Alvin wrote:
In effetti il drive decisivo è ripetutamente chiuso con penalità, e quella di June su Coombo, è stato ingenuo lui (come ha detto Johnston in telecronaca) perchè poteva evitarsela.
L'ultimo drive, vi abbiamo forzati noi a giocarlo così (non dimentichiamo che Gruden è west coast d'ispirazione) tenendo le secondarie molto alte, perchè siamo debolissimi sul profondo. La gestione non era nemmeno sbagliatissima, perchè siete arrivati sin alle 15 nella nostra red zone. Solo che avete beccato la nostra difesa che ha tirato fuori l'orgoglio e che non ha mai giocato così bene in 2 anni.
Comunque non criticate Gruden. Se siete una grande squadra è merito suo. La vostra difesa è strepitosa. Pochi big play e tantissima consistenza, mentre l'attacco è Griese o Garcia, Bryant che non giocava più, Galloway che ha 101 anni, Dunn e Graham.. come ho scritto sul nostro topic, essere 5-3 con questi giocatori, significa grandissimo merito al coaching staff..
E che forte Talib! Ieri mi ha proprio impressionato, e ha fatto vedere quanto sia più forte (speriamo solo per il momento) del nostro Jenkins.
Per cominciare, qualche (brutta) notizia: pare che l’infortunio al braccio sinistro subito dalla strong safety Jermaine Phillips sia abbastanza serio, e c’è il forte rischio che la stagione per lui sia terminata ieri…. se così fosse, il compito di sostituirlo toccherà a Sabby Piscitelli (in collaborazione con Will Allen).
L’ultimo drive di Tampa Bay nella sconfitta di ieri: arrivati a quel punto, con meno di un minuto sul cronometro e sulle 20 yds di Dallas, coi Cowboys evidentemente preoccupati per la nostra avanzata verso l’endzone, invece di andare per il bersaglio grosso ci siamo persi in passaggini laterali, senza mai testare nemmeno una volta la difesa di Dallas sul profondo. Il drive sarebbe stato perfetto se ci fosse servito un bel FG, ma avendo bisogno dei sette punti mi è sembrato un controsenso non provarci mai nemmeno una volta, a buttare la palla in endzone per vedere che poteva succedere…..
Di Gruden, ieri, oltre alla gestione dell’ultimo drive non mi è piaciuta proprio per niente la scelta di tirare un FG da oltre le 50 yards a due minuti dall’halftime. E’ stato proprio un brutto errore, Gruden si è fatto ingolosire dalla possibilità di andare a segno con un improbabile FG (Bryant da oltre le 50 yards è poco affidabile) quando invece un punt avrebbe fatto partire il buon vecchio Brad Johnson dalle sue 10 yards, anziché dalle 40. E visto come (non) funzionava ieri l’attacco di Dallas, avergli regalato una trentina di yards (nel drive rivelatosi decisivo) è stata davvero una pessima idea.
E comunque, al di là di tutto, direi che la partita di ieri ha confermato quel che si sapeva: senza big plays della difesa (fumble, intercetti) è molto difficile per questo attacco mettere punti sul tabellone, e questo è un limite forse troppo grosso per sperare che i Bucs possano fare strada nei play-off (sempre ammesso che riescano ad arrivarci, ovviamente).
Le note positive vengono, al solito, dalla difesa, dove oltre a veterani ancora molto funzionali, stanno crescendo bene alcuni giovani interessanti. Talib, dopo il brutto esordio a New Orleans, si sta rivelando un ottimo giocatore, così come buone cose hanno fatto vedere sin qui (siamo ormai a metà stagione) il secondo anno Piscitelli e l’altro rookie CB Elbert Mack.