Verona e' stata raggiunta domenica da circa 2500 tifosi atalantini. Era risaputo, tutti conoscevano il numero di biglietti venduto.
Uno degli scopi del biglietto nominale, oltre a quello di fornire maggiori garanzie su sicurezza e distribuzione dei tagliandi, e' quello di fornire agli enti ospitanti, con un margine di tempo sufficiente, un'idea della massa di persone in arrivo e, quindi, la possibilita' di organizzarsi per tempo.
E' cosi' successo che nel primissimo pomeriggio di domenica sono cominciate ad affluire, nel parcheggio antistante il Bentegodi, le fiumane nerazzurre. Ultras, privati, e famiglie intere, senza distinzione. Chi prima, chi dopo.
Il parcheggio riservato alla tifoseria ospite a Verona, ben attrezzato e spazioso, ha raccolto man mano gli atalantini che in tutta calma raggiungevano lo stadio : famigliole, gruppi organizzati, tanti bambini che si fermavano a godere il sole d'ottobre, mangiucchiando ed improvvisando partitelle a calcio nell'attesa della partita.
Entusiasmo, partecipazione, serenita' tra i nostri. Questo ci viene segnalato.
Alle ore 13:30 raggiungeva lo stadio il grosso dei nostri tifosi e con l'andare dei minuti la gente si accalcava nella zona di prefiltraggio d'accesso allo stadio adiacente al parcheggio.
All'inizio, come detto, entusiasmo, cori degli ultras e distribuzione del materiale coreografico coprivano una sorprendente situazione :
il servizio d'ordine aveva predisposto l'afflusso allo stadio attraverso 2 vere e proprie forche caudine (vedi nostra foto), angusti passaggi in grado di far passare una sola persona per volta. Chiuse.
500, 100, 1500, 2000 persone si ammassavano via via negli unici punti d'accesso. Varcati i quali ogni persona avrebbe dovuto essere controllata nell'identita', nel biglietto e nell'eventuale "armamentario". Passa il tempo inutilmente ed i nostri iniziano a rumoreggiare e a protestare nei confronti del servizio d'ordine. La calca ed il baccano, aumentando, se da una parte provocano l'abbandono da parte di famiglie con bambini al seguito, alcuni dei quali in lacrime per lo spavento, dall'altra parte della barricata causano l'arrivo di un plotone di celerini in assetto anti - sommossa con manganello e scudo in mano.
Che, come se avessero di fronte i carcerati della Cajenna durante l'ora d'aria, piuttosto che normali cittadini, non battono ciglio alle rimostranze dei nostri e all'aggravarsi della calca potenzialmente pericolosissima.
E' sicuramente un caso, ma tutto sembra studiato ad arte per provocare tumulti ed alterare lo stato mentale di una tifoseria atalantina con la testa a mille kilometri dal desiderio di provocare qualcosa o qualcuno. E con l'aggravante che sono mischiati ultras, gruppi organizzati, famigliole e privati cittadini.
Lo "stallo" dura da 30' a 45' minuti con la nostra tifoseria che si rende conto che la partita iniziera' da li' a poco e che, una volta aperti i cancelli, e' impossibile smaltire in poche decine di minuti il controllo di migliaia di persone. Alle proteste delle persone esasperate per il tempo perso e la pericolosa calca rispondono le autorita' e l'organizzazione presenti perserverando nel piu' assoluto immobilismo.
Alle ore 14:30 / 14:40 finalmente viene disposta l'apertura dell'angusto spazio d'apertura ed iniziano i controlli. Inizialmente scrupolosi (perquisizioni ecc.) poi via via piu' approssimativi quando ci si rende conto della massa che attende al di la'.
La rabbia degli atalantini assume toni pesanti cosi' come lo stato di allerta della Polizia. E' in tale occasione che svolgono preziosa opera i capi della nostra curva che invitano i tifosi a pazientare ancora e l'organizzazione a velocizzare i controlli per sbrogliare quella pericolosa "impasse".
Le persone entrate nella zona prefiltraggio, gia' perquisite, devono poi sottoporsi ad ulteriore coda per attraversare 2 tornelli per di piu' malfunzionanti e far ulteriormente timbrare il biglietto prima di potersi sedere nello stadio.
Nei minuti antecedenti la partita succede cosi' che l'approssimazione e la mancanza di buon senso degli enti preposti porta centinaia e centinaia di nostri tifosi ad entrare senza subire gli accertamenti previsti e a costringerne molti, arrivati magari allo stadio alle 13:30, ad entrare a partita iniziata.
Una volta dentro prevale il buon senso di tutti e parte poderoso e continuo l'incitamento alla squadra (vedi "Atalantini Channel").
Si e' arrivati a rischiare qualcosa di grosso.
Che la situazione degenerasse su piu' fronti. La calca poteva arrecare seri danni fisici a qualcuno, ricordiamo i molti bambini presenti. E le autorita', con atteggiamento colpevole, non hanno saputo fronteggiare una situazione che era dato conoscere si sarebbe verificata.
Ma la beffa non finisce qui.
La stampa locale bergamasca ha completamente ignorato l'accaduto.
Se l'ha fatto in buona fede non ha reso servizio agli utenti. Se l'ha fatto volutamente e' molto peggio ancora.
Il Gruppo editoriale che fa capo a l'Eco di Bergamo, Bergamo TV e Radio Alta ha sottaciuto completamente la cosa.
L'Eco di Bergamo parla di tafferugli tra una cinquantina di tifosi e la polizia. Puo' darsi abbiano scambiato l'esasperazione e l'agitazione all'entrata dei primi per scontri veri e propri ma occorre un bell'esercizio di fantasia. Al tempo stesso viene messo in bell'evidenza ("l’immancabile nota di cronaca giudiziaria") l'arresto di un tifoso ubriaco. Uno su 2500. Non male, vero?
A TuttoAtalanta sono stati volutamente ignorati decine di sms su quanto successo. E dopo uno degl'immancabili, numerosissimi, stacchi pubblicitari, anche gli sms sono spariti per lasciare spazio a quelli, ben piu' importanti, dei tifosi avversari, i milanisti di prossimo avvento a Bergamo, o sul calcio provinciale.
Diverso l'atteggiamento del Gruppo Number One (VideoBergamo in particolare) che non ha sottaciuto quanto accaduto ma non ne ha capito la situazione esplosiva potenzialmente in grado di scatenare fatti ben piu' gravi.
Ma, ci chiediamo, "cui prodest"?
A chi giova tutto questo atteggiamento omertoso?
Sappiamo che i media di cui sopra ci seguono. E sanno anche la nostra moderazione quando si tratta di prendere posizione su qualcosa o qualcuno.
Forse e' il caso che queste righe, e i commenti che ne seguiranno, suonino loro come campanello d'allarme. O di sveglia, perlomeno.
Perche' la gente non puo' essere presa per i fondelli in questo modo, continuamente, e poi chiedersi perche' la gente non si reca piu' allo stadio.
Gia' lascia perlomeno perplessi il comportamento delle autorita'. Ripetiamo, pare l'abbiano fatto apposta. Per quale motivo? Bella domanda.
Ma che ai danni subiti dalla gente comune si debba far seguito le beffe di chi ha in mano un megafono e pensa di rappresentare il sentimento comune, beh, questo sinceramente e' proprio il colmo.
