Per l'ultimo dell'anno mi porto avanti anch'io con una puntata inedita degli isolani.. :lol2: A prescindere dall'impatto (che sia prima o dopo il veglione il momento in cui verrà letta) AUGURI a tutti i frequentatori del topic. Buona fine e buon principio.
D'altra parte -lo vedi anche tu- è un momentaccio.. Isola stava difendendo (a modo suo) sull'
Essenziale; anzi i due eran stati lasciati soli, nella più classica delle situazioni di
isolamento. Termine che normalmente descriverebbe una situazione di gioco in cui l'attaccante viene lasciato da solo su un lato del campo a vedersela col suo marcatore designato; in questo caso, invece, diventava quasi la descrizione di qualcosa che nella realtà non esiste: una
zona dialettica in cui
Isola e il suo avversario (o interlocutore?) di turno sembravano più impegnati nella discussione tra loro che in un'azione di gioco. Tra i tanti avversari-interlocutori di
Isola, l'
Essenziale era quello che più si trovava a suo agio con quel modo di vivere la partita. Se negli altri campi sparsi per il mondo l'aneddotica riguardava azioni strabilianti di grande contenuto atletico, al campo davanti alla vecchia scuola esisteva un'aneddotica parallela che era fatta anche di dialoghi improbabili, che potevano protrarsi per più azioni di gioco. Non si trattava di trash talking, ma di vere e proprie perle dell'assurdo. Come quella volta che per due partite e mezza
Isola e l'
Essenziale si trovarono impegnati in una disputa sul modo in cui si doveva considerare la versione acustica che sir
Paul McCartney realizzò di
Here, there and everywhere; con
Isola che la considerava una cover e l'
Essenziale che insisteva sul fatto che avendola scritta
Paul, non poteva considerarsi una cover.
Isola pose fine alla disputa quando andò a schiacciare, a metà della terza partita consecutiva, dopo aver affermato che non avendo -in quel momento-
Paul i diritti sulle canzoni dei
fab four (che all'epoca erano del cantante più sbiancato della storia dei neri), non poteva nemmeno considerarla una delle sue canzoni. Il sospetto che
Isola avesse solo trovato un argomento in grado di turbare quel grandissimo fan dei Beatles che era l'
Essenziale, aveva fatto breccia soltanto nel cugino di
Isola..
D'altra parte -lo vedi anche tu- è un momentaccio.. L'
Eroe non poteva fare a meno di chiedersi se quel tipo di dialoghi non avrebbe finito per destabilizzare la squadra, qualora (com'era probabile) avessero giocato assieme nella formazione dell'università. Perchè vederli conversare amabilmente mentre si affrontavano da avversari era una cosa, ma come avrebbero potuto farlo se fossero stati compagni di squadra? Certo l'immagine dei loro avversari smarriti di fronte a due che parlano di tutt'altro mentre portano la palla in attacco era qualcosa di spettacolare.. Oppure
Isola avrebbe dovuto cercare tra gli avversari un eventuale interlocutore e non era affatto da escludere che ci avrebbe provato, da lui ci si poteva aspettare di tutto; come dimostrava il suo impegno in difesa in questa partita. Normalmente non si dedicava molto alla difesa, per non sprecare energie che invece gli sarebbero servite in attacco. E anche per il fatto che nel basket di strada la difesa era solitamente concepita come rubar palla o stoppare l'avversario; si limitava al minimo, insomma, l'impegno in quella fase del gioco. Invece, per l'occasione,
Isola si era esibito in una difesa
come si deve, con pressione costante sul portatore di palla e ostruzione di tutte le linee di passaggio, fossero della palla o del portatore della stessa. Quasi che sapesse che a guardare questa partita c'era anche uno degli assistenti del coach e volesse fargli vedere quello che nella visita all'università non aveva potuto mostrare..
D'altra parte -lo vedi anche tu- è un momentaccio.. Il vecchio non avrebbe potuto essere più d'accordo. Era proprio un momentaccio, quello. Non che
Isola potesse riferirsi allo stesso momentaccio che intendeva lui, ma in un certo modo il vecchio arrivava a pensare che si era creata una sorta di
empatia generale tra i vari frequentatori del campo davanti alla vecchia scuola, per cui -anche se soltanto vaghe- potevano esserci delle percezioni che attraversavano tutti quanti. O forse no. Quella era una strana partita, con
Isola che offriva le sue solite perle mentre difendeva e non mentre portava palla, come se volesse dimostrare che non contava l'azione di gioco, ma il modo in cui lo viveva. Ecco allora che in quella partita si era esibito in una difesa ragionata (e mai termine avrebbe potuto essere più appropriato) ed insistita. Cosa che sembrava venire apprezzata tanto dall'
Eroe quanto dal tipo che era venuto assieme a lui, quel giorno. Un tipo che sembrava guardare ogni azione con l'occhio del
conoscitore. Anche se era visibilmente trasalito nel momento in cui
Isola aveva affermato che alla fine della partita si sarebbero dovuti recare ad ascoltare
Il suono della parola muta, che poteva anche essere il titolo di qualcosa.. Ammesso che
Isola non se lo fosse inventato lì per lì. Ipotesi da non scartare a priori..