Blood Simple, primo film dei fratelli Coen, datato 1984.
Joel firma la regia, entrambi la sceneggiatura e il montaggio (sotto pseudonimo) Il direttore della fotografia è Barry Sonnenfeld, poi regista in proprio, mentre le musiche (assai efficaci) sono del fidatissimo Carter Burwell.
Si tratta di un noir, imperniato sul triangolo archetipico marito-moglie-amante di lei. Le cose sono complicate da alcune circostanze che avranno un certo peso nello sviluppo della vicenda: il terzo incomodo è un dipendente del marito; questi è un texano vecchia maniera cui non va proprio giù il torto subito; nei noir, infine, un investigatore da quattro soldi, sudaticcio, venale e di scarsa moralità lo si trova sempre. Il marito ingaggia l'investigatore per spiare i due amanti, e poi per ucciderli, ma l'occhio privato ha idee diverse.
Scarno, desolato, tutto giocato sull'alternanza tra primi piani intensi dei protagonisti e inquadrature lunghe che ne simboleggiano il deserto morale, quasi del tutto filmato di notte o nelle primissime ore del mattino, con almeno un paio di sequenze da ricordare (la tentata fuga di un Dan Hedaya morente sulla highway; ed il finale, un'esplosione di violenza sardonica e cruenta),
Blood simple non vanta la raffinatezza stilistica di
Crocevia della morte, nè la perfezione sublime de
L'uomo che non c'era (giusto per citare le altre escursioni dei fratelloni nel genere), ma è un'opera prima di buonissima fattura, già in grado di mostrare il disincanto e l'attitudine per i
losers che caratterizzerà buona parte dell'opera dei Coen. Manca un'impronta apertamente personale, ma il "rimasticamento" dei luoghi comuni del genere (con tocchi di originalità: la sospetta "dark lady" della vicenda è in realtà del tutto ignara di quel che sta accadendo sino al convulso finale) è assai gradevole.
Nel cast l'immancabile Frances McDormand (se non vado errato lei e Joel si conobbero proprio grazie a questo film), un M. Emmet Walsh magnificamente laido nel tratteggiare la figura del detective privato, e John Getz (che qualcuno ricorderà come l'insopportabile corteggiatore, nonchè datore di lavoro, di Geena Davis ne
La mosca)