doc G wrote:
Perchè ci sono tante bocciature?
Per impedire l'accesso alla professione a molti, in modo da diminuire la concorrenza.
Un avvocato studia per laurearsi, li ottiene la preparazione teorica.
Un avvocato si avvicina alla pratica facendo, appunto praticantato.
Un avvocato cosa ottiene in più o in meno dall'esame di abilitazione? Nulla.
Perchè un povero Cristo non dovrebbe andare laddove tale esame di abilitazione è più semplice?
Ripeto, i motivi sono tre:
1) Ha le sue raccomandazioni.
2) Ha tendenze masochiste.
3) Non può.
Ed a questo nessuno ha risposto.
Perchè a Catanzaro passano l'80%?
Perchè a Perugia il 30%?
Forse è più difficile fare l'avvocato a Perugia che a Catanzaro?
Gli Umbri sono più ignoranti dei calabresi?
Se io mi scelgo il posto in cui mi rompono meno le palle per svolgere una professione da cui mi preparo come minimo da sei anni faccio una furbata?
O compie una vigliaccata chi cerca di impedirmi con sotterfugi di svolgere la mia professione?
Perchè di sotterfugi si tratta, a meno che 22 professori, la commissione di laurea, il mio dominus siano tutti deficenti se arrivo all'esame sono preparato, almeno in parte, non è possibile che due persone su tre che studiano da almeno sei anni una materia siano ignoranti.
Il problema si è verificato solo per alcune professioni, perchè ad esempio l'esame per fare l'ingegnere o l'architetto viene organizzato dalle università, quindi almeno in parte sfuggono al controllo dell'ordine professionale, quello per fare il commercialista è stato reso vano dalla nascita di figure concorrenti come il ragioniere commercialista, il consulente tributario, i centri di elaborazione dati.
Oggi l'accesso alla professione è veramente impedito solo per alcune figure, e di queste fanno parte purtroppo tutte quelle dei professionisti che lavorano in ambito giuridico.
Il problema c'è, sarebbe evidente anche solo leggendo i post di Mahor e Porsche, se c'è un'enorme disparità fra una commissione e l'altra, se in alcune commissioni solo il trenta per cento di persone che da almeno sei anni studiano per svolgere una professione vengono ritenute idonee a svolgerla, ma magari sono idonei a fare i praticanti presso coloro che li hanno bocciati, mi sembra evidente che ci sia un problema. Ma ora risulta più comodo attaccare il vessato che il vessatore, politicamente fa più figo. Ma non era Berlusconi che voleva proteggere le corporazioni? Ma non era Prodi che voleva abbatterle, e con lui Bersani (francamente per Bersani potrebbe essere credibile, in parte qualche tentativo l'ha pure fatto, che Prodi volesse abbattere le corporazioni fa abbastanza ridere)? Ora all'improvviso bisogna sostenere tali corporazioni chiuse, perchè solo tramite esse riusciamo a garantire la professionalità?
Dai, un po di coerenza.
Dire che se ci sono commissioni in cui è difficilissimo ottenere l'abilitazione e commissioni in cui è agevole rendono passibile di pubblico ludibrio chi si sposta da una all'altra equivale ad un sillogismo di questo genere:
Tutte le locomotive fischiano
Il mio professore fischia
Il mio professore è una locomotiva.
Facciamo un sillogismo corretto, che logicamente stia in piedi.
Se ci sono commissioni in cui passano l'esame l'80% dei candidati ed altre in cui passano il 30% dei candidati, se tutti coloro che superano l'esame possono esercitare in tutta Italia, se il percorso di preparazione e le materie, i temi ed i criteri di correzione sono gli stessi, la conclusione non può essere che quella che il sistema di accesso alla professione è totalmente sballato e va rivisto.
Paperone wrote:
però il problema di queste anomalie rimane.
probabilmente sarà una concausa fra "protezionismo" e lassismo, ma non credo che a Brescia ci sia solo protezionismo e a RC passa chi vuole.
Le differenze sono troppo forti, Paperone. Che non ci sia solo protezionismo può essere, che ce ne sia tanto è evidente.
Che a RC non regalino l'abilitazione è probabile, che non la contestino troppo è evidente.
Parliamo di quasi il triplo di promossi in una commissione rispetto ad un'altra.
Porsche 928 wrote:
Nemmeno io ci credo, allora proprio capisco ancor meno il perche la Sig.ra Gelmini debba fare tutto sto iterim per un'abilitazione
Pero Goat IO (parlo solo per me stesso) NON andrei mai e poi mai a dire ad alta voce che come avvocato ho trovato il modo di (se mai fosse vero e ripeto non lo credo) "trovare la scappatoia", anzi tenderei a vederlo come una macchia e penso che per un'avvocato sia carenza di "professionalita", poi ripeto e` solo una mia visione della cosa.
Doc G ha detto quello che farebbe in un ipotetico passaggio di questa abilitazione, io ho solo detto come la vedo dal mio punto di vista condivisibile o meno.
Io continuo a ripetere che se c'è gente che vuole impedirmi di svolgere la mia professione per evitare concorrenza, se trovo il modo di aggirarla sono ben contento.
Se in una università c'è un livello alto di formazione e di preparazione, con professori che insegnano davvero, magari seguendoti oltre le tre ore di lezione settimanali, se poi l'esame è difficile c'è una motivazione e ben venga. Io mi sono laureato alla Sapienza di Roma, con tutti i limiti che ha, lungi da me volerla mitizzare, non in università presunte facili come Camerino o Urbino (sottolineo il presunte).
La fatica in più fatta da un guadagno in fatto di preparazione? Ben venga.
Se la fatica in più viene fatta perchè un tizio pensa che in fin dei conti in Umbria ci sono oltre mille studi di avvocati concorrenti con il suo e non vuole che ci sia il milleunesimo, bhè, se posso me la risparmio.
Io un anno ho fatto l'esame da avvocato a Perugia. Mi pare fosse il 1994. Il tema di civile concerneva una causa riguardante l'assicurazione trasporti. Io in quel periodo avevo una consulenza con il ministero dell'Industria e tenevo l'esame a coloro che volevano svolgere la professione di agente generale di assicurazione. Scrissi un tema con una soluzione di cui ero certo. Avevo appena seguito un corso sulla materia tenuto dall'ISVAP. Mi diedero un voto bassissimo, che mi impedì di classificarmi per l'orale, perchè non avevo trovato una scappatoia che aiutasse il mio presunto cliente, scappatoia che, in base alla legge ed a tutta la giurisprudenza, non c'era. Chiesi in seguito conforto anche a persone che lavoravano al ministero dell'Industria ed all'ISVAP. Ma i membri della commissione non conoscevano, evidentemente, la materia. Tentai un ricorso, riuscii a leggere il giudizio, che parlava di un tema ben svolto ma di una conclusione errata. Ma se il tema è ben svolto, perchè mi dai un voto basso, se pure la conclusione è diversa dalla tua? Poi mi fu consigliato di lasciar perdere il ricorso per non inimicarmi gli ordini professionali.
Svolgendo un'altra professione, non ho mai più provato a sostenere l'esame.
Ma dovessi riprovare, farei l'impossibile per non sostenerlo a Perugia.