Re: Les Cahiers du cinéma - Il topic del cinema

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Emmanuelle
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Re: Les Cahiers du cinéma - Il topic del cinema

Post by Emmanuelle »

margheritoni10 wrote: Perchè? il 90% dei soldi per il cinema va cazzate di dimensioni ciclopiche e non andrebbe speso per una commedia divertente e simpatica? Peccato solo non conoscere abbastanza il francese per poterlo vedere in lingua originale... Doppiato vale come un film di Banfi in inglese. Perdi metà del divertimento.
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Io al cinema vado pochissimo per due motivi: a) perchè la maggior parte dei film che piace a me NON esce a PV (e nemmeno nei multisala, se è per questo); b) perchè se esce un film interessante, a parte rari casi, solitamente non faccio in tempo ad andarlo a vedere che già l'hanno tolto.
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Vic Vega
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Re: Les Cahiers du cinéma - Il topic del cinema

Post by Vic Vega »

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Blood Simple, primo film dei fratelli Coen, datato 1984.
Joel firma la regia, entrambi la sceneggiatura e il montaggio (sotto pseudonimo) Il direttore della fotografia è Barry Sonnenfeld, poi regista in proprio, mentre le musiche (assai efficaci) sono del fidatissimo Carter Burwell.
Si tratta di un noir, imperniato sul triangolo archetipico marito-moglie-amante di lei. Le cose sono complicate da alcune circostanze che avranno un certo peso nello sviluppo della vicenda: il terzo incomodo è un dipendente del marito; questi è un texano vecchia maniera cui non va proprio giù il torto subito; nei noir, infine, un investigatore da quattro soldi, sudaticcio, venale e di scarsa moralità lo si trova sempre. Il marito ingaggia l'investigatore per spiare i due amanti, e poi per ucciderli, ma l'occhio privato ha idee diverse.
Scarno, desolato, tutto giocato sull'alternanza tra primi piani intensi dei protagonisti e inquadrature lunghe che ne simboleggiano il deserto morale, quasi del tutto filmato di notte o nelle primissime ore del mattino, con almeno un paio di sequenze da ricordare (la tentata fuga di un Dan Hedaya morente sulla highway; ed il finale, un'esplosione di violenza sardonica e cruenta), Blood simple non vanta la raffinatezza stilistica di Crocevia della morte, nè la perfezione sublime de L'uomo che non c'era (giusto per citare le altre escursioni dei fratelloni nel genere), ma è un'opera prima di buonissima fattura, già in grado di mostrare il disincanto e l'attitudine per i losers che caratterizzerà buona parte dell'opera dei Coen. Manca un'impronta apertamente personale, ma il "rimasticamento" dei luoghi comuni del genere (con tocchi di originalità: la sospetta "dark lady" della vicenda è in realtà del tutto ignara di quel che sta accadendo sino al convulso finale) è assai gradevole.
Nel cast l'immancabile Frances McDormand (se non vado errato lei e Joel si conobbero proprio grazie a questo film), un M. Emmet Walsh magnificamente laido nel tratteggiare la figura del detective privato, e John Getz (che qualcuno ricorderà come l'insopportabile corteggiatore, nonchè datore di lavoro, di Geena Davis ne La mosca)
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Hank Luisetti
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Re: Les Cahiers du cinéma - Il topic del cinema

Post by Hank Luisetti »

Vic Vega wrote: Image

Blood Simple, primo film dei fratelli Coen, datato 1984.
Joel firma la regia, entrambi la sceneggiatura e il montaggio (sotto pseudonimo) Il direttore della fotografia è Barry Sonnenfeld, poi regista in proprio, mentre le musiche (assai efficaci) sono del fidatissimo Carter Burwell.
Si tratta di un noir, imperniato sul triangolo archetipico marito-moglie-amante di lei. Le cose sono complicate da alcune circostanze che avranno un certo peso nello sviluppo della vicenda: il terzo incomodo è un dipendente del marito; questi è un texano vecchia maniera cui non va proprio giù il torto subito; nei noir, infine, un investigatore da quattro soldi, sudaticcio, venale e di scarsa moralità lo si trova sempre. Il marito ingaggia l'investigatore per spiare i due amanti, e poi per ucciderli, ma l'occhio privato ha idee diverse.
Scarno, desolato, tutto giocato sull'alternanza tra primi piani intensi dei protagonisti e inquadrature lunghe che ne simboleggiano il deserto morale, quasi del tutto filmato di notte o nelle primissime ore del mattino, con almeno un paio di sequenze da ricordare (la tentata fuga di un Dan Hedaya morente sulla highway; ed il finale, un'esplosione di violenza sardonica e cruenta), Blood simple non vanta la raffinatezza stilistica di Crocevia della morte, nè la perfezione sublime de L'uomo che non c'era (giusto per citare le altre escursioni dei fratelloni nel genere), ma è un'opera prima di buonissima fattura, già in grado di mostrare il disincanto e l'attitudine per i losers che caratterizzerà buona parte dell'opera dei Coen. Manca un'impronta apertamente personale, ma il "rimasticamento" dei luoghi comuni del genere (con tocchi di originalità: la sospetta "dark lady" della vicenda è in realtà del tutto ignara di quel che sta accadendo sino al convulso finale) è assai gradevole.
Nel cast l'immancabile Frances McDormand (se non vado errato lei e Joel si conobbero proprio grazie a questo film), un M. Emmet Walsh magnificamente laido nel tratteggiare la figura del detective privato, e John Getz (che qualcuno ricorderà come l'insopportabile corteggiatore, nonchè datore di lavoro, di Geena Davis ne La mosca)
:notworthy:
bellissima prima opera,meno riuscita di l'uomo che non c'era,ma quando lo vidi mi risultò più coinvolgente (IMHO)
Last edited by Hank Luisetti on 22/11/2008, 15:04, edited 1 time in total.
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Re: Les Cahiers du cinéma - Il topic del cinema

Post by shilton »

Hank Luisetti wrote: :notworthy:
bellissima prima opera,meno riuscita di l'uomo che non c'era,ma quando lo vidi più coinvolgente forse(IMHO)
in download  :thumbup:

grazie
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Re: Les Cahiers du cinéma - Il topic del cinema

Post by Dazed and Confused »

Vic Vega wrote: ...e John Getz (che qualcuno ricorderà come l'insopportabile corteggiatore, nonchè datore di lavoro, di Geena Davis ne La mosca)
Altrochè se me lo ricordo.  :forza: :forza: :forza:

- Sono su qualcosa di grosso!

- Sul suo... cazzo?


:gogogo: :gogogo: :gogogo: :gogogo:
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Re: Les Cahiers du cinéma - Il topic del cinema

Post by ripper23 »

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Bellissimo. PSH come al solito perfettamente nel ruolo, anche se il protagonista in questo caso non è lui, o perlomeno non solo. Bravi davvero tutti in questa tenera, comica, drammatica, bellissima pellicola.
Non commettere atti che non siano puri
cioè non disperdere il seme.
Feconda una donna ogni volta che l'ami
così sarai uomo di fede:

Poi la voglia svanisce e il figlio rimane
e tanti ne uccide la fame.
Io, forse, ho confuso il piacere e l'amore:
ma non ho creato dolore.
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Re: Les Cahiers du cinéma - Il topic del cinema

Post by Dazed and Confused »

ripper23 wrote: Image

Bellissimo. PSH come al solito perfettamente nel ruolo, anche se il protagonista in questo caso non è lui, o perlomeno non solo. Bravi davvero tutti in questa tenera, comica, drammatica, bellissima pellicola.
Cuoto.

Lo vidi a suo tempo quando uscì al cinema, non avendo trovato posto per vedere "Sogni e delitti". E fu davvero una piacevola sorpesa, film davvero toccante.
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Re: Les Cahiers du cinéma - Il topic del cinema

Post by doN p3rign0n »

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Titolo Originale: ANNI RUGGENTI
Regia: Luigi Zampa
Interpreti: Nino Manfredi, Linda Sini, Gino Cervi, Michèlle Mercier, Gastone Moschin, Angela Luce, Carla Calò, Salvo Randone, Dolores Palumbo, Linda Sini
Durata: h 1.50
Nazionalità:  Italia 1962
Genere: commedia
Ancora oggi, le renne della tundra
trasportano tribù di nomadi
che percorrono migliaia di chilometri in un anno...
E a vederli mi sembrano felici,
ti sembrano felici?
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Vic Vega
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Re: Les Cahiers du cinéma - Il topic del cinema

Post by Vic Vega »

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Delicatessen (Francia 1990), opera prima di Marc Caro (animatore, fumettista) e Jean-Pierre Jeunet (già autore di commercials per la TV ed in seguito regista del quarto capitolo di Alien e de Il favoloso mondo di Amelie).
In futuro più o meno prossimo, una spaventosa carestia ha ridotto le famiglie alla fame e reso sopportabile il cannibalismo. In uno stabile fatiscente, un corpulento macellaio svolge coscienziosamente il suo lavoro ai danni dei nuovi arrivati, per rifornire di carne fresca gli inquilini di vecchia data del caseggiato. Attirato da un'offerta di lavoro truffaldina, arriva Louison, ex artista circense caduto in disgrazia dopo che il suo partner (lo scimpanzè Livingston) è stato spolpato dagli affamati. Il giovane è destinato a finire tra le fauci dei suoi nuovi vicini di casa, ma trova degli inattesi alleati: Julie, la delicata figlia del macellaio, innamoratasi di lui, e i Trogloditi, fuorilegge anfibi e vegetariani che vivono da reietti nelle fogne, in guerra con in cannibali del "piano di sopra".
Commedia nerissima che ha i suoi punti di forza nella fantasia della messa in scena (marce, luride, diroccate le scenografie di Marc Caro; "stralunata" e immaginifica la fotografia del bravissimo iraniano Darius Khondji); negli impagabili volto degli attori chiamati ad interpretare i pazzoidi del condominio (nessun nome noto, ma Dominique Pinon - che interpeta Louison - diventerà un attore feticcio per Jeunet; e Rufus sarà protagonista del bellissimo Train de Vie, oltre che interprete del papà di Amelie per lo stesso Jeunet); nell'umorismo grottesco di alcune azzeccate sequenze comiche (i tentativi di suicidio della signorina Aurore; l'amplesso tra il macellaio e la signorina Plussè, seguito a ritmo da tutti i condomini nello svolgimento delle loro attività domestiche; lo scherzo macabro che Luison gioca involontariamente a Julie mentre prova un nuovo numero); nelle trovate surreali della sceneggiatura, e nel ritmo sulfureo del finale.
Consigliato, a patto di amare lo stile visionario e lo humor macabro.  :D
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Re: Les Cahiers du cinéma - Il topic del cinema

Post by A.F.D.U.I. President »

Stasera mi sono rivisto per la miglionesima volta Starship Troopers,sempre bello.
Genere fantascientifico/azione con scene piuttosto crude che nemmeno mi aspettavo,dato che l'ho sempre visto su Rai 2 e non sapevo fosse censurato,mentre ora mi sono visto la versione integrale.

Consigliato per chi non l'ha mai visto e gli piacciono questi film basati essenzialmente su azione e guerriglia.
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Re: Les Cahiers du cinéma - Il topic del cinema

Post by Emmanuelle »

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Delicatessen (Francia 1990), opera prima di Marc Caro (animatore, fumettista) e Jean-Pierre Jeunet (già autore di commercials per la TV ed in seguito regista del quarto capitolo di Alien e de Il favoloso mondo di Amelie).
In futuro più o meno prossimo, una spaventosa carestia ha ridotto le famiglie alla fame e reso sopportabile il cannibalismo. In uno stabile fatiscente, un corpulento macellaio svolge coscienziosamente il suo lavoro ai danni dei nuovi arrivati, per rifornire di carne fresca gli inquilini di vecchia data del caseggiato. Attirato da un'offerta di lavoro truffaldina, arriva Louison, ex artista circense caduto in disgrazia dopo che il suo partner (lo scimpanzè Livingston) è stato spolpato dagli affamati. Il giovane è destinato a finire tra le fauci dei suoi nuovi vicini di casa, ma trova degli inattesi alleati: Julie, la delicata figlia del macellaio, innamoratasi di lui, e i Trogloditi, fuorilegge anfibi e vegetariani che vivono da reietti nelle fogne, in guerra con in cannibali del "piano di sopra".
Commedia nerissima che ha i suoi punti di forza nella fantasia della messa in scena (marce, luride, diroccate le scenografie di Marc Caro; "stralunata" e immaginifica la fotografia del bravissimo iraniano Darius Khondji); negli impagabili volto degli attori chiamati ad interpretare i pazzoidi del condominio (nessun nome noto, ma Dominique Pinon - che interpeta Louison - diventerà un attore feticcio per Jeunet; e Rufus sarà protagonista del bellissimo Train de Vie, oltre che interprete del papà di Amelie per lo stesso Jeunet); nell'umorismo grottesco di alcune azzeccate sequenze comiche (i tentativi di suicidio della signorina Aurore; l'amplesso tra il macellaio e la signorina Plussè, seguito a ritmo da tutti i condomini nello svolgimento delle loro attività domestiche; lo scherzo macabro che Luison gioca involontariamente a Julie mentre prova un nuovo numero); nelle trovate surreali della sceneggiatura, e nel ritmo sulfureo del finale.
Consigliato, a patto di amare lo stile visionario e lo humor macabro.  :D
Quoto, quoto!!
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Re: Les Cahiers du cinéma - Il topic del cinema

Post by shilton »

io venerdi mi sono visto questo per la prima volta ed ho decisamente apprezzato


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Grande Vic, Delicatessen film di culto come pochi.  :notworthy: :notworthy: :notworthy: :notworthy:
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Re: Les Cahiers du cinéma - Il topic del cinema

Post by doc G »

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Delicatessen (Francia 1990), opera prima di Marc Caro (animatore, fumettista) e Jean-Pierre Jeunet (già autore di commercials per la TV ed in seguito regista del quarto capitolo di Alien e de Il favoloso mondo di Amelie).
In futuro più o meno prossimo, una spaventosa carestia ha ridotto le famiglie alla fame e reso sopportabile il cannibalismo. In uno stabile fatiscente, un corpulento macellaio svolge coscienziosamente il suo lavoro ai danni dei nuovi arrivati, per rifornire di carne fresca gli inquilini di vecchia data del caseggiato. Attirato da un'offerta di lavoro truffaldina, arriva Louison, ex artista circense caduto in disgrazia dopo che il suo partner (lo scimpanzè Livingston) è stato spolpato dagli affamati. Il giovane è destinato a finire tra le fauci dei suoi nuovi vicini di casa, ma trova degli inattesi alleati: Julie, la delicata figlia del macellaio, innamoratasi di lui, e i Trogloditi, fuorilegge anfibi e vegetariani che vivono da reietti nelle fogne, in guerra con in cannibali del "piano di sopra".
Commedia nerissima che ha i suoi punti di forza nella fantasia della messa in scena (marce, luride, diroccate le scenografie di Marc Caro; "stralunata" e immaginifica la fotografia del bravissimo iraniano Darius Khondji); negli impagabili volto degli attori chiamati ad interpretare i pazzoidi del condominio (nessun nome noto, ma Dominique Pinon - che interpeta Louison - diventerà un attore feticcio per Jeunet; e Rufus sarà protagonista del bellissimo Train de Vie, oltre che interprete del papà di Amelie per lo stesso Jeunet); nell'umorismo grottesco di alcune azzeccate sequenze comiche (i tentativi di suicidio della signorina Aurore; l'amplesso tra il macellaio e la signorina Plussè, seguito a ritmo da tutti i condomini nello svolgimento delle loro attività domestiche; lo scherzo macabro che Luison gioca involontariamente a Julie mentre prova un nuovo numero); nelle trovate surreali della sceneggiatura, e nel ritmo sulfureo del finale.
Consigliato, a patto di amare lo stile visionario e lo humor macabro.  :D
I miei amici cui consigliai di vederlo al cinema ancora mi sfottono! :lmao: :lmao:
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Re: Les Cahiers du cinéma - Il topic del cinema

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Delicatessen (Francia 1990), opera prima di Marc Caro (animatore, fumettista) e Jean-Pierre Jeunet (già autore di commercials per la TV ed in seguito regista del quarto capitolo di Alien e de Il favoloso mondo di Amelie).
In futuro più o meno prossimo, una spaventosa carestia ha ridotto le famiglie alla fame e reso sopportabile il cannibalismo. In uno stabile fatiscente, un corpulento macellaio svolge coscienziosamente il suo lavoro ai danni dei nuovi arrivati, per rifornire di carne fresca gli inquilini di vecchia data del caseggiato. Attirato da un'offerta di lavoro truffaldina, arriva Louison, ex artista circense caduto in disgrazia dopo che il suo partner (lo scimpanzè Livingston) è stato spolpato dagli affamati. Il giovane è destinato a finire tra le fauci dei suoi nuovi vicini di casa, ma trova degli inattesi alleati: Julie, la delicata figlia del macellaio, innamoratasi di lui, e i Trogloditi, fuorilegge anfibi e vegetariani che vivono da reietti nelle fogne, in guerra con in cannibali del "piano di sopra".
Commedia nerissima che ha i suoi punti di forza nella fantasia della messa in scena (marce, luride, diroccate le scenografie di Marc Caro; "stralunata" e immaginifica la fotografia del bravissimo iraniano Darius Khondji); negli impagabili volto degli attori chiamati ad interpretare i pazzoidi del condominio (nessun nome noto, ma Dominique Pinon - che interpeta Louison - diventerà un attore feticcio per Jeunet; e Rufus sarà protagonista del bellissimo Train de Vie, oltre che interprete del papà di Amelie per lo stesso Jeunet); nell'umorismo grottesco di alcune azzeccate sequenze comiche (i tentativi di suicidio della signorina Aurore; l'amplesso tra il macellaio e la signorina Plussè, seguito a ritmo da tutti i condomini nello svolgimento delle loro attività domestiche; lo scherzo macabro che Luison gioca involontariamente a Julie mentre prova un nuovo numero); nelle trovate surreali della sceneggiatura, e nel ritmo sulfureo del finale.
Consigliato, a patto di amare lo stile visionario e lo humor macabro.  :D
visto diversi anni fa,culto!! :notworthy:
+k vic, e quasi quasi me lo riguardo..
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