Tendenzialmente mi sarò abituato male io :D ma quando sento un presidente americando usare il termine "inaccettabile" mi aspetto il pugno di ferro. E comunque di diplomaqtico ci ho visto ben poco visto che appena eletto si lancia già in avvertimenti a stati esteriPaperone wrote: non proprio, non ho sentito la parola bombardamento a tappeto, ha detto che l'Iran non deve avere la bomba, ma è sicuramente più orientato al livello diplomatico, ed è anche per questo che ha chiamato prima Francia e UK e Germania, i primi 2 sono nel consiglio di Sicurezza, il terzo ne fa quasi parte (infatti molto spesso si parla di 5+1 (non 5 vs 1 :hehe:) ).
Re: Super Tuesday
- nefastto
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Re: Vorrei la pelle nera...

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Paperone
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Re: Vorrei la pelle nera...
però non può neppure dire ehi Amy, la bombetta te la puoi fare.nefastto wrote: Tendenzialmente mi sarò abituato male io :D ma quando sento un presidente americando usare il termine "inaccettabile" mi aspetto il pugno di ferro. E comunque di diplomaqtico ci ho visto ben poco visto che appena eletto si lancia già in avvertimenti a stati esteri
sarà democratico, però deve comunque essere risoluto. ed è giusto che sia così, sarebbe auspicabile che diplomaticamente l'Iran non riuscisse ad avere la bomba.
Giordan wrote: Menzione onorevole per Pap, che si è distinto per avere la stessa voce di Battiato e la peggior pronuncia anglo-americana ogni epoca!!!
- Angyair
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Re: Vorrei la pelle nera...
Ricordiamo comunque che Biden, il futuro vice-presidente esperto in politica estera, è lì perché tempo fa Obama incorse in quest'errore: :D
Durante l’estate anche i commentatori americani vicini al campo democratico criticarono la sua «inesperienza» in politica estera, quando, alla domanda sul che fare di fronte alla crescita della presenza talebana e di Al Qaeda delle zone tribali pakistane, lui rispose come se fosse la cosa più naturale del mondo che non avrebbe esitato a bombardare il Pakistan. «Errore madornale», reagirono in tanti, queste cose semmai si fanno, ma non si dicono.
Durante l’estate anche i commentatori americani vicini al campo democratico criticarono la sua «inesperienza» in politica estera, quando, alla domanda sul che fare di fronte alla crescita della presenza talebana e di Al Qaeda delle zone tribali pakistane, lui rispose come se fosse la cosa più naturale del mondo che non avrebbe esitato a bombardare il Pakistan. «Errore madornale», reagirono in tanti, queste cose semmai si fanno, ma non si dicono.
- Mahor
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Re: Vorrei la pelle nera...
Invece a McCain quando pose la Spagna in Sudamerica decisero di affiancare la Palin?
Ah beh! :D
Credo anche, però, che a certe provocazioni di questo tipo, fatte da persone di questo tipo, sia anche buona norma evitare di rispondere. O, se proprio si decide di farlo, non scadere in comportamenti inadeguati, non mettersi al loro livello.
Ah beh! :D
Concordo in pieno con te.The goat wrote: personalmente nulla.
e penso valga anche per gli altri.
però la frase era stata detta con chiaro intento offensivo. il per fortuna non sono più italiana presuppone che gli italiani siano... non so, metteteci voi l'aggettivo che più aggrada... puzzoni/idioti/rincoglioniti/razzisti/mafiosi/grassi/ignoranti/ecc. insomma una qualsiasi cosa che la bruni ha omesso di dire, ma che sicuramente nei suoi intenti aveva un risvolto negativo, altrimenti non avrebbe detto "per fortuna".
il fatto che poi penso nessuno si senta offeso da questa frase perchè non viene certo da una fine pensatrice alla cui fonte di saggezza abbeverarsi, ma da una modella, non cancella l'intento offensivo e totalmente gratuito (per che va a colpire indiscriminatamente un intero popolo) che questa frase aveva come fine.
Credo anche, però, che a certe provocazioni di questo tipo, fatte da persone di questo tipo, sia anche buona norma evitare di rispondere. O, se proprio si decide di farlo, non scadere in comportamenti inadeguati, non mettersi al loro livello.
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- doc G
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Re: Vorrei la pelle nera...
Ragazzi, però dai, come è una esagerazione parlare per pagine dell'abbronzato di Berlusconi, così è esagerato sprecare post su post per la Bruni. Evidentemente aveva bisogno di cambiare aria alla bocca per migliorare l'alito, questa dichiarazione è molto antipatica, peggiore di quella di Berlusconi perchè detta senza un filo di ironia, ma non cambierà nulla nei rapporti diplomatici fra i due paesi.
Per quanto riguarda Prodi e Caruso, anche li le conseguenze internazionali sono state limitate o addirittura nulle, e niente si può addebitare a Prodi per questo, ma Caruso era un parlamentare della coalizione che sosteneva il governo, il suo voto, visto il margine risicato, era importante (fosse stato un senatore sarebbe stato decisivo), con lui c'era un ex ministro, mi pare che la cosa sia stata molto più grave di una battuta mal riuscita di Berlusconi, anche se il ruolo ovviamente è ben diverso (e ovviamente è stato molto più grave di una frase della Bruni).
In ogni modo, non credo sia un caso se Prodi ha deciso di chiedere una fiducia che sapeva non avrebbe avuto, determinando la caduta del governo da lui presieduto, e se alle ultime elezioni il partito cui appartengono i suoi fedelissimi si è presentato da solo, tolta un'alleanza con Di Pietro, e questo è solo uno dei motivi per cui non gli va addebitato nulla di bandiere bruciate e cori incivili.
Per quanto riguarda Prodi e Caruso, anche li le conseguenze internazionali sono state limitate o addirittura nulle, e niente si può addebitare a Prodi per questo, ma Caruso era un parlamentare della coalizione che sosteneva il governo, il suo voto, visto il margine risicato, era importante (fosse stato un senatore sarebbe stato decisivo), con lui c'era un ex ministro, mi pare che la cosa sia stata molto più grave di una battuta mal riuscita di Berlusconi, anche se il ruolo ovviamente è ben diverso (e ovviamente è stato molto più grave di una frase della Bruni).
In ogni modo, non credo sia un caso se Prodi ha deciso di chiedere una fiducia che sapeva non avrebbe avuto, determinando la caduta del governo da lui presieduto, e se alle ultime elezioni il partito cui appartengono i suoi fedelissimi si è presentato da solo, tolta un'alleanza con Di Pietro, e questo è solo uno dei motivi per cui non gli va addebitato nulla di bandiere bruciate e cori incivili.
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rene144
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Re: Vorrei la pelle nera...
Condivisibile. Ma è ben diverso dal vergognarsi di essere italiano in sè.Hobbit83 wrote: Francamente, quando un mio amico olandese mi guardò con tanto d'occhi così (in occasione di non mi ricordo quale ennesima boiata internazionale di Ilvio, anni fa) io mi sono vergognato di essere rappresentato, davanti al mondo, da quello li.
Ti ha risposto Goat. E comunque concordo con Doc G... non vale la pena parlarne di più, anche se lo sdegno rimane.SafeBet wrote: Ma in che senso discriminatoria? Che cosa della tua italianità è stato ridicolizzato, offeso, vilipeso?
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Re: Vorrei la pelle nera...
Beh, un Iran con la bomba atomica sarebbe davvero un rischio "inaccettabile".nefastto wrote: Tendenzialmente mi sarò abituato male io :D ma quando sento un presidente americando usare il termine "inaccettabile" mi aspetto il pugno di ferro. E comunque di diplomaqtico ci ho visto ben poco visto che appena eletto si lancia già in avvertimenti a stati esteri
E "inaccettabile" significa che bisogna far di "tutto" per impedirlo, attivando un prudente e progressivo sistema di "moral suasion", di sanzioni e - infine - di interventi armati.
Meglio che sul punto Obama sia chiaro, per evitare equivoci...
- nefastto
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Re: Vorrei la pelle nera...
Chiaro deve essere chiaro e ci mancherebbe visto il pericolo che potrebbe esserci con la bomba nelle mani dell'Iran. Il problema è che se vuoi essere diplomatico non parti appena diventato presidente con questi "avvertimenti".Red wrote: Beh, un Iran con la bomba atomica sarebbe davvero un rischio "inaccettabile".
E "inaccettabile" significa che bisogna far di "tutto" per impedirlo, attivando un prudente e progressivo sistema di "moral suasion", di sanzioni e - infine - di interventi armati.
Meglio che sul punto Obama sia chiaro, per evitare equivoci...

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Re: Vorrei la pelle nera...
Sai che non sono sicuro? Visti i rapporti fra i due stati, che definir tesi è dir poco, mi sembra anche naturale che voglia subito mettere le cose in chiaro.nefastto wrote: Chiaro deve essere chiaro e ci mancherebbe visto il pericolo che potrebbe esserci con la bomba nelle mani dell'Iran. Il problema è che se vuoi essere diplomatico non parti appena diventato presidente con questi "avvertimenti".
Vedremo come si comporterà in seguito, ma francamente io una dichiarazione del genere me l'aspettavo, come a breve mi attendo dichiarazioni sul terrorismo internazionale, Al Quaeda, Bin Laden, Iraq, Afghanistan e quant'altro.
Poi bisognerà vedere come si comporterà in concreto, e li mi auguro che la discontinuità sia netta.
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Re: Vorrei la pelle nera...
I tempi sono stretti. A quanto pare, il progetto atomico dell'IRAN potrebbe produrre i primi esiti anche fra una anno.nefastto wrote: Chiaro deve essere chiaro e ci mancherebbe visto il pericolo che potrebbe esserci con la bomba nelle mani dell'Iran. Il problema è che se vuoi essere diplomatico non parti appena diventato presidente con questi "avvertimenti".
Per questo Obama fa bene a non essere "diplomatico". Occorre spazzare via ogni illusione.
Il nuovo presidente - lo speriamo tutti - deve proporre un nuovo stile nella gestione delle emergenze di politica internazionale, più partecipativo e dialettico, meno arrogante e bellicista, ma non può accettare che qualcuno scambi questo nuovo approccio per un atteggiamento remissivo e meno impegnato.
Sarebbe un rischio enorme. Per tutti.
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Re: Vorrei la pelle nera...
La penso esattamente come te.doc G wrote: Sai che non sono sicuro? Visti i rapporti fra i due stati, che definir tesi è dir poco, mi sembra anche naturale che voglia subito mettere le cose in chiaro.
Vedremo come si comporterà in seguito, ma francamente io una dichiarazione del genere me l'aspettavo, come a breve mi attendo dichiarazioni sul terrorismo internazionale, Al Quaeda, Bin Laden, Iraq, Afghanistan e quant'altro.
Poi bisognerà vedere come si comporterà in concreto, e li mi auguro che la discontinuità sia netta.
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Re: Vorrei la pelle nera...
Non perché è figa?Mahor wrote: Invece a McCain quando pose la Spagna in Sudamerica decisero di affiancare la Palin?
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Re: Vorrei la pelle nera...
Ma la questione Iran è sempre stata più o meno chiara sin dalle primarie.nefastto wrote: Chiaro deve essere chiaro e ci mancherebbe visto il pericolo che potrebbe esserci con la bomba nelle mani dell'Iran. Il problema è che se vuoi essere diplomatico non parti appena diventato presidente con questi "avvertimenti".
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non era DrGonz0, era dio vestito da DrGonz0(NickRamone)
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Scusate la tristezza®SafeBet wrote: Gonz0 regna.
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Re: Vorrei la pelle nera...
In effetti è un'opzione che non avevo considerato.Angyair wrote: Non perché è figa?
Probabilmente è stato per quello!
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Hank Luisetti
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Re: Vorrei la pelle nera...
L'abc del programma di Barack Obama
L'America cambierà. Ma come? Un punto di partenza sono le promesse fatte agli elettori degli Stati Uniti. Dall'economia alla previdenza sociale, dall'energia alla difesa, ecco l'Abc del piano di Barack Obama e Joe Biden, presentato sul sito ufficiale www.barackobama.com. Il contenuto tema per tema.
Casa. Obama promette di aiutare i piccoli proprietari che si sono indebitati per la casa, "vere vittime" della crisi dei mutui subprime. Prevede l'introduzione di un credito universale del 10% per i mutui, in modo da dare uno sgravio fiscale alle famiglie di reddito medio che fanno fatica a pagare le rate del mutuo. Con il "Stop Fraud Act" intende combattere le frodi e i prestiti predatori, con sanzioni più severe per i professionisti colpevoli di frode. La legge assisterà le famiglie perché possano evitare i pignoramenti. La nuova amministrazione inoltre promuoverà norme per una maggiore trasparenza sui mutui.
Commercio. Obama farà pressione sul Wto, l'Organizzazione mondiale del commercio, perché garantisca l'applicazione degli accordi commerciali e impedisca i sussidi agli esportatori stranieri e le barriere non tariffarie alle esportazioni Usa. Vuole emendare il Nafta, l'accordo di libero scambio con Canada e Messico. Sostiene incentivi fiscali per le aziende che mantengono o aumentano posti di lavoro negli Stati Uniti. Intende eliminare le deduzioni fiscali per le società che trasferiscono il lavoro all'estero.
Difesa. Ricostruire le Forze Armate per adeguarle ai compiti del XXI secolo: l'impegno del prossimo comandante in capo è di completare lo sforzo avviato per avere 65.000 soldati e 27.000 marines in più. Obama si impegna a investire in missioni come la contro-insurrezione (rinsaldando per esempio forze speciali, operazioni di intelligence, insegnamento delle lingue straniere). Promette di rimettere in sesto la Guardia Nazionale e le Riserve, fornendo l'equipaggiamento necessario per intervenire nelle emergenze in patria e all'estero. Inoltre, intende coinvolgere gli alleati per fare in modo che facciano la loro parte per la sicurezza comune.
Diritti civili. Combattere la discriminazione sul lavoro: Obama punta a ribaltare la sentenza della Corte Suprema che limita la possibilità per le donne e le minoranze razziali di contestare la discriminazione retributiva. Farà approvare il Fair Pay Act per garantire uguale paga per uguale lavoro e l'Employment Non-Discrimination Act per proibire discriminazioni basate sul sesso. Un altro obiettivo è quello di rafforzare l'applicazione dei diritti civili e porre fine alla politicizzazione del dipartimento della Giustizia avvenuta durante l'amministrazione Bush. La nuova amministrazione vuole espandere la legislazione federale contro gli "hate crimes", i crimini basati sull'odio.
Disabili. Opportunità di istruzione, anche universitaria, fine delle discriminazioni sul lavoro, sostegno alla vita in comunità: l'attenzione ai disabili segnala la maggiore enfasi sui problemi sociali dell'amministrazione democratica.
Economia. L'America si aspetta dalla nuova presidenza una via d'uscita dalla crisi finanziaria. Per rilanciare l'economia, Obama vuole dare alle famiglie americane uno sgravio immediato di 1.000 dollari sulla bolletta energetica, una sorta di anticipazione dello sgravio fiscale permanente di 1.000 dollari l'anno per le famiglie della classe media. Promette anche 50 miliardi di dollari per rimettere in moto la crescita, 25 miliardi per evitare tagli statali e locali a spese sociali come sanità, istruzione, alloggi e aumenti delle tasse di proprietà e altre tariffe, altri 25 miliardi per impedire tagli a spese come la manutenzione di ponti e strade e la riparazione di scuole. Il tutto permetterebbe di salvare oltre 1 milione di posti di lavoro che rischiano di essere soppressi. In programma un pacchetto per affrontare l'emergenza mutui, con misure per debellare le frodi e garantire più serietà nel settore, più un credito universale per il mutuo. Prevista anche l'eliminazione delle tasse sui capital gain per piccole imprese e "start-up" per incoraggiare l'innovazione e la creazione di posti di lavoro. Inoltre, Obama si batterà per una politica commerciale equa e buoni standard lavoristici e ambientali in tutto il mondo.
Energia. Cinque milioni di posti di lavoro "verdi" ("green collar") e più efficienza energetica. Il nuovo piano per l'energia ruota intorno all'emancipazione dal petrolio e alla lotta all'effetto serra. Prevede di dare subito un aiuto d'emergenza alle famiglie (100 dollari di sgravio sulla bolletta energetica). Poi promette investimenti strategici per 150 miliardi di dollari nei prossimi dieci anni per catalizzare gli sforzi dei privati per un'energia pulita e creare cinque milioni di posti di lavoro. Tra gli obiettivi c'è di risparmiare tanto petrolio da potere eliminare nel giro di dieci anni le importazioni petrolifere dal Medio Oriente e dal Venezuela. Il piano punta a mettere in circolazione 1 milione di auto ibride entro il 2015, garantire che il 10% dell'elettricità venga da energie rinnovabili entro il 2012, il 25% entro il 2025, ridurre dell'80% entro il 2050 le emissioni che provocano l'effetto serra. Le compagnie potranno fare prospezioni in cerca di petrolio e gas ma in base alle licenze esistenti: se non le utilizzano, le perderanno. In programma anche lo sviluppo di centrali a carbone "pulito". Per quanto riguarda l'energia nucleare, l'accento è posto sulla sicurezza degli impianti e lo smaltimento delle scorie
Etica. Obama promette di creare una banca dati Internet centralizzata per maggiore trasparenza su lobby e finanziamenti elettorali. Un'agenzia indipendente dovrà vigilare sulle indagini per violazioni etiche dei parlamentari. Nell'amministrazione Obama-Biden nessuna persona di nomina politica potrà occuparsi di regole e appalti relativi a un'azienda dove ha lavorato negli ultimi due anni.
Famiglia. Oltre a uno sgravio fiscale di 1.000 dollari all'anno, Obama prevede altre misure per rafforzare la famiglia: togliere alcune penalizzazioni sulle famiglie sposate, dare un giro di vite agli uomini che evitano di versare gli assegni per i figli, trovare servizi a sostegno dei padri e delle loro famiglie, prevenire la violenza domestica. Per un migliore equilibrio tra famiglia e lavoro, promette di raddoppiare i programmi del doposcuola, espandere i permessi per motivi di famiglia e salute, dare alle famiglie a basso reddito un credito fiscale per le spese di assistenza dei bambini, incoraggiare orari di lavoro flessibili.
Finanza pubblica. Con Bush il debito federale è aumentato di oltre il 50%: Obama intende riportare la disciplina fiscale, rivedere il bilancio federale "riga per riga" ed eliminare i programmi che non funzionano o non sono necessari. Assicura che ribalterà la maggior parte dei tagli fiscali per i ricchi introdotti da Bush, proteggendo però i tagli per i poveri e per il ceto medio. Inoltre, eliminerà deduzioni e scappatoie a favore di interessi particolari, come quelli dell'industria petrolifera.
Immigrazione. Le frontiere vanno protette: più personale, infrastrutture e tecnologia lungo i confini e nei porti. Il sistema di immigrazione va migliorato, togliendo le inefficienze burocratiche e aumentando il numero di immigrati legittimi per mantenere unite le famiglie e soddisfare la domanda di lavoro. Obama promette di togliere gli incentivi agli ingressi clandestini, punendo i datori di lavoro che impiegano immigrati senza documenti. La nuova amministrazione appoggia un sistema che richieda agli immigrati senza documenti di pagare una multa, imparare l'inglese e mettersi in coda per diventare cittadini Usa.
Industria manifatturiera. È prevista la creazione di un fondo, che si chiamerà Advanced Manufacturing Fund, per investire nelle più avanzate strategie manifatturiere e creare posti di lavoro. Saranno raddoppiati i finanziamenti per il programma Manufacturing Extension Partneship, che promuove l'efficienza, l'applicazione delle nuove tecnologie e la crescita dell'industria manifatturiera. Il piano di investimenti nell'energia pulita – 150 miliardi di dollari in dieci anni, 5 milioni di posti di lavoro – punterà a sviluppare la nuova generazione di biocarburanti, accelerare la commercializzazione di auto ibride ricaricabili, promuovere l'energia rinnovabile, investire in centrali a carbone a basse emissioni inquinanti, avviare la transizione a una nuova rete elettrica digitale. Si investirà nella forza lavoro qualificata, sono previsti più fondi per i programmi federali di formazione dei lavoratori che saranno estesi alle tecnologie verdi.
Infrastrutture. Gli Stati Uniti dovranno ricostruire le infrastrutture nazionali di trasporto: strade e autostrade, ponti, porti, sistemi di trasporto aereo e ferroviario. Il programma democratico prevede la creazione di una nuova banca per investire nelle infrastrutture, la National Infrastructure Reinvestment Bank. L'istituto riceverà 60 miliardi di dollari in dieci anni. I progetti dovrebbero creare, direttamente e indirettamente, fino a due milioni di posti di lavoro e stimolare nuove attività economiche per circa 35 miliardi di dollari all'anno.
Iraq e politica estera. Immediatamente, appena entrato in carica, Obama darà al segretario della Difesa e ai comandanti militari una nuova missione:porre fine alla guerra con successo. Il ritiro delle truppe sarà "responsabile e graduale": il programma afferma che secondo gli esperti militari è possibile ritirare le truppe in modo sicuro nel giro di 16 mesi. La nuova amministrazione farà pressione sui leader iracheni affinché si assumano la responsabilità del loro futuro e spendano gli introiti del petrolio per la ricostruzione del proprio Paese. Obama intende lanciare un'offensiva diplomatica per aumentare la stabilità dell'Iraq e della regione. Affronterà anche la crisi dei profughi. Obama promette di isolare Al Qaida, che ha approfittato della guerra in Iraq per risorgere e riorganizzarsi in Afghanistan. La forte presenza militare in Iraq ritarda la capacità degli Stati Uniti di portare a termine la lotta in Afghanistan. Con l'Iran, Obama sostiene la via della diplomazia, con aperture al dialogo. Ma se Teheran non cambierà il proprio comportamento aumenterà la pressione economica e l'isolamento politico. Obama appoggia una forte partnership tra Usa e Israele, che resta il più stretto alleato degli Stati Uniti nel Medio Oriente. Una priorità diplomatica sarà quella di fare progressi per porre fine al conflitto israelo-palestinese e raggiungere il traguardo di due Stati che vivano fianco a fianco in pace e sicurezza. In programma anche una Nato più forte attraverso un maggiore contributo degli alleati: Obama solleciterà i Paesi membri a fornire truppe per le operazioni di sicurezza collettiva e a investire di più in operazioni di ricostruzione e stabilizzazione. Impegno anche per l'Africa: fermare il genocidio nel Darfur e porre fine al conflitto in Congo. In agenda anche il rafforzamento del trattato di non proliferazione nucleare.
Istruzione. Obama intende riformare il programma "No child left behind" (nessuno studente deve restare indietro), voluto da Bush, che ha introdotto test standardizzati. Secondo Obama, l'obiettivo era giusto, ma la mancanza di finanziamenti e l'applicazione inadeguata l'hanno fatto fallire. La riforma prevede prima di tutto nuovi finanziamenti; poi il miglioramento del metodo di valutazione degli studenti. Il piano di Obama comprende anche investimenti per l'educazione dei bambini fino a cinque anni d'età. Un traguardo importante è rendere l'università accessibile a tutti: per pagare le alte tasse universitarie, è prevista la creazione di un credito fiscale di 4000 dollari per gli studenti, in cambio dello svolgimento di servizi di pubblica utilità. La somma coprirà i due terzi della retta di una media università pubblica e renderà completamente gratuiti, per la maggior parte degli studenti, i cosiddetti "community college".
Pensioni e previdenza. Fortemente contraria alla privatizzazione della previdenza sociale, la futura amministrazione Obama-Biden cercherà di affrontare la riforma del sistema in modo bipartisan. Obiettivo: garantire la solvibilità e la sopravvivenza della previdenza sociale anche nel lungo termine. Non è previsto l'innalzamento dell'età pensionabile, ma un contributo extra (dal 2 al 4%) a chi guadagna più di 250mila dollari l'anno. Per proteggere le pensioni e i risparmi pensionistici dei lavoratori, saranno riformate le leggi fallimentari, in modo da evitare che i tribunali pretendano più sacrifici dai lavoratori che dai manager e da aumentare l'importo di salari e benefici non pagati che può essere reclamato . Ci dovrà essere informazione trasparente sugli investimenti dei fondi pensione aziendali. Saranno creati piani pensionistici legati al posto di lavoro, in cui il lavoratore sarà iscritto automaticamente dal datore di lavoro (con la possibilità di chiamarsi fuori). Per gli anziani, che sono coperti dal programma di assistenza pubblica Medicare, il governo federale negozierà per ridurre i prezzi dei farmaci.
Sanità. Il piano Obama-Biden prevede un'assistenza sanitaria accessibile a tutti gli americani. Le grandi aziende che non offrono l'assicurazione sanitaria ai lavoratori o non danno un contributo significativo, dovranno versare una percentuale della retribuzione per la copertura dei loro dipendenti. I costi dell'assicurazione medica saranno ridotti in modo da permettere a una famiglia media di risparmiare 2.500 dollari all'anno, investendo nella prevenzione e in un nuovo sistema informatico per controllare la spesa e ridurre gli sprechi. La sanità pubblica sarà rafforzata con la copertura di servizi di prevenzione, compresi screening anti-cancro, e potenziando la capacità di pronto intervento in caso di attacchi terroristici e disastri naturali.
Tasse. Le famiglie del ceto medio avranno tagli fiscali: uno sgravio di 1000 dollari all'anno e aliquote del 20% inferiori a quelle dell'era Reagan. Nessuna famiglia con reddito inferiore a 250mila dollari all'anno avrà aumenti di tasse. Le famiglie che guadagnano più di 250mila dollari avranno aliquote fiscali uguali o più basse di quelle negli anni Novanta. Obama chiederà alle famiglie più ricche (il 2%) di restituire una parte degli sgravi ottenuti negli ultimi otto anni. Complessivamente, il piano comporta un taglio netto delle tasse, poiché gli sgravi per il ceto medio sono superiori ai maggiori introiti ottenuti dalle famiglie con redditi oltre i 250mila dollari. Gli introiti fiscali saranno al di sotto dei livelli prevalenti nel periodo di Ronald Reagan, cioè meno del 18,2% del Pil.
Tecnologia. Proteggere l'apertura di Internet: Obama sostiene la neutralità della rete per un libero scambio di idee. Promette di portare la banda larga della prossima generazione in ogni comunità in America, anche con incentivi fiscali. Punta a migliorare la competitività degli Usa con investimenti nella scienza e nuovi sussidi di ricerca ai più brillanti ricercatori all'inizio della carriera. Il piano prevede di raddoppiare i fondi federali per la ricerca di base e rendere permanente il credito fiscale per la Ricerca e lo Sviluppo, in modo che le aziende ci possano contare quando decidono di investire in R&S negli Stati Uniti in un arco pluriennale.
L'America cambierà. Ma come? Un punto di partenza sono le promesse fatte agli elettori degli Stati Uniti. Dall'economia alla previdenza sociale, dall'energia alla difesa, ecco l'Abc del piano di Barack Obama e Joe Biden, presentato sul sito ufficiale www.barackobama.com. Il contenuto tema per tema.
Casa. Obama promette di aiutare i piccoli proprietari che si sono indebitati per la casa, "vere vittime" della crisi dei mutui subprime. Prevede l'introduzione di un credito universale del 10% per i mutui, in modo da dare uno sgravio fiscale alle famiglie di reddito medio che fanno fatica a pagare le rate del mutuo. Con il "Stop Fraud Act" intende combattere le frodi e i prestiti predatori, con sanzioni più severe per i professionisti colpevoli di frode. La legge assisterà le famiglie perché possano evitare i pignoramenti. La nuova amministrazione inoltre promuoverà norme per una maggiore trasparenza sui mutui.
Commercio. Obama farà pressione sul Wto, l'Organizzazione mondiale del commercio, perché garantisca l'applicazione degli accordi commerciali e impedisca i sussidi agli esportatori stranieri e le barriere non tariffarie alle esportazioni Usa. Vuole emendare il Nafta, l'accordo di libero scambio con Canada e Messico. Sostiene incentivi fiscali per le aziende che mantengono o aumentano posti di lavoro negli Stati Uniti. Intende eliminare le deduzioni fiscali per le società che trasferiscono il lavoro all'estero.
Difesa. Ricostruire le Forze Armate per adeguarle ai compiti del XXI secolo: l'impegno del prossimo comandante in capo è di completare lo sforzo avviato per avere 65.000 soldati e 27.000 marines in più. Obama si impegna a investire in missioni come la contro-insurrezione (rinsaldando per esempio forze speciali, operazioni di intelligence, insegnamento delle lingue straniere). Promette di rimettere in sesto la Guardia Nazionale e le Riserve, fornendo l'equipaggiamento necessario per intervenire nelle emergenze in patria e all'estero. Inoltre, intende coinvolgere gli alleati per fare in modo che facciano la loro parte per la sicurezza comune.
Diritti civili. Combattere la discriminazione sul lavoro: Obama punta a ribaltare la sentenza della Corte Suprema che limita la possibilità per le donne e le minoranze razziali di contestare la discriminazione retributiva. Farà approvare il Fair Pay Act per garantire uguale paga per uguale lavoro e l'Employment Non-Discrimination Act per proibire discriminazioni basate sul sesso. Un altro obiettivo è quello di rafforzare l'applicazione dei diritti civili e porre fine alla politicizzazione del dipartimento della Giustizia avvenuta durante l'amministrazione Bush. La nuova amministrazione vuole espandere la legislazione federale contro gli "hate crimes", i crimini basati sull'odio.
Disabili. Opportunità di istruzione, anche universitaria, fine delle discriminazioni sul lavoro, sostegno alla vita in comunità: l'attenzione ai disabili segnala la maggiore enfasi sui problemi sociali dell'amministrazione democratica.
Economia. L'America si aspetta dalla nuova presidenza una via d'uscita dalla crisi finanziaria. Per rilanciare l'economia, Obama vuole dare alle famiglie americane uno sgravio immediato di 1.000 dollari sulla bolletta energetica, una sorta di anticipazione dello sgravio fiscale permanente di 1.000 dollari l'anno per le famiglie della classe media. Promette anche 50 miliardi di dollari per rimettere in moto la crescita, 25 miliardi per evitare tagli statali e locali a spese sociali come sanità, istruzione, alloggi e aumenti delle tasse di proprietà e altre tariffe, altri 25 miliardi per impedire tagli a spese come la manutenzione di ponti e strade e la riparazione di scuole. Il tutto permetterebbe di salvare oltre 1 milione di posti di lavoro che rischiano di essere soppressi. In programma un pacchetto per affrontare l'emergenza mutui, con misure per debellare le frodi e garantire più serietà nel settore, più un credito universale per il mutuo. Prevista anche l'eliminazione delle tasse sui capital gain per piccole imprese e "start-up" per incoraggiare l'innovazione e la creazione di posti di lavoro. Inoltre, Obama si batterà per una politica commerciale equa e buoni standard lavoristici e ambientali in tutto il mondo.
Energia. Cinque milioni di posti di lavoro "verdi" ("green collar") e più efficienza energetica. Il nuovo piano per l'energia ruota intorno all'emancipazione dal petrolio e alla lotta all'effetto serra. Prevede di dare subito un aiuto d'emergenza alle famiglie (100 dollari di sgravio sulla bolletta energetica). Poi promette investimenti strategici per 150 miliardi di dollari nei prossimi dieci anni per catalizzare gli sforzi dei privati per un'energia pulita e creare cinque milioni di posti di lavoro. Tra gli obiettivi c'è di risparmiare tanto petrolio da potere eliminare nel giro di dieci anni le importazioni petrolifere dal Medio Oriente e dal Venezuela. Il piano punta a mettere in circolazione 1 milione di auto ibride entro il 2015, garantire che il 10% dell'elettricità venga da energie rinnovabili entro il 2012, il 25% entro il 2025, ridurre dell'80% entro il 2050 le emissioni che provocano l'effetto serra. Le compagnie potranno fare prospezioni in cerca di petrolio e gas ma in base alle licenze esistenti: se non le utilizzano, le perderanno. In programma anche lo sviluppo di centrali a carbone "pulito". Per quanto riguarda l'energia nucleare, l'accento è posto sulla sicurezza degli impianti e lo smaltimento delle scorie
Etica. Obama promette di creare una banca dati Internet centralizzata per maggiore trasparenza su lobby e finanziamenti elettorali. Un'agenzia indipendente dovrà vigilare sulle indagini per violazioni etiche dei parlamentari. Nell'amministrazione Obama-Biden nessuna persona di nomina politica potrà occuparsi di regole e appalti relativi a un'azienda dove ha lavorato negli ultimi due anni.
Famiglia. Oltre a uno sgravio fiscale di 1.000 dollari all'anno, Obama prevede altre misure per rafforzare la famiglia: togliere alcune penalizzazioni sulle famiglie sposate, dare un giro di vite agli uomini che evitano di versare gli assegni per i figli, trovare servizi a sostegno dei padri e delle loro famiglie, prevenire la violenza domestica. Per un migliore equilibrio tra famiglia e lavoro, promette di raddoppiare i programmi del doposcuola, espandere i permessi per motivi di famiglia e salute, dare alle famiglie a basso reddito un credito fiscale per le spese di assistenza dei bambini, incoraggiare orari di lavoro flessibili.
Finanza pubblica. Con Bush il debito federale è aumentato di oltre il 50%: Obama intende riportare la disciplina fiscale, rivedere il bilancio federale "riga per riga" ed eliminare i programmi che non funzionano o non sono necessari. Assicura che ribalterà la maggior parte dei tagli fiscali per i ricchi introdotti da Bush, proteggendo però i tagli per i poveri e per il ceto medio. Inoltre, eliminerà deduzioni e scappatoie a favore di interessi particolari, come quelli dell'industria petrolifera.
Immigrazione. Le frontiere vanno protette: più personale, infrastrutture e tecnologia lungo i confini e nei porti. Il sistema di immigrazione va migliorato, togliendo le inefficienze burocratiche e aumentando il numero di immigrati legittimi per mantenere unite le famiglie e soddisfare la domanda di lavoro. Obama promette di togliere gli incentivi agli ingressi clandestini, punendo i datori di lavoro che impiegano immigrati senza documenti. La nuova amministrazione appoggia un sistema che richieda agli immigrati senza documenti di pagare una multa, imparare l'inglese e mettersi in coda per diventare cittadini Usa.
Industria manifatturiera. È prevista la creazione di un fondo, che si chiamerà Advanced Manufacturing Fund, per investire nelle più avanzate strategie manifatturiere e creare posti di lavoro. Saranno raddoppiati i finanziamenti per il programma Manufacturing Extension Partneship, che promuove l'efficienza, l'applicazione delle nuove tecnologie e la crescita dell'industria manifatturiera. Il piano di investimenti nell'energia pulita – 150 miliardi di dollari in dieci anni, 5 milioni di posti di lavoro – punterà a sviluppare la nuova generazione di biocarburanti, accelerare la commercializzazione di auto ibride ricaricabili, promuovere l'energia rinnovabile, investire in centrali a carbone a basse emissioni inquinanti, avviare la transizione a una nuova rete elettrica digitale. Si investirà nella forza lavoro qualificata, sono previsti più fondi per i programmi federali di formazione dei lavoratori che saranno estesi alle tecnologie verdi.
Infrastrutture. Gli Stati Uniti dovranno ricostruire le infrastrutture nazionali di trasporto: strade e autostrade, ponti, porti, sistemi di trasporto aereo e ferroviario. Il programma democratico prevede la creazione di una nuova banca per investire nelle infrastrutture, la National Infrastructure Reinvestment Bank. L'istituto riceverà 60 miliardi di dollari in dieci anni. I progetti dovrebbero creare, direttamente e indirettamente, fino a due milioni di posti di lavoro e stimolare nuove attività economiche per circa 35 miliardi di dollari all'anno.
Iraq e politica estera. Immediatamente, appena entrato in carica, Obama darà al segretario della Difesa e ai comandanti militari una nuova missione:porre fine alla guerra con successo. Il ritiro delle truppe sarà "responsabile e graduale": il programma afferma che secondo gli esperti militari è possibile ritirare le truppe in modo sicuro nel giro di 16 mesi. La nuova amministrazione farà pressione sui leader iracheni affinché si assumano la responsabilità del loro futuro e spendano gli introiti del petrolio per la ricostruzione del proprio Paese. Obama intende lanciare un'offensiva diplomatica per aumentare la stabilità dell'Iraq e della regione. Affronterà anche la crisi dei profughi. Obama promette di isolare Al Qaida, che ha approfittato della guerra in Iraq per risorgere e riorganizzarsi in Afghanistan. La forte presenza militare in Iraq ritarda la capacità degli Stati Uniti di portare a termine la lotta in Afghanistan. Con l'Iran, Obama sostiene la via della diplomazia, con aperture al dialogo. Ma se Teheran non cambierà il proprio comportamento aumenterà la pressione economica e l'isolamento politico. Obama appoggia una forte partnership tra Usa e Israele, che resta il più stretto alleato degli Stati Uniti nel Medio Oriente. Una priorità diplomatica sarà quella di fare progressi per porre fine al conflitto israelo-palestinese e raggiungere il traguardo di due Stati che vivano fianco a fianco in pace e sicurezza. In programma anche una Nato più forte attraverso un maggiore contributo degli alleati: Obama solleciterà i Paesi membri a fornire truppe per le operazioni di sicurezza collettiva e a investire di più in operazioni di ricostruzione e stabilizzazione. Impegno anche per l'Africa: fermare il genocidio nel Darfur e porre fine al conflitto in Congo. In agenda anche il rafforzamento del trattato di non proliferazione nucleare.
Istruzione. Obama intende riformare il programma "No child left behind" (nessuno studente deve restare indietro), voluto da Bush, che ha introdotto test standardizzati. Secondo Obama, l'obiettivo era giusto, ma la mancanza di finanziamenti e l'applicazione inadeguata l'hanno fatto fallire. La riforma prevede prima di tutto nuovi finanziamenti; poi il miglioramento del metodo di valutazione degli studenti. Il piano di Obama comprende anche investimenti per l'educazione dei bambini fino a cinque anni d'età. Un traguardo importante è rendere l'università accessibile a tutti: per pagare le alte tasse universitarie, è prevista la creazione di un credito fiscale di 4000 dollari per gli studenti, in cambio dello svolgimento di servizi di pubblica utilità. La somma coprirà i due terzi della retta di una media università pubblica e renderà completamente gratuiti, per la maggior parte degli studenti, i cosiddetti "community college".
Pensioni e previdenza. Fortemente contraria alla privatizzazione della previdenza sociale, la futura amministrazione Obama-Biden cercherà di affrontare la riforma del sistema in modo bipartisan. Obiettivo: garantire la solvibilità e la sopravvivenza della previdenza sociale anche nel lungo termine. Non è previsto l'innalzamento dell'età pensionabile, ma un contributo extra (dal 2 al 4%) a chi guadagna più di 250mila dollari l'anno. Per proteggere le pensioni e i risparmi pensionistici dei lavoratori, saranno riformate le leggi fallimentari, in modo da evitare che i tribunali pretendano più sacrifici dai lavoratori che dai manager e da aumentare l'importo di salari e benefici non pagati che può essere reclamato . Ci dovrà essere informazione trasparente sugli investimenti dei fondi pensione aziendali. Saranno creati piani pensionistici legati al posto di lavoro, in cui il lavoratore sarà iscritto automaticamente dal datore di lavoro (con la possibilità di chiamarsi fuori). Per gli anziani, che sono coperti dal programma di assistenza pubblica Medicare, il governo federale negozierà per ridurre i prezzi dei farmaci.
Sanità. Il piano Obama-Biden prevede un'assistenza sanitaria accessibile a tutti gli americani. Le grandi aziende che non offrono l'assicurazione sanitaria ai lavoratori o non danno un contributo significativo, dovranno versare una percentuale della retribuzione per la copertura dei loro dipendenti. I costi dell'assicurazione medica saranno ridotti in modo da permettere a una famiglia media di risparmiare 2.500 dollari all'anno, investendo nella prevenzione e in un nuovo sistema informatico per controllare la spesa e ridurre gli sprechi. La sanità pubblica sarà rafforzata con la copertura di servizi di prevenzione, compresi screening anti-cancro, e potenziando la capacità di pronto intervento in caso di attacchi terroristici e disastri naturali.
Tasse. Le famiglie del ceto medio avranno tagli fiscali: uno sgravio di 1000 dollari all'anno e aliquote del 20% inferiori a quelle dell'era Reagan. Nessuna famiglia con reddito inferiore a 250mila dollari all'anno avrà aumenti di tasse. Le famiglie che guadagnano più di 250mila dollari avranno aliquote fiscali uguali o più basse di quelle negli anni Novanta. Obama chiederà alle famiglie più ricche (il 2%) di restituire una parte degli sgravi ottenuti negli ultimi otto anni. Complessivamente, il piano comporta un taglio netto delle tasse, poiché gli sgravi per il ceto medio sono superiori ai maggiori introiti ottenuti dalle famiglie con redditi oltre i 250mila dollari. Gli introiti fiscali saranno al di sotto dei livelli prevalenti nel periodo di Ronald Reagan, cioè meno del 18,2% del Pil.
Tecnologia. Proteggere l'apertura di Internet: Obama sostiene la neutralità della rete per un libero scambio di idee. Promette di portare la banda larga della prossima generazione in ogni comunità in America, anche con incentivi fiscali. Punta a migliorare la competitività degli Usa con investimenti nella scienza e nuovi sussidi di ricerca ai più brillanti ricercatori all'inizio della carriera. Il piano prevede di raddoppiare i fondi federali per la ricerca di base e rendere permanente il credito fiscale per la Ricerca e lo Sviluppo, in modo che le aziende ci possano contare quando decidono di investire in R&S negli Stati Uniti in un arco pluriennale.
Last edited by Hank Luisetti on 13/11/2008, 14:16, edited 1 time in total.
"The point was not to score, but to win"

"I Scream, You Scream, We All Scream for Ice Cream"
Dazed and Confused: "Se rinasco, voglio rinascere Hank."

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