Toni Monroe wrote:
Misteri dello sport. La Saeco si trovò con due frecce al proprio arco. Ma la gerarchia ad inizio corsa diceva che si sarebbe puntato su Simoni e -probabilmente- se Cunego si dosse messo al suo servizio (come avrebbe dovuto), può anche essere che avrebbe vinto quel giro. Nel quale, d'altra parte, si classificò terzo a pochi secondi dal secondo in classifica. Con l'aiuto di Cunego avrebbe anche potuto vincere. Ma il problema non è tanto quello, mi chiedo solo come sia possibile che una squadra si presenti al via senza aver fatto chiarezza prima sulle sue intenzioni. Cunego aveva già fatto vedere di potersi prendere delle responsabilità, ma Simoni era ancora in grado di vincere. Una diversa gestione della situazione avrebbe potuto giovare a entrambi ed alla squadra, forse. Non fu una pagina bellissima nella storia dei rapporti all'interno di una squadra. E forse ha creato delle frizioni che si sarebbero dovute evitare. Che Cunego fosse già ambizioso è comprensibile, ma era davvero il caso di creare una rivalità interna?
Cunego vinse il Giro. Simoni arrivò terzo. Fu un grande risultato di squadra.
Forse se Cunego si fosse sacrificato per Simoni, Gibo avrebbe potuto vincere. Forse. E forse no.
Dandogli fiducia, invece, è arrivata la vittoria. Quindi, è stata la tattica giusta.
Quell'anno ne aveva di più e sarebbe stato stupido chiedergli un pericoloso sacrificio solo per il rispetto di una gerarchia interna ribaltata sul campo!