Re: Naufraghi 2.0

E' il luogo in cui potete parlare di tutto quello che volete, in particolare di tutti gli argomenti non strettamente attinenti allo sport americano...
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davidvanterpool
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Re: Naufraghi 2.0

Post by davidvanterpool »

Complimenti a tutti e 3, mi sono piaciuti molto.

Suclò, bravo davvero!!
C'è bisogno che si giochi con un po' di dignità! Con un po' di anima cazzo! Nessuno fa un salto, un fallo con la palla lì! Facciamo a cazzotti almeno!! Ma che cazzo avete dentro?

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doc G
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Re: Naufraghi 2.0

Post by doc G »

Lascio questo topic per tre giorni e trovo il finimondo, persino un ritorno di Sine!
Complimenti a tutti e tre anche da parte mia.
L'educazione sentimentale di un cassonetto mi ha fatto spanciare, lo sportivo di Toni ormani è un classico, Suclò mi ha commosso e fatto immedesimare anche questa volta.
suclò
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Re: Naufraghi 2.0

Post by suclò »

Grazie dei complimenti!  :notworthy:

Mi unisco al coro per Sine, la storia d'amore di un cassonetto mi mancava!  :D

Doc... mica penserai di essertela cavata così, eh...  :fischia:


:forza:
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doc G
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Re: Naufraghi 2.0

Post by doc G »

suclò wrote: Grazie dei complimenti!  :notworthy:

Mi unisco al coro per Sine, la storia d'amore di un cassonetto mi mancava!  :D

Doc... mica penserai di essertela cavata così, eh...  :fischia:
:forza:
Cavarmela così...
Se intendi nel postare, cerco di contenermi ad un capitolo massimo due la settimana, per non monopolizzare troppo e per darvi tempo di leggere! :lol2: :lol2:
Sui commenti....
Bhè, ho ricordi relativamente freschi anche nel caso del tuo secondo racconto, mia madre è morta a luglio 2006, perciò devo dire che mi sono immedesimato molto. Anche perchè, che siano molti o pochi, quel che ti rimane in mente dopo sono effettivamente gli errori, ed inizialmente pesano. Poi magari ripensi al fatto che il rapporto era buono, che hai fatto errori ma non sempre, che è inutile stare a rimpiangere ma meglio ricordare le cose belle, ma all'inizio almeno a me quello è capitato. Perciò anche qui mi sono immedesimato.
Sulla scrittura con i puntini... non sono io... proprio no... quello che può criticare! :lol2: :lol2:
Toni Monroe
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Re: Naufraghi 2.0

Post by Toni Monroe »

Bien -abbiamo un pubblico- come dice il grande Richard in quel film incasinato:forza: Sarebbe bello se si cimentassero -tipo guest star- anche altri forumisti. Non devono essere per forza cose lunghe o a puntate, vanno benissimo anche storie autoconclusive. Pap aveva accennato ad una storia a bivi di cui aveva anche già pronto un ramo. Che fine ha fatto l'altro?  :penso:  :D

PS..anch'io ho una passione per i puntini..le mie chiacchierate su msn non potrebbero farne a meno..(anche per via del fatto che il mio rapporto con la punteggiatura non è proprio idilliaco.. :gazza:)  :lol2:
"Orgoglioso di non essere uno di loro." Paolo Maldini
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suclò
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Re: Naufraghi 2.0

Post by suclò »

doc G wrote: Cavarmela così...
Se intendi nel postare, cerco di contenermi ad un capitolo massimo due la settimana, per non monopolizzare troppo e per darvi tempo di leggere! :lol2: :lol2:
Sui commenti....
Bhè, ho ricordi relativamente freschi anche nel caso del tuo secondo racconto, mia madre è morta a luglio 2006, perciò devo dire che mi sono immedesimato molto. Anche perchè, che siano molti o pochi, quel che ti rimane in mente dopo sono effettivamente gli errori, ed inizialmente pesano. Poi magari ripensi al fatto che il rapporto era buono, che hai fatto errori ma non sempre, che è inutile stare a rimpiangere ma meglio ricordare le cose belle, ma all'inizio almeno a me quello è capitato. Perciò anche qui mi sono immedesimato.
Sulla scrittura con i puntini... non sono io... proprio no... quello che può criticare! :lol2: :lol2:
No, scusami... intendevo proprio che toccava a te postare!  :D

Mi spiace, ovviamente, averti riportato alla mente momenti poco felici.
Comunque la penso esattamente come te. Mia mamma è (fortunatamente) viva e vegeta, e da quando ho scritto quel racconto mi sono messo ad abbracciarla in ogni occasione possibile. Anche perchè ho perso il padre quando avevo 15 anni e so cosa significa pentirsi di non aver fatto e/o detto qualcosa... 


Fine del momento mariadefilippesco... vai con le vacche!  :forza:  :lol2:
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doc G
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Re: Naufraghi 2.0

Post by doc G »

suclò wrote: No, scusami... intendevo proprio che toccava a te postare!  :D

Mi spiace, ovviamente, averti riportato alla mente momenti poco felici.
Comunque la penso esattamente come te. Mia mamma è (fortunatamente) viva e vegeta, e da quando ho scritto quel racconto mi sono messo ad abbracciarla in ogni occasione possibile. Anche perchè ho perso il padre quando avevo 15 anni e so cosa significa pentirsi di non aver fatto e/o detto qualcosa... 


Fine del momento mariadefilippesco... vai con le vacche!  :forza:  :lol2:
OK. mandiamo i postini in cantina e richiamiamo i pastori! :lol2: :lol2:
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doc G
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Re: Naufraghi 2.0

Post by doc G »

7
Il colloquio con Titti aveva calmato e rasserenato Claudio, che subito era diventato più ottimista e fiducioso sul futuro. Aveva chiacchierato del più e del meno per oltre un’ora, poi finalmente aveva presi tutti i disegni del villino, che in realtà era quasi un autentico castello, ed aveva preso l’indirizzo sia del villino che della ditta produttrice delle persiane. Il giorno dopo Claudio aveva già visionato il magazzino della ditta, due giorni dopo era pronto a partire alla volta del villino, previo un lungo colloquio con Titti che lo invitava alla celerità. Lasciata a Civitavecchia la superstrada, la media a due volumi del giovane architetto si avventurò per la via Aurelia, costeggiando per un lungo tratto il mar Tirreno.  Giunto ad Albinia, Claudio lasciò l’arteria per seguire il fiume Albegna, nel meraviglioso spettacolo offerto dalla ondeggiante campagna toscana; dopo pochi chilometri salì per una collina dolce e verdeggiante e si trovò di fronte il villino del Principe Rampazzo, quasi del tutto ristrutturato ma, naturalmente, privo di persiane.
Lo accolse il direttore dei lavori, che prima gli richiese bruscamente le generalità, poi lo salutò cordialmente; Claudio però voleva essere accompagnato a fare un sopralluogo ed a prendere fotografie, così gli fu presentato il vecchio custode del villino, un uomo di circa sessant’anni, con il volto rugoso e le mani callose, che gli strinse la mano vigorosamente e cordialmente
“Anselmo Cocilovo, per servirla!”
“Claudio Anselmi, piacere.”
“Ma lei è architetto?”
“Bhe, si...”
“Un lo vedi com’è giovane! Sembra un ragazzino!”
“Bhe... ma ora mi accompagni in giro, voglio vedere bene il villino e scattare qualche fotografia.”
Camminarono lungamente, fermandosi spesso per permettere al giovane architetto di scattare qualche fotografia, parlando per tutto il tempo del più e del meno
“Sa, questo principe non si vede mai, qui in campagna non ci viene... non era mica così il padre, il vecchio principe Rambaldo... lui questi luoghi li amava più di ogni altro, ci viveva sempre... era capace di trascorrere intere giornate a cavalcare nei boschi oppure a controllare le coltivazioni, questo principe invece non c’è mai, viene solo per appartarsi con qualche conquista... speriamo che almeno adesso che si è sposato cambi abitudini, ma è difficile, a quasi cinquant’anni non si cambia.”
“Ma che tipo è la moglie? Non lo chiedo per curiosità, ma solo per capire i suoi gusti in fatto di persiane.”
“Persiane? Che bischerata! Ma comunque la principessa è un tipo... quando è venuta la prima volta non faceva che dire stupendo, meraviglioso, meglio anche della mia villa a Punta Ala... a suon di sberle gliela davo io Punta Ala! Pensi, non hanno voluto nemmeno andare a vedere San Clodoveo!”
“San?”
“Ah, si, un monastero, costruito nel medioevo dagli avi del Principe e chiamato così in loro onore, è attiguo al terreno della casa, anzi, anticamente qui era tutto in uso ai frati benedettini... è abbandonato da oltre vent’anni, ma è bellissimo... il vecchio principe lo amava... pensi che gli aveva creato una piccola galleria per tutta la sua collezione d’arte, oltre cinquant’anni fa, aveva fatto una specie di piccolo museo di quadri...”
“Che genere di quadri?”
“Quadri, quadri veri, non quella roba moderna, dove una ragazza ha gli occhi in mano e le orecchie in culo, quadri veri!”
“E che fine hanno fatto?”
“Non me lo dica... parte ce li siamo ripresi, erano stati solamente prestati, parte quei diavolacci di frati se li sono portati via, come si era arrabbiato il vecchio principe, ma al nuovo non gliene frega niente, i più belli non si sa, vede, padre Narciso...”
“Padre Narciso?”
“L’ultimo frate che stava qui. Erano rimasti in tre, poi è morto Padre Romualdo, un altro frate più giovane, non mi ricordo il nome, chiese di essere trasferito in un paese più grosso, non voleva più stare sempre in solitudine, tranne la domenica, che veniva sempre tanta gente, e Padre Narciso; quando ha capito che l’avrebbero trasferito anche lui per chiudere il monastero è morto, non se ne voleva andare, sa, ma era oltre vent’anni fa...”
“E i quadri di padre Narciso?”
“Nessuno più ne ha saputo niente. L’archivio dei frati a Grosseto è bruciato, se ne sono scordati pure loro... solo qualcuno di noi vecchi del posto si ricorda dei quadri di Padre Narciso e così nessuno più li ha cercati.”
“Senta, io finito di scattare fotografie, perché non mi accompagna al convento, se non è troppo disturbo?”
“No, che disturbo, è che è tardi, devo proprio andare.”
“E va bene, grazie lo stesso, la saluto.”
Claudio non aveva visto il convento, ma aveva finito di scattare le fotografie. La sera stessa le sviluppò con molta cura: non che servissero a niente, ma un lavoro inutile andava corredato da particolari inutili. Dopo alcune ore trascorse al tavolo da disegno ed al computer, il giorno dopo la relazione era pronta. Era molto completa, di sicuro in modo eccessivo per il compito cui doveva servire: per scegliere il colore del compensato che doveva servire a rivestire le persiane di un casolare di campagna sarebbe bastato un appunto sul catalogo.
Il vero scopo di tutto quel lavoro era uno ed uno solo: Claudio voleva a tutti i costi far colpo su quel suo datore di lavoro pieno di prosopopea e, naturalmente, su Titti.
Last edited by doc G on 12/12/2008, 0:55, edited 1 time in total.
suclò
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Re: Naufraghi 2.0

Post by suclò »

Grande Doc, così mi piaci!  :forza:
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Re: Naufraghi 2.0

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Grandissimo Charlie. Gia gli vogliamo Bene. :lol2:
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Re: Naufraghi 2.0

Post by Toni Monroe »

Grande Doc.  :applauso:
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davidvanterpool
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Re: Naufraghi 2.0

Post by davidvanterpool »

Doc, finalmente mi sono messa in pari e li ho letti tutti. Quando posti il capitolo 8??
C'è bisogno che si giochi con un po' di dignità! Con un po' di anima cazzo! Nessuno fa un salto, un fallo con la palla lì! Facciamo a cazzotti almeno!! Ma che cazzo avete dentro?

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Re: Naufraghi 2.0

Post by Paperone »

dai doc, rendi la mia serata più felice... :fischia:
Giordan wrote: Menzione onorevole per Pap, che si è distinto per avere la stessa voce di Battiato e la peggior pronuncia anglo-americana ogni epoca!!!
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Re: Naufraghi 2.0

Post by doc G »

                          8                                                                                             
Fra i polverosi tomi della biblioteca di Ca’ Foscari che gli era consentito consultare, l’attenzione del professor Bastiano Bauli quel giorno era tutta attirata da quell’archivio del notaio Morosini, ed un particolare su un atto, quello che lo interessava più di tutti: un atto di compravendita con cui si sanciva, il 15 ottobre 1762, il trasferimento della proprietà di un palazzo sito nel canal grande dal commerciante veneziano Luigi Cavasano al commerciante fiorentino Filippo Rucellai, con connesso mobilio ed arredi artistici, fra cui spiccavano “numero 10 tele del maestro Veronese”. Era la prova, era la prova che l’antenato del Morosini aveva svolto la funzione di mecenate a favore del Veronese; tra questi dipinti ce n’era uno, un ritratto di nobile giovanetto, che Bauli era sicuro di aver individuato: era sicuramente un dipinto che si trovava presso il museo del castello di Verona, erroneamente attribuito al Giorgione; questa era la scoperta che gli avrebbe finalmente donato la fama, troppo a lungo negatagli. Lesse e rilesse la scarna descrizione; lesse poi un nuova descrizione, più minuziosa, contenuta in un atto con cui un preposto si impegnava a custodire i mobili ed i dipinti finché il mercante fiorentino non avesse terminato di restaurare il palazzo a suo piacimento. Rabbrividì ad un tratto nel leggere un passo in cui era descritto un “Paesaggio raffigurante un uomo che conduceva delle vacche in una pianura fra colline”, opera del maestro fiorentino Pontormo. Che scemenza, Pontormo che dipinge un paesaggio con vacche. Capricci e paesaggi cominciarono ad apparire nel tardo seicento, chi ama l’arte lo sa, altro che vacche del Pontormo! Non erano solo i moderni ad essere degli ignoranti, anche gli antichi spesso trattavano le arti come vacche da vendere al mercato per restare in tema. Raccolse i suoi appunti ed uscì frettolosamente dalla sede dell’università veneziana, convinto e deciso: l’indomani avrebbe sfruttato il suo giorno libero per andare a Verona, a vedere il quadro che l’avrebbe reso famoso. Non sapeva ancora la delusione che lo attendeva: la memoria ed il catalogo del museo l’avevano tradito, alcuni particolari differivano dalla descrizione del dipinto contenuta nell’atto notarile; di dipinti simili si trattava, ma non dello stesso dipinto, o meglio, se anche il dipinto avesse dovuto essere lo stesso, non si poteva certo utilizzare la descrizione fatta nell’atto del notaio veneziano per dimostrarne la paternità. Scornato ed abbacchiato, il prof. Bauli tornò a Venezia, con la sua utilitaria scassata, quando un lampo gli attraversò la mente: il quadro con l’agricoltore e le vacche, che nell’atto era attribuito al Pontormo: se l’avesse rintracciato... quello si che sarebbe stato un grande colpo, un quadro sconosciuto, rappresentante un soggetto che non avrebbe dovuto essere rappresentato, dipinto da un pittore che non avrebbe dovuto dipingerlo... una rivoluzione, il suo nome sarebbe apparso nei libri di storia accanto a quello di Schliemann... era l’occasione della sua vita.
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davidvanterpool
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Re: Naufraghi 2.0

Post by davidvanterpool »

Ottimo, letto d'un fiato, ma aspetta che torni a casa per mettere il 9!!  :forza:
C'è bisogno che si giochi con un po' di dignità! Con un po' di anima cazzo! Nessuno fa un salto, un fallo con la palla lì! Facciamo a cazzotti almeno!! Ma che cazzo avete dentro?

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