Re: L'uomo è per natura un animale politico (ma deve automoderarsi)

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margheritoni10
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Re: L'uomo è per natura un animale politico (ma deve automoderarsi)

Post by margheritoni10 »

Luca10 wrote: L'importante è che se vogliono fare ste pagliacciate di occupazioni avvertano, così non mi sveglio la mattina per andare a lezione. :lmao:

E poi, soprattutto, che si stufino presto della vacanza e si levino dalle balle alla svelta visto che a dicembre voglio dare due esami (e mi serve andare a lezione per scucire le domdane al prof ).
  Perchè non iniziare con sangue e urine?
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BruceSmith
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Re: L'uomo è per natura un animale politico (ma deve automoderarsi)

Post by BruceSmith »

certo che l'operazione "rompo i coglioni ai pendolari" (nota categoria di padroni-arricchiti-sfruttatori e soprattutto fan sfegatati della Gelmini) denota l'intelligenza di chi mette in piedi queste manifestazioni.

andassero a lavorare.
lele_warriors wrote: mi auguro vi tirino sotto a voi senza motivo
IL Poz wrote: Ah se c'è Brusmit non vengo.
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nefastto
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Re: L'uomo è per natura un animale politico (ma deve automoderarsi)

Post by nefastto »

BruceSmith wrote: andassero a lavorare.
drogati e comunisti (cit.)  :lol2:
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Però, fra tutti menzione d'onore per Nefastto, più subdolo e convincente, meno palese e più credibile di tutti nei suoi interventi.(Dazed)
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Re: L'uomo è per natura un animale politico (ma deve automoderarsi)

Post by BruceSmith »

nefastto wrote: drogati e comunisti (cit.)  :lol2:
e anche capelloni:gogogo:
lele_warriors wrote: mi auguro vi tirino sotto a voi senza motivo
IL Poz wrote: Ah se c'è Brusmit non vengo.
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maxdance
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Re: L'uomo è per natura un animale politico (ma deve automoderarsi)

Post by maxdance »

Mi scuso per la lunghezza, ma quando si tratta di sviscerare concetti complessi, non sempre lo si può fare in due parole. E io sono per la chiarezza.

Innanzitutto, quella che porta il nome della Gelmini, non è stata concepita da lei. Così come basta guardare in faccia a Gasparri per capire che non fu lui a partorire l'omonima legge (fu in realtà Marcello Pera), allo stesso modo, una legge sulla scuola che aumenta i tagli e monetizza tutto il monetizzabile, fa pensare alla coppia Tremonti e Brunetta che poi l'avrebbero passata alla Gelmini (d'altra parte, il ministro dell'Economia e della Funzione Pubblica non dovrebbero, in teoria, occuparsi dell'istruzione).

Dicono che gli studenti ne sappiano poco o nulla della riforma della scuola e che protestino per niente.
Il niente sarebbero i grembiulini, il sette in condotta, il maestro unico e magari le classi dell’apartheid padana. Ma se davvero fossero niente, allora perché la riforma? Riformi... il niente? 
E se non prevedesse il taglio di classi, di scuole, di posti di lavoro, e di buon senso, perché affannarsi a vararla?
Per licenziare un po’ di bidelli? Ma no, dice la signora Gelmini la quale spiega che tagliando qui e là si rimetterà ordine al disordine scolastico, ci sarà più disciplina e più premi ai meritevoli.
Oh, come no, c'è la sua carriera a dimostrarlo: anni fa, la Gelmini si laurea e poi deve sostenere l'esame di abilitazione per diventare avvocato. Lei è di Brescia e l'esame dove lo sostiene? A Reggio Calabria, dopo aver appreso da un po' di statistiche che, nel capoluogo calabrese, coloro che superano l'esame sono più del triplo di quelli bresciani.
Premi ai più meritevoli? E come no! Facile, con il "Metodo Gelmini"
Qualche tempo dopo, la Gelmini stessa, dopo aver superato brillantemente l'esame a Reggio Calabria per essendo bresciana, dichiara che «nel Sud alcuni istituti abbassano la qualità dell'istruzione».
Oh, che ottimo esempio di coerenza con le proprie idee! 


MAESTRO UNICO.
Dall'anno prossimo, dovrebbe essere ripristinato. Anche se condita da una facciata
nostalgica ("oh, che bello, proprio come una volta!") questo accorcerà la scuola a 24 ore alla settimana,
a discapito del tempo pieno di otto ore che credo più o meno tutto abbiamo fatto.
E questo ricadrà sulla famiglie: a chi affideranno i figli i genitori che lavorano?


LE CLASSI PER STRANIERI.
Le motivazioni di questa norma, sarebbero date dal fatto che la presenza di stranieri rallentano il rendimento di una classe. Quindi bisognerebbe separarli ("apartheid"?)
Il che non ha senso. Sapeste quanti italiani ci sono in classe che rallentano gli altri e quanti stranieri che invece apprendono al volo! Ma d'altra parte, è pretendere troppo che lo capiscano i leghisti, ispiratori di questo punto della riforma.
Inoltre non ha senso per un altro motivo: "gli stranieri" è un concetto troppo ampio. C'è straniero e straniero. Ci sono egiziani, albanesi, cinesi, filippini, peruviani: fra di loro sono comunque "diversi", anche nella classe per stranieri ci sarebbe chi è più rapido o chi è più lento ad imparare.
Infine, fra i ragazzini, io rarissimamente ho visto forme di razzismo, a differenza del mondo degli adulti.
Condividono la passione per il calcio, per la musica, per le discoteche, per le ragazze, fanni i compiti assieme e, in virtù della giovanissima età (13, 14 anni), sono più portati a vedere gli altri come un'opportunità, più che un "nemico".


TAGLI, PRIVATIZZAZIONI E CHIUSURA DELLE SCUOLE
Questa, secondo me, è la parte più scellerata della riforma.
Sostanzialmente, sono gli articoli 13, 16, e 17 della legge 133 (http://www.camera.it/parlam/leggi/08133l.htm)
I tagli sono stimati in circa 8 miliardi di euro.
La volontà del governo di fare cassa sulla scuola e l’università pubblica avrà effetti devastanti: al taglio dei finanziamenti e dell’organico si aggiunge il taglio delle scuole.
La ministra, infatti, ha dichiarato che verranno accorpati tutti gli istituti con meno di 600 alunni.
Molte scuole di provincia chiuderanno, con conseguenti disagi per tutti quegli studenti che non vivono in città.
Ma c’è un dato che è già aumentato ed aumenterà, ed è il numero degli studenti per classe.
Con più di 30 alunni il tempo che il docente potrà dedicare ai singoli studenti sarà sempre più limitato, limitando così l’efficacia della sua azione educativa, dato che buona parte del tempo dovrà essere impiegato per valutare piuttosto che per insegnare (e questo, signori miei, è fondamentale: la scuola non dovrebbe essere solo un posto dove si riceve un sei e mezzo o un cinque. Dico sul serio.)
Inoltre, cogliendo fior da fiore, cito l'introduzione della legge: “La presente proposta di legge introduce la possibilità per le scuole autonome di trasformarsi in fondazioni nonché di avere partner pubblici e privati, disposti a entrare nell’organismo di governo della scuola”
I cosiddetti “percorsi di eccellenza” saranno proposti da  quelle poche scuole pensate per riprodurre l’élite dominante. Scuole che, grazie all’apporto di risorse private (attraverso l’inevitabile aumento delle tasse d’istituto e il denaro proveniente da  aziende esterne opportunamente detassato) e a particolari finanziamenti pubblici (si propone di spartirli regionalmente e in base al “merito” delle scuole) avranno maggiore possibilità di dare un servizio di qualità a partire dall’assunzione dei docenti migliori. Non a caso nella medesima proposta di legge si propone la cancellazione delle graduatorie nazionali degli insegnanti: ogni scuola assumerà direttamente i propri docenti, e solo quelli che faranno comodo, cancellando così ogni forma di pluralismo e di libertà dell’insegnamento.
Per caratterizzare ancor più il carattere di classe della proposta di riordino delle medie superiori in questi giorni, nella discussione relativa all’area tecnica-professionale, tra le proposte in campo si parla di un triennio non uguale per tutti ma con un ultimo anno di orientamento per l’università o per il lavoro.
Viene così messa in discussione una delle conquiste storiche del ’68, cioè che anche chi proviene dai tecnici
e professionali possa fare l’università.
L’idea che sta alla base di queste proposte è semplice: solo chi ha soldi può permettersi di studiare, mentre per tutti gli altri si prepara un percorso di puro addestramento al lavoro.
L’offensiva della ministra (qualunque cosa significhi) non ha lasciato fuori le università: da Settembre le università pubbliche, con voto del solo Senato accademico, possono trasformarsi in “fondazioni di diritto privato” (art. 16).
La così creata fondazione sostituisce in tutto e per tutto l’università, acquisendone anche il patrimonio e “la proprietà dei beni immobili già in uso alle Università trasformate”. Il tutto senza neanche dover uno straccio di imposta.
Quali caratteristiche avranno tali fondazioni? Lo deciderà sempre il Senato accademico che “contestualmente alla delibera di trasformazione” adotta “lo statuto e i regolamenti di amministrazione e di contabilità”.
Ovviamente, “lo statuto può prevedere l’ingresso nella fondazione universitaria di nuovi soggetti, pubblici o privati”. Questi soggetti potranno finanziare le fondazioni universitarie, anche qui in modo totalmente esente da tasse e imposte, con la deducibilità dal reddito della somma versata e una riduzione del 90% delle spese notarili per le donazioni.
Il passaggio a fondazione, dunque la messa in discussione della propria natura pubblica, sarà per la maggior parte degli atenei una mossa obbligata, vista la mancanza di finanziamenti adeguati dallo Stato, le università dovranno trovarne aziende che hanno interesse a investire nelle fondazioni.
Un interesse, quello delle aziende, che come e più delle medie superiori, deriva dalla possibilità di decidere l’organizzazione, le regole e le caratteristiche della didattica all’interno delle fondazioni, così da poter creare dei corsi di laurea mirati esclusivamente al soddisfacimento delle necessità dell’azienda stessa, cancellando qualsiasi formazione culturale.
Una vera e propria svendita, signori miei!  :applauso:

Quanto alla Polizia per interrompere le manifestazioni, credo che veramente siamo alla follia.
A chi si ispira, il nostro Presidente? A Bava Beccaris?
Non sono stupito, da lui mi aspetto questo ed altro. E' fondamentalmente un governo reazionario, sfacciato, pacchiano, autoritario, fascista. E questi sono solo gli aspetti migliori!  Shocked
"A cosa servono le occupazioni?"
Le occupazioni servono se te ne frega qualcosa del tuo futuro e dei tuoi figli o nipoti.
Alle superiori ti piacevano i consigli di classe, il poterti confrontare con gli altri, i consigli di istituto, l'aver voce in capitolo? Come credi si siano conquistate queste cose in passato? Anche con le occupazioni.
Che ingenuo sono stato io a credere che fosse difficile fare peggio della Moratti!
Credo davvero che la riforma Gelmini, che nasconde tagli e privatizzazioni ad aspetti di facciata, come il ritorno ai grembuilini e al sette in condotta, sia peggiore di quella dell'attuale sindaco di Milano.

Vi lascio con un discorso dei padri costituenti, Pietro Calamandrei, datato 1950, quando nè io, nè la Gelmini eravamo ancora nati.
Leggetelo, è di una attualità inquietante:

"Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza.
Non vuole fare la marcia su Roma e trasformare l’aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire,
senza parere, una larvata dittatura.
Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito?
Si accorge che le scuole di Stato hanno difetto di essere imparziali. C’è una certa resistenza; in quelle scuole c’è sempre, perfino sotto il fascismo c’è stata. Allora il partito dominante segue un’altra strada (è tutta un’ipotesi teorica,intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private.
Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di previlegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole , perché in fondo sono migliori si dice di quelle di Stato. E magari si danno dei premi,come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A “quelle” scuole private. Gli esami sono più facili,si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola previlegiata.
Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare prevalenza alle scuole private. Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere. Attenzione, questa è la ricetta.
Bisogna tener d’occhio i cuochi di questa bassa cucina. L’operazione si fa in tre modi: ve l’ho già detto: rovinare le scuole di Stato.
Lasciare che vadano in malora.
Impoverire i loro bilanci.
Ignorare i loro bisogni.
Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare.
Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto.
Dare alle scuole private denaro pubblico."


Chapeau.
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margheritoni10
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Re: L'uomo è per natura un animale politico (ma deve automoderarsi)

Post by margheritoni10 »

In questi giorni stiamo assistendo a grandi movimenti di protesta, che se prenderanno davvero piede e riusciranno a raggiungere un’unità di intenti e di contenuti potrebbero forse smuovere qualcosa. Indubbiamente c’è bisogno di prese di posizioni forti, di un’unica popolazione studentesca che sappia informare tutti, non solo se stessa e i docenti, di quanto sta succedendo. Bisogna stare attenti: è meglio preferire sempre il contenuto alla forza dell’urlo e della rabbia, perché queste sono armi che appartengono a chi i contenuti non li ha. Uniamo la capacità argomentativa (e l’effettiva presenza di argomenti) ad un fronte coeso che non si tramuti nella solita caciara a cui spesso noi studenti ci abbandoniamo. Perché è una linea sottile, quella che separa la serietà di un pensiero, che noi possiamo arricchire con il nostro entusiasmo giovanile, dalla sola irruenza che mira a destabilizzare tutto e tutti senza uno scopo né un filo conduttore.

Personalmente spero che certi episodi, di cui siamo tutti a conoscenza, non debbano più ricapitare. E spero anche che tutti noi acquisiamo una coscienza più alta della nostra forza, che non sta nella massa (o almeno, non in primis) ma nei contenuti che dobbiamo far pervenire al resto delle persone e direttamente a questo governo; governo che, ricordiamoci, non è la Gelmini, non è Tremonti, ma è tutt’uno. Abituiamoci ad utilizzare gli slogan soltanto come primo preavviso di un contrasto, e non come colonna portante di un dissenso: ci deve essere dedizione e l’assoluta repulsione verso tutti i comportamenti che potrebbero minare la serietà del nostro movimento. Gli slogan lasciamoli a chi non ha altro che quelli per sentirsi qualcuno.

Dobbiamo tener presente che, purtroppo, non abbiamo a che fare con degli stupidi, come ci piace credere, e che nulla di quanto è stato deciso dai ministri è stato deciso per negligenza o per caso. Questo non fa che aumentare la gravità di quanto espresso nei provvedimenti, e deve soltanto darci un impulso in più nell’ottica di trovare un modo per far sentire ai piani alti - che sono davvero, davvero alti - la nostra voce. Coinvolgiamo professori, presidi, giornali nazionali.

Abbiamo dalla nostra il fatto che molti dei punti contenuti in questa riforma, se analizzati, si schierano palesemente contro l’istruzione, non solo pubblica ma intesa in termini generali. Non sprechiamo questa consapevolezza e l’energia di cui disponiamo per creare disordine.

Ai tanto decantati piani alti non aspettano che questo per giustificare le proprie scelte. La nostra scelta dev’essere quella di non alzare loro nessun pallone.

Troppe volte nel passato abbiamo visto autogol clamorosi.
  Molto ma molto bene Riccardo Romei.

Edit: un pò retorico ed "alto" come concetto per essere applicato ad un qualsivoglia movimento studentesco (ma anche di diverso tipo) perchè la massa è per sua costituzione indisciplinata, variegata e chiassosa ma fa lo stesso. Non ho molte speranze ma spero riusciate a tener duro con un fronte unitario contro questo schifo.
Last edited by margheritoni10 on 23/10/2008, 13:33, edited 1 time in total.
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Re: L'uomo è per natura un animale politico (ma deve automoderarsi)

Post by Thug Lord »

I tagli necessari e le proposte mancanti

"Bene le critiche, ma le proposte? Che arrivi in autunno, come è accaduto da moltissimi anni a questa parte, o in piena estate con una sorta di legge finanziaria anticipata (novità 2008 voluta dal ministro Tremonti), la stagione dei tagli alla spesa rimane fonte di forti polemiche.
Quasi sempre le contrapposizioni sono dettate da un riflesso condizionato politico, per il quale l'opposizione di turno s'affianca alle proteste delle categorie interessate ai tagli e contesta i piani del Governo. Mobilitati anche i sindacati. Lo schema si ripete quest'anno ma a fronte (seconda novità) di una manovra triennale che comincia a mordere per decreto, da subito, nei settori-chiave della spesa pubblica come la sanità, l'università, la scuola, la giustizia, il pubblico impiego, l'amministrazione della sicurezza.
Può piacere o non piacere, ma questa volta è scongiurato l'errore in cui incorse il Governo Prodi al suo esordio nel 2006: un Documento di programmazione economica e finanziaria (Dpef) rigoroso sul piano dei principi che faceva però solo da elegante sfondo a una "stretta" fiscale punitiva nei confronti di professionisti, piccoli e medi imprenditori e lavoratori autonomi.
Ovviamente, in attesa dei frutti futuri, tagliare costa sul piano politico immediato. Perché, in generale, il bilancio dello Stato, in barba a criteri di efficienza, è stato usato come un ammortizzatore sociale suscettibile di ogni compromesso. E perché nelle innumerevoli pieghe della contabilità pubblica, spesso al riparo di sguardi indiscreti, si sono cullati sprechi di ogni ordine e grado che hanno facilitato la vita di nuovi rentier, grandi e piccoli, pubblici e privati.
In un dibattito alle Camere che si spera aperto a un confronto nel merito tra maggioranza e opposizione potranno emergere anche i difetti della manovra impostata dal Governo. Dagli stessi titolari dei dicasteri "colpiti" dai tagli nelle "missioni di spesa" («Siete tutti ministri senza portafoglio», aveva scherzato, ma non troppo, Tremonti) potranno venire proposte alternative, assai più utili del consueto «è inaccettabile» accompagnato dalla telefonata di protesta al premier Berlusconi o al sottosegretario Letta.


Insomma, ci sarà da discutere. Ma bisognerà pur tenere conto, come ha scritto Luca Ricolfi sulla «Stampa», che il Governo sta nel complesso tagliando meno di quello che in campagna elettorale aveva promesso il leader del Pd Veltroni, e cioè 15 miliardi l'anno. E occorrerà pure ricordare che meno di un anno fa, nel settembre 2007, il ministro dell'Economia del Governo Prodi, Tommaso Padoa-Schioppa, presentò il suo Libro verde sulla spesa pubblica.
Oggi l'opposizione è di nuovo in piazza. A sostegno, per esempio, dei sindacati di categoria e delle associazioni di studenti e docenti che chiedono di bloccare l'inizio del prossimo anno accademico contro la manovra di tagli del Governo. Volano parole grosse: "mattanza", "spregio per il futuro", il ritorno del "privato arrogante". Eppure, nel Libro verde si denunciavano per esempio tutti i limiti del sistema, a partire dalla «proliferazione» dei corsi di laurea e dal rapporto docenti/studenti «inadeguato» e più basso che negli altri Paesi avanzati.
Oppure, riguardo la giustizia, si affermava che la spesa, negli ultimi anni, è risultata una delle voci in maggior crescita del bilancio dello Stato (+140%) e che i magistrati in servizio sono aumentati di circa il 15 per cento. Ma all'aumento delle risorse, annotava il Libro verde, «non è però corrisposto un adeguato miglioramento dei risultati. Il numero dei procedimenti pendenti, civili e penali, non è affatto diminuito...».
Gli esempi potrebbero naturalmente continuare, a cominciare dal pubblico impiego. E delle due l'una. O, evitando il solito muro a muro, si riconosce che i tagli alle voci di spesa sono indispensabili e si entra nel merito del problema indicando anche dove e come tagliare. O si sceglie la piazza come metodo di confronto asserendo che ci vuole "ben altro" e accarezzando la protesta di tutti gli scontenti, anche quelli più ingiustificati.
In attesa di un altro libro verde o bianco che ci ripeterà la stessa lezione.
"

di Guido Gentili

:gazza:
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Re: L'uomo è per natura un animale politico (ma deve automoderarsi)

Post by Teo »

Alla fine, io non ho ancora letto e sentito qualcuno dei protestanti che in dettaglio dica cosa non va nel Decreto.
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Re: L'uomo è per natura un animale politico (ma deve automoderarsi)

Post by SULF6HC »

nefastto wrote: drogati e comunisti (cit.)  :lol2:
c'è poco da scherzare,mi pare che il clima non è uno dei migliori,non esiste da nessuna parte che un presidente del consiglio invita,a casa sua,il ministro degli interni Maroni per dirgli cosa deve fare,ovvero reprimere queste manifestazioni e occupazioni con l'intervento delle forze dell'ordine,ma per favore ma dove siamo? meno male che Maroni ha risposto, inanzitutto che spetta a lui decidere cosa fare,dato che il ministro degli interni è lui e non berlusconi,e che non è per niente la soluzione appropriata mandare la polizia contro gli studenti che protestano contro un decreto legge del genere.

giusta la vignetta di Ellekappa su repubblica di oggi:

"la democrazia non è in pericolo a meno che non la pensi come berlusconi"
Il cinema è dentro di me (..ma forse anche l'atletica)
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Re: L'uomo è per natura un animale politico (ma deve automoderarsi)

Post by Mahor »

Maxdance ha spaccato. :shocking:
+k.
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Re: L'uomo è per natura un animale politico (ma deve automoderarsi)

Post by nefastto »

SULF6HC wrote: c'è poco da scherzare,mi pare che il clima non è uno dei migliori,non esiste da nessuna parte che un presidente del consiglio invita,a casa sua,il ministro degli interni Maroni per dirgli cosa deve fare,ovvero reprimere queste manifestazioni e occupazioni con l'intervento delle forze dell'ordine,ma per favore ma dove siamo? meno male che Maroni ha risposto, inanzitutto che spetta a lui decidere cosa fare,dato che il ministro degli interni è lui e non berlusconi,e che non è per niente la soluzione appropriata mandare la polizia contro gli studenti che protestano contro un decreto legge del genere.

giusta la vignetta di Ellekappa su repubblica di oggi:

"la democrazia non è in pericolo a meno che non la pensi come berlusconi"
Ancora con questa storia della rotta verso la dittatura...ma basta!
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Post by Mahor »

nefastto wrote: Ancora con questa storia della rotta verso la dittatura...ma basta!
Lo diceva anche il mio bisnonno a suo cugino.
Prima della marcia su Roma.
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Re: L'uomo è per natura un animale politico (ma deve automoderarsi)

Post by margheritoni10 »

SULF6HC wrote: c'è poco da scherzare,mi pare che il clima non è uno dei migliori,non esiste da nessuna parte che un presidente del consiglio invita,a casa sua,il ministro degli interni Maroni per dirgli cosa deve fare,ovvero reprimere queste manifestazioni e occupazioni con l'intervento delle forze dell'ordine,ma per favore ma dove siamo? meno male che Maroni ha risposto, inanzitutto che spetta a lui decidere cosa fare,dato che il ministro degli interni è lui e non berlusconi,e che non è per niente la soluzione appropriata mandare la polizia contro gli studenti che protestano contro un decreto legge del genere.
 Giusto, cos'è questa insubordinazione? Ridateci Scajola.

X Teo: se si vuole si trova in rete materiale in abbondanza... senza andare troppo lontano, anche in questo topic c'è chi ne ha scritto con cognizione e pertinenza (Contropelo ad esempio...). Fermarsi a quelle 4 interviste preconfezionate che passono sui Tg nazionali mi sembra un giochino sterile.
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Re: L'uomo è per natura un animale politico (ma deve automoderarsi)

Post by BruceSmith »

maxdance wrote:
ho visto che hai 33 anni, siamo praticamente coetanei.
ricorderai che nel 1993 (o giù di lì) si dicevano le stesse identitiche cose.
è propaganda politica... la Gelmini non si comporta in maniera troppo diversa da Fioroni: bisogna necessariamente diminuire le spese.
SULF6HC wrote: c'è poco da scherzare,mi pare che il clima non è uno dei migliori,non esiste da nessuna parte che un presidente del consiglio invita,a casa sua,il ministro degli interni Maroni per dirgli cosa deve fare,ovvero reprimere queste manifestazioni e occupazioni con l'intervento delle forze dell'ordine,ma per favore ma dove siamo?
siamo in un paese con delle leggi.
gli studenti possono protestare quanto vogliono, ma non possono impedire a chi vuole entrare a scuola di seguire le lezioni, non possono okkupare le scuole.

perchè non è legale.
Last edited by BruceSmith on 23/10/2008, 15:21, edited 1 time in total.
lele_warriors wrote: mi auguro vi tirino sotto a voi senza motivo
IL Poz wrote: Ah se c'è Brusmit non vengo.
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Re: L'uomo è per natura un animale politico (ma deve automoderarsi)

Post by nefastto »

BruceSmith wrote: ho visto che hai 33 anni, siamo praticamente coetanei.
ricorderai che nel 1993 (o giù di lì) si dicevano le stesse identitiche cose.
è propaganda politica: la Gelmini non si comporta in maniera troppo diversa da Fioroni: bisogna necessariamente diminuire le spese.

siamo in un paese con delle leggi.
gli studenti posso protestare quanto vogliono, ma non possono impedire a chi vuole entrare a scuola di seguire le lezioni, non possono okkupare le scuole.

perchè non è legale.

Ma sai che in Italia se si fanno rispettare le leggi si rischia la dittatura.
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