Dino N wrote:
Ricapitolando.
Serviva per redarguire chi era manchevole. Solo che ora non ci sono piu tali individui o tali abitudini.
Adesso invece serve solo per penalizzare una squadra altamente meritevole (cosi dice il suo curriclum dinasty) a vantaggio di grandi rane dalla bocca larga che sono li pronte ad indicare dove e quando si è andati contro al regolamento. Se ne perde una contender che sarà penalizzata di 3 posti a roster con ancora 10 milioni a disposizione. Tutto in nome del regolamento e la cosa assurda è che l'applicazione di questa regola va proprio contro il regolamento.
Questo boldato è forse il succo. Se si ammette (e la regola che permette ai commish di interpretare il regolamento e dirimere questioni lo ammette) che il regolamento sia flessibile alle esigenze che si presentano di volta in volta nella comunità dinasty, la regola può essere adattata e/o addirittura scavalcata da una decisione dei commish.
Io ho il difetto di camparci con queste cose, quindi sono decisamente per un regolamento chiaro, rigido e non oppugnabile, che venga riscritto prima e non quando capita la magagna, con un capitolo "Penalità" più corposo ed esplicito, in grado di far corrispondere X a Y, sanzione ad illecito, cercando in tutti i modi di evitare il valore soggettivo, squadra meritevole sì o no, l'intervento umano, i precedenti scomodi.
Sul piano tecnico (clausole, regole salariali, mercato, equilibrio di interessi) trovo il regolamento un gioiello, ma sul piano strutturale (funzionamento, sanzioni, sondaggi, poteri ai commish, soluzioni alle controversie) sembra fatto apposta per creare polemiche ed un pò di sano trash-talking. :gogogo:
Perchè anche un gioco, per quanto gioco (ma questo non è un gioco!), ha interessi in ballo da un lato e merita il riconoscimento delle regole per essere apprezzato dall'altro, secondo me le soluzioni non si trovano con gentleman agreement ed impossibili
volemuse bene o dando in mano la patata bollente a creativi commish (che credo ne facciano tranquillamente a meno), ma semplicemente leggendo ed applicando quello che è previsto. Che quindi deve essere giusto, proporzionato e revisionato spesso! Ma mai dopo.