Appena finito di vedere. Posto qui la recensione che ho messo sul mio blog il cui indirizzo si trova in firma.
"Dei drogati una cosa tieni a mente: tradiscono sempre. Sempre". Parole e musica sono di Hotch, detective della narcotici che bazzica dalle parti di Sherman Square, tra 72esima e Broadway, nella mela. Obviously.
I titoli di apertura ci informano che per gli eroina-dipendenti quello non è un posto qualsiasi, ma Needle Park, letteralmente parco-siringa. Fate vobis...
Qui possiamo trovare uno spacciatore di piccola tacca, interpretato da Al Pacino, che, tra una dose e l'altra, vivacchia tra furti e prostituzione assieme alla sua cerchia di amici. Tra collassi e nottate di vomito, trova il tempo di conoscere Helen, fidanzata di un suo cliente, "innamorarsene" e portarsela dritta all'inferno.
La relazione tra i due protagonisti principali sembra però sopravvivere più per necessità, per astinenza, piuttosto che sentimenti veri. Ogni occasione diventa buona per rubare l'eroina del compagno, ogni soldo (guadagnato con lo spaccio, o barattando il proprio corpo) non può che finire nelle vene e, quando si presenta la scelta, non resta altro da fare, perchè uno o due anni in gabbia non sono nulla di che, ma uno o due anni di astinenza sono un'eternità e quindi, come il detective di cui sopra insegna, tradire è inevitabile.
Quella che si sviluppa è una tipica pellicola anni '70. Anni '70 in tutto, dal ritmo, alla tematica, ai movimenti di macchina. Un montaggio serrato che non si perde in licenze poetiche, impietosamente essenziale nel descrivere un mondo di sconfitti senza via di scampo. Uno dei film più crudi sulla tematica che si possano ricordare, un viaggio tra disperati che vivono di promesse mancate, di tentativi di riscatto che durano meno di una dose in tempo di carestia. Il regista Jerry Schatzberg ci racconta un'umanità del tutto azzerata, il cui unico fabbisogno giornaliero è rappresentato da una siringa in vena. Un'umanità incapace di relazionarsi e di avere il controllo di stessa.
A nostro parere si tratta decisamente di un buon lavoro, una spietata fotografia di realtà troppo spesso accantonate e dimenticate. Ovviamente al tutto non manca un pizzico di sensazionalismo e di esagerazione, però nel complesso tutti gli ingredienti paiono stare al loro posto, a partire da un eccellente prova del giovane Al Pacino, irrequioto, nervoso, sempre con quel sorrisetto da schiaffi stampato sul volto.
Una perla di sinteticità è siccità morale il finale: quel "beh" pronunciato dal protagonista appena scarcerato alla sua ragazza, rea di averlo tradito facendolo arrestare, dimostra appunto come non conti nulla nel suo mondo al di fuori della droga. E se mi piace farmi con te, e col tuo corpo porti in casa soldi, "beh", allora chi sono io per giudicarti?
Volevo sapere cosa ne pensate e come avete trovato voi il film.