Che vuoi fare, Marghe... tu pensa che anni fa mi ricordo di aver letto su un qualche giornale (onestamente non ricordo quale!) un dossier secondo cui il progetto dell'auditorium della musica di Roma era sbagliato ed il tetto sarebbe crollato appena tolta l'impalcatura. La sovrintendenza alle belle arti ed in consiglio dei lavori pubblici, a seconda dei politici che in quel momento sostenevano il progetto, credettero al dossier e bloccarono i lavori per anni.margheritoni10 wrote: Come c'è arancino ed arancino. Quello che compri in Autogrill, oltre a costare 3 euro e mezzo, c'ha l'impanatura adatta a costruirci appunto un Ponte. Il discorso sulla qualità del cemento può valere per qualsiasi opera ingegneristica e non ha correlazione geografica (perchè su opere di questa portata mica lavorano piccoli pescetti del mercato locale). Ora apparte il Vajont e Tesero (ma lì di criminale non ci fu l'uso del cemento in se stesso...) quali grandi opere d'ingegneristica civile (ponti, viadotti autostradali, dighe, trafori, gallerie, etc...) hai visto crollare con conseguenti immani catastrofi? Perchè va bene essere sfiduciati, pessimisti, contrari (ed io sono tra quelli), etc... ma arrivare a mettere in dubbio perfino la sicurezza di un progetto. Anche perchè, il risparmio sulla qualità del materiale è una schifezza che si compie su progetti a budget imposto, quindi con margine risicato. Se non hai problemi di questo tipo, perchè una qualsiasi azienda appaltatrice dovrebbe accolarsi quest'immane rischio?
Es: per costruire A l'appalto totale è di 100. Costi reali: 90. Margine: 10. Se voglio guadagnare di più posso scegliere due strade:
A. diminuire i costi reali limando su materiali, lavorazioni, etc...
B. far aumentare a dismisura il totale dell'appalto mantenendo lo standard di sicurezza preventivato.
In Italia si lavora nel modo B perchè a rischio tendendente allo 0.
Il progetto, per la cronaca, lo fece Renzo Piano, quello che progettò un aereoporto in mezzo al mare a Kobe, che resistette quando un terremoto distrusse mezza città.
Il problema dei lavori in Italia è appunto che non si fanno e quando si fanno costano molto più del necessario, ma gli standard di sicurezza in genere sono elevati, in genere.
Poi di modi per far lievitare i costi negli appalti ce ne sono mille, anche ora che è diventata più difficile la revisione dei costi.
Ad esempio l'appalto viene preso da una ditta che incassa i primi stati di avanzamento lavori e poi fallisce senza aver realizzato nulla, oppure lo stesso ente committente chiede una modifica del progetto. Ma di strade crollate non ne ricordo. Manutenute male si, se capiti in centro Italia prova a percorrere la Cesena - Perugia - Terni, costruite male no.





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