il futuro italiano
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Re: L'uomo è per natura un animale politico (ma deve automoderarsi)

Post by Hank Luisetti »

Europarlamento Il Pd compatto ha dato il suo appoggio al documento
Battaglia anti-assenteisti ,
a Strasburgo il Pdl vota contro

Passa la risoluzione del radicale Marco Cappato: l’attività dei politici sia resa pubblica sul web

«Basta assenteismo!», tuona da mesi la destra, nella scia del ministro Renato Brunetta. Giusto: al di là di certe forzature, è una battaglia che andava fatta. Ieri mattina però, a Strasburgo, il Pdl ha perso l’occasione per dare un segnale di coerenza. E si è schierato in massa contro una risoluzione, approvata a schiacciante maggioranza, che impegna il Parlamento europeo a mettere online le presenze degli eurodeputati per smascherare gli assenteisti.

Sono anni che sul tema della svogliatezza con cui i nostri deputati partecipano ai lavori dell’assemblea di Strasburgo si accendono improvvise fiammate polemiche. Tanto più per il contrasto abbagliante tra questa svogliatezza e le spettacolari buste paga che incassano. Basti rileggere la tabella dell’indennità di base pubblicata ne Il costo della democrazia da Cesare Salvi e Massimo Villone: un parlamentare polacco prende 28.056 euro, uno spagnolo 39.463, uno svedese 61.704, un francese 63.093, un britannico 82.380, un tedesco 84.108, un italiano 149.215. Quindici volte più di un ungherese, tre volte più di un portoghese, una volta e mezza più dell’austriaco, secondo classificato. E non basta: alla retribuzione base vanno aggiunti i benefit e le indennità di spese generali, di soggiorno, di viaggio e quelle per i portaborse che portano il totale, nel caso degli italiani, a una cifra fra i 30.000 e i 35.000 euro. Un sacco di soldi.


La seconda sede del Parlamento Europeo, a Bruxelles (foto A. Sala)
Il guaio è che i nostri europarlamentari non sono solo i più pagati. Sono anche, tradizionalmente, i più assenteisti di tutto il continente. Lo ricorda un’inchiesta dell’Europeo del ’93, dove si raccontava che in tutto l’anno precedente il pidiessino Achille Occhetto non aveva partecipato neppure a una seduta, il dc Antonio Jodice a 3, il Psdi Antonio Cariglia a 4, la rifondarola Dacia Valent a 7 e così via... Lo ribadiscono i reportage del Giornale del 1997 (occhiello ironico: «sulle tracce del nostri eurodeputati») o de l’Espresso del 2001: «Su 87 europarlamentari italiani, 26 hanno partecipato a meno di metà delle centouno sessioni plenarie, 15 non hanno mai preso la parola in aula, 27 hanno partecipato a meno del 20% delle sedute della propria commissione, 13 non hanno mai presentato un’interrogazione... ».

Nel 2004 l’Università tedesca di Duisburg si prese la briga di elaborare uno studio capillare sulla legislatura che si chiudeva: alle sessioni di voto la presenza italiana era stata del 56,2%, contro l’80,9 dei greci o l’82,5% dei tedeschi. Un’inchiesta delle Acli dava dati leggermente diversi, ma non meno disastrosi: ai primi posti per presenze c’erano i parlamentari finlandesi (89,5%), belgi (89,3%), olandesi (88,7%) e gli ultimi, come sempre, erano i nostri, col 68,6%: tredici punti sotto i penultimi, che risultavano francesi col 79,5%.

E adesso? Boh... Scottati dai dati che svergognavano gli eletti all’assemblea, i depositari delle informazioni sono diventati via via più avari di notizie. Al punto che quando l’eurodeputato radicale Marco Cappato, in ottobre, chiese ufficialmente di vedere le tabelle delle presenze per fare luce sulla realtà dopo mille polemiche (come quella che aveva visto Renato Brunetta, accusato da un sito Internet di essere stato lui pure un po’ discolo a Strasburgo, fare fuoco e fiamme spiegando di avere partecipato negli ultimi anni al 66,9% delle sedute) il segretario generale Harald Rømer gli rispose picche: poteva chiedere solo i dati suoi. Fine: «Non esiste alcun documento consolidato che riporti il numero totale di presenze per deputato alle diverse riunioni ufficiali» e il regolamento «non obbliga in alcun modo le Istituzioni a creare documenti per rispondere ad una richiesta».

Una risposta burocraticamente impeccabile, ma politicamente reticente. Ricevuta la quale il parlamentare, convinto che le democrazie «basate sulla preminenza del diritto sono tenute all’osservanza del principio della pubblicità», ha presentato una risoluzione per impegnare l’Europarlamento alla massima trasparenza. Quello centrale è il punto 5. Che sprona a «varare, prima delle elezioni europee del 2009, un piano d’azione speciale per assicurare sul proprio sito web, ad esempio nel quadro dell’iniziativa e-Parlamento, una maggiore e più agevole disponibilità di informazioni». Gli obiettivi nel mirino sono soprattutto due. Primo: «attività, partecipazione e presenza dei deputati europei ai lavori parlamentari in termini assoluti, relativi e percentuali, rendendo tali dati disponibili ed accessibili ai cittadini anche mediante criteri di ricerca». Secondo: «le indennità e le spese dei deputati, conformemente alla posizione assunta dal Mediatore», cioè il difensore civico europeo, «nonché tutte le dichiarazioni di interessi finanziari per tutti i deputati al PE, e tali informazioni sono rese disponibili in tutte le lingue ufficiali dell’UE ».

Bene: la risoluzione è passata. Con una maggioranza larghissima: 355 voti a favore, 195 contrari, 18 astenuti. Evviva. Ma è la lettura degli elenchi di come hanno votato questo e quel parlamentare a essere particolarmente istruttiva. Il centro- sinistra italiano, memore della legnata alle elezioni di aprile dove lasciò che il tema dei tagli ai costi della politica fosse impugnato dalla destra, è stato infatti compatto: dagli ex margheritini ai comunisti al cane sciolto Gianni Rivera. Tutti favorevoli e nessun contrario. La destra, invece, si è spaccata. E se i leghisti Erminio «Obelix» Boso e Mario Borghezio hanno votato a favore della trasparenza insieme coi «neri» Roberto Fiore e Luca Romagnoli, il «pensionato» Carlo Fatuzzo, il ciellino Mario Mauro e Jas Gawronski, i rappresentanti del Pdl si sono massicciamente trincerati sul no. Sia i forzisti berlusconiani (dall’ex sindaco di Milano Gabriele Albertini, da Guido Podestà a Elisabetta Gardini, da Lia Sartori fino a Beppe Gargani) sia i nazional- alleati Roberta Angelilli, Domenico Basile, Sergio Berlato, Antonio Mussa, Nello Musumeci, Salvatore Tatarella. Potete scommettere che oggi diranno in coro che no, il loro voto contro la risoluzione per la massima trasparenza non era contro la massima trasparenza e a favore del top-secret sugli assenteisti e che aveva delle serissime motivazioni e che la sinistra è stata compatta solo per motivi strumentali eccetera eccetera eccetera. Ma il punto resta: che messaggio arriva agli italiani, dopo mesi di furenti invettive contro l’assenteismo altrui?
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Re: L'uomo è per natura un animale politico (ma deve automoderarsi)

Post by Hank Luisetti »

PAR FRANÇOIS VIDAL
Merci Silvio


Comment dit-on « enfin » en italien ? Après plus de deux ans d'un feuilleton à rebondissements jalonné de montages avortés, d'interventions politiques intempestives et de coups de théâtre de dernière minute, Air France-KLM est enfin parvenu à entrer au capital d'Alitalia. La ténacité de Jean-Cyrill Spinetta, son président, a payé. Et même s'il ne s'agit pas d'un mariage en bonne et due forme, la date est sans aucun doute à marquer d'une pierre blanche.

Car l'essentiel est là : avec cette prise de participation de 25 %, la compagnie franco-néerlandaise sécurise ses positions sur le cinquième marché aérien européen, et l'un des plus rentables. Elle y conforte un accès prioritaire à un vaste réservoir de plus de 24 millions de passagers, dont près de 11 millions de voyageurs internationaux. Et, avec Rome, obtient un nouveau point d'ancrage sur le continent complémentaire de ses plates-formes (« hubs ») d'Amsterdam et de Paris.

De quoi prendre une longueur d'avance sur ses rivaux dans le processus en cours de consolidation du ciel européen. Avec ce deal, Air France-KLM coupe l'herbe sous le pied de Lufthansa, qui se serait bien vu constituer une dorsale Berlin-Vienne-Milan. Dans la course à la suprématie, le groupe prend aussi de vitesse British Airways, qui peine à conclure son alliance avec l'espagnol Iberia. D'autant que, à partir de 2013, le franco-néerlandais pourra accroître sa participation dans Alitalia, et constituer ainsi un véritable ensemble paneuropéen intégré.

Pas si mal, pour une opération dont le prix, limité à 300 millions d'euros, reste somme toute raisonnable. Avec le recul, on peut même se demander si Silvio Berlusconi n'a pas rendu un service insigne à Air France-KLM en avril 2008, lorsqu'il a fait capoter le projet de rachat d'Alitalia pour 1,5 milliard d'euros au nom de l'« italianité ». Après tout, la compagnie avec laquelle s'est fiancé le franco-néerlandais hier a d'ores et déjà opéré une bonne partie de sa restructuration. Ce n'est plus le transporteur malade qui perdait 1 million d'euros par jour, mais un groupe délesté de ses dettes et renforcé après sa fusion avec son rival transalpin Air One.

Reste, certes, à gérer les relations avec les syndicats et les particularismes régionaux de la Botte. Mais en faisant de sa création il y a cinq ans un succès, le groupe franco-néerlandais a prouvé qu'il savait gérer ce genre d'impondérables
.

Almeno questa è la tesi del giornale francese Les Echos, ripresa dal Corriere della Sera.
Ma perché l’amministratore delegato di Air France – Klm, Jean-Cyrill Spinetta, dovrebbe ringraziare il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi?

Intanto per aver acquistato il 25% di Alitalia spendendo solo 300 milioni contro i 1500 necessari al tempo di Romano Prodi: una richiesta che venne affossata in nome della tutela dell’italianità della compagnia (esigenza oggi evidentemente svanita..).
Poi perché la compagnia di cui Air France ha acquisito le quote è stata ristrutturata e liberata dai debiti: due operazioni a completo carico dei contribuenti italiani.
Inoltre la compagnia aerea tricolore (ma quella con il blu al posto del verde) amplia la propria rete di hub aggiungendo anche Roma a Parigi e Amsterdam, entrando in un mercato da 24 milioni di passeggeri.
Infine Air France nel 2013 potrà accrescere la sua partecipazione in Alitalia, assestando un colpo molto duro a Lufthansa ed anche a British Airways, in difficoltà nelle trattative con Iberia
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Re: L'uomo è per natura un animale politico (ma deve automoderarsi)

Post by BruceSmith »

Il rifiuto della richiesta italiana per l'ex terrorista condannato per quattro omicidi
Aveva detto in un'intervista: "Se torno sarò vittima di una vendetta"
Il Brasile nega l'estradizione di Battisti
"Rifugiato politico, rischia persecuzioni"

La Farnesina convoca l'ambasciatore brasiliano per esprimere "forti perplessità"
Sdegno dalle forze politiche italiane. Reazioni di solidarietà in Francia

Il Brasile nega l'estradizione di Battisti "Rifugiato politico, rischia persecuzioni"

BRASILIA - Il ministro brasiliano della Giustizia, Tarso Genro, ha deciso di accordare lo status di rifugiato politico a Cesare Battisti, la cui estradizione era richiesta dall'Italia dove è stato condannato per quattro omicidi. Lo ha annunciato il ministero brasiliano. Immediate le reazioni sdegnate delle forze politiche italiane e del governo che chiede a Lula di ripensarci. La Farnesina ha convocato l'ambasciatore del Brasile in Italia per "esprimere forti perplessità sulle motivazioni alla base del provvedimento".

Il ministero brasiliano della Giustizia, in un comunicato pubblicato stanotte, ha annunciato la decisione "a favore della concessione dello status di rifugiato all'italiano Cesare Battisti a causa dell'esistenza fondata di un timore di persecuzione" per le sue opinioni politiche.

Cesare Battisti, 52 anni, dopo essere fuggito dalla Francia nel 2004, si è rifugiato in Brasile dove è stato arrestato nel 2007 e carcerato in attesa di una eventuale estradizione verso l'Italia. In un'intervista pubblicata giorni fa dal settimanale brasiliano Epoca, Battisti aveva affermato di temere per la sua vita se fosse estradato. "Sono certo che se andassi in Italia sarei oggetto di vendetta. Io sarei assassinato" ha assicurato.

Battisti ha invitato Genro, "che anche lui ha personalmente sofferto dalla repressione politica quando era militante" sotto la dittatura militare (1964-1985), a rifiutare la sua estradizione. Il ministro della Giustizia è andato contro la decisione del comitato nazionale per i rifugiati del Brasile, dove siedono in particolare rappresentanti dell'Alto commissariato dell'Onu per i rifugiati, che aveva respinto il 28 novembre la sua richiesta di asilo politico, il che avrebbe aperto la strada alla sua estradizione.

Fino ad allora, il Brasile aveva sempre respinto le richieste di estradizione verso l'Italia di ex attivisti italiani, in particolare delle Brigate Rosse, considerando che erano perseguiti per delitti di natura politica. Ma in aprile, il procuratore generale della Repubblica Antonio Fernando Souza aveva espresso un parere favorevole alla richiesta di estradizione di Battisti, rifiutando di considerare i suoi crimini come "politici". Souza aveva rilevato "che erano stati marcati da una certa freddezza e un certo disprezzo per la vita umana".

Condannato all'ergastolo in contumacia in Italia per l'assassinio di quattro persone tra il 1977 e il 1979, Battisti era stato arrestato a Rio de Janeiro nel 2007 e incarcerato a Brasilia, nell'attesa di una decisione della giustizia brasiliana sulla richiesta di estradizione presentata dall'Italia.

Battisti, che nega di aver partecipato ai quattro omicidi per i quali è stato condannato, era in fuga dall'agosto del 2004. Aveva lasciato clandestinamente la Francia, dove aveva trovato rifugio nel 1981 sotto la presidenza del socialista Francois Mitterand, poco prima che la giustizia francese desse il via libera alla sua estradizione verso l'Italia nell'ottobre del 2004.

E proprio in Francia, dove Battisti si è fatto apprezzare per aver fondato la rivista culturale ViaLibre e pubblicato diversi romanzi, la notizia del "no" alla sua estradizione ha avuto vasta eco. Le edizioni on line dei grandi giornali stanno dedicando alla vicenda un rilievo proporzionale alla notorietà dell'ex terrorista nel paese transalpino. Sul sito de Le Monde si è aperto un dibattito sul terrorismo politico degli anni di piombo e lo status degli ex esponenti di quel periodo. Alcuni fanno notare il differente atteggiamento del governo italiano da quello francese, e considerano una sua eventuale detenzione un mero atto repressivo.


http://www.repubblica.it/2009/01/sezion ... asile.html

ecco, giusto per evitare travasi di bile, evitate di andare a leggere i commenti dei francesi sull'argomento. se non altro, è un livello che riabilita ampiamente certi post letti sui forum nostrani.
Last edited by BruceSmith on 15/01/2009, 13:43, edited 1 time in total.
lele_warriors wrote: mi auguro vi tirino sotto a voi senza motivo
IL Poz wrote: Ah se c'è Brusmit non vengo.
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Re: L'uomo è per natura un animale politico (ma deve automoderarsi)

Post by Spree »

BruceSmith wrote: ecco, giusto per evitare travasi di bile, evitate di andare a leggere i commenti dei francesi sull'argomento. se non altro, è un livello che riabilita ampiamente certi post letti sui forum nostrani.
Quando si capirà che non è l'Italia che fa schifo, ma che tutto il mondo è paese, sarà sempre troppo tardi.
La scienza può solo aggiungere; davvero non vedo come e che cosa possa togliere.
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Re: L'uomo è per natura un animale politico (ma deve automoderarsi)

Post by BruceSmith »

Spree wrote: Quando si capirà che non è l'Italia che fa schifo, ma che tutto il mondo è paese, sarà sempre troppo tardi.
non ho capito il tuo post.

ma non volevo prendermela con i francesi in generale, ci mancherebbe.
lele_warriors wrote: mi auguro vi tirino sotto a voi senza motivo
IL Poz wrote: Ah se c'è Brusmit non vengo.
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Re: L'uomo è per natura un animale politico (ma deve automoderarsi)

Post by Spree »

BruceSmith wrote: non ho capito il tuo post.

ma non volevo prendermela con i francesi in generale, ci mancherebbe.
Non c'era molto da capire, io ero d'accordo con te. C'è un clima di "l'Italia è una merda, W l'estero, tutto è molto meglio" che è francamente ridicolo. E più mi muovo per l'europa e conosco stranieri mi rendo conto che, appunto, tutto il mondo è paese. Il y a des cons partout, come dicono qui.
La scienza può solo aggiungere; davvero non vedo come e che cosa possa togliere.
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Re: L'uomo è per natura un animale politico (ma deve automoderarsi)

Post by BruceSmith »

Faziosità e allusioni
Se il «martire dell'informazione» diventa mago delle allusioni


Una brutta pagina di tv quella consegnataci l'altra sera da Michele Santoro ad «Annozero». Imbarazzante. La sua faziosità è nota, la decisione di rappresentare una sola parte del conflitto che insanguina la Striscia di Gaza va messa in conto, la sua retorica votata a una sempre più spinta demagogia non è condivisa da molti ma fa ormai parte del panorama televisivo italiano; ciò che è inaccettabile sono le parole con cui ha liquidato Lucia Annunziata. Nel momento in cui l'ex presidente della Rai ha deciso di abbandonare la trasmissione, Santoro le si è rivolto così: «Fai la giornalista, non venire qui a criticare come si fa la trasmissione... O cerchi meriti da qualcuno?».

Dire a un altro che dissente per cercare il beneplacito, magari una cambiale a scadenza, di qualcun altro (e chi poi? Israele? Berlusconi? i vertici del Pd? la Trilateral?) è un'insinuazione di basso livello, intollerabile. Ma le allusioni malevole, specie se dette in un momento d'ira, quando saltano i nervi e si perde il controllo di sé, sono spesso rivelatrici di una filosofia di fondo. Speriamo che all'Annunziata, per ritorsione, non venga ora la tentazione di scrivere una biografia professionale di Santoro nelle vesti di «cercatore di meriti».

Parlare in un talk show di guerra è sempre difficile e di fronte a certe immagini che arrivano da Gaza si resta annichiliti. Non l'imparzialità, si chiede, non il senso della misura ma almeno la possibilità di essere minoranza (pensarla in un modo differente). Con Santoro è impossibile, proprio non le sopporta, le minoranze. Potesse le eliminerebbe. In nome della democrazia, sia chiaro. Con il conduttore schierato, con l'inviato Corrado Formigli schieratissimo, con lo spazio eccessivo concesso ai ragazzi della comunità palestinese di Milano, era difficile per Lucia Annunziata, che pure non era avvolta in una bandiera con la stella di David, sostenere il contraddittorio. Se n'è lamentata, ha semplicemente fatto presente che «qui si presentano al 99,9 per cento soltanto le ragioni palestinesi».

Apriti cielo! Santoro l'ha caricata di insulti, l'ha congedata con un odioso «non sprechiamo tempo», se l'è presa persino con Walter Veltroni invitandolo a rendersi utile, ad andare a Gaza e non in Africa. E al Presidente della Camera Gianfranco Fini che ieri ha telefonato a Claudio Petruccioli per denunciare «il livello di decenza» superato in trasmissione, Michele Santoro ha risposto sul suo sito con strafottenza, sotto la rubrica «VAF» (acronimo di Valutazione A Freddo): «In un Paese normale il livello della decenza lo supera un Presidente della Camera che, travalicando i suoi compiti istituzionali, interviene per richiedere una censura nei confronti di un giornalista che sta compiendo il suo dovere di informare l'opinione pubblica».

Censura, naturalmente. Quella del martire dell'informazione è la parte che gli riesce meglio. Nessuno pretende l'equidistanza da Santoro; nessuno si aspetta che, a inizio trasmissione, spieghi che c'è una certa differenza tra chi vuole la cessazione del lancio dei Qassam e chi vuole la cancellazione di Israele; nessuno desidera mettergli la mordacchia del pluralismo, ma deve smetterla di credersi l'unico alfiere della libertà d'espressione e accusare gli altri di essere schiavi sciocchi di qualche potere. Non è la prima volta che il populismo, la faziosità, l'ideologia lo confinano nella disinvoltura intellettuale. Chi è incapace di vincere i suoi mali, non tragga però piacere nell'addossarli ad altri.

http://www.corriere.it/politica/09_genn ... aabc.shtml
lele_warriors wrote: mi auguro vi tirino sotto a voi senza motivo
IL Poz wrote: Ah se c'è Brusmit non vengo.
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Re: L'uomo è per natura un animale politico (ma deve automoderarsi)

Post by The goat »

secondo me il problema non è santoro, ma la guerra.
che santoro sia un giornalista assolutamente fazioso è risaputo. che le sue trasmissioni siano unilaterali è altrettanto risaputo: qualunque sia l'argomento partono schierate in una certa direzione e la mantengono per tutta la durata... le interviste, i collegamenti, gli interventi in studio, gli applausi stessi servono solo ad avvalorare la tesi che la trasmissione ed il giornalista sostengono. si potrà dire che quella che fa non è informazione, si potrà dire che viene pagato con i soldi pubblici per le sue propagande, ma alla fine non sarà nè il primo, nè l'ultimo... e per quanto possa far storcere il naso a qualcuno, così è se vi pare. del resto sono 60 anni che la RAI è lottizzata.
basta esserne coscienti e prendere lui e le sue trasmissioni per quelle che sono.

il problema, dicevo, non è questo... il problema è che è un conto impostare questo tipo di trasmissione quando si parla delle piccole grandi questioni di casa nostra... che passi due ore ad attaccare berlusconi o la sinistra italiana perchè troppo moderata, che spari cazzate sulla social card o sugli impiegati pubblici vessati di brunetta, può anche lasciare il tempo che trova o al massimo far sorridere.
tutto un altro paio di maniche quando una trasmissione di questo tipo la si imposta su temi, a parte delicati ma anche che toccano da vicinissimo la sensibilità di milioni di persone, quali la guerra fra due popoli. ognuno può avere le idee che vuole, può anche non nasconderle se lo ritiene corretto, ma quando parli di questi argomenti non puoi permettermi di comportarti alla stessa maniera di quando parli di berlusconi e del suo conflitto di interessi: tutti, dalla valletta al cameraman, passando per quello in ultima fila fra il pubblico, schierati e compatti e compatti contro il nemico.
Last edited by The goat on 17/01/2009, 20:24, edited 1 time in total.
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Abbey Road è dolce e universale come il caffè di Starbucks
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Re: L'uomo è per natura un animale politico (ma deve automoderarsi)

Post by SULF6HC »

Dio non esiste", scatta la censura
pubblicità rifiutata, vince la Curia


Gli autobus dell'Amt non porteranno in giro per Genova lo slogan "La cattiva notizia è che Dio non esiste. Quella buona è che non ne hai bisogno". Il segretario dell´associazione che ha promosso la campagna "La biancheria intima va bene, ma noi no..."
di Michela Bompani
Una ricostruzione al pc della campagna pubblicataria
Una ricostruzione al pc della campagna pubblicataria
Nessun ateo-bus, a Genova. Ieri Fabrizio Du Chene, amministratore delegato di Igp Decaux, agenzia concessionaria della pubblicità sui mezzi Amt, ha annunciato di avere rifiutato la campagna pubblicitaria dell´Uaar (l´Unione degli atei e degli agnostici razionalisti) in base al codice di autodisciplina pubblicitaria e dopo aver consultato i propri legali. «Questa è censura», accusa l´Uaar.

«Riteniamo che il messaggio pubblicitario possa essere lesivo delle convinzioni morali, civili, religiose delle persone», spiegano dall´agenzia milanese Igp, e sottolineano come alla base della decisione ci siano gli articoli 10 e 46 del codice.


p.s
che ne pensate?
e se ci fossero dei cartelloni pubblicitari con scritto "dio esiste",secondo voi cosa succederebbe ?
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Post by Cammellaio Patto »

SULF6HC wrote: Dio non esiste", scatta la censura
pubblicità rifiutata, vince la Curia


Gli autobus dell'Amt non porteranno in giro per Genova lo slogan "La cattiva notizia è che Dio non esiste. Quella buona è che non ne hai bisogno". Il segretario dell´associazione che ha promosso la campagna "La biancheria intima va bene, ma noi no..."
di Michela Bompani
Una ricostruzione al pc della campagna pubblicataria
Una ricostruzione al pc della campagna pubblicataria
Nessun ateo-bus, a Genova. Ieri Fabrizio Du Chene, amministratore delegato di Igp Decaux, agenzia concessionaria della pubblicità sui mezzi Amt, ha annunciato di avere rifiutato la campagna pubblicitaria dell´Uaar (l´Unione degli atei e degli agnostici razionalisti) in base al codice di autodisciplina pubblicitaria e dopo aver consultato i propri legali. «Questa è censura», accusa l´Uaar.

«Riteniamo che il messaggio pubblicitario possa essere lesivo delle convinzioni morali, civili, religiose delle persone», spiegano dall´agenzia milanese Igp, e sottolineano come alla base della decisione ci siano gli articoli 10 e 46 del codice.


p.s
che ne pensate?
e se ci fossero dei cartelloni pubblicitari con scritto "dio esiste",secondo voi cosa succederebbe ?
mi sarei stupito del contrario, visto la "tolleranza" della chiesa.
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Jakala
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Re: Re: L'uomo è per natura un animale politico (ma deve automoderarsi)

Post by Jakala »

Cammellaio Patto wrote: mi sarei stupito del contrario, visto la "tolleranza" della chiesa.
Mai pensato che il loro interesse era andare in tv a sollevare il caso, senza spendere un'euro per questa trovata?
Se uno crede in una fede non ha bisogno di scriverlo, se uno non crede lo stesso. Il resto sono ripicche da bambini sia che le faccia un prelato sia che le faccia un ateo.

Tornando ad argomenti più seri
The goat wrote: secondo me il problema non è santoro, ma la guerra.
che santoro sia un giornalista assolutamente fazioso è risaputo. che le sue trasmissioni siano unilaterali è altrettanto risaputo: qualunque sia l'argomento partono schierate in una certa direzione e la mantengono per tutta la durata... (...)
basta esserne coscienti e prendere lui e le sue trasmissioni per quelle che sono.
Infatti ho smesso da tempo di guardarle per quello, non servono a farsi un'idea su un problema, ma o servono a convincerti di una tesi (quella di Santoro) o servono a convincerti del contrario della tesi (gli antagonisti di Santoro).
tutto un altro paio di maniche quando una trasmissione di questo tipo la si imposta su temi, a parte delicati ma anche che toccano da vicinissimo la sensibilità di milioni di persone, quali la guerra fra due popoli. ognuno può avere le idee che vuole, può anche non nasconderle se lo ritiene corretto, ma quando parli di questi argomenti non puoi permettermi di comportarti alla stessa maniera di quando parli di berlusconi e del suo conflitto di interessi: tutti, dalla valletta al cameraman, passando per quello in ultima fila fra il pubblico, schierati e compatti e compatti contro il nemico.
Ma secondo te esiste una trasmissione che può trattare questi temi in Italia senza essere filo qualcosa?
Grazie al dgt molti possono vedere come le reti straniere BBC World o FR24 trattano questi argomenti ponendo domande dure sia ad una fazione sia ad un'altra.
Dubito che noi saremmo in grado di fare lo stesso.
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Re: L'uomo è per natura un animale politico (ma deve automoderarsi)

Post by Porsche 928 »

Per favore ditemi che non e vero.........
E Berlusconi racconta una barzelletta
sui prigionieri di un lager nazista

La storiella proposta dal palco di un teatro di Nuoro nel corso di un comizio elettorale

Silvio Berlusconi durante il comizio a Nuoro (Ansa)

MILANO - La voglia di raccontare barzellette non l'ha mai persa e anche a Nuoro, nel corso della visita elettorale a sostegno del candidato del Pdl per la Regione, non ha rinunciato a raccontarne una nel bel mezzo di un comizio. Probabilmente senza pensarci, Silvio Berlusconi è però andato a toccare un tema che di questi tempi di forte pressione su Israele potrebbe essere considerato piuttosto «sensibile». Alla folla che lo ascoltava al teatro Eliseo ha infatti narrato una storiella ambientata in un campo di concentramento.

TRASFERITI A META' ... - «Un kapò all'interno di un campo di concentramento dice ai prigionieri che ha una notizia buona e un'altra meno buona - spiega il Cavaliere dal palco -. Quello dice: "metà" di voi sarà trasferita in un altro campo". E tutti contenti ad applaudire...». Poi Berlusconi arriva alla «battuta»: «La notizia meno buona è che la parte di voi che sarà trasferita è quella che va da qui in giù...», indicando la parte del corpo dalla cintola ai piedi.

LE CASCATE DEL NIAGARA - Non è stata la sola storiella raccontata a Nuoro. Berlusconi ha narrato anche un aneddoto relativo al G8 di Toyako. «C'era un'aria funerea, sembrava un funerale», ha ricordato il presidente del Consiglio. Troppe questioni importanti sul tappeto: la fame nel mondo, il clima, la contrapposizione tra Usa e Russia. Allora per sdrammatizzare - ha aggiunto il Cavaliere sorridendo - mi sono rivolto a Bush: «Lo sai che la Commissione sanitaria mi ha chiamato e mi ha dato il responso su quella questione dell'indagine sanitaria riguardo gli abitanti vicino alle cascate del Niagara che hanno le orecchie a sventola e la flessione sulla fronte?». Bush, ha riferito Berlusconi, ha prima fatto finta i non capire: «What?». Poi ha fatto un sì con il capo. E allora Berlusconi gli ha svelato l'arcano: «È perchè gli abitanti vicino alle cascate del Niagara si tirano le orecchie per sentire il rumore e poi dicono: ecco che cos'è e si mettono la mano sulla fronte...».
Il cattivo gusto pero sta rasentando il ridicolo.

http://www.corriere.it/politica/09_gennaio_17/berlusconi_barzelletta_campo_concentramento_5169600e-e4e0-11dd-98be-00144f02aabc.shtml
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