Re: Rassegna Stampa USA / MLS
- francospicciariello
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Rassegna Stampa USA / MLS
Il Velino - 29 luglio 2008
EST - Major League Soccer, anche gli Usa con la testa nel pallone
Roma, 28 lug (Velino) - “Un anno di Beckham, ma è cambiato qualcosa? Dopo 12 mesi di Spice Boy la Major League Soccer si è fermata per fare un po’ di conti, per vedere se l’investimento da 250 milioni di dollari, il più grande nella storia del soccer americano, ha dato i primi frutti”. Lo scrive Roberto Zanni su Gente d’Italia quotidiano delle americhe diretto da Mimmo Porpiglia. “La squadra di Beckham, i Los Angeles Galaxy non guidano la classifica della Western Division e non hanno vinto l’ultimo campionato (lo ‘scudetto’ USA è andato a Houston), ma i risultati, sul campo, sembrano solo l’ultima delle preoccupazioni dei dirigenti del calcio americano. L’obiettivo va molto al di là di qualche vittoria in più o sconfitta in meno. Se si passa sul terreno della popolarità o del marketing, i Galaxy comandano tutte le graduatorie. Una media spettatori che va dalle 25.513 presenze nelle partite interne, alle 27.094 in trasferta, cifre che possono essere paragonate ai numeri delle partite di serie A italiana”.
“Un esempio - scrive Zanni -: nell’ultimo incontro fuori casa, a East Rutherford, sulle tribune del Giants Stadium erano quasi in 47 mila (quando i Bulls generalmente hanno una media che si aggira sulle 10 mila presenze). Come dire che l’effetto-Beckham funziona ancora. Il marketing? La vendita solo delle magliette è cresciuta iperbolicamente del 780 per cento. Poi la lega: 14 club, ai quali l’anno prossimo si aggiungerà Seattle e poi ancora Philadelphia nel 2010 e altre due formazioni nel 2011. L’interesse e la voglia di calcio cresce anche a livello professionistico. Non ci sono solo le ‘soccer mom’ che portano i loro figli sui campi, la voglia dello sport più popolare del mondo (con l’esclusione, per ora, degli Stati Uniti) adesso sembra avere un seguito anche dopo i 13-14 anni. Steve Nash, canadese, uno dei giocatori di basket più popolari della NBA, dopo essere diventato co-proprietario della nuova lega pro femminile, che comincerà a giocare l’anno prossimo, vuole investire anche nel calcio maschile e potrebbe diventare determinante per l’ingresso di Vancouver nella MLS a partire dal 2011”.
“Attualmente - si legge sempre su Gente d’Italia - sono necessari 30 milioni di dollari per poter entrare nella Major League Soccer e Nash è pronto ad aprire il portafoglio per far sì che i Whitecaps, che attualmente partecipano alla United Soccer League, possano diventare la seconda squadra canadese, dopo Toronto, a far parte della lega americana e con Vancouver, si sono fatte avanti anche Montreal e Ottawa. Ma non ci sono solo i canadesi ad essere attratti dal soccer: Atlanta, Las Vegas, Portland, St. Louis e un secondo club nell’area di New York hanno posto la loro candiatura, mentre a Houston il pugile Oscar De La Hoya è diventato co-proprietario della Dynamo. Attualmente 6 delle 14 squadre della MLS hanno uno stadio proprio, creato esclusivamente per il soccer, un altro dei punti prioritari per la crescita del calcio in USA, ma entro la fine dell’anno ce ne saranno almeno un altro paio: insomma non si gioca più in impianti presi a prestito specialmente dal football americano. C’è l’organizzazione e un piano pluriennale, d’accordo, ma il gioco, le capacità tecniche a che punto solo?”
“Anche il livello tecnico è in continua crescita - spiega Roberto Zanni -: Jozy Altidore, attaccante dicottenne nato a Livingstone, nel New Jersey, è stato ceduto dai Red Bulls New York al Villareal di Spagna per la cifra record (per il calcio USA) di 10 milioni di dollari. Non è più solo l’Europa che manda negli Stati Uniti giocatori a fine carriera, in cerca degli ultimi contratti, adesso la strada ha due corsie. In Italia, al Brescia, c’è il centrocampista Danny Szetela, convocato per la nazionale olimpica a stelle e strisce, in Inghilterra vedere nella Premier League giocatori americani non è più una novità e negli Stati Uniti l’attenzione verso il soccer, o calcio, continua a crescere. L’ultima conferma è arrivata dagli Europei trasmessi da ESPN, su due canali, in inglese e in spagnolo, con la finale Spagna-Germania che si è vista su ABC: hanno avuto una audience inaspettata, anche se, ovviamente, non era impegnata la nazionale americana. Poi i giocatori stranieri: da quando la MLS ha cominciato ad avere un proprio campionato, nel 1996, solo quattro calciatori italiani hanno attraversato l’Atlantico, Nicola Caricola (Metrostars 1996), l’ex ct della nazionale Roberto Donadoni (Metrostars 1996-97), Giuseppe Galderisi (New England, Tampa Bay, 1996-97) e l’attuale allenatore del Catania Walter Zenga (New England 1997, 1999)”.
“Ormai sono quasi dieci anni che gli italiani non sono più attratti dal calcio-emergente americano, ma in questo periodo di tempo, oltre al gran colpo Beckham dell’anno scorso, altri giocatori di nome sono arrivati negli USA a caccia di dollari (e anche di tranquillità). Da Branco a Stoichkov, da Djorkaeff a Matthaus, ma l’ondata sudamericana, specialmente negli ultimi tempi, è quella che si è fatta più sentire, sotto tutti i punti di vista. A cominciare dal quello economico: dietro ai 6,5 milioni di dollari (è naturalmente solo l’ingaggio) di Beckham a Los Angeles, record assoluto e irraggiungibile della MLS, ci sono i 2,6 milioni che il messicano Cuauhtemoc Blanco prende a Chicago, poi a Washington con i DC United c’è l’argentino Marcelo Gallardo con 1,8 milioni e a New York il colombiano Juan Pablo Angel con 1,6, unici milionari del campionato (c’era anche l’americano Reyna, con 1,2, ma si è appena ritirato). Non si può lamentare nemmeno l’ex laziale Claudio ‘El Piojo’ Lopez che a Kansas City supera gli 800 mila dollari”.
“Sono i nomi più conosciuti della MLS, sono pagati anche rendere più popolare una lega consapevole che gli Stati Uniti possono essere conquistati dal calcio e possono diventare un mercato unico, come dimostrano anche le innumerevoli amichevoli di livello internazionale che si svolgono dall’Est all’Ovest, un ‘affare’ nel quale si è buttata anche la città di Miami che, entro l’anno prossimo, si candida, anche per la perfetta posizione geografica, a diventare il polo più attraente per i grandi club e le grandi nazionali europee e sudamericane. E se Beckham per ora è solo la luce più luminosa, complessivamente il pubblico è aumentato del 20 per cento rispetto a un anno fa e gli sponsor cominciano a sborsare dai 3 ai 5 milioni di dollari a stagione per vedere il proprio nome sulle maglie dei DC United o dei Galaxy e con la nazionale USA che può attirare più spettatori di qualsiasi altra rappresentativa (non esiste, ad esempio, la nazionale di football, lo sport di squadra più popolare negli Stati Uniti), si può facilmente intuire che questa volta non andrà a finire come negli anni 70. Allora - conclude Roberto Zanni - l’arrivo di Pelè si rivelò solo un fatto episodico: non c’erano le fondamenta per costruire il soccer, ora invece è tutto diverso anche perché gli errori del Cosmos miliardario di O’ Rey, ma anche di Chinaglia e Beckenbauer, Neeskens e Zmuda, sono stati una ‘scuola’ importante per la nuova classe dirigente americana del pallone”.
EST - Major League Soccer, anche gli Usa con la testa nel pallone
Roma, 28 lug (Velino) - “Un anno di Beckham, ma è cambiato qualcosa? Dopo 12 mesi di Spice Boy la Major League Soccer si è fermata per fare un po’ di conti, per vedere se l’investimento da 250 milioni di dollari, il più grande nella storia del soccer americano, ha dato i primi frutti”. Lo scrive Roberto Zanni su Gente d’Italia quotidiano delle americhe diretto da Mimmo Porpiglia. “La squadra di Beckham, i Los Angeles Galaxy non guidano la classifica della Western Division e non hanno vinto l’ultimo campionato (lo ‘scudetto’ USA è andato a Houston), ma i risultati, sul campo, sembrano solo l’ultima delle preoccupazioni dei dirigenti del calcio americano. L’obiettivo va molto al di là di qualche vittoria in più o sconfitta in meno. Se si passa sul terreno della popolarità o del marketing, i Galaxy comandano tutte le graduatorie. Una media spettatori che va dalle 25.513 presenze nelle partite interne, alle 27.094 in trasferta, cifre che possono essere paragonate ai numeri delle partite di serie A italiana”.
“Un esempio - scrive Zanni -: nell’ultimo incontro fuori casa, a East Rutherford, sulle tribune del Giants Stadium erano quasi in 47 mila (quando i Bulls generalmente hanno una media che si aggira sulle 10 mila presenze). Come dire che l’effetto-Beckham funziona ancora. Il marketing? La vendita solo delle magliette è cresciuta iperbolicamente del 780 per cento. Poi la lega: 14 club, ai quali l’anno prossimo si aggiungerà Seattle e poi ancora Philadelphia nel 2010 e altre due formazioni nel 2011. L’interesse e la voglia di calcio cresce anche a livello professionistico. Non ci sono solo le ‘soccer mom’ che portano i loro figli sui campi, la voglia dello sport più popolare del mondo (con l’esclusione, per ora, degli Stati Uniti) adesso sembra avere un seguito anche dopo i 13-14 anni. Steve Nash, canadese, uno dei giocatori di basket più popolari della NBA, dopo essere diventato co-proprietario della nuova lega pro femminile, che comincerà a giocare l’anno prossimo, vuole investire anche nel calcio maschile e potrebbe diventare determinante per l’ingresso di Vancouver nella MLS a partire dal 2011”.
“Attualmente - si legge sempre su Gente d’Italia - sono necessari 30 milioni di dollari per poter entrare nella Major League Soccer e Nash è pronto ad aprire il portafoglio per far sì che i Whitecaps, che attualmente partecipano alla United Soccer League, possano diventare la seconda squadra canadese, dopo Toronto, a far parte della lega americana e con Vancouver, si sono fatte avanti anche Montreal e Ottawa. Ma non ci sono solo i canadesi ad essere attratti dal soccer: Atlanta, Las Vegas, Portland, St. Louis e un secondo club nell’area di New York hanno posto la loro candiatura, mentre a Houston il pugile Oscar De La Hoya è diventato co-proprietario della Dynamo. Attualmente 6 delle 14 squadre della MLS hanno uno stadio proprio, creato esclusivamente per il soccer, un altro dei punti prioritari per la crescita del calcio in USA, ma entro la fine dell’anno ce ne saranno almeno un altro paio: insomma non si gioca più in impianti presi a prestito specialmente dal football americano. C’è l’organizzazione e un piano pluriennale, d’accordo, ma il gioco, le capacità tecniche a che punto solo?”
“Anche il livello tecnico è in continua crescita - spiega Roberto Zanni -: Jozy Altidore, attaccante dicottenne nato a Livingstone, nel New Jersey, è stato ceduto dai Red Bulls New York al Villareal di Spagna per la cifra record (per il calcio USA) di 10 milioni di dollari. Non è più solo l’Europa che manda negli Stati Uniti giocatori a fine carriera, in cerca degli ultimi contratti, adesso la strada ha due corsie. In Italia, al Brescia, c’è il centrocampista Danny Szetela, convocato per la nazionale olimpica a stelle e strisce, in Inghilterra vedere nella Premier League giocatori americani non è più una novità e negli Stati Uniti l’attenzione verso il soccer, o calcio, continua a crescere. L’ultima conferma è arrivata dagli Europei trasmessi da ESPN, su due canali, in inglese e in spagnolo, con la finale Spagna-Germania che si è vista su ABC: hanno avuto una audience inaspettata, anche se, ovviamente, non era impegnata la nazionale americana. Poi i giocatori stranieri: da quando la MLS ha cominciato ad avere un proprio campionato, nel 1996, solo quattro calciatori italiani hanno attraversato l’Atlantico, Nicola Caricola (Metrostars 1996), l’ex ct della nazionale Roberto Donadoni (Metrostars 1996-97), Giuseppe Galderisi (New England, Tampa Bay, 1996-97) e l’attuale allenatore del Catania Walter Zenga (New England 1997, 1999)”.
“Ormai sono quasi dieci anni che gli italiani non sono più attratti dal calcio-emergente americano, ma in questo periodo di tempo, oltre al gran colpo Beckham dell’anno scorso, altri giocatori di nome sono arrivati negli USA a caccia di dollari (e anche di tranquillità). Da Branco a Stoichkov, da Djorkaeff a Matthaus, ma l’ondata sudamericana, specialmente negli ultimi tempi, è quella che si è fatta più sentire, sotto tutti i punti di vista. A cominciare dal quello economico: dietro ai 6,5 milioni di dollari (è naturalmente solo l’ingaggio) di Beckham a Los Angeles, record assoluto e irraggiungibile della MLS, ci sono i 2,6 milioni che il messicano Cuauhtemoc Blanco prende a Chicago, poi a Washington con i DC United c’è l’argentino Marcelo Gallardo con 1,8 milioni e a New York il colombiano Juan Pablo Angel con 1,6, unici milionari del campionato (c’era anche l’americano Reyna, con 1,2, ma si è appena ritirato). Non si può lamentare nemmeno l’ex laziale Claudio ‘El Piojo’ Lopez che a Kansas City supera gli 800 mila dollari”.
“Sono i nomi più conosciuti della MLS, sono pagati anche rendere più popolare una lega consapevole che gli Stati Uniti possono essere conquistati dal calcio e possono diventare un mercato unico, come dimostrano anche le innumerevoli amichevoli di livello internazionale che si svolgono dall’Est all’Ovest, un ‘affare’ nel quale si è buttata anche la città di Miami che, entro l’anno prossimo, si candida, anche per la perfetta posizione geografica, a diventare il polo più attraente per i grandi club e le grandi nazionali europee e sudamericane. E se Beckham per ora è solo la luce più luminosa, complessivamente il pubblico è aumentato del 20 per cento rispetto a un anno fa e gli sponsor cominciano a sborsare dai 3 ai 5 milioni di dollari a stagione per vedere il proprio nome sulle maglie dei DC United o dei Galaxy e con la nazionale USA che può attirare più spettatori di qualsiasi altra rappresentativa (non esiste, ad esempio, la nazionale di football, lo sport di squadra più popolare negli Stati Uniti), si può facilmente intuire che questa volta non andrà a finire come negli anni 70. Allora - conclude Roberto Zanni - l’arrivo di Pelè si rivelò solo un fatto episodico: non c’erano le fondamenta per costruire il soccer, ora invece è tutto diverso anche perché gli errori del Cosmos miliardario di O’ Rey, ma anche di Chinaglia e Beckenbauer, Neeskens e Zmuda, sono stati una ‘scuola’ importante per la nuova classe dirigente americana del pallone”.
Last edited by francospicciariello on 29/07/2008, 10:17, edited 1 time in total.
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- francospicciariello
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Re: Rassegna Stampa USA / MLS
In realtà la media dei Galaxy è addirittura superiore a quella della Serie A, che nel 2007/08 (quindi col ritorno di Juve, Napoli e Genoa) ha raggiunto una media di soli 23.887, e addirittura in un'ideale classifica si piazzerebbero dietro solo Milan, Inter, Napoli, Roma, Fiorentina e Palermo (per solo 28 spettatori). Solo che tutte queste hanno stadi enormi, mentre l'Home Depot Center è sempre pieno al limte.francospicciariello wrote: ... Se si passa sul terreno della popolarità o del marketing, i Galaxy comandano tutte le graduatorie. Una media spettatori che va dalle 25.513 presenze nelle partite interne, alle 27.094 in trasferta, cifre che possono essere paragonate ai numeri delle partite di serie A italiana”.
PS: per i soliti "fenomeni", ciò non vuol dire che la Galaxy e MLS siano meglio della Serie A, ma magari che la gestione degli stadi sì, quella sicuramente
Last edited by francospicciariello on 29/07/2008, 10:24, edited 1 time in total.
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new york city FC
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Re: Rassegna Stampa USA / MLS
Grazie Franco per aver trovato questo articolo molto interessante. Sono assolutamente convinto che nei prossimi 4 anni ci sarà una spettacolare crescita del calcio americano ( nel 2012 probabilmente la MLS avrà 20 squadre ed i suoi club già saranno impegnati anche nella Coppa Libertadores ) e penso anche che la nazionale possa far bene nelle prossime manifestazioni internazionali ( Confederation Cup 2009, Mondiale in Sud Africa 2010 e Coppa America in Argentina 2011 ). Qual è la tua opinione ?
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Re: Rassegna Stampa USA / MLS
Che per me si può arrivare a 24 squadre, ma:new york city FC wrote: Grazie Franco per aver trovato questo articolo molto interessante. Sono assolutamente convinto che nei prossimi 4 anni ci sarà una spettacolare crescita del calcio americano ( nel 2012 probabilmente la MLS avrà 20 squadre ed i suoi club già saranno impegnati anche nella Coppa Libertadores ) e penso anche che la nazionale possa far bene nelle prossime manifestazioni internazionali ( Confederation Cup 2009, Mondiale in Sud Africa 2010 e Coppa America in Argentina 2011 ). Qual è la tua opinione ?
1. expansion limitata a non più di una all'anno (2 se ce una canadese, che considera i giocatori americani stranieri) con investitori top;
2. aumento del numero dei giocatori in rosa a 22 più i portieri (max 8 stranieri);
3. aumento del salary cap ad almeno 20 milioni lordi ($28 milioni è il salary cap della Lazio 2007/08, mica eccessivo);
4. piena implementazione dei settori giovanili (molte squadre sono indietro, tipo i Revs);
5. maggior attenzione ai giovani latinos (vedi punto 5), oggi spesso non notati dai talent scout (l'esempio è Edgar Castillo del Santos Laguna)
6. tutte le squadre con lo stadio di proprietà (ne mancano ancora un bel po');
7. espansione a 2/3 la Designated Player Rule;
8. iniziare a spendere, anche magari più del dovuto, per giocatori ancora al top (come ad es. fecero i Cosmos con Chinaglia, Neeskens e Bogicevic);
9. provare a prendere in prestito dall'Europa giovani cui dar spazio "fuori stagione" /lo fece la NASL, portando gente come Francis, Bearsdley e Hateley);
10. garantirsi una miglior qualità nei passaggi televisivi all'estero (vedi qui Sky, che potrebbe coprirla sicuramente meglio);
Per ora mi pare abbastanza. Sono convinto che un sistema così sviluppato, unito alle capacità organizzative degli americani, potrebbe sicuramente avere successo anche a livello continentale.
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- cla75
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Re: Rassegna Stampa USA / MLS
francospicciariello wrote: Che per me si può arrivare a 24 squadre, ma:
1. expansion limitata a non più di una all'anno (2 se ce una canadese, che considera i giocatori americani stranieri) con investitori top;
2. aumento del numero dei giocatori in rosa a 22 più i portieri (max 8 stranieri);
3. aumento del salary cap ad almeno 20 milioni lordi ($28 milioni è il salary cap della Lazio 2007/08, mica eccessivo);
4. piena implementazione dei settori giovanili (molte squadre sono indietro, tipo i Revs);
5. maggior attenzione ai giovani latinos (vedi punto 5), oggi spesso non notati dai talent scout (l'esempio è Edgar Castillo del Santos Laguna)
6. tutte le squadre con lo stadio di proprietà (ne mancano ancora un bel po');
7. espansione a 2/3 la Designated Player Rule;
8. iniziare a spendere, anche magari più del dovuto, per giocatori ancora al top (come ad es. fecero i Cosmos con Chinaglia, Neeskens e Bogicevic);
9. provare a prendere in prestito dall'Europa giovani cui dar spazio "fuori stagione" /lo fece la NASL, portando gente come Francis, Bearsdley e Hateley);
10. garantirsi una miglior qualità nei passaggi televisivi all'estero (vedi qui Sky, che potrebbe coprirla sicuramente meglio);
Per ora mi pare abbastanza. Sono convinto che un sistema così sviluppato, unito alle capacità organizzative degli americani, potrebbe sicuramente avere successo anche a livello continentale.
D'accordo su tutto Fra,tranne che per il numero delle squadre:18 max 20
Oltre diventerebbe deleterio per la qualità del gioco e in più sarebbe un carrozzone stile Nasl(anche se qui dentro c'è qualche nostalgico,vero Dario?)
E questa cosa non dovrà mai succedere
- blackiesan74
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Re: Rassegna Stampa USA / MLS
Sono d'accordo con Cla75: il numero massimo di squadre secondo me non dovrebbe superare le 18.
Se invece si riuscissero a creare 2 leghe (come nella MLB, dove ci sono National e American League), allora ci starebbero tranquillamente anche 28 squadre; però mi sembra che per ora la qualità media dei giocatori non consenta di sognare così ad ampio raggio...
Se invece si riuscissero a creare 2 leghe (come nella MLB, dove ci sono National e American League), allora ci starebbero tranquillamente anche 28 squadre; però mi sembra che per ora la qualità media dei giocatori non consenta di sognare così ad ampio raggio...
"E che cosa sarebbe la Bi-zona? È forse la zona per tornare in serie B?" "No, Bi-zona sta per Bis-zona, cioè 2 volte zona. È come se a lei dico Bi-stro, che non è francese. Vuol dire 2 volte stronzo. Arrivederci"
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Re: Rassegna Stampa USA / MLS
la NASL non era un carrozzone ma molto di più, era una sorta di las vegas,era glamour, era eccesso, era eccellenza ed alto spettacolo, quei tempi non potranno più tornare, d'altronde erano gli anni '70, dove ovunque tutto sembrava possibile...nel soccer, come nelle altre cose negli anni seguenti ne ne è pagato il prezzo di tali illusioni, ma con un paese grande come gli Usa 24 squadre secondo me non sono troppe se fatte con criterio in posti dove ci sono mercato, soccer communities e sponsor
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Re: Rassegna Stampa USA / MLS
Singolare articolo del celeberrimo quotidiano di economia Il Sole 24 Ore si occupa con questo articolo della lega calcio Usa spiegandone regole e caratteristiche, questo a testimonianza che anche grazie a Beckam oltrechè l'esponenziale aumento dei tifosi e la stabilità e solidità economica la MLS è cresciuta in visibilità ed importanza
http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLi ... iew=Libero
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Re: Rassegna Stampa USA / MLS
Pessimo articolo di colore, fatto solo di chiacchiere e fatterelli, privo di un'analisi attenta all'altezza del Sole 24 Ore. Non capisco il senso di parlare della MLS sul Sole per poi farlo in questa maniera sciatta.
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Re: Rassegna Stampa USA / MLS
No, se ne devono parlare in maniera superficiale è meglio che non ne parlino proprio, altrimenti veicolano un'immagine distorta della realtà.
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patrickmahy
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Re: Rassegna Stampa USA / MLS
Non mi sembra che esista il topic.
Posto però qui un'interessante sintesi di vari stralci (un po' vecchiotta, ma tanto non è che certe idee cambino mai tanto) da dichiarazioni di Glenn Beck e altri giornalisti conservatori sui mondiali.
Vi prego di ammirare come il calcio sia presentato come uno sport da pezzenti, immigrati, negri, barbari, comunisti (i froci qui non vengono menzionati, altrove...), in breve un sport unamerican strumento di un complotto internazionale contro l'identità e l'autonomia della nazione degli uomini liberi.
http://mediamatters.org/research/201006110040
Posto però qui un'interessante sintesi di vari stralci (un po' vecchiotta, ma tanto non è che certe idee cambino mai tanto) da dichiarazioni di Glenn Beck e altri giornalisti conservatori sui mondiali.
Vi prego di ammirare come il calcio sia presentato come uno sport da pezzenti, immigrati, negri, barbari, comunisti (i froci qui non vengono menzionati, altrove...), in breve un sport unamerican strumento di un complotto internazionale contro l'identità e l'autonomia della nazione degli uomini liberi.
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Last edited by patrickmahy on 14/07/2010, 2:56, edited 1 time in total.
- blackiesan74
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Re: Rassegna Stampa USA / MLS
Cose già sentite; non meritano nemmeno commenti, perché la cosa più stupida che si possa fare è dare connotazioni socio-politiche ad uno sport.
"E che cosa sarebbe la Bi-zona? È forse la zona per tornare in serie B?" "No, Bi-zona sta per Bis-zona, cioè 2 volte zona. È come se a lei dico Bi-stro, che non è francese. Vuol dire 2 volte stronzo. Arrivederci"
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Re: Rassegna Stampa USA / MLS
A creare questi rpegiudizi artificiosi sono quelli che hanno interessi negli altri sport made in USA, che temono che se il calcio ha un aumento di popolarità e quindi di entrate, loro di entrate ne farebbero di meno, e considerando che il mondiale è stato seguito quasi di più delle finali NBA la dice lunga
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patrickmahy
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Re: Rassegna Stampa USA / MLS
Assolutamente d'accordo un po' con tutti (il cerchiobottismo è una mia dote), anche se credo che sia sempre interessante leggere certe idee, forse più per ciò che dicono su certe concezioni e prospettive della società americana, che sulla diffusione del soccer in sé. E non credo che si tratti solo di giornalisti prezzolati dagli sport mainstream.
C'è gente che ci crede. Che poi molto spesso si tratti degli stessi che ritengono che l'FBI complotti per imporre una rivoluzione socialista, aggiunge poco, o molto. E Glenn Beck è un anchorman con larghissima influenza. Ad ogni modo mi permetto di postare un'ultima dichiarazione sul calcio, sport da loosers (insulto sanguinosissimo). Se avete il dubbio tra assitere a una finale di world cup o essere ricoverati con la peste in un lazzaretto, sappiate che non c'è molta differenza. http://mediamatters.org/mmtv/201006180021
Preferisco specificare che la lista di aggettivi del mio precedente post voleva riprodurre il punto di vista dei vari personaggi. Naturalmente non è un lessico, né un substrato culturale, che mi appartenga. E' una glossa pleonastica, certo, ma mi sono sentito a disagio io stesso a rileggermi. 
C'è gente che ci crede. Che poi molto spesso si tratti degli stessi che ritengono che l'FBI complotti per imporre una rivoluzione socialista, aggiunge poco, o molto. E Glenn Beck è un anchorman con larghissima influenza. Ad ogni modo mi permetto di postare un'ultima dichiarazione sul calcio, sport da loosers (insulto sanguinosissimo). Se avete il dubbio tra assitere a una finale di world cup o essere ricoverati con la peste in un lazzaretto, sappiate che non c'è molta differenza. http://mediamatters.org/mmtv/201006180021
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