Re: Il Ciclismo - Vol. II

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Re: Il Ciclismo - Vol. II

Post by Red »

Peccio89 wrote: spero solo che la sua squadra gli permetta di correre fiandre e Roubaix dove ha sempre fatto bella figura, l'anno scorso sul muur ha dato una grandissima mano a Ballan, sarebbe riduttivo relegarlo al ruolo di velocista, anche se purtruppo molte squadre tendono a non far partecipare alcuni corridori alle classiche del nord per paura di infortuni.

Comunque per le volate penso che il vero dominatore del futuro sarà Cavendish, già quest'anno sembrava imbattibile con una maggiore maturità chissa cosa potrà fare.
Cavendish potrebbe diventare davvero dominante, ma aspetterei qualche conferma l'anno prossimo prima di giudicare.
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Steve Mix!
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Re: Il Ciclismo - Vol. II

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Cunego ha vinto la classica delle foglie morte. Che le prestazioni ad Amstel, Mondiale e Lombardia lo spingano definitivamente a puntare tutto sulle corse di un giorno?
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Re: Il Ciclismo - Vol. II

Post by Steve Mix! »

Steve Mix! wrote: Cunego ha vinto la classica delle foglie morte. Che le prestazioni ad Amstel, Mondiale e Lombardia lo spingano definitivamente a puntare tutto sulle corse di un giorno?
Non ho quasi finito di postare che già Damiano dice di puntare sul prossimo Tour  :D

http://www.gazzetta.it/Ciclismo/Primo_Piano/2008/10/18/parlatocunego.shtml
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Re: Il Ciclismo - Vol. II

Post by Red »

Steve Mix! wrote: Non ho quasi finito di postare che già Damiano dice di puntare sul prossimo Tour  :D

http://www.gazzetta.it/Ciclismo/Primo_Piano/2008/10/18/parlatocunego.shtml
Questa volta ha vinto con un approccio diverso dal solito, da vero dominatore.
Ha comandato la squadra con decisione. Ha attaccato con coraggio. Ha tenuto duro senza esitazioni. Ha tagliato il traguardo da solo.
Secondo me sta maturando e, secondo me, fa bene a puntare al Tour. Con meno doping in circolazione potrà fare bene.
Inoltre, questo non gli impedisce di puntare sulle gare di un giorno...
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MagnusPinus
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Re: Il Ciclismo - Vol. II

Post by MagnusPinus »

Red wrote: Questa volta ha vinto con un approccio diverso dal solito, da vero dominatore.
Ha comandato la squadra con decisione. Ha attaccato con coraggio. Ha tenuto duro senza esitazioni. Ha tagliato il traguardo da solo.
Secondo me sta maturando e, secondo me, fa bene a puntare al Tour. Con meno doping in circolazione potrà fare bene.
Inoltre, questo non gli impedisce di puntare sulle gare di un giorno...

Io invece sono convintissimo che debba puntare sulle corse da un giorno. E' troppo grosso per le grandi salite, e troppo piccolo per le crono. Non è un corridore da corse a tappe, e mi viene il dubbio su quel giro vinto.
Nelle classiche invece la sua esplosività abbinata al fondo lo rendono uno dei migliori
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Post by The blues brothers »

MagnusPinus wrote:
Io invece sono convintissimo che debba puntare sulle corse da un giorno. E' troppo grosso per le grandi salite, e troppo piccolo per le crono. Non è un corridore da corse a tappe, e mi viene il dubbio su quel giro vinto.
Nelle classiche invece la sua esplosività abbinata al fondo lo rendono uno dei migliori
Quel Giro vinto era uno dei meno duri degli ultimi 10 anni,inoltre considera che al tempo Cunego era giovanissimo ma correva nella squadra più forte,e da gregario di Simoni si ritrovo ad essere invece il leader della lampre vuoi per una forma fisica straordinaria(il dubbio è legittimo ma non si dimostrò così superiore agli altri da farlo nascere)vuoi per un Simoni non al top.Mi ricordo la fuga decisiva dove peraltro trovò l'aiuto fondamentale di Mazzoleni senza il quale forse sarebbe finita diversamente....
Insomma fu una vittoria meritata,ma anche parecchio fortunosa imho.
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Re: Il Ciclismo - Vol. II

Post by francilive »

Red wrote: Secondo me sta maturando e, secondo me, fa bene a puntare al Tour. Con meno doping in circolazione potrà fare bene.
scherzi a parte, se quei trenta nomi citati nell'ambito del tour avessero dei problemi con i nuovi controlli antidoping che dovrebbero fare, cunego rischia seriamente di vincere pure lo scorso tour  :forza:
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Re: Il Ciclismo - Vol. II

Post by Red »

MagnusPinus wrote:
Io invece sono convintissimo che debba puntare sulle corse da un giorno. E' troppo grosso per le grandi salite, e troppo piccolo per le crono. Non è un corridore da corse a tappe, e mi viene il dubbio su quel giro vinto.
Nelle classiche invece la sua esplosività abbinata al fondo lo rendono uno dei migliori
E' tipo Bugno, nato per le corse dure di un giorno, ma capace di fare bene anche nei grandi giri, soprattutto se gli avversari si chiamano Sastre e Valverde...
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Re: Il Ciclismo - Vol. II

Post by Toni Monroe »

The blues brothers wrote: Quel Giro vinto era uno dei meno duri degli ultimi 10 anni,inoltre considera che al tempo Cunego era giovanissimo ma correva nella squadra più forte,e da gregario di Simoni si ritrovo ad essere invece il leader della lampre vuoi per una forma fisica straordinaria(il dubbio è legittimo ma non si dimostrò così superiore agli altri da farlo nascere)vuoi per un Simoni non al top.Mi ricordo la fuga decisiva dove peraltro trovò l'aiuto fondamentale di Mazzoleni senza il quale forse sarebbe finita diversamente....
Insomma fu una vittoria meritata,ma anche parecchio fortunosa imho.
Tra l'altro non è che Simoni sia stato da subito entusiasta di fargli da gregario. Il ruolo gli fu imposto dalla forma di Cunego e dal direttore sportivo, suppongo. Ma Gilberto masticò parecchio amaro..
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Re: Il Ciclismo - Vol. II

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Toni Monroe wrote: Tra l'altro non è che Simoni sia stato da subito entusiasta di fargli da gregario. Il ruolo gli fu imposto dalla forma di Cunego e dal direttore sportivo, suppongo. Ma Gilberto masticò parecchio amaro..
Questo rese la sua vittoria più meritevole, perchè gli toccò conquistarsi i gradi di capitano in corsa, dimostrando grande personalità.
Non dimentichiamo che i suoi successi precoci ci portano a considerarlo più "vecchio" di quanto non sia.
In fondo, ha appena compiuto 27 anni, un'età in cui nel ciclismo professionista normalmente il meglio lo devi ancora dare, soprattutto nelle grandi corse a tappe.
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Re: Il Ciclismo - Vol. II

Post by Toni Monroe »

Red wrote: Questo rese la sua vittoria più meritevole, perchè gli toccò conquistarsi i gradi di capitano in corsa, dimostrando grande personalità.
Non dimentichiamo che i suoi successi precoci ci portano a considerarlo più "vecchio" di quanto non sia.
In fondo, ha appena compiuto 27 anni, un'età in cui nel ciclismo professionista normalmente il meglio lo devi ancora dare, soprattutto nelle grandi corse a tappe.
Sono abbastanza d'accordo. Il torto a Simoni lo fecero i dirigenti, semmai, puntando su Cunego invece che su di lui. Probabilmente decisero che i rischi erano superiori alle possibilità di vittoria (di Simoni) e scelsero di conseguenza. Ma la cosa venne gestita un po' male, con Simoni che criticò la mancanza di rispetto di un po' tutti (nel suo entourage). Ma questo, giustamente, nulla toglie ai meriti di Cunego in quell'edizione..
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Re: Il Ciclismo - Vol. II

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Toni Monroe wrote: Sono abbastanza d'accordo. Il torto a Simoni lo fecero i dirigenti, semmai, puntando su Cunego invece che su di lui. Probabilmente decisero che i rischi erano superiori alle possibilità di vittoria (di Simoni) e scelsero di conseguenza. Ma la cosa venne gestita un po' male, con Simoni che criticò la mancanza di rispetto di un po' tutti (nel suo entourage). Ma questo, giustamente, nulla toglie ai meriti di Cunego in quell'edizione..
Mi ricordano le proteste di Chiappucci quando in Carrera venne fuori un gregario che rispondeva al nome di Marco Pantani...
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Re: Il Ciclismo - Vol. II

Post by Toni Monroe »

Red wrote: Mi ricordano le proteste di Chiappucci quando in Carrera venne fuori un gregario che rispondeva al nome di Marco Pantani...
Misteri dello sport. La Saeco si trovò con due frecce al proprio arco. Ma la gerarchia ad inizio corsa diceva che si sarebbe puntato su Simoni e -probabilmente- se Cunego si dosse messo al suo servizio (come avrebbe dovuto), può anche essere che avrebbe vinto quel giro. Nel quale, d'altra parte, si classificò terzo a pochi secondi dal secondo in classifica. Con l'aiuto di Cunego avrebbe anche potuto vincere. Ma il problema non è tanto quello, mi chiedo solo come sia possibile che una squadra si presenti al via senza aver fatto chiarezza prima sulle sue intenzioni. Cunego aveva già fatto vedere di potersi prendere delle responsabilità, ma Simoni era ancora in grado di vincere. Una diversa gestione della situazione avrebbe potuto giovare a entrambi ed alla squadra, forse. Non fu una pagina bellissima nella storia dei rapporti all'interno di una squadra. E forse ha creato delle frizioni che si sarebbero dovute evitare. Che Cunego fosse già ambizioso è comprensibile, ma era davvero il caso di creare una rivalità interna?
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Toni Monroe wrote: Misteri dello sport. La Saeco si trovò con due frecce al proprio arco. Ma la gerarchia ad inizio corsa diceva che si sarebbe puntato su Simoni e -probabilmente- se Cunego si dosse messo al suo servizio (come avrebbe dovuto), può anche essere che avrebbe vinto quel giro. Nel quale, d'altra parte, si classificò terzo a pochi secondi dal secondo in classifica. Con l'aiuto di Cunego avrebbe anche potuto vincere. Ma il problema non è tanto quello, mi chiedo solo come sia possibile che una squadra si presenti al via senza aver fatto chiarezza prima sulle sue intenzioni. Cunego aveva già fatto vedere di potersi prendere delle responsabilità, ma Simoni era ancora in grado di vincere. Una diversa gestione della situazione avrebbe potuto giovare a entrambi ed alla squadra, forse. Non fu una pagina bellissima nella storia dei rapporti all'interno di una squadra. E forse ha creato delle frizioni che si sarebbero dovute evitare. Che Cunego fosse già ambizioso è comprensibile, ma era davvero il caso di creare una rivalità interna?
Cunego vinse il Giro. Simoni arrivò terzo. Fu un grande risultato di squadra.
Forse se Cunego si fosse sacrificato per Simoni, Gibo avrebbe potuto vincere. Forse. E forse no.
Dandogli fiducia, invece, è arrivata la vittoria. Quindi, è stata la tattica giusta.
Quell'anno ne aveva di più e sarebbe stato stupido chiedergli un pericoloso sacrificio solo per il rispetto di una gerarchia interna ribaltata sul campo!
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Red wrote: Cunego vinse il Giro. Simoni arrivò terzo. Fu un grande risultato di squadra.
Forse se Cunego si fosse sacrificato per Simoni, Gibo avrebbe potuto vincere. Forse. E forse no.
Dandogli fiducia, invece, è arrivata la vittoria. Quindi, è stata la tattica giusta.
Quell'anno ne aveva di più e sarebbe stato stupido chiedergli un pericoloso sacrificio solo per il rispetto di una gerarchia interna ribaltata sul campo!
I fatti dicono questo. :papa: Ma il fatto che sia giunto terzo a qualche secondo (forse tre) dal secondo, mi portano a ritenere che avrebbe potuto vincere anche Gibo. Ovviamente non è detto. E' solo molto probabile. Io non nego che Cunego meritasse i gradi sul campo. Forse sarebbe stato il caso di far ingoiare il rospo a Simoni prima che si mettesse a rilasciare certe stizzite dichiarazioni alla stampa, questo soltanto dico. Non fu una gestione brillante. Anche Indurain era già in grado di vincere il tour che vinse (con qualche sospetto) Delgado; ma quel tour non lo scipparono a Delgado e Indurain non ne ebbe un gran danno, dato che dall'anno successivo divenne lui il protagonista. Ma sono inezie. Rapporti umani. Se ne può fare a meno, giustamente..
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